PASQUA, PASQUETTA, ORI E SETTEBELLO
(soundtrack: Fiona Apple – Extraordinary machine)
Il weekend di Pasqua sono andato in montagna:
1° perchè nella via sotto casa mia arriva la fiera e c’è tanta, troppa gente. Famiglie isteriche, bambini in preda alle convulsioni e macchine in coda per ore alla ricerca di un parcheggio inesistente. Come se non bastasse da due anni a questa parte, proprio all’altezza del mio numero civico, ha lo spazio quello che vende un sapone inglese in grado di smacchiare qualsiasi cosa, decantando le virtù del suo prodotto tramite un microfono con casse e amplificatori che iniziano a snocciolare anatemi dalle nove di mattina.
2° il bisogno di cambiare aria, visuale, rituali e tempistiche.
3° avevo voglia di fare qualche discesa nel tentativo di impratichirmi con la tavola.
4° passare almeno da una tonalità di verde cadaverico (stile segregazione da neon 24 ore su 24) a un grigio da smog urbano.
Peccato che di neve non c’era traccia e il sole se è uscito, l’ha fatto probabilmente quando io me la dormivo come un opossum in letargo. No problema, almeno due punti su quattro sono stati messi a segno e direi che bastano e avanzano.
Nonostante le piste sembrassero delle lingue limacciose a tratti e schiumose in altri, nonostante una pioggerellina fitta o al massimo un cielo grigio come la coperta del mio divano casalingo, i giorni sono passati con estrema leggerezza, semplici e consecutivi come dovrebbero sempre essere.
Segnalo una gita a Rovereto per vedere la collezione permanente del MART, una piano dedicato a Sottass e una mostra intitolata “Il bello e la bestia” (molto interessante e varia).
C’era un piccola parte, della permanente di arte moderna, che aveva le parole come filo conduttore:
Francesco Clemente – Improbus
Mario Rizzi – La stanza di Jung
Chiara Dynys – (?)
Ugo Carrega – Il grande ritmo
Claudio Parmiggiani – Silenzio
Emilio Isgrò – Questo e questo
Il libro cancellato: l’attacco isterico
I “peccati”, ma non…
I fuochi d’artificio sprigionati dalla collisione tra un accendino e dei gas corporei che credevo impossibili, e comunque non così ripetutamente, solo come leggenda popolare o al massimo in serie catodiche stile “Porkys”.
“Oh ragazze, ci siamo scolate l’inverosimile!”, pronunciato da una ragazza con occhi già sbilenchi, durante una partita a scopa pre-cena-aperitivo tra sole ragazze, e subito diventata la presa per il culo preferita dall’altro campo di gioco masculino, fino a quando grappe multiple post-cena, tre rintocchi di campana e la visione di “Frankenstein Junior”, non hanno zittito tutti.
Delle patate alla svedese o scandinava? accompagnate da un pollo al curry che, se paragonate alla mia solita cena, non lo scrivo nemmeno.
L’uomo-dormiente a.k.a. H.F. (tanto il mio blog è stato inibito dalla sua rete aziendale!) che si è ricaricato dormendo per quasi due giorni interi, in previsione di un record in solitaria nel tragitto per tornare a casa in anticipo, causa obblighi lavorativi.
Le scene dalla mia sit-com preferita (non rubatemi l’idea, l’ho già depositata in SIAE): una coppia, lui è un bambinone pigro e viziato, lei una mamma sempre pronta a sgridarlo per poi lasciargli passare tutto, con il classico sottofondo di risate preregistrate.
Il film comico, suggerito da… vabbè ho detto che non si fanno i nomi, più lento della storia. A fine proiezione, dopo quasi un’ora e mezzo di mutismo nella stanza, si è sprigionata un’energia vitale che neanche a lavorare alla Pfizer.
“Così sento la musica penetrarmi” o variante minima (perchè non ero presente, resta comunque il senso), detto da quel qualcuno che dopo grappe multiple (vedi sopra) aveva fatto qualche boccata…
Sempre però, si ricomincia…
.(PUNTO)
[p.s. questo post è dedicato al f’autore]