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Posts Tagged ‘kerouac’

21 ottobre 2009 4 commenti

Nel buio faccio ironiche rimostranze
Col me stesso più stupido
Per aver fatto finta di credere
Nella realtà d’ogni cosa
Specialmente la cosiddetta realtà
Di infliggere castighi
Il risultato pieno di una capanna nel deserto
E la solitudine del superuomo
E la continua trance illuminata
Senza preoccupazioni allo scoperto
E senza muri che si chiudono sul
Luminoso Paradiso Interiore
Della Notte Stellata
Del pomeriggio della Nuvola di Stracci –
     Oh, Ah, Oro, Miele

     Ho smarrito la strada Jack Kerouac (12/03/22 – 21/10/69)

N.B. La colonna sonora del documentario è curata da Ben Gibbard e Jay Farrar e la trovate QUI.
.

Il libro degli schizzi
di Jack Kerouac
– Mondadori - 
 
La prima cosa che mi
colpisce dell’inizio dei li-
bri di Dostoevskij è
la nervosa angoscia che
sembra aver preceduto la
prima pagina – l’eroe è
sempre lo stesso, arriva
alla prima pagina dopo
eternità di introspezione,
angoscia, malinconia – proprio
come me ogni giorno.
Hmm.
 
*
 
Mrs. Langley della
porta accanto toglie rapida
le lenzuola & la biancheria dal
filo – si guarda
attorno esitante –
fa tutto con aria assente,
aggrotta le ciglia per il bagliore,
serena prima del temporale
(mentre un uccellino cinguetta
nella foresta
verso il Nord) – Prato,
fiori, erbacce ondeggiano
pigri e impazienti
- Le prime gocce
spruzzano la
bambina dei Langley
mentre gioca in
giardino – “Ehi”
dice – Ovunque
i bambini gridano
mentre la pioggia comincia
 a borbottare – Un uccellino
cinguetta tranquillo.
Ferme a NE
le nuvole sono
morbidi bignè &
sembrano sonnecchiare.
Qualche traccia di azzurro
nel grigio orizzonte
- Ora la pioggia
batte e morora –
il vento la raccoglie –
silenzio – un possente
scorsio – gli
alberi mostrano
segni d’attività -
 
*
 
Sab. notte di pioggia,
le auto passano
sollevando sibili di
fumosa rugiada dalla
strada, le gomme
ronzano, producendo
un rombo
tutto loro –
 
*
 
- là fuori c’è tristezza
a sufficienza, non serve
correrle incontro -
 
*
 
… io muoio, muoio
quando non sono entusiasta
& pieno di povera e semplice
gioia, …
[…]
L’entusiasmo è un progetto
da reintrecciare
in questo nudo cuore ramificato
 
*
 
… schegge di
legno coprono il pavimento –
vecchi chiodi arrugginiti piantati
chissà quando puntano
verso il cielo &
dimenticano –
 
*
 
Se non sei ossessionato
da qualcosa, come
un sogno, una visione, o
un ricordo, del tutto
involontari, non sei
interessato e nemmeno coinvolto.
 
*
 
Ma una fanciulla indossa
un sorriso, & un piccolo
lembo nascosto di senso
 
Postilla squisitamente PERSONALE
“Come Jackson Pollock, Kerouac escogitò un modo per prendere un oggetto che tutti noi contempliamo e utilizziamo quotidianamente trasformandolo in Arte. Il nuovo linguaggio coincideva con quello che noi parlavamo da sempre. Semplicemente, prima di aprire bocca, si trattava di conoscere ciò di cui si voleva parlare.”
[…]
“E’ proprio questo a dare incisività agli schizzi: il senso di frattura, quasi di taglio, trasmesso dalle descrizioni. Hai l’impressione che ti puntino contro, ma quando meno te l’aspetti schizzano via in molteplici direzioni, per chiudersi su una nota precisa in qualche modo legata al resto del componimento, eppure imprevista.”
[…]
“Jack vedeva attraverso la penna, e fu capace di cogliere lo spirito del suo tempo senza inventare alcunché.”
- dall’introduzione di George Condo.

“Un mondo battuto dal vento” di Jack Kerouac

18 settembre 2006 Nessun commento
Un mondo battuto dal vento
di Jack Kerouac
– Mondadori - 
(terza e ultima parte)
 
Il sole rosso è come liquido sui binari.
*
L’arte non dovrebbe essere utilizzata come una lamentela “cosmica” nei confronti di tutto, dovrebbe essere una forma di sincerità, nel senso più profondo del termine.
*
Devo imparare a conoscere la mia mente, non quella zavorrata di cultura libresca che la ricopre come un cappello da laureato.
*
… una piccola piega amorosa, ampia, umida, che ondeggia dolcemente, a forma di stella, di labbra, di cunetta, un tipo di eternità, racchiusa nella sua immensità senza forma.
*
… una donna davvero meravigliosa con capelli color rosso fiamma e niente denti. Ha detto: “Odio le donne che non dicono merda anche se ne hanno la bocca piena.
*
nel dolce Messico segreto, ero uno scialle purpureo sulle vigne e sulle città, sulle case di creta e di paglia, con quelle stelle che comparivano nel cielo, così ardenti, magari assieme a una luna moresca.
*
Ho promesso che non mi sarei mai dato per vinto e che sarei morto strillando e ridendo. E che fino ad allora imperverserò in questo mondo che, sono convinto, è sacro e tirerò tutti per il bavero della giacca e li farò confessare davanti a me e agli altri.
*
La vita non è abbastanza, se perdi contatto con il resto mondo.
*
Corri verso la libertà, dolce evaso,
la morte possiede le ossa,
ma non il Vuoto Infinito,
della Mente pura e perfetta.
Chi ha tanto?
Chi ha tutto, tutto questo.
*
Quando la vita mi smentisce,
Io, divagando in preda alla peggior collera,
Non potrei mai essere crudele a tal punto
Da interpretar l’innocenza come un’oppressione.
*
La frase mette i pensieri al nostro servizio.
*
Più che una pietra sullo stomaco, ho una cascata nel cervello e una orsa nei miei begli occhi. Nel mio cuore c’è il versante di una montagna e nel cranio una luce. Nella mia gola un uccello. Nell’anima, nelle braccia, nella mente, nel sangue, nel sesso ho una macina di lamenti che stritolano le rocce nell’acqua e l’acqua, scaldata dal fuoco e addolcita dagli elisir, diventa il lago in cui si contempla la tenerezza della vita. Con la mente grido. Con il cuore penso. Con lo sguardo amo. Con il petto vedo. Con l’anima mi trasformo. Morirò nel mio sudario. Cambierò nella mia tomba.
*
Non sono cattivi, poichè conoscono il male così bene.
*
Alcune persone sono fatte per sognare di essere diverse da quello che sono, solo così possono continuare a sognare, sognare e sognare. Questo è il mio destino.
.

“Un mondo battuto dal vento” di Jack Kerouac

12 settembre 2006 Nessun commento
Un mondo battuto dal vento
di Jack Kerouac
– Mondadori - 
(seconda parte)
 
Ci sono tutte le anime da esplorare! Amare non è poi così necessario, davvero, quanto lo è instaurare dei rapporti profondi con le persone che contano veramente.
*
Io invece avverto una differenza che non riesco proprio a definire, posso solo dire che sono sempre acutamente consapevole di dove sono e della speciale atmosfera di dove sono.
*
Negli ultimi giorni mi sono perso ancora una volta in fantasticherie e sogni ad occhi aperti: di nuovo il giovane poeta pazzo & solo a cui comunque non do il benvenuto. E’ troppo misterioso, irreale, folle, solitario, malinconico e morboso.
*
Inoltre oggi ho deciso di non ubriacarmi più, almeno non nel mio solito modo. E’ strano che non ci abbia mai pensato prima. Ho iniziato a bere a diciotto anni, ma adesso, dopo otto anni di sbronze occasionali, non lo tollero più, sia a livello fisico sia mentale. E’ stato quando ero un diciottenne che la malinconia e l’indecisione si sono impadronite per la prima volta di me, di certo esiste un legame fra l’alcol e questi stati d’animo. Le ubriacature bloccavano quella che potrei definire l’andatura del mio carattere. Quando sono sbronzo crollare spiritualmente e mentalmente diventa la cosa più facile del mondo. Allora basta. Ci vorrà del tempo, però, prima di riuscire a tenere fede a questa promessa, ma devo farlo. Sembra che io abbia una costituzione che non regge l’alcol e ancora di meno l’idiozia e l’incoerenza.
*
Inoltre: quando inizio a giudicare smetto di imparare, ma non dovrei mai smettere di imparare, eppure non si può vivere senza giudicare.
*
E’ questo il modo in cui si scrive un romanzo,
con ignoranza, paura, dolore,
 follia e quel genere di felicità psicotica che serve
da incubatrice per le meraviglie che vengono date alla luce.
*
Scrivere dovrebbe essere una lotta di secondaria importanza, altrimenti non riuscirò mai ad andare d’accordo con gli altri, perso in queste inimmaginabili acque tempestose, , solo, stranamente inumano, necessariamente folle e irraggiungibile.
*
La mia esistenza è un caos, perchè a ventisei anni non ho ancora iniziato a guadagnare uno stipendio fisso, ad aiutareveramente qualcuno al mondo, incluso me stesso, di cui dovrei avere cura, e non ho ancora amato una donna con costanza e determinazione. Ah, mi sento strano in questi giorni… come ho già detto, sono uscito dal bozzolo della solitaria scrittura creativa per rientrare nel mondo, nella piazza polverosa del mercato, a mezzogiorno, tra gli uomini e le donne, le cose.
*
L’alba era come un sudario di umidità e tenebre… orribile a tal punto da essere senza senso.
*
Che cose buffe che scopre un uomo di se stesso quando scrive. Scrivere è un’esplosione di interesse, non è qualcosa che si compone una pagina alla volta, con austerità, e le esplosioni di interesse si fermano da sole, con un sorriso furbo d’attesa.
*
Temo che per me l’amore debba essere qualcos’altro. Ho paura di tutte le restrizioni. Permettetemi questo timore. E’ la paura dell’”artista”.
*
… ebbene, ogni scrittore ha il suo sogno, naturalmente ogni uomo ha il suo sogno, e il mio è un tale miscuglio di cose: di allegria, di oscurità e di gioia intrecciate l’una all’altra, di dolce compagnia nel focolare, di triste umiltà e serietà, di qualcosa come i bambini piccoli, la casa, lo stupore, la dolcezza, la semplicità e il sollievo in questo mondo selvaggio, di dolorosa contemplazione delle cronache della vita, degli esseri umani, dell’amore e della fiducia nella gente, di un milione di cose, tutte in qualche modo oscure, poiché non luccicano.
*
Stanotte ho provato ancora una sensazione di fiducia, ma è solo il carburante, non la destinazione.
*
E’ difficile comprendere l’enorme senso di delle persone poiché capire veramente vuol dire abbandonare il proprio sé.
*
Se tutti i nostri migliori scrittori fossero stati per natura infelici e vinti, avremmo ragione di perdere ogni speranza nella conoscenza e nell’immaginazione o, se non alto, di disperare dell’assoluta mancanza di responsabilità da parte degli uomini dal talento immaginativo.
*
Sapete cos’è assolutamente triste del passato? Il fatto che non abbia un futuro, le cose che sono accadute dopo sono già state tutte messe in dubbio.
*
Non è il male il vero pericolo per il mondo, è la parola sbagliata, è la stupidità ad essere pericolosa.
.

“Un mondo battuto dal vento” di Jack Kerouac

5 settembre 2006 Nessun commento
Un mondo battuto dal vento
di Jack Kerouac
– Mondadori -
(prima parte)
 
Terminare qualsiasi cosa è un orrore, un insulto alla vita, ma il lavoro dell’esistenza deve essere portato a compimento e l’arte è un lavoro – e che lavoro!!!
*
Allora devo procedere nel modo più risoluto ed efficiente: solo, spontaneo, disciplinato, ancora e sempre.
*
Un giorno di sensazioni intense, descritte da qualche altra parte, un giorno di pensieri laceranti, che ti fanno girare di scatto all’indietro per affrontare realtà impreviste evitate fino a quel momento – e ora, all’improvviso, sei lì che le guardi faccia a faccia, come quando osservi il sole, sbatti gli occhi e ammetti la verità.
*
Se l’uomo comune, l’uomo che lavora e sta zitto, elemento che lo rende tutt’altro che comune, se, quindi, la categoria generica degli uomini dovesse scrivere tutti i suoi pensieri, o anche solo un frammento di essi, che universo letterario avremmo! E io combatto con questi segni a matita e scarabocchi.
*
Sono tornato a casa pensando: “Ora vi racconto cosa penso di ogni cosa”. Ho immaginato di “scegliere cosa volevo” una volta per tutte, ma ho finito di capire che sonosulla strada giusta se non “stabilisco mai ciò che voglio”. Continuo a dire che la mia vita è uno sforzo incessante per raggiungere la perfezione del dubbio.
*
Tuttavia, presto scriverò un saggio intitolato £Strane motivazioni per l’abolizione della pena capitale e ragioni per cui gli uomini non dovrebbero più suicidarsi” in cui dimostrerò che non importa cosa è accaduto a un uomo: questi non deve essere ucciso né deve porre fine alla propria vita, perchè con tutto il disordine e l’orribile devastazione del mondo e della fantasia umana ci resta sempre la vita e la possibilità di redimerci attraverso la semplice vista della terra e la meraviglia, il più piccolo stupore che proviamo camminando lungo una strada, e grazie a essi tutto si redime ed è FINALMENTE vero!
*
Maledetto sia colui che non fa altro che pensare e non è mai felice dei suoi pensieri, che non può mai dire: “Eccomi qui, sto pensando”. Non è un divertimento, un gioco, questo mio eterno pensare che va avanti per dodici ore al giorno. Perchè lo faccio? E’ una sorta di maledizione, sembro un segugio tutto il tempo.
*
Interi universi di nuove idee si aprono un varco nel mio sentire e non finiscono mai.
*
Parole, parole, parole… e a cosa servono le pagine bianche?
*
Un cagnolino rognoso viene legato a uno steccato con una catena da una povera famiglia del Sud. Guaisce tutta la notte, è malnutrito e viene trattato con crudeltà dai padroni. Dovrei liberare questo cane? Entrare furtivamente nel giardino la notte e liberarlo? Mi abbaierà contro, mi morderà e mi disprezzerà, nel cuore della notte, per essermi immischiato negli affari di una terra organica e immorale?
*
D’ora in avanti…
   … meno appunti sul mio lavoro…
…e su di me…
   …e più scrittura…
D’ora in poi non ci saranno più dubbi urlati, non si vedranno le radici dell’albero, ma le sue foglie. Questa è la nuova era. Un uomo deve tenere per sé i suoi dubbi e mettersi alla prova senza tante chiacchiere.
*
Stanotte scriverò moltissimo, amerò senza fine e soffocherò questa follia. Sto strappando dalla carne i mie maledetti tentennamenti e con le mani ancora sporche di sangue li butto al vento, proprio così. In simili momenti sfido qualsiasi idea giunga verso di me a guardarmi negli occhi, la sfido a posseder il mio essere, forse per amore della varietà.
*
Anche oggi sono molto felice e, sai, non mi preoccupa più come prima il fatto di diventare triste, anche se, senza dubbio, sono sempre un po’ timoroso. Questa non è la gioia di uno scrittore di feuilleton che invia la sua allegra filosofia spicciola all’editore per la colonna di un paragrafo sulla prima pagina. Quella che sto vivendo è una felicità seria, piena di dubbi e di forza. Mi chiedo se la felicità sia possibile! E’ uno stato mentale, ma non sopporterei di diventare una seccatura per tutta la vita, anche se solo per coloro a cui voglio bene. La felicità può trasformarsi in tristezza per amore del cambiamento, come la mano che mi sono bruciato con una sigaretta l’altra notte; la ferita sta cicatrizzando soltanto perchè la pelle cambia. Allo stesso modo, ogni cambiamento è un passaggio, verso la felicità o l’infelicità, e pulsa come il cuore. Il cambiamento è un passaggio, ma questi appunti non sono neanche lontanamente entusiasmanti e, devo ammetterlo, neppure divertenti e brillanti quanto il flusso di pensieri che mi ha attraversato la mente tutto oggi e ieri.
*
Oh, venti poderosi che schiantate i rami novembrini! Il placido sole splendente, non toccato dalle furie della terra, abbandona il mondo all’oscurità, al selvaggio oblio e alla notte, mentre gli uomini tremano nei loro cappotti e si affrettano verso casa. Poi le luci di casa scintillano in quelle profondità desolate. Eppure ci sono le stelle! Alte e luccicanti in un firmamento spirituale. Noi cammineremo fra mulinelli di vento, guardando intensamente attraverso le nostre sembianze terrestri, alla ricerca di un improvviso sorriso di intelligenza umana dietro queste insondabili bellezze. Ora il ruggito della furia di mezzanotte e lo scricchiolio dei nostri cardini e delle finestre, ora l’inverno, ora la comprensione della terra e della nostra presenza su di essa: questo dramma di enigmi e doppi fondi, di sofferenze e di tristi gioie, queste cose umane nell’elementare vastità di un mondo battuto dal vento.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Parecchia confusione e altrettante contraddizioni, ma una genialità e una visione uniche, resta comunque una pubblicazioni per ultra-feticisti impenitenti (tra i quali il sottoscritto)!

17 febbraio 2006 1 commento
“…Vedi?! Vedi ?! Vedi?!” ridacchiava Dean dandomi gomitate nelle costole.
“Te lo avevo detto che ci saremmo divertiti! Sono tutti uno sballo, vecchio mio!…”
 
Jack Kerouac – Sulla strada
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“L’ultimo hotel e altre poesie” di Jack Kerouac

11 febbraio 2005 2 commenti
L’ultimo hotel e altre poesie
di Jack Kerouac
– Mondadori -
 
   ferisco l’inchiostro nero
   sul tuo libro gentile
 unico peccato di incoerenza
 che finora ho commesso contro te
 dolcezza
 
*
 
Eppoi Toledo
Primaveril stellata
Amante notte
Di ragazzi autotruccati
E ragazze sfacciate
Vagabondaggio
Vagabondaggio
In cerca del dolore d’aprile
La sciaguattio di pioggia
Non scaccerà
Questo inferno fumigante
Di viale d’amanti
Questo parco di rose
Azzurro come api
 
*
 
Potevo stare ben peggio che seduto
ai Bassifondi a bermi del vino
 
Sapendo che alla fine non importa niente
Sapendo che non fa davvero niente
tra il ricco e il povero
Sapendo che l’eternità non è né sbronza
né sobria, sapendo che è giovane
ed è poeta
 
Potevo mettermi in carriera e sbraitare
E credere che a Dio gliene importava
 
Invece mi acquattavo in vicoli solitari
E nessuno vedeva me, solo la mia bottiglia
e quello che vedevano di lei era vuoto
 
*
 
C’è la gioia provata dal Santo;
c’è il coito sentito dal tristo marito;
ma quando c’è gioia del coito, è Amore
 
*
 
Scesi giù dalla mia
  torre d’avorio
E non trovai alcun mondo
 
*
 
La luna
 
La luna il suo magico essere, gran faccia triste
D’infinito    Una palla di creta illuminata
Che manifesta molti signorili rilievi
 
Scalcia una stella, le nubi si accrocchiano
In forma di Scimitarra, per rigirarle
La culla, capovolta ogni vecchia volta
 
Puoi lasciare anche che la luna ti giochi
Con palle-arancio immaginarie
Di abbacinante immaginaria luce atterrita
 
Come globi oculari, feriti & adunati,
Ammiccano all’ammicco della vista
Di un piccolo brioso otay
 
Proiettante spuntoni di luce
Fuori dal tondo blu liscio pallone
palla ripiena di monti e di lune
 
Profonda come l’oceano, alta come la luna,
Bassa come l’infima fluviale laguna
Pesca in catrame e tiro nel Pennone
 
Billy de Bud e Imperatore Hanshan
E tutto muro guardalune dopo
Daniel Machree, Yeats vedi
 
Guarda la luna oceano che segna
la faccia –
           In qualche caso
           La luna sei tu
 
           In ogni caso
           La luna
.

“Visioni di Gerard” di Jack Kerouac

17 gennaio 2005 Nessun commento
Visioni di Gerard
di Jack Kerouac
– Mondadori - 
 
Nessun anatema, nessuna maledizione scaglierei più contro questa mia dannata terra, ma solo implorazioni, se potessi decidermi a lasciar libero di fuggire da me il suo volto radicato nel mio ricordo.
*
… brevi passo e pesanti sul marciapiede della nostra storia-
*
Ah, e i venti sono freddi e soffiano una polvere che così desolata neanche all’inferno saranno mia capaci d’inventare, qui nel nord della Terra, dove le pur calde speranze umane non riescono ad eliminare lo spiffero, il piccolo spiffero che lavora tutta la notte gonfiando le tende sopra il calore dei radiatori e ti si insinua sotto la coperta, e vorrebbe portarti fuori dove gli uomini dell’alba rugginosa con le mani gonfie come prosciutti screpolate dal gelo segano e martellano sul legno e lavorano e fumano di vapore insieme ai cavalli e maledicono Satana nell’aria che ha esposto tutte le Russie, le Siberie, le Americhe nude alle raffiche dell’infinito.
*
“E il tempo sprona ad andarsene-
[...]
io ho sempre detto che il fatto che gli uomini esistano, è più interessante di qualunque cosa essi possano fare- è solo una misera recitazione su un palcoscenico improvvisato e lo scenario (la contraffazione) lo si vede spostarsi e tremolare, nei fondali, i macchinisti di scena sono maldestri, maldestro lo scenografo, e rapido il tuo occhio- Inadeguate le scene, malpagati i carpentieri- [...] Che ci sia un mondo, anzi, che sembri esserci un mondo, questo è infinitamente più interessante di tutto quello che per un verso o per l’altro può accadervi nel mondo stesso…
.

 

“Il libro dei Blues” di Jack Kerouac

22 dicembre 2004 Nessun commento

Il libro dei Blues

di Jack Kerouac

– Mondadori-

 

40° Chorus (San Francisco Blues)

 

E quando la testa mi comincia a girare

E ridono tutti gli amici

E il denaro mi casca

     dalla tasca

E oro nelle mie orecchie

E argento esce volando

     ed esplodono rubini

Salto su & mangio

E canto un’altra canzone

E caccerò altro vino

  Nella pancia

 

Perchè sapete

Che ha detto Omar Khayyam

 E’ meglio stare allegri

 Con l’uva allegra

 Che avere musi lunghi

  Guaendo tutta notte

   Cercando un senso

    Che non esiste

 

*

 

Sulle lacrime (Richmond Hill Blues)

 

Lacrime è la mia fronte che si rompe

Il lunato agitato

     sedersi

In bui cimiteri di treni

Quando per vedere il volto di mia madre

Che richiamava dalla desta visione

Piansi alla comprensione

della trappola mortalità

E del sangue personale della terra

Che mi aspettavo –

 Padre padre

 perchè mi hai abbandonato?

Mortalità & repulsione

Scorrazzano per questa città –

Infelicità è il mio secondo nome

  Voglio essere salvato, -

  Affondato – non può essere

  Non vuole essere

  Mai fu fatta per essere –

  Così da vomitare!

 

*

 

1° Chorus (Desolation Blues)

 

Sto a testa in giù a Desolation Park

E guardo il mondo sospeso

Sopra a un oceano di spazio infinito

Le montagne grondanti roccia a roccia

Come bolle nel vuoto

Volte dove gli pare –

Stelle cadenti che la notte

Risalgono nuotando incontro a noi

Struggendosi dal nerofondo

  Ma, ahimè, senza mai arrivare –

  A noi che camminiamo incollati

  Alla terra

  Come blatte con il cervello grosso

Ignoranti di dove siamo, come,

& cosa, & a testa in giù da folli,

  A parlare di governi & di storia,

- Ma il monte Hozomeen

La più bella montagna che ho mai visto,

Non fa che stare & essere montagna,

Un’accozzaglia di roccia a due punte

Sospesa dilagante nello spazio

  O tremendo infinito spazio silenzioso

- Tutto va verso la testa

  della bolla sospesa, per gli uomini

  Il succo è nella testa –

  Così le cime dei monti sono punti

  Di uno struggersi liquido roccioso
.

“Big Sur” di Jack Kerouac

3 dicembre 2004 Nessun commento

Big Sur
di Jack Kerouac
– Mondadori -

.

“Esistono incommensurabili eternità cosmiche di universi nebulosi di stelle più numerose dei granelli di sabbia in tutte le galassie, moltiplicate per un miliardo di anni luce di moltiplicazione, in realtà se dovessi continuare vi spaventereste e non riuscireste a capire e cadreste in preda a una disperazione tale da cadere morti”.

*

L’angoscia mentale è tanto intensa che senti di aver tradito la tua stessa nascita, le fatiche anzi no le doglie del parto di tua madre quando ti generò e ti mise al mondo, hai tradito ogni fatica di tuo padre per nutrirti e farti forte e mio Dio persino prepararti alla “vita”.

*
Monsanto dirà: “Il segreto è questo, vacci piano, tutto è okay, non prendere le cose troppo sul serio, la vita è già brutta così com’è senza che tu voglia arrivare al fondo con concetti immaginari proprio come hai sempre detto tu stesso…”.
.

“Angeli di desolazione” di Jack Kerouac

29 ottobre 2004 3 commenti

Angeli di desolazione
di Jack Kerouac
– Mondadori -

Tieniti saldo, amico, riprendi amore alla vita e scendi giù da questa montagna e sii semplicemente-sii-sii le infinite fertilità dell’unica mente dell’infinito, non far commenti, lagnanze, critiche, lodi, ammissioni, parlari, fulminanti stelle di pensiero, ma solo scorri, scorri, sii tutto te stesso, sii ciò che è, e soltanto ciò che è sempre.

*

Mille ricordi scattano come tic tutto il giorno turbando la mia mente vitale con spasmi quasi muscolari di lucidità e reminiscenze.

*

Alla fine concludo sbottando “Sono troppo vecchio per giovani idealismi del genere, ci son già passato da tutte queste cose! – devo davvero sorbirmi di nuovo tutto questo?”

“Ma è autentico, è la verità!” grida Simon. “Il mondo è un luogo di infinito incanto! Da’ a tutti l’amore e loro te lo restituiranno! Io l’ho visto!”

“Lo so che è vero ma mi sono stufato”

“Ma non puoi stufarti, se tu stufi tu ci stufiamo tutti, se tutti ci stufiamo e ci stanchiamo ci diamo tutti per vinti, e allora il mondo casca a pezzi e muore!”

“Ed è così infatti che dovrebbe essere!”

“No! ci dovrebbe essere la vita!”

“Non fa nessuna differenza!”

“Ah, Jacky-mio non venirmi a dire queste cose, la vita è vita e sangue e fatica e solletico” (e comincia a farmi il solletico sulle costole per dimostrarmelo “Vedi? Salti via, senti il solletico, tu vita, tu hai una bellezza vitale nel cervello e una gioia vitale nel cuore e un orgasmo vitale nel corpo, tutto quello che devi fare è vivere! Vivere! Tutti amano prendersi sottobraccio lungo il cammino”

“Ahimè misero sono così stanco”

“Macché! Svegliati! Sii felice” Dove andiamo adesso?”

*

… trovo in fondo a me stesso nullità abissali peggiori persino di nessuna illusione –

*

E per la prima volta mi rendo conto che siamo davvero in autunno e che un altro anno è morto – E quella fievole non-dolorosa nostalgia dell’Autunno aleggia come fumo nell’aria della sera, e tu sai “Oh Bene, Oh Bene, Oh Bene”-

*

Tutto sommato, l’unico scopo della vita o di una storia è “E Dopo, Che Cosa Avvenne?”

.
Postilla squisitamente PERSONALE

“Perchè solo chi ama molto la vita nei suoi splendori può soffrire così disperatamente nell’accorgersi dei suoi orrori e nell’accorgersi di non poterla afferrare, dominare, possedere per sempre…”
.

 

“I vagabondi del Dharma” di Jack Kerouac

I vagabondi del Dharma
di Jack Kerouac

- Mondadori - 

 

Un mattino splendido, rosse incontaminate sciabolate di sole che scendevano di sopra la collina e trafiggevano oblique gli alberi gelidi come la luce di una cattedrale, e le brume che salivano per incontrare il sole, e tutt’intorno il gigantesco segreto fragore di torrenti precipiti probabilmente con veli di ghiaccio nelle pozze.

*

Mi bruciava nel profondo la triste storia di dover rinnegare la realtà.

*

Il silenzio era un fragore assordante.

*

Su, oltre il bagliore arancione del nostro fuoco si vedevano immensi sistemi di incalcolabili stelle, soli singoli, e bassi grappoli luminosi come Venere, oppure vaste Vie Lattee incommensurabili alla comprensione umana, tutte gelide, blu, argento, ma il nostro mangiare e il fuoco erano color di rosa e dolcezza.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Letto anni, quelli che riprendendolo in mano sembrano tanti, fa.
Uno dei suoi migliori.
.

“Libro dei sogni” di Jack Kerouac

17 settembre 2004 Nessun commento

Libro dei sogni
di Jack Kerouac

- Sugarco Edizioni - 

 

Gesù la vita è triste, come fa un uomo a vivere per non dire lavorare – dorme e sognando si gira dall’altra parte – ed è qui che il Lupo è dieci volte peggiore di quello che s’immagina paparino – e come, bada, mi sono fermato – come fa un uomo a raccontare balle e a dire merda quando ha l’oro in bocca. Cincinnati, Philarkadelphia, Frohio, stazioni della Sotterranea – città della pioggia, bighellonando ozioso, Belzebur e Città dell’Hascisc, sono stato in tutti questi posti e ho letto Finnegan’s Work a che cosa mi servirà se non mi fermo a schiarirmi le idee in questo povero zeppo cer… – qual’è la parola? – cranio…

Parla, parla, parla –

*

La colpa è un sogno, la compassione è l’unica realtà…

*

… tutti i bambini sono stupendi perchè sono l’inizio del nostro male, gettano fondamenta d’oro per montagne di merda che i nostri anni più maturi moltiplicano e fanno fermentare ma gli anni della nostra prima infanzia non sono affatto anni ma una dolce alterazione degli occhi –

*

Così, immensi e infiniti, gli eventi si dipanano da un centro più intenso e formano vaghi punti distanti solo per essere ritrovati quando i centri e gli universi trasmigreranno in altri sogni.

*

Il mondo non fa che ripetersi tetramente…

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- tornare indietro può essere ridicolo, andare avanti può essere vano, rifletto e ho il fiato grosso -
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“Il sogno vuoto dell’universo” di Jack Kerouac

Il sogno vuoto dell’universo
di Jack Kerouac
- Mondadori -

Poiché nessuno di noi vuole pensare che l’universo sia un sogno vuoto dovuto alla nostra mente, vogliamo delle convinzioni, molti nomi, vogliamo elenchi di leggi e una certa sdegnosa distanza dal PUAH senza volto del Vero Cielo,opra vedo uomini che se ne stanno in piedi in campi deserti ad agitare zelantemente le mani per spiegare, ma non sono che fantasmi, meri insignificanti fantasmi.

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Ma è proprio un vuoto desolato, come sono estranei alla nostra (di alcuni di noi) dolce speranzosa natura i ciechi vermi che mangeranno i nostri amati organi, le nostre amate mani, i nostri santi nasi, le nostre rievocate bocche, la carne su di noi che per settant’anni brucia davanti agli occhi, brucia a fuoco lento, impersonale come se una bomba all’idrogeno in un attimo dovesse far esplodere la terra e trasformarla in una rovinosa palla di fuoco…

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Oh, non ricordi quando eri un piccolo occhio che volava per il mondo e lo guardava con desiderio, e avrebbe voluto partecipare al divertimento, come un piccolo spermatozoo che vola attorno all’ovulo fetale e cerca di infilarci dentro la testolina per crescere, proprio lui di un milione di fratelli e sorelle, e sgomita per entrare nel mondo, nel grembo della donna…

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Con questo libro si conclude la lettura di tutto quello di Kerouac pubblicato fino ad oggi.
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“Maggie Cassidy” di Jack Kerouac

19 luglio 2004 2 commenti

Maggie Cassidy
di Jack Kerouac
- Mondadori –  

 

non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa.

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il suo interesse nei confronti di tutti era così assolutamente illimitato che era come l’impulso irrefrenabile di un ubriaco di correre e ricominciare da zero, sfiancare il mondo, baciare le fondamenta del mondo.

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quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d’argento, veli di gelo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell’universo.

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Sono seduto qui nell’immobile eternità.

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“Fa che il mio teschio, il mio naso, si fondano; fa di me un’unica cosa consapevole.”

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camminai per le tristi strade del tempo umano.
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“Pic ” di Jack Kerouac

Pic
di Jack Kerouac
- Newton Compton - 

 

La vita è uno starnuto, la vita è un soffio.

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Sembra che la gente in città voglia divertirsi e non abbia tempo di preoccuparsi, eccetto quando le preoccupazioni la raggiungono, che è quando non è occupata a preoccuparsi.

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Lui aveva nel suo cuore quello che gli altri volevano nel loro e l’ascoltavano per un po’ di esso.

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… e lo ricordo così terribilmente recente e lui invece è andato così lontano, e io piango e incolpo tutti.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Ultimo romanzo scritto da Kerouac, ma ce ne sono almeno una dozzina da leggere prima.
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“Lettere dalla Beat Generation (1941-1956)” di Jack Kerouac

Lettere dalla Beat Generation (1941-1956)
di Jack Kerouac
- Mondadori - 

Che cosa c’è da dire? Come mai?… Perché? Che vita strana e bella è questa… incredibile e incantevole come il mare. E’ difficile dire addio. Ci sono molte cose che potrei dire ora, ma non le dirò, così, se non dovessi tornare mai più, nessuno mi piangerà. Ecco perché me ne vado, tranquillamente, con i miei progetti, e non faccio voti e non mi aspetto nulla, ma amo ogni cosa.

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Una delle donne aveva fiammeggianti capelli rossi, era sdentata e montava un cavallo da circo bianco come la neve. Mi dice: ““dio queste maledette donne che non dicono MERDA quando ne hanno la bocca piena”.

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Perché non dovrebbe rimanere nulla delle tue viscere? – a proposito di questo, è meglio saltare giù dal leone e camminare sulle proprie gambe, perché se puoi cavalcare un leone puoi anche parlarci, con un leone…

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Non c’è dubbio, assolutamente no, nel tuo prossimo libro o uno dei tuoi prossimi, scrivi velocemente, mettici dentro tutto, butta tutto fuori, giù, su, dappertutto, scrivi di getto, come Céline, come tu stesso una volta mi dicevi di fare, dio santo impara a battere mille parole al minuto, compra due registratori, sconvolgi le stupide leggi, frega i giudici, fomenta le rivoluzioni dalla tua soffitta, tira fuori tutto, porta tutto avanti, in alto, vinci, stelle, Ah, rivolgimenti, appendici, galassie, tempo, etichette, scatenato.

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… finché il mio tempo dell’Ora non finirà.
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Chiudono la fase eliminatoria del torneo con una sconfitta per 4 a 5 (subliminal a secco su un campo pesante). Poca concentrazione e impegno, dovuta alla qualificazione ormai certa della nostra squadra e alla eliminazione già dal secondo turno degli avversari.

“Diario di uno scrittore affamato” di Jack Kerouac

23 giugno 2004 2 commenti

Diario di uno scrittore affamato

di Jack Kerouac

- Mondadori -

 

Quel genere di notti in cui il luccichio ondeggiante delle stelle sembra ammassarsi sopra i tetti delle case in emozionante immanenza.

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… i visi che passano come comete sulla superficie della Terra, all’eterna ricerca della propria destinazione. Spero, piccolo folle, che tu capisca che la meta non è un nastro da tagliare alla fine della pista dritta di una gara di corsa, bensì un nastro su un percorso ovale che devi spezzare una volta e poi un’altra e poi ancora, correndo torno torno come un pazzo.

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Questo perché è tutta la vita che faccio tutto male allegramente, e ho la coscienza pulita. Sono un vero pasticcione.

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Accidenti!, dico, Accidenti! Tu vai di fretta e io me ne sto qui in piedi, cercando ci catturare nuovamente il passato. Tu, invece, sei là che lo cancelli, il passato del domani, che è il presente dell’oggi, lo stai cancellando mentre procedi a grandi passi, intento solo ai desideri fisici, alle comodità pratiche del tuo banale presente. Sciocco che sei! Aspetta, non correre!

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Ed ora vi confesso che sto piangendo, in silenzio e senza lacrime………

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Raccolta di scritti giovanili che dimostrano dove e come sarebbe arrivato. In particolare: Nulla & La cosa per cui vivo davvero.
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“Bella bionda e altre storie” di Jack Kerouac

Bella bionda e altre storie
di Jack Kerouac
- Mondadori –  

 

… la strada senza voce senza parole che si scaglia in avanti senza sosta e piangendo si conquista il cammino  con la morsa del catrame…

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Come tutti i sudici frenatori bianchi che venivano lì per consumare i loro malinconici pasti, anche lui era un uomo posseduto da una sofferenza profonda che sembrava un tutt’uno con la carne, volto e collo; ma chi riusciva a cantarla aveva comunque una via di salvezza; dopo tutto aveva sofferto solo un poco di più di tutti gli altri, lo spazio di un’ombra; anche se la sua sofferenza messa a confronto con la mia poteva essere paragonata agli anelli di una quercia secolare con quelli di un alberello appena nato. Un qualche migliaio di inverni avevano indurito la sua pelle, altrettante estati avevano contribuito a spaccarla. Era avvolto in una foschia che usciva dalla sua bocca in respiri grigi e freddi; certo che se non fosse stato per qui suoi occhi caldi le canzoni più che cantarle le avrebbe confessate  e sarebbe stato pronto per essere avvolto in una bella coperta. Ma camminava nella notte Americana così com’era: i pantaloni di iuta, la corda, una specie di grembiule impermeabile senza forma, tutto unto e scuro come Belzebù all’inferno, pronto per ogni galera che non fornisse nemmeno un pasto: in definitiva il più triste ma il migliore tra tutti i vecchi vagabondi che mi fosse capitato di incontrare.

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Non ero lontano dalla fonte della notte piovosa che avremmo toccato, oltre le autostrade gonfie di auto come maree…

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Scoprirà che tutte le sue bugie sono più pesanti delle sue intenzioni. E le sue confessioni più leggere del Paradiso.

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- Perché la pioggia non è che il mare che ritorna, e il fiume(non il lago) è la pioggia che ritorna al mare, assorbendo una parte di noi, ogni volta una parte di noi; e fluttua senza posa il tronco nella notte e mai ritorna indietro.
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