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“Turbativa d’incanto” di Jolanda Insana

Jolanda Insana - Turbativa d'incantoTurbativa d’incanto
di Jolanda Insana
– Garzanti -
.
biliosa concima orti chiusi
sotto tettoie affumicate
e quando si rifugia in cucina
brucia i piselli e battibecco
con il suo doppio condiscendente

affetta e rosola tranci di cuore
e frattaglie palpitanti
si sente in colpa e fa manfrina di lacrimerai
ma nessun increspamento smuove
la coltre di ovatta
e per troppa fantatischeria sale sul patibolo
sfascia ferite maleodoranti
e s’affloscia
fantasma

*

sorrido a comando?
è tutta leggerezza
mi prendo una vacanza
esco dal plumbeo chiuso
e aspetto in sospensione
senza dare confidenza

non sei leggera e sei minacciosa
perché il sorriso senza faccia
è il sogghigno senza gatto

tu invece scappi nel ridottino delle cicche spente

*

è razzista e oltranzista
e vantandosi di una misura in più
non riconosce nessuno uguale a sé
compiaciuta piazzista dell’inganno

*

chissà dove credeva di arrivare
la bimba matusa
con gli infradito fucsia fosforescenti
che si perse in sogni fatiscenti
e ne uscì con le ossa rotte
dopo una boccia di litio

*

ce l’aveva con il suo sé
e aggrediva me

anche la voce è falsa e contraffatta
non ha eccitazione né sonorità
m’incazzo dice
ma non è incazzato il tono
è scolorato
e più che voce spesso è un balbettio
ma contro di me uggiolò
perché voleva e non voleva essere riconosciuta

*

per non vederti intera
per non controllare quanto non ti piaci
non tieni specchi in casa

mi specchio in te e non mi piaci

*

cento metri di garza nello stomaco
e non si finisce mai di srotolare
così sei tu
questa sei tu
è questo il tuo segreto

riconosco i tagli
perché conosco i coltelli

 
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