Ho smarrito la strada Jack Kerouac (12/03/22 – 21/10/69)
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Ho smarrito la strada Jack Kerouac (12/03/22 – 21/10/69)
Il libro dei Blues
di Jack Kerouac
– Mondadori-
40° Chorus (San Francisco Blues)
E quando la testa mi comincia a girare
E ridono tutti gli amici
E il denaro mi casca
dalla tasca
E oro nelle mie orecchie
E argento esce volando
ed esplodono rubini
Salto su & mangio
E canto un’altra canzone
E caccerò altro vino
Nella pancia
Perchè sapete
Che ha detto Omar Khayyam
E’ meglio stare allegri
Con l’uva allegra
Che avere musi lunghi
Guaendo tutta notte
Cercando un senso
Che non esiste
*
Sulle lacrime (Richmond Hill Blues)
Lacrime è la mia fronte che si rompe
Il lunato agitato
sedersi
In bui cimiteri di treni
Quando per vedere il volto di mia madre
Che richiamava dalla desta visione
Piansi alla comprensione
della trappola mortalità
E del sangue personale della terra
Che mi aspettavo –
Padre padre
perchè mi hai abbandonato?
Mortalità & repulsione
Scorrazzano per questa città –
Infelicità è il mio secondo nome
Voglio essere salvato, -
Affondato – non può essere
Non vuole essere
Mai fu fatta per essere –
Così da vomitare!
*
1° Chorus (Desolation Blues)
Sto a testa in giù a Desolation Park
E guardo il mondo sospeso
Sopra a un oceano di spazio infinito
Le montagne grondanti roccia a roccia
Come bolle nel vuoto
Volte dove gli pare –
Stelle cadenti che la notte
Risalgono nuotando incontro a noi
Struggendosi dal nerofondo
Ma, ahimè, senza mai arrivare –
A noi che camminiamo incollati
Alla terra
Come blatte con il cervello grosso
Ignoranti di dove siamo, come,
& cosa, & a testa in giù da folli,
A parlare di governi & di storia,
- Ma il monte Hozomeen
La più bella montagna che ho mai visto,
Non fa che stare & essere montagna,
Un’accozzaglia di roccia a due punte
Sospesa dilagante nello spazio
O tremendo infinito spazio silenzioso
- Tutto va verso la testa
della bolla sospesa, per gli uomini
Il succo è nella testa –
Così le cime dei monti sono punti
Di uno struggersi liquido roccioso
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Big Sur
di Jack Kerouac
– Mondadori -
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“Esistono incommensurabili eternità cosmiche di universi nebulosi di stelle più numerose dei granelli di sabbia in tutte le galassie, moltiplicate per un miliardo di anni luce di moltiplicazione, in realtà se dovessi continuare vi spaventereste e non riuscireste a capire e cadreste in preda a una disperazione tale da cadere morti”.
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L’angoscia mentale è tanto intensa che senti di aver tradito la tua stessa nascita, le fatiche anzi no le doglie del parto di tua madre quando ti generò e ti mise al mondo, hai tradito ogni fatica di tuo padre per nutrirti e farti forte e mio Dio persino prepararti alla “vita”.
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Monsanto dirà: “Il segreto è questo, vacci piano, tutto è okay, non prendere le cose troppo sul serio, la vita è già brutta così com’è senza che tu voglia arrivare al fondo con concetti immaginari proprio come hai sempre detto tu stesso…”.
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Angeli di desolazione
di Jack Kerouac
– Mondadori -
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Tieniti saldo, amico, riprendi amore alla vita e scendi giù da questa montagna e sii semplicemente-sii-sii le infinite fertilità dell’unica mente dell’infinito, non far commenti, lagnanze, critiche, lodi, ammissioni, parlari, fulminanti stelle di pensiero, ma solo scorri, scorri, sii tutto te stesso, sii ciò che è, e soltanto ciò che è sempre.
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Mille ricordi scattano come tic tutto il giorno turbando la mia mente vitale con spasmi quasi muscolari di lucidità e reminiscenze.
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Alla fine concludo sbottando “Sono troppo vecchio per giovani idealismi del genere, ci son già passato da tutte queste cose! – devo davvero sorbirmi di nuovo tutto questo?”
“Ma è autentico, è la verità!” grida Simon. “Il mondo è un luogo di infinito incanto! Da’ a tutti l’amore e loro te lo restituiranno! Io l’ho visto!”
“Lo so che è vero ma mi sono stufato”
“Ma non puoi stufarti, se tu stufi tu ci stufiamo tutti, se tutti ci stufiamo e ci stanchiamo ci diamo tutti per vinti, e allora il mondo casca a pezzi e muore!”
“Ed è così infatti che dovrebbe essere!”
“No! ci dovrebbe essere la vita!”
“Non fa nessuna differenza!”
“Ah, Jacky-mio non venirmi a dire queste cose, la vita è vita e sangue e fatica e solletico” (e comincia a farmi il solletico sulle costole per dimostrarmelo “Vedi? Salti via, senti il solletico, tu vita, tu hai una bellezza vitale nel cervello e una gioia vitale nel cuore e un orgasmo vitale nel corpo, tutto quello che devi fare è vivere! Vivere! Tutti amano prendersi sottobraccio lungo il cammino”
“Ahimè misero sono così stanco”
“Macché! Svegliati! Sii felice” Dove andiamo adesso?”
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… trovo in fondo a me stesso nullità abissali peggiori persino di nessuna illusione –
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E per la prima volta mi rendo conto che siamo davvero in autunno e che un altro anno è morto – E quella fievole non-dolorosa nostalgia dell’Autunno aleggia come fumo nell’aria della sera, e tu sai “Oh Bene, Oh Bene, Oh Bene”-
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Tutto sommato, l’unico scopo della vita o di una storia è “E Dopo, Che Cosa Avvenne?”
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Postilla squisitamente PERSONALE
“Perchè solo chi ama molto la vita nei suoi splendori può soffrire così disperatamente nell’accorgersi dei suoi orrori e nell’accorgersi di non poterla afferrare, dominare, possedere per sempre…”
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I vagabondi del Dharma
di Jack Kerouac
- Mondadori -
Un mattino splendido, rosse incontaminate sciabolate di sole che scendevano di sopra la collina e trafiggevano oblique gli alberi gelidi come la luce di una cattedrale, e le brume che salivano per incontrare il sole, e tutt’intorno il gigantesco segreto fragore di torrenti precipiti probabilmente con veli di ghiaccio nelle pozze.
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Mi bruciava nel profondo la triste storia di dover rinnegare la realtà.
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Il silenzio era un fragore assordante.
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Su, oltre il bagliore arancione del nostro fuoco si vedevano immensi sistemi di incalcolabili stelle, soli singoli, e bassi grappoli luminosi come Venere, oppure vaste Vie Lattee incommensurabili alla comprensione umana, tutte gelide, blu, argento, ma il nostro mangiare e il fuoco erano color di rosa e dolcezza.
Postilla squisitamente PERSONALE
Letto anni, quelli che riprendendolo in mano sembrano tanti, fa.
Uno dei suoi migliori.
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Libro dei sogni
di Jack Kerouac
- Sugarco Edizioni -
Gesù la vita è triste, come fa un uomo a vivere per non dire lavorare – dorme e sognando si gira dall’altra parte – ed è qui che il Lupo è dieci volte peggiore di quello che s’immagina paparino – e come, bada, mi sono fermato – come fa un uomo a raccontare balle e a dire merda quando ha l’oro in bocca. Cincinnati, Philarkadelphia, Frohio, stazioni della Sotterranea – città della pioggia, bighellonando ozioso, Belzebur e Città dell’Hascisc, sono stato in tutti questi posti e ho letto Finnegan’s Work a che cosa mi servirà se non mi fermo a schiarirmi le idee in questo povero zeppo cer… – qual’è la parola? – cranio…
Parla, parla, parla –
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La colpa è un sogno, la compassione è l’unica realtà…
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… tutti i bambini sono stupendi perchè sono l’inizio del nostro male, gettano fondamenta d’oro per montagne di merda che i nostri anni più maturi moltiplicano e fanno fermentare ma gli anni della nostra prima infanzia non sono affatto anni ma una dolce alterazione degli occhi –
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Così, immensi e infiniti, gli eventi si dipanano da un centro più intenso e formano vaghi punti distanti solo per essere ritrovati quando i centri e gli universi trasmigreranno in altri sogni.
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Il mondo non fa che ripetersi tetramente…
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- tornare indietro può essere ridicolo, andare avanti può essere vano, rifletto e ho il fiato grosso -
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Il sogno vuoto dell’universo
di Jack Kerouac
- Mondadori -
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Poiché nessuno di noi vuole pensare che l’universo sia un sogno vuoto dovuto alla nostra mente, vogliamo delle convinzioni, molti nomi, vogliamo elenchi di leggi e una certa sdegnosa distanza dal PUAH senza volto del Vero Cielo,opra vedo uomini che se ne stanno in piedi in campi deserti ad agitare zelantemente le mani per spiegare, ma non sono che fantasmi, meri insignificanti fantasmi.
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Ma è proprio un vuoto desolato, come sono estranei alla nostra (di alcuni di noi) dolce speranzosa natura i ciechi vermi che mangeranno i nostri amati organi, le nostre amate mani, i nostri santi nasi, le nostre rievocate bocche, la carne su di noi che per settant’anni brucia davanti agli occhi, brucia a fuoco lento, impersonale come se una bomba all’idrogeno in un attimo dovesse far esplodere la terra e trasformarla in una rovinosa palla di fuoco…
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Oh, non ricordi quando eri un piccolo occhio che volava per il mondo e lo guardava con desiderio, e avrebbe voluto partecipare al divertimento, come un piccolo spermatozoo che vola attorno all’ovulo fetale e cerca di infilarci dentro la testolina per crescere, proprio lui di un milione di fratelli e sorelle, e sgomita per entrare nel mondo, nel grembo della donna…
Postilla squisitamente PERSONALE
Con questo libro si conclude la lettura di tutto quello di Kerouac pubblicato fino ad oggi.
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Maggie Cassidy
di Jack Kerouac
- Mondadori –
non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa.
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il suo interesse nei confronti di tutti era così assolutamente illimitato che era come l’impulso irrefrenabile di un ubriaco di correre e ricominciare da zero, sfiancare il mondo, baciare le fondamenta del mondo.
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quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d’argento, veli di gelo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell’universo.
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Sono seduto qui nell’immobile eternità.
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“Fa che il mio teschio, il mio naso, si fondano; fa di me un’unica cosa consapevole.”
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camminai per le tristi strade del tempo umano.
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Pic
di Jack Kerouac
- Newton Compton -
La vita è uno starnuto, la vita è un soffio.
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Sembra che la gente in città voglia divertirsi e non abbia tempo di preoccuparsi, eccetto quando le preoccupazioni la raggiungono, che è quando non è occupata a preoccuparsi.
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Lui aveva nel suo cuore quello che gli altri volevano nel loro e l’ascoltavano per un po’ di esso.
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… e lo ricordo così terribilmente recente e lui invece è andato così lontano, e io piango e incolpo tutti.
Postilla squisitamente PERSONALE
Ultimo romanzo scritto da Kerouac, ma ce ne sono almeno una dozzina da leggere prima.
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Lettere dalla Beat Generation (1941-1956)
di Jack Kerouac
- Mondadori -
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Che cosa c’è da dire? Come mai?… Perché? Che vita strana e bella è questa… incredibile e incantevole come il mare. E’ difficile dire addio. Ci sono molte cose che potrei dire ora, ma non le dirò, così, se non dovessi tornare mai più, nessuno mi piangerà. Ecco perché me ne vado, tranquillamente, con i miei progetti, e non faccio voti e non mi aspetto nulla, ma amo ogni cosa.
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Una delle donne aveva fiammeggianti capelli rossi, era sdentata e montava un cavallo da circo bianco come la neve. Mi dice: ““dio queste maledette donne che non dicono MERDA quando ne hanno la bocca piena”.
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Perché non dovrebbe rimanere nulla delle tue viscere? – a proposito di questo, è meglio saltare giù dal leone e camminare sulle proprie gambe, perché se puoi cavalcare un leone puoi anche parlarci, con un leone…
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Non c’è dubbio, assolutamente no, nel tuo prossimo libro o uno dei tuoi prossimi, scrivi velocemente, mettici dentro tutto, butta tutto fuori, giù, su, dappertutto, scrivi di getto, come Céline, come tu stesso una volta mi dicevi di fare, dio santo impara a battere mille parole al minuto, compra due registratori, sconvolgi le stupide leggi, frega i giudici, fomenta le rivoluzioni dalla tua soffitta, tira fuori tutto, porta tutto avanti, in alto, vinci, stelle, Ah, rivolgimenti, appendici, galassie, tempo, etichette, scatenato.
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… finché il mio tempo dell’Ora non finirà.
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Chiudono la fase eliminatoria del torneo con una sconfitta per 4 a 5 (subliminal a secco su un campo pesante). Poca concentrazione e impegno, dovuta alla qualificazione ormai certa della nostra squadra e alla eliminazione già dal secondo turno degli avversari.
Diario di uno scrittore affamato
di Jack Kerouac
- Mondadori -
Quel genere di notti in cui il luccichio ondeggiante delle stelle sembra ammassarsi sopra i tetti delle case in emozionante immanenza.
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… i visi che passano come comete sulla superficie della Terra, all’eterna ricerca della propria destinazione. Spero, piccolo folle, che tu capisca che la meta non è un nastro da tagliare alla fine della pista dritta di una gara di corsa, bensì un nastro su un percorso ovale che devi spezzare una volta e poi un’altra e poi ancora, correndo torno torno come un pazzo.
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Questo perché è tutta la vita che faccio tutto male allegramente, e ho la coscienza pulita. Sono un vero pasticcione.
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Accidenti!, dico, Accidenti! Tu vai di fretta e io me ne sto qui in piedi, cercando ci catturare nuovamente il passato. Tu, invece, sei là che lo cancelli, il passato del domani, che è il presente dell’oggi, lo stai cancellando mentre procedi a grandi passi, intento solo ai desideri fisici, alle comodità pratiche del tuo banale presente. Sciocco che sei! Aspetta, non correre!
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Ed ora vi confesso che sto piangendo, in silenzio e senza lacrime………
Postilla squisitamente PERSONALE
Raccolta di scritti giovanili che dimostrano dove e come sarebbe arrivato. In particolare: Nulla & La cosa per cui vivo davvero.
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Bella bionda e altre storie
di Jack Kerouac
- Mondadori –
… la strada senza voce senza parole che si scaglia in avanti senza sosta e piangendo si conquista il cammino con la morsa del catrame…
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Come tutti i sudici frenatori bianchi che venivano lì per consumare i loro malinconici pasti, anche lui era un uomo posseduto da una sofferenza profonda che sembrava un tutt’uno con la carne, volto e collo; ma chi riusciva a cantarla aveva comunque una via di salvezza; dopo tutto aveva sofferto solo un poco di più di tutti gli altri, lo spazio di un’ombra; anche se la sua sofferenza messa a confronto con la mia poteva essere paragonata agli anelli di una quercia secolare con quelli di un alberello appena nato. Un qualche migliaio di inverni avevano indurito la sua pelle, altrettante estati avevano contribuito a spaccarla. Era avvolto in una foschia che usciva dalla sua bocca in respiri grigi e freddi; certo che se non fosse stato per qui suoi occhi caldi le canzoni più che cantarle le avrebbe confessate e sarebbe stato pronto per essere avvolto in una bella coperta. Ma camminava nella notte Americana così com’era: i pantaloni di iuta, la corda, una specie di grembiule impermeabile senza forma, tutto unto e scuro come Belzebù all’inferno, pronto per ogni galera che non fornisse nemmeno un pasto: in definitiva il più triste ma il migliore tra tutti i vecchi vagabondi che mi fosse capitato di incontrare.
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Non ero lontano dalla fonte della notte piovosa che avremmo toccato, oltre le autostrade gonfie di auto come maree…
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Scoprirà che tutte le sue bugie sono più pesanti delle sue intenzioni. E le sue confessioni più leggere del Paradiso.
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- Perché la pioggia non è che il mare che ritorna, e il fiume(non il lago) è la pioggia che ritorna al mare, assorbendo una parte di noi, ogni volta una parte di noi; e fluttua senza posa il tronco nella notte e mai ritorna indietro.
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