ONE by ONE
 
Una bolla sale rapida, passa la finestra fino a sfondare un cielo in balia di fulmini senza tuoni. La terra sta soffocando questa notte, e io con lei. Grandi flash dalla macchina di(O)gitale squarciano il tetto dei miei pensieri. Sono stanco, ma rimango a guardare. Sperando di trovare una qualche scia a tutto questo affannarsi, ma nessuno urla. Nonostante la visione sia spezzata in mille pezzi e mille ancora, una calma piatta, apparente, opprimente.
 
Pensi che non è molto intelligente rimanere alla finestra con una notte a mosaico come questa, pensi stupidamente che tanto a te proprio non t’importa. Pensi a tante di quella cose che stringi il pugno, ad averne la forza, e cercando di farlo senti solo il contatto tra la TUA pelle e la TUA pelle. Pensi che è ora di finirla di giocare a rincorrersi: “Sì, ma come?”
corpo
E la notte se ne va con il rimbombo di qualche tuono, adesso sì, attutito dalle tapparelle ormai calate con la stessa gravità con la quale vorresti si chiudessero i tuoi occhi. Un ventilatore ronza in sottofondo, poco più sopra  suoni di archi e un piano solitario, poco più dentro il tuo respiro ritmicamente asimmetrico, fuori tempo.
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