LEAVING VARANASI
by foot
by tuk-tuk
[Tutta colpa del post sotto se ci torno sopra ancora una volta, ma sarà l'ultima, prometto. E fanculo al tubo che sgrana.]
LEAVING VARANASI
by foot
by tuk-tuk
[Tutta colpa del post sotto se ci torno sopra ancora una volta, ma sarà l'ultima, prometto. E fanculo al tubo che sgrana.]
però, nonostante sia stata la stanza più costosa da noi presa (900rp contro una media di 500rp), perché svegliarsi alla mattina su quel balcone, con tanto di scimmie passeggianti, che dava direttamente sul Gange aka “big mother Ganga” e su un ghat frequentato solo da indiani, non ha veramente prezzo. Per non parlare della distanza irrisoria al più importante burning ghat di Varanasi.
Premettendo che il sottoscritto è sempre molto affascinato e altrettanto morboso per un certo tipo di “strana quotidianità” locale, ovunque esso si trovi, i burning ghat sono qualcosa di realmente interessante. Si tratta di piattaforme di cemento della dimensione di una decina di metri quadrati affacciate sul Gange, dove vengono installate svariate pire funerarie, che altro non sono che cataste di legna dove sopra verranno poi depositati i defunti e fatti bruciare fino a ridurli in cenere. In quello che avevamo di fianco, vanno avanti 24 ore su 24, bruciando 200 cadaveri circa al giorno. I corpi vengono avvolti in un sari, poi immersi nel Gange, cosparsi di oli e spezie, e infine messi sulla pira. Ci sono tipi di legno più pregiato e altri meno, da qui si riconosce la ricchezza di una famiglia, le donne non possono partecipare alla cerimonia, ma stanno a casa a pregare e la cosa più strana di tutte, che ci è stata fatta notare da un signore che ci spiegava alcuni particolari, nessuno piange! Le ceneri poi vengono sparse nel Gange, addirittura sotto al ghat c’è un ragazzo nell’acqua fino alla vita che setaccia in cerca dei rimasugli di oro e argento, i gioielli delle donne, che verranno utilizzati successivamente come “fondo gestione” del burning ghat. Se avete avuto un moto di ribrezzo al pensiero di quanta cenere di corpi umani ci sia in quel fiume, aggiungo che i bambini e i sadhu, in quanto ritenuti esseri puri, non vengono bruciati, ma bensì gettati in mezzo al Gange con una pietra al collo (e ho visto più di una persona lavarsi i denti direttamente nel fiume).
Varanasi è una città molto calda (sarà che abbiamo trovato solo giornate di sole) che vive in bilico tra la tradizione e un’alta affluenza di turisti, anche se, devo essere sincero, questa commistione è molto meno fastidiosa rispetto ad altre parti dell’india, anche perché quell’alta va relativizzato alla massa d’indiani nella quale si confonde. Tra la zona dove stavamo noi, che alla sera con i suoi frequenti blackout diventa un labirinto ad ostacoli intervallato da lumini isolati e da canti provenienti dagli svariati tempi, e quella più a sud dove si trovano molteplici tipi di negozi e tanti piccoli ristoranti ricavati in ogni possibile spazio in grado di contenere qualche tavolo, l’atmosfera è sempre suggestiva. Come lo è fare una gita in barca,
che sia all’alba e al tramonto, per osservare la vita che si svolge sui numerosi ghat (sicuramente più di 300 nei dintorni). In questa occasione (l’avevo detto che ci sarei tornato sopra) ho realizzato quanto sia fuorviante l’aspetto fisico degli indiani nel giudicare la loro età. Il ragazzo che ci ha accompagnato avrei detto fosse intorno ai 35 anni, peccato che dopo poco abbiamo invece scoperto che ne aveva 26 e da 5 era sposato con due figli. E non si tratta solo di una questione puramente fisica, lo si intuisce anche dai modi di fare, dal relazionarsi con la loro vita, ahimè, spesso non troppo agiata. Molto probabilmente tutto questo è dovuto alle condizioni fisiche e sociali nelle quali sono abituati a vivere, ma sono sicuro che tanto altro è anche frutto del loro credo, religione e spiritualità.
Rishikesh è stata l’ultima tappa, improvvisata visto che in teoria doveva andare a Calcutta, ma poterci stare solo due giorni e spendere quasi 100 euro di volo interno per poi tornare a Delhi (un quinto di quanto speso nell’intero viaggio), ci sembrava uno spreco evitabile.
con la quale può capitare di incontrare una coppia di ebrei ortodossi, kippah e classici peot compresi, tra una moltitudine di fedeli indu.
grandi si vedono muri di casse che pompano musica a tutto volume fino a tarda sera (qui per la prima volta mi sono veramente interessato a un’artista locale, ahimè però non riuscendo ad ottenere informazioni su chi fosse). °°°
Cliccate sulle foto per ingrandirle, altre con calma verranno messe on-line qui.

SCARAMANZIA
(Steps to India – 6)
La notizia non la riporto, non vorrei “gufarmela” oltremodo.
Tanto se negli ultimi due giorni avete visto un telegiornale o letto un quotidiano, sapete a cosa mi riferisco.

CHI VA PIANO…
(Steps to India – 5)
NEW DELHI – Una mendicante di Calcutta ha raccolto monete per 44 anni e ha portato tutto in banca per la sua pensione. Lo scrive il Calcutta Telegraph, raccontando che ci sono voluti più di tre giorni a cinque impiegati della filiale di Calcutta della Bank of India, per contare gli oltre 91 chilogrammi di monete raccolte da Laximi Das, che oggi ha 60 anni, e che all’età di 16 ha cominciato a mendicare per le vie di Calcutta. La donna ha conservato gelosamente le monete nella sua baracca del quartiere di Nandanbagan nella cittadina di Burtola ai sobborghi di Calcutta, tenendole, alcune fuori corso, in bustine di plastica raccolte poi in un grande sacco di juta che ha portato in banca.
SALE FEBBRE, FORSE PUTIN A VIENNA
(Steps to India – 3)
(ANSA) – MOSCA, 24 GIU – Sale la febbre in Russia per la semifinale di giovedì contro la Spagna: si ipotizza anche l’arrivo del premier Vladimir Putin. Quello che è certa è l’invaxsione della capitale austriaca da parte di oltre 6.000 tifosi russi. Aeroflot ha già organizzato cinque voli charter su Airbus. Per chi si troverà in volo con la compagnia di bandiera russa verso altre destinazioni, è prevista la ‘cronaca in diretta’ da parte del comandante.
UpDate 26.06.08 – mi segnalano anche questo.
SCIACALLI E VARANI IN PISTA
(steps to India – 2)
Nuova Delhi - Un intero aeroporto è rimasto bloccato per oltre un’ora perché invaso da sciacalli, varani e altri rettili che si sono stesi al sole sulle piste. E’ successo allo scalo internazionale «Indira Gandhi» di Nuova Delhi dove oltre cento voli sono stati bloccati a causa dell’imprevista irruzione di rettili.
Devono essere state le prime piogge monsoniche a spingere gli animali verso un luogo dove potersi asciugare e riscaldare, ha ipotizzato in un comunicato Arun Arora, portavoce dell’areoporto. I voli sono ripresi non appena le autorità hanno liberato le piste dagli ospiti imprevisti. Per questa operazione le autorità aeroportuali sono state coadiuvate dagli addetti della protezione animali.
Le prime avvisaglie dell’«invasione» erano arrivate lunedì quando un pilota ha notato la presenza di grandi lucertole e altri animali randagi sulla pista secondaria dell’aeroporto. Di lì a poco, dopo le opportune verifiche, sono stati notati diversi esemplari di rettili e di volatili in diversi punti delle piste. Inevitabile la decisione di sospendere temporaneamente il traffico aereo. Il break di un’ora ha avuto ripercussioni su tutti gli orari e le partenze e, di conseguenza, anche sull’operatività di altri aeroporti collegati con quello di Nuova Delhi. Gradualmente, tuttavia, la situazione è tornata alla normalità.
Non è la prima volta che lo scalo della capitale viene preso d’assalto dagli animali in concomitanza con il periodo monsonico che li spinge a cercare zone più riparate. In alcuni casi sulle piste erano state rinvenute anche delle scimmie. Per evitare altre invasioni improvvise, che potrebbero anche causare incidenti gravi intralciando gli aerei in decollo o in atterraggio, sono state adottate alcune contromisure, come il posizionamento di alcune trappole ai bordi esterni dell’aeroporto. [17/06/08]
X & Y
(steps to India - 1)
X: Hallo.
Y: Buonasera, chiamo per avere qualche informazione sul rilasco del visto…
X: Sì, hduehad udhui dnoi dackut hauiahd nbdsj hduiaw roas idm, 24! Ciao.
… tuu tuu tuu tuu …
(la serie di caratteri era italiano, ma talmente veloce e con pronunce assurde, da risultare totalmente incomprensibile)
CON LE PINNE, FUCILE ED OCCHIALI…