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Posts Tagged ‘kiriowski’

da “Mirrors (Diari – XIII parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
Quando i giorni, le settimane, i mesi, all’improvviso ti appaiono come se fossero il prodotto di una fotocopia della fotocopia della fotocopia della fotocopia…
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Vivo di fantasie che già di per sé sarebbero assurde, ma come se questo non bastasse, nell’attesa che la realtà si schianti su di esse per polverizzarle, io anticipo tutti e tutto, alzando la mazza e calandola come l’ago della bilancia che si rompe nel momento del verdetto. E se avessi anticipato il nulla? Se quanto da me distrutto non sarebbe mai esistito nemmeno nella più infausta delle immaginazioni?
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Sono un nostalgico del minuto fa.
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Un libro è come una gravidanza. Peggio! Perché devi nutrirlo, accudirlo, crescerlo, donargli tutto te stesso, rimproverarlo sempre quando sbaglia e lodarlo mai troppo quando si comporta bene, prima ancora che abbia una possibilità di nascita.
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E’ la felicità che ti aspetta, mai il contrario.
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Non riesco a dare sfogo ai sentimenti di superficie, mentre quelli più profondi emergono senza la mia volontà, anche quando so benissimo che non faranno altro che aumentare l’equilibrio precario sul quale mi muovo.
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La ricerca del gesto perfetto, del momento perfetto, della persona perfetta, del mio io perfetto, quando la perfezione non esiste!
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La fretta acceca, ma motiva.
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Se fossimo tutti uguali, non ci sarebbero più emozioni. Perché queste nascono proprio dalle differenze, a partire dalla più evidente: quella di sesso.
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A furia di prendermi così tanto sul serio, finirò per non crederci più nemmeno io.
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Generalizzare è peccato mortale.
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Dove finisce la necessità e inizia la mancanza?
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La consapevolezza è il primo passo verso la guarigione.
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Pur rimanendo fedele alla mia natura, come è ovvio che sia, sono stato così tante persone nella mia vita, che mi sembra di non recarne traccia di alcuna.
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29 ottobre 2007 Nessun commento
da “Mirrors (Diari – XII parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
La curiosità è così umana, spunta sempre fuori, anche quando non vorremmo, anche per cose che magari riterremmo inutili e invece rimangono lì, a stuzzicare sottopelle.
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La mia cattiveria, spesso e per fortuna solo immaginata, è spaventosamente e terribilmente umana.
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Quando troverò la mia voce?
[…]
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L’amante non ama, desidera.
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Come fare a credere in una persona, quando sai che ti tradisci ogni giorno?
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Se fossi realmente razionale o pessimista o cinico fino in fondo, starei MOLTO meglio. Sarei in grado di ferire senza sentire il taglio nella mia carne, sarei in grado di venire deriso senza il gusto amaro della vendetta, sarei qualcosa di definito, magari addirittura definitivo.
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Così va la vita, tra incomprensioni per altri grandi quanto un saluto e per te capaci di divorarti in uno sbadiglio.
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10 settembre 2007
Voglio tornare ad essere sincero, vulnerabile.
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Tutte le volte che assisto all’incontro furtivo tra due amici e sento la classica frase “Dai, vediamoci, ho un sacco di novità da raccontarti”, mi domando cosa possa essere considerata una novità e cosa no, ma soprattutto perché io non dica mai una frase del genere?
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Ho aperto così tante parentesi in vita mia che non so se e quando (mai?) riuscirò a chiudere la prima.
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Le parole per una volta tanto non servono, non sono in grado di costruire recinti da cavia. Eppure, seguendole, alla fine ti ritrovi sempre lì, in un labirinto per topi da laboratorio.
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Dovremmo capire davvero. Se non altro perché altrimenti l’alternativa quale sarebbe? Potremmo ritrovarci ad aver rivolto e sprecato le nostre energie su qualcosa che si rivela sbagliato e aver perso, magari, la nostra occasione che non siamo riusciti a vedere, troppo impegnati in una battaglia che sapevamo di perdere, ma che ci siamo ostinati a combattere.
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Sono sempre così terribilmente critico nei miei confronti, perché così facendo almeno posso illudermi di essere in una continua fase di miglioramento di me stesso.

da “Mirrors (Diari – XI parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
E’ umano decidere di doversi allontanare da una persona, non perchè lo vuole la persona in questione e nemmeno tu, ma solo perchè sai (ma anche solo crederlo…) che così facendo non potrai farle del male in futuro?
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La problematica intrinseca al MIO modo di scrivere, appurato che non riesco a fare Noir, Fantasy, ecc., è che attingo o mi confronto sempre con il MIO passato. Anche quello appena… un secondo fa. E questo MIO modo di scrivere crea l’inevitabile e continuo raffronto con il presente, se non addirittura l’incapacità di viverlo.
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Quanto è lampante la stupidità umana, nel voler far fare agli altri quello che tu stesso non riesci.

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Perchè non inventiamo un dado sferico?
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Devo imparare a staccarmi dal prima come se fosse già diventato passato remoto.
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Prima di arrivare a una certezza, devo mettere in dubbio tutto.
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Non esistono i vecchi. Ci sono i giovani, i più giovani e i meno giovani.
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Se fossi realmente razionale o pessimista o cinico fino in fondo, starei MOLTO meglio. Sarei in grado di ferire senza sentire il taglio nella mia carne, sarei in grado di venire deriso senza il gusto amaro della vendetta, sarei qualcosa di definito, magari addirittura definitivo.
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Un cuore palpitante racchiuso da una mente sadica.
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Come facciamo a sapere dov’è la verità, se non siamo noi ad arbitrarla? E anche se così fosse?
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Quando abbiamo fatto quel che c’era da fare, avvicinarsi.
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Che differenza c’è tra la pioggia sull’impalcatura, lì fuori, e il piano dallo stereo, qua dentro?
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Pochissimi nascono scrittore, tanti lo diventano.
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Non bisogna farlo bene o male, ma con passione.
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Quanto siamo piccoli. Io che in questo momento riesco a vederci dal basso.
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Un tempo ero giovane e stupido. Adesso sono solo stupido.
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14 luglio 2006 1 commento
da “Mirrors (Diari – X parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
Non è la sfortuna che si fa beffe di noi, ma il nostro tempismo fuori controllo.
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C’è un tempo per essere impulsivi.
C’è un tempo per essere riflessivi.
C’è il tempo naturale delle cose, dove non si è né uno né l’altro, o forse tutti e due assieme.
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Sono un’ottimista, non praticante.
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Nell’ultimo periodo i giorni hanno un altro ritmo, forse non mi apparterrà per sempre, ma adesso il loro scivolare mi è naturale.
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L’uomo, sotto effetto della passione, non potrà mai godere di una stabile felicità, ma solo febbrilmente. Che il sentimento/sensazione sia rivolto a qualcosa, qualcuno o un insieme di tutti e due, non ha importanza. La passione è una costante ricerca di se stessa. La passione non ha fine.
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Parolainomane.
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Abbiamo solo un mazzo di supposizioni, dubbi e stranezze tra le quali pescare.
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Cerco sempre di inventare un futuro che non sia domani.
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La sincerità: nel perseguirla, dovremmo capire che è sempre un passo più in là di quanto, seppur in buona fede, crediamo.
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Perso tra i fili di me stesso e quelli che mi legano agli altri, srotolo un po’ di matassa.
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Nonostante la mia vita si inchiodi sempre ad un istante, cerco di tenermi occupato; la passività esasperata non fa parte dei miei difetti.
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Sono talmente bravo a farmi domande… dimentico sempre troppo facilmente che la diretta conseguenza sono le risposte.
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E’ da circa un mese che in almeno un momento della giornata, tra i tuoi pensieri, fa capolino la morte. Non quella materiale, nessun rito mitizzato, nessun mezzo, ma la morte come CONCETTO ASSOLUTO; cessazione dell’esistere, dell’essere e di conseguenza il NON di tutto quello che poco prima era. Niente di più e niente di meno.
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Forse il mio talento innato è di essere così bravo a negarmi anche un solo istante di felicità.
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Inizio a credere ch’io possa essere onesto con me stesso solo nella scrittura. Tutto quello che succede al di là di questa dimensione mi trascina con sé senza tanta partecipazione, lasciandomi spesso indifferente ai margini, se non quando nuoto ad occhi chiusi e controcorrente, giusto o sbagliato che sia.
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da “Mirrors (Diari – IX parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
06.09.05
Aver passato il 99% dei pranzi dell’ultimo mese a casa di tua nonna. Soli tu e lei (83 anni, una mente ancora fresca e un piccolo corpo sempre più bianco, quasi stesse scomparendo) è qualcosa che sembra restituirti alla semplicità della vita.
 
Essere debole mi fa sentire vivo, ma anche terrbilmente umano.
 
01.12.05
E’ la mia storia da bruciare.
E’ la mia lezione da riscrivere.
 
Sono scettico, non materialista. Il materialista non ha dubbi.
 
05.02.06 – 05.10
(gli uccellini hanno iniziato a cantare)
Un nottata praticamente perfetta, ma c’è ancora qualcosa che manca, forse un abbraccio…
 
I folli sono quelli nati senza volante.
 
Capisci che una persona sta peggio di te quando ti dice: Tu per me sei un punto di riferimento.
 
23.02.06 – 2.20
Questa sera mi hai fatto capire, anche se farei meglio ad usare il termine credere, che si può essere tristi, persi, sognatori, arrabbiati, delusi, stupidi, impulsivi, se stessi, senza per questo diventare macigni ingombranti e troppo pesanti da spostare.
Eri leggera pur apparendo fragile e questa tua leggerreza di carta mi ha rapito, paralizzato.
Un momento ho avuto l’impressione che mi stessi guardando dritto neglio occhi. Forse oltre? E vero o meno che sia, la la sensazione c’è stata, rimane. Giusto o sbagliato, io vivo di sensazioni, io sono sensazioni.
 
Forse sei sul fondo quando credi che nessuno, tu per primo, possa capirti. Bene o male non fanno più differenza. Essere troppo nel momento.
 
Non mi azzardo a pretendere il centro, ma quantomeno una sfumatura.
 
Perchè l’espressione “per sempre” mi terrorizza?
 
07.03.06
Troppo spesso mi domando cosa ci faccio in mezzo a tutte queste persone. Non va bene!
 
Chi sente troppo, finisce per diventare sordo.
 
Non io, è tutti.
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27 gennaio 2006 1 commento
da “Mirrors" (Diari – VIII parte) di Cheeslaw Kiriowski
 
Non è volere, ma semplicemente sentire. Peggio! Sentire quello che non vuoi.
 
Pensiero e emozione, si possono scindere? Ma soprattutto, io sarò in grado di farlo?
 
E’ possibile essere convinti di non aver controllo sulle proprie azioni?
 
Io che non vorrei mai far ricadere l’attenzione su di me, inevitabilmente e involontariamente spesso riesco nell’effetto contrario.
 
Quando passi tanto tempo a parlare con te stesso, fai fatica a trovarne per gli altri.
 
La voglia di annullarsi, fino a non avere più sostanza.
 
Che differenza tra cercare conferme e confermarsi sempre?
 
Le persone non si cercano, si trovano.
 
Nessun successo raggiunto senza sforzo è un vero successo.
 
Vivo sul filo del rasoio impugnato dalla mia mano.
 
Per me la scrittura è un’ancora. Alla quale aggrapparmi, sulla quale dondolare, sempre più forte, per vedere cosa c’è più in là.
 
Cosa muove i sentimenti? Forse non dovrei, ma nonostante mi imbottisca la bocca, i gesti, la carne, continuamente con varianti di questo termine, continuo a cercare la risposta.
 
Quando il mondo decide di cagarti addosso, tu sorridi, ma a denti stretti!
 
01.01.06 – Stavo cercando, forse, di arrestare il tempo, perchè per la prima volta in vita mia, ho veramente avuto paura del suo correre?
(dopo aver scritto questa frase, mi sono sentito l’uomo più stupido di questo mondo)
 
Un piccolo gesto può diventare la più grande delle affermazioni.
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da “Mirrors (Diari – V parte)” di Cheeslaw Kiriowski

 

da “Mirrors (Diari – III parte)” di Cheeslaw Kiriowski

 

21 novembre 2003 3 commenti

da "Mirrors (Diari)" di Cheeslaw Kiriowski

"Fidarsi delle apparenze è come un puzzle difettoso, senza qualche pezzo."

"Coltivo i miei sogni come piccoli frutti fuori stagione."

"Saper aspettare è una gran dote."

"Nella vita devi solo scoprire chi sei e cercare di esserlo."

"L’istante muore nell’attimo in cui viene pensato."

"Le persona si incontrano, si conoscono, si lasciano e si ritrovano. Fa tutto parte di questo grande baraccone che in tanti chiamiamo vita."

"Concepisco il mondo come una parte del MIO mondo e non viceversa."