“Il dio del massacro” di Yasmina Reza
Il dio del massacro
di Yasmina Reza
– Adelphi -
(traduzione di Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi)
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VÉRONIQUE Le proibisco di esprimere il benché minimo giudizio sulla nostra famiglia.
ALAIN E lei non esprima giudizi su mio figlio.
VÉRONIQUE Ma che c’entra! Vostro figlio ha malmenato il nostro!
ALAIN Sono giovani, sono ragazzini, e i ragazzini si sono presi a botte nell’ora di ricreazione. È una legge della vita.
VÉRONIQUE No, No!…
ALAIN Come no. Poi un po’ alla volta si impara a sostituire il diritto alla violenza. Le ricordo che all’origine il diritto è la forza.
VÉRONIQUE Tra gli uomini primitivi forse. Non tra di noi.
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ALAIN Lei ragiona troppo. Le donne ragionano troppo.
ANNETTE Una risposta originale, e piacevolmente sconcertante, suppongo.
VÉRONIQUE Non so cosa voglia dire ragionare troppo. E non vedo a che servirebbe l’esistenza senza una concezione morale del mondo.
MICHEL Vedete cosa devo sopportare!
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ALAIN Véronique, davvero pensa che ci si interessi ad altro che a se stessi? Vorremmo tutti credere a un possibile cambiamento. Di cui saremmo gli artefici e che non sarebbe legato al nostro personale vantaggio. Ma le pare possibile? Ci sono uomini indolenti, sono fatti così, altri che non vogliono perdere un solo attimo di tempo, e si danno da fare, che differenza c’è? Gli uomini si agitano fino a quando non muoiono. L’educazione, i mali del mondo… Lei scrive un libro sul Darfur, okay, capisco che uno pensi, prendo un bel massacro, ce ne sono una quantità nella storia, e ci scrivo sopra un libro. Ognuno si salva come può.
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Postilla squisitamente PERSONALE
Il testo sul quale Polanski ha realizzato Carnage, “facile” partire da questo punto.
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