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“Blue nights” di Joan Didion

Joan Didion - Blue nightsBlue nights
di Joan Didion
– Il Saggiatore -
(traduzione di Delfina Vezzoli)
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Il tempo passa.
Il ricordo sbiadisce, il ricordo si adatta, il ricordo si adegua a ciò che pensiamo di ricordare.
*
Le risposi a tono.
Dissi che sapevo per certo di non avere un problema cardiaco.
Lei contrattaccò.
“Certo che ha un problema cardiaco” disse. E poi, chiudendo l’argomento: “Perché altrimenti non si troverebbe in cardiologia”.
A questo non avevo risposta.
Cercai di fingere di essere a casa.
Cercai di capire se era giorno o notte: se era giorno avevo una speranza di tornare a casa, ma in ospedale non c’è né giorno né notte.
Solo turni.
Solo attese.
L’attesa dell’infermiere con la flebo, l’attesa dell’infermiere con la chiave per i narcotici, l’attesa del carro funebre.
*
So cos’è che sto provando adesso.
So cos’è la fragilità, so cos’è la paura.
La paura non è per ciò che è andato perso.
Ciò che è andato perso è già murato in una parete.
Ciò che è andato perso è già chiuso dietro porte sbarrate.
La paura è per ciò che c’è ancora da perdere.
.

Postilla squisitamente PERSONALE
Uno sguardo sul passato con i piedi ben piantati nel presente sembra essere stata la molla emotiva che ha spinto Joan Didion a scrivere questo romanzo autobiografico, facendo ruotare il tutto ovviamente attorno al recente lutto, il più grande che una madre possa subire, la morte della propria figlia.
Un libro che più che un romanzo è un memoir, portandosi appresso tutte le caratteristiche, sia positive che negative, classiche del genere.
A tratti poeticamente delicata, quasi straziante, in altri confusamente richiusa su se stessa e nel suo mondo, lungo le pagine è un continuo sbilanciarsi tra dolore e forza, ricordi e supposizioni, facendo sentire il lettore però un po’ troppo escluso, come se, forse a ragione, il suo ruolo fosse il più marginale tra tutti quelli in gioco.


 
  1. Maria
    18 luglio 2012 a 10:28 | #1

    Il lettore può rimanere escluso,forse,se non ha fatto esperienze analoghe,altrimenti quasi si sovrappone alla scrittrice di cui vive ogni moto dell’anima…

  2. 18 luglio 2012 a 12:30 | #2

    @Maria questo è molto probabile, nonché più semplice per entrambi, scrittore e lettore, credo però che un ottimo libro non debba partire dal presupposto di un lettore con la stessa esperienze dell’autore, anzi, proprio qui sta la forza di un libro, renderti partecipe/protagonista di cose che tu non hai vissuto/visto

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