Archivio

Posts Tagged ‘heim’

“Mysterious skin” di Scott Heim

heim “Mysterious skin” di Scott HeimMysterious skin
di Scott Heim
– Playground -
 
Mi ero allontanato di corsa dalla casa quando avevo visto la luna, arancione, quasi elettrica, impantanata fra nuvole vaporose come palloni a elio, pronta a esplodere in un milione di schegge.
*
Lei russava, e il suo respiro era pesante e si posava come velluto sul mio orecchio.
*
La Camera di Commercio svettava imponente al centro di una serie di edifici, una fibbia sulla cintura della strada.
*
Anche se all’epoca era difficile riuscire a capirlo, l’unica cosa che desideravo era ripeterlo. Avrei voluto rifarlo per il resto dei miei giorni. Avrei visto il sesso ovunque, le se particelle si sarebbero conficcate in ogni molecola saturando tutto ciò che odoravo, assaggiavo e toccavo.
*
Parlò così lentamente che fra le sue parole avrebbero potuto formarsi le ragnatele.
*
Stavano succedendo cose incredibili. L’estate evaporava, depositando i suoi resti in mucchi di foglie turbinanti, linfa gocciolante dagli alberi e scheletriche matasse di arbusti secchi trascinati dal vento che rimbalzavano per le strade della città.
*
“E’ il momento” dissi. “Parla.” Il momento proibito era arrivato; Neil avrebbe raccontato la sua storia. Ancora prima che aprisse la bocca ferita, sapevo cosa avrebbe detto. Lo sapevo con la stessa sicurezza con cui conoscevo la mia famiglia, me stesso, e mentre parlava, sembrava che la sua storia fosse già finita, ero già al riparo, in un posto caldo e sicuro, stavo già ricordando le sue parole.
*
Quando cominciammo a vedere i cartelli per l’aeroporto internazionale di Wichita, la gran parte della giornata era già andata in fumo, era rimasto solo un crepuscolo senza colore. Da quando avevamo imboccato la statale, non avevamo scambiato più di qualche parola. Sapevo che tutti pensavano la stessa cosa: che direzione avrebbero preso le nostre vite? Il pensiero sembrava un po’ troppo melodrammatico e allora mi concentrai sulla strada, sui campi di grano, sui sentieri polverosi che portavano a fattoria dopo fattoria.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
In questo libro si parla di famiglie allo sbando, abusi sessuali su minori, emarginazione, droghe e alcolismo, senza però spingere l’acceleratore né sul lato morboso e nemmeno su quello drammatico, ed è proprio questa la forza del romanzo di Heim, saper amalgamare l’incanto giovanile con la durezza della confusione adolescenziale, con in sottofondo una sorta di sicura disillusione adulta.