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Posts Tagged ‘ferlinghetti’

17 novembre 2004 Nessun commento

da “Routines” di Lawrence Ferlinghetti – minimumfax

 

Le routine non finiscono mai; devono essere spezzate. Questa piccola routine, che ponga termine a tutte le routine, richiede la formazione di una società mondiale dedicata alla disgregazione non violenta degli eventi istituzionalizzati, una piccola cospirazione internazionale per il “turbamento della pace” non violento. Cioè, la pace delle routine quotidiane, delle funzioni tradizionali, degli affari usuali di un universo fottuto…

*

Questa piccola organizzazione sovversiva sarà conosciuta come N.O.I.A. (Nuovo Ordine dell’Illuminismo Assoluto?) – NOIA dedicata alla creazione di “situazioni” in posto pubblici quando qualche evento sociale, politico o culturale ha bisogno di essere contestato a causa della sua fatuità, stupidità generale, innocuità, o qualunque altra cosa offensiva per le persone aperte di mente & di spirito.

22 ottobre 2004 Nessun commento

da “Strade sterrate per posti sperduti” di Lawrence Ferlinghetti – minimumfax

 

Come il mattino

    delude i suoi fiori

  facendosi

    pomeriggio

 

*

 

Ah il giorno

           finisce

                  Il giorno

      finisce

    E pesci in volo

     fra gli alberi

 

    mangiano i semi

           del sole

 

*

 

11 agosto 77

 

Siamo smarriti lungo il fiume /in solitudine di pietra /solo il rumore del fiume /si salva /dall’immobilità assoluta /da vuoto assoluto /perfino l’acqua è solo alito della terra /Nulla accade /nulla palpita /come se la vita stessa dovesse ancora avere inizio /o fosse finita per sempre /Nirvana – o Samsara – o solo il tedio assoluto della campagna più desolata /Ci salva /un camper immenso /in retromarcia giù per la strada della spiaggia /e ci parcheggia quasi addosso /signore con i bigodini e mocciosi con secchielli di plastica /ne esplodono fuori /urlanti sulla spiaggia.

 

*

 

Corvi neri

come nubi

     di carta bruciata

   che scorrono

 

      nei cieli

 

*

 

   O

famelico

  

12 ottobre 2004 2 commenti

da “Il senso segreto delle cose” di Lawrence Ferlinghetti – minimumfax

 

Sintonizzati su un raga

allo stereo

e accendi TV Morte

senza audio

l’ombra in lutto per se stessa

si ritrae in se stessa

nei penosi possedimenti della morte

 

*

 

Non ho capito cos’era & sono tornato indietro

& non ho capito lo stesso

Mentre mi procuro le mie paranoie

per portarmele in giro & in giro:

davvero tormentato

da quest’affare dell’osservazione

Non si ferma mai

continua & continua & continua

mi hai detto che la vita era qui

al self-service di Bickford

meglio che di là dalla strada

nella biblioteca di Harvard

dove passo il pomeriggio

a osservare chi legge

a osservare i libri

a osservare le osservazioni degli altri

mi affretto e vedo fin troppo chiaro

altre mille cose con occhi nuovi

da scrivere

 

*

 

con il proprio cuore per guru

ogni uomo favola di se stesso

 

*

 

la Penna in equilibrio sul Nulla. Niente da dire e troppo poco con cui dirlo.

30 settembre 2004 3 commenti

da “Poesie” di Lawrence Ferlinghetti – Mondadori

 

Entrò sgorgando dalla notte

   Si fermò sulla soglia tremante

          come una foglia soffocata

                    contro una finestra

 

E volò oltre

          al primo vento

 

    foglia bicchiere di vino

                  foglia sgorgata dall’autunno

 

E fluttuò lontana

                E vagò lontana

 

Alla deriva nel labirinto

          della sua stessa vita scapestrata…

 

*

 

Al Principio

   non fu il Verbo

 poichè diamo nome a un’immagine

                         dopo averla vista

Come ad esempio

             quella volta prima

                       che esistesse la rima

Quando Adamo un mattino

             uscì senza parole

         nel chiarore

             del suo Giardino il primo mattino

E senza saper parlarle vide

                per la prima volta

                    il sole levarsi radioso

                         sull’orizzonte del mondo

E allora esplose

            in un primordiale urlo d’estasi

                           un mantra muto al sole

E non aveva parola per esso

    finché molto dopo non morse

       la bella mela del sapere

             dai fantastici

                            semi di parole

 

*

 

Nella poesia estrema

      il cuore sanguina sulla pagina

                               senza vergogna

 come l’inchiostro del tipografo sanguina

                    sulla grana della carta

Come il sangue in tutta furia

               pulsa per il corpo

                    cieco nei suoi cunicoli

E lascia impronte indelebili

    quei delicati tatuaggi di vita

                   che chiamiamo poesie