


@ Espinal, Guararé, Playas de Panama
pohots by Asociación Gaia para la conservación y gestión de la Biodiversidad



@ Espinal, Guararé, Playas de Panama
pohots by Asociación Gaia para la conservación y gestión de la Biodiversidad
Il Mozambico sta diventando una meta sempre più gettonata dai turisti italiani attratti dalle spiagge, dai fondali marini e dai paesaggi naturali. Mi sembra tuttavia opportuno portare alla luce uno dei tanti problemi di un paese che per molti “turisti per caso” può apparire come il più classico dei paradisi tropicali.
mancanza di dati con cui le autorità preposte, operano nel rilascio delle licenze di taglio alle compagnie locali ed estere e la totale mancanza di controllo sulle quantità di legname effettivamente estratte. Come altri paesi africani con alcune leggi anche il Mozambico sta cercando di trattenere in loco la lavorazione delle materie prime, per creare sia indotto che sviluppo umano e tecnologico. Le frequenti notizie di sequestri di legname nei porti del Nord del paese e nei porti cinesi, rivelano che la maggior parte del legno viene tagliato ed esportato illegalmente (take-away Chinese).




A titolo di confronto una ripresa della foresta che non ha subito deforestazione
E questa è la dimensione della faccenda:

1982
NEGAZIONISMO MADE IN ITALY
di Bradpizza
Il 18 marzo era il mio compleanno, il 18 marzo in senato hanno discusso una mozione (n°174), votata da 34 senatori del PDL, che possiamo riassumere così: visto che sempre più scienziati non sono concordi sulla causa del riscaldamento globale, che quindi questo non è imputabile alle attività umane, e se anche fosse, tale riscaldamento non è una cosa grave nè per l’uomo nè per l’economia, allora le leggi europee (applicate dopo il famoso protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di gas serra) che impongono ai paesi della comunità un taglio del 20% delle emisisoni di CO2 ecc, a noi non piacciono perché sono troppo onerose, allora proponiamo che vengano sospese tali leggi, e che si ricominci a studiare se il riscaldamento atmosferico è veramente causato dall’uomo o no.
Io non so più cosa dire. Due settimane fà mi sono arrovellato sulle cubature del “Piano Casa”, settimana scorsa mi sono letto la proposta di modifica della legge sulla caccia (On. Orsi) che praticamente annulla ogni concetto di tutela della fauna, oggi leggo questa mozione che si muove prendendo spunto da teorie negazioniste che fanno solo rumore su una stampa da gossip.
La domanda è: questi amministratori per chi stanno facendo queste leggi?
Per smuovere l’economia stagnante?
Per difendere i guadagni di una classe?
Per interessi personali?
Bisognerebbe chiedersi perché…le risposte ci sono già.
Se domandate ai diretti interessati, amministratori regionali, provinciali, comunali, vi risponderanno (davvero vi risponderanno via mail, oppure vi telefonano a casa!!) tutti lo stesso – i piani di intersse nazionale già approvati in passato prevedono queste leggi, i testi sono stati interpretati malamente dai giornalisti e quindi vi forniranno una versione soft dello stesso pensiero.
SOLO FOGLIE
27 Novembre 2006 Daniel Ortega esce vincitore dalle elezioni nicaraguensi, grazie al supporto del Venezuela che ha sostenuto apertamente la coalizione Nicaragua Trionfa, guidata dal Fronte Sandinista e ha saputo fronteggiare l’incoraggiamento dell’Amministrazione americana nei confronti del candidato sconfitto Eduardo Montealegre. Fin qui tutto OK.
e sono costrette ad aggirare a sud il continente Americano; le altre imbarcazioni invece potrebbero circumnavigare il globo con un risparmio di tempo di circa 11 ore ed evitando la lunghissima attesa in rada per il passaggio da Panama ormai sovraffollato.
Se volete visitare il parco fatelo alla svelta! Questo è il consiglio…
DORMIAMO
di Bradpizza
Non so mai niente…mi arrampico sui vetri.
E adesso che sto scomparendo vorrei lasciare queste due righe, più per compiacermi di quanto sono stato capace di soffrire stanotte, di quanto tempo ho passato a credere nell’amore eterno e nel bene incondizionato, per quante notti ho passato a girare topo impazzito nelle tue vie per trovarti, per sentire il tuo respiro nel tuo ascensore freddo, accucciato fuori dalla tua porta con il cuore in gola…a fare cazzate, a parlare e parlare e parlare, e ancora parlare…sempre pronto a incazzarmi e a sbraitare per quello che mi serviva il mondo sul piatto freddo della vita. Ogni giorno… sempre pronto a sputare sui piedi del prossimo per inseguire i tuoi, a scavare l’asfalto e la terra, a inseguire le lancette per essere il Perfetto Orario Spaccato dietro il vetro di quell’orologio che non hai mai guardato e mi hai sempre guardato bene dall’osservare perché tanto i minuti e i quarto d’ora volano via dalle mani impegnate a truccarti a sistemare fogli e allacciare reggiseni e provare e scegliere e scartare.
Vorrei che almeno stanotte nessuno pensasse più a niente a quello che sta per accadere domani solo sui quotidiani, a convincersi e a convincere chi gli sta vicino della sua fedeltà, della sua integrità, mostrando la faccia più sincera, quella adatta a rifilare l’enciclopedia di turno o la batteria di pentole in omaggio.
Stanotte i legami sono scomparsi, non c’è alcuna possibilità di comunicare, completamente isolato dalla realtà, mi sono ricordato di quel pomeriggio passato ad osservare un ragazzo di cent’anni che palleggiava nel piazzale, incurante della luce drammatica del sole e dell’aria appena tiepida che entrava ovunque, nelle orecchie fra i denti, come se fosse normale uscire di nuovo il pomeriggio, come se fosse normale ricominciare a fiorire dal nulla di questo ghiaccio, di questo universo grigio scuro che ci divide da mesi di incomprensioni in cui l’unico scopo è stato lasciare perdere che tanto la fine sta arrivando, degna conseguenza dell’inseguimento serrato dei sogni di caldo diffuso che si susseguono, di magliette e giornate passate al Sole, come un biglietto lasciato sul parabrezza che su tutti e due i lati dovrebbe aver stampata la stessa solita pubblicità di supermercato pensato per voi, per voi che siete stanchi dei prezzi gonfiati e delle code dal salumiere. Siamo tutti stanchi di viverci addosso, licheni, parassiti con un retrogusto di sigaretta acida abbandonata da giorni nel posacenere della vita dove hai raccolto e accumulato tutto lo schifo del mondo convinto che fosse finito lì o che fosse così grande da fagocitarlo. Invece il fardello è ingombrante e non vedi la fine… Raschia!! Raschia con insistenza tutti i fondali ma la fogna è sempre pronta a spurgare, a far morire i pesci che hai cresciuto con gioia…ti dava fastidio che boccheggiassero di notte ma era il loro modo di divertirsi, adesso non preoccuparti e dormi. Abbracciami e dormi che ho acceso il gas, quello che non riscalda opssss…che trapassa. Sarai immune da questa pazzia notturna…come quando volevo che ci annegassimo nelle acque della baia, travolti dalle correnti notturne. Dopo aver abbandonato la macchina al chiaro di Luna scendiamo per la scogliera e intanto ci leviamo i vestiti convinti che non ci sarà mai più niente di così pazzo e di così unico come la notte che ci siamo incontrati e ci battevano i denti. Nel locale faceva caldo e si sudava alcol, ma noi due ci siamo guardati e ci è venuta la febbre, la smania di trovarci da soli…per toccarci e baciarci per sdraiarci per terra e senza rumore continuare a tremare sotto il lenzuolo che ci rubiamo ogni notte …la trapunta che cade e le tue braccia si stringono e cadono e poi nulla.
Respiro contro respiro. Respiro in un mondo a parte, contro ogni aspettativa dormiamo.