da “Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato” di Francis S. Fitzgerald – minimumfax
(prima parte)
Posso riassumere tutte le mie idee sulla scrittura in una sola frase: un autore dovrebbe scrivere per i giovani della propria generazione, per i critici di quella successiva e per i professori di tutti i tempi a venire.
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Le storie fondamentali di ogni tempo sono due: Cenerentola e Pollicino. Il fascino delle donne e il coraggio degli uomini.
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Non si è mai vista una buona biografia di un bravo romanziere. Non sarebbe nemmeno possibile: uno scrittore è troppa gente allo stesso tempo, se vale almeno un poco.
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La prova di un’intelligenza di prim’ordine è la capacità di serbare nella mente due idee opposte, e nonostante questo continuare a funzionare.
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Sugli aggettivi: la prosa di qualità si basa sempre sui verbi, che sostengono le frasi e le fanno andare avanti. Il componimento poetico della tecnica più squisita, in inglese, è probabilmente La vigilia di sant’Agnese di Keats. Un verso come “la lepre zoppicava tremando sull’erba gelata” è così vivo che, leggendolo, ci passi sopra e lo noti appena. Pure, quel verso riesce a infondere in tutto il poemetto il proprio movimento: quell’andare zoppicando, quel tremito e quel gelo ti scorrono di fronte agli occhi.
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Il meglio dovrebbe vedersi subito, in una commedia, perchè una volta riconosciuta la comicità di un personaggio, tutto quello che fa è divertente. Nella vita, almeno, succede così…
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Comincia con una persona, e scopri che hai creato un tipo; comincia con un tipo, e scopri che non hai creato niente.
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Il personaggio è azione.
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Dopo ponderata riflessione, ti consiglio di non arricchire ulteriormente il tuo lessico. Se disponi di troppe parole, diventeranno come un muscolo che tu abbia sviluppato e sia costretto a usare, nell’esprimere te stesso o nel criticare gli altri.
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Non si scrive per dire qualcosa; si scrive perchè si ha qualcosa da dire.
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Se hai qualcosa da dire, e senti che nessuno prima di te lo ha detto, devi sentirlo così disperatamente da trovare una maniera di esprimerlo che nessuno ha mai trovato in precedenza, tanto che la cosa da dire e la sua espressione si fondano in una sostanza unica e indissolubile, come fossero state concepite insieme.
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Non sforzarti di essere arguta quando scrivi, se non ti viene naturale. Cerca, semplicemente, di essere sincera e autentica.
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Hai mai visto uno scrittore accogliere con calma una critica fondata e starsene zitto?
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Come ci si possa assumere la responsabilità di essere romanzieri senza una visione chiara e penetrante della vita, resta per me un mistero. Come un critico possa far suo, in qualche ora, uno sguardo che abbraccia numerosi e differenti aspetti della realtà sociale, mi sembra qualcosa di troppo mastodontico e minaccioso per la tremenda solitudine di un giovane autore.
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Chi sperimenta le cose sulla propria pelle scopre che tutte le vecchie verità hanno un fondamento.
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Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato.