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“L’asso nella neve” di Anna Maria Carpi

carpi12 Lasso nella neve di Anna Maria CarpiL’asso nella neve
di Anna Maria Carpi
– Transeuropa –
.
IL MIO CUORE ha l’accesso stretto
il sangue non ci passa facilmente
o rigurgita o rimane dentro,
così gli altri non sanno
che passione ho per loro
che potrei
fermare anche gli ignoti per la strada
e dirgli
tutto quello che ho dentro e non mi passa –
e sarebbe la grazia.

*

MATTINE DISASTRATE,
sola in casa,
avanti e indietro scalza dal computer al frigo
per trovare una frase
nel rhum nel whisky, e non so mai quanto,
scrivo anche mail, confondo
i destinatari
e dico ciò che non dovrei mai dire
perché il mondo ha i suoi usi
e una decenza. Io non l’ho appresa.
Non mi contengo
Come fanno gli altri,
io cerco di spiegargli
la mia rovina e so che non si spiega,
e quando è mezzogiorno trasalisco,
devo tornare all’ordine,
vestirmi, mascherare
il caos in cui mi è parso di danzare – ma se è l’unica
felicità che ormai conosco!
Sei… sei in te? Osserva gentilmente
il mio compagno a tavola.
Non è severo, solo non capisce. Lui non si chiede
che senso abbiano i giorni –
ovvero sì: nessuno.
Ma io non posso crederci.

*

E NOVEMBRE e dicembre e non è inverno,
non c’è più una stagione.
Foglie a terra, ma è polvere di scena,
alberi come quinte, un teatrino
con nulla d’imminente.
Gente per via, neon ai pianiterra, uffici,
mattino, pomeriggio, uguali, grigi.

Ma viene sera.
Stendi la mano sul tuo drink serale
e guarda:
il neon blu il barista il banco acciaio
corpi facce e le bocche cosa stanno bevendo,
ascolta quel che dicono, ci sei
e anche loro ci sono e ci saranno.
Felicità. È strano ci sia ancora,
questo riso segreto sotto il cuore,
la voglia d’essere
d’essere in mezzo agli altri,
e che tutto ha senso
e che c’è l’avvenire.

*

PRENDERE E LASCIARE
senza rimpianto,
perché c’era un altr’anno e un altro ancora
e gli amici del cuore e un nuovo amore.

Ma ora è sera, sera per sempre. In stanza
c’è una farfalla scura,
notturna,grande,
una cosa greve,
non si muove, non va,
copre la lampada, e io so cos’intende.

Oh, torna, torna,
mia disperata leggerezza.

.
Postilla squisitamente PERSONALE
“E gli altri? Carpi ne sente veramente il bisogno? Sa di essere un groviglio di aperture e chiusure, di socialità e solitudine, di festa e di tana.
[…]
Anna Maria Carpi o della limpidezza. Che sollievo. Che felicità. Arrivi alla fine e ti ci riconosci. Ci sei. Segui il cammino di parole e ti stupisci che sia così dritto, così semplice, così noto. Un cammino alla luce del sole: con repentini salti nel buio, fulminee immersioni nella notte, quella notte che si annida in ognuno di noi. Poi torna la luce. Sono le cose, sì, è lo sguardo salvifico sulle cose.”
– dalla postfazione di Fausto Malcovati

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