Dopo aver sentito la televisione mi sono addormentato con il pianto in gola. La mia camera, la mia scrivania inondate di giornali di questi giorni, riviste. Fratelli, qua, il comunismo è finito: è finita un’era, è finito un sogno. Sono finite le speranze.
Mio nonno è stato un comunista della prima ora, è stato in galera. Non ne parliamo. Sono finiti, dopo anni e anni di lotta. C’è gente che ha sacrificato tutto per il comunismo, ed è finito: è finito in Russia, è finito in Yugoslavia, dappertutto. Non parliamo della Yugoslavia, della Cina, e staremo a vedere. E’ questione di tempo forse anche per la Cina, per… e comunque non lo so. Con gli occhi aperti, sbarrati, pieni di lacrime, mi sono addormentato. Ho bevuto del whiskey e dei sonniferi.
 
Ma per quanto riguarda noi, in che cosa abbiamo investito tutte le nostre  energie a differenza dei Berlinguer, dei genitori comunisti, dei nonni, degli zii? In che cosa noi abbiamo investito tutte le nostre energie? A che cosa hanno sempre teso i nostri sacrifici e i nostri sforzi? E’ presto detto: alla FICA!!!

Con questa idea in testa, pensando a mio nonno, ieri notte mi sono addormentato pieno di angoscia. Poi ho sognato le solite banalità: mi scopavo una scimmia allo zoo, insidiavo il figlio del mio portiere, stupravo una giovane mondezzaia, cose del genere.
Ma poi ad un tratto, non so da dove, la grande, terribile, allucinante notizia: LA FICA ERA FINITA! Morta, superata!
La fica non aveva più valore, non ce n’era più, era stata abolita, era scomparsa dall’universo! Come per i comunisti è finito il comunismo, per noi potrebbe finire la fica! Allo stesso modo!
In molti paesi del mondo per la fica si combatteva e si moriva per le strade, guerre civili tra minoranze pronte ancora a morire per la fica e uomini duri, grandi masturbatori, che invece la disprezzavano. Migliaia di porno-shop, eros-center, sale cinematografiche per adulti distrutte dovunque. Statue di Veneri di Milo abbattute al suolo, migliaia di cassette e riviste porno date alle fiamme, spogliarelliste trucidate nelle varie piazze, suicidi in massa di guardoni, carriarmati contro prostitute e transessuali operati. Fabbricanti di tampax e assorbenti, nonché di preservativi, ritrovati impiccati nei cessi dei loro stabilimenti. Manifestazioni di preti e di gay esultanti.

La fica era finita.

Questo valore sacrosanto, per il quale ci eravamo battuti tutta la vita fin
dalla prima infanzia, era finito. Compagni con i quali, bandiere rosse in testa, simbolo del ciclo femminile, avevamo preso parte a decine e decine di dimostrazioni con i pugni alzati come dei cazzi, cantando la canzone dei lavoratori “Si fatica ma s’avanza, per la fica e per la panza”.
Il 68 non era servito a niente, il 69 nemmeno: la fica non valeva più un cazzo!
Meglio morire, magari tagliandomi le vene del pisello.

Disperato e fuori di me mi sono poi risvegliato in un bagno di sudore… EVVIVA LA FICA, FRATELLI!!

© Remo Remotti

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  1. 18 luglio 2005 a 19:00 | #1

    sempre.

    A.

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