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“Gita al faro” di Virginia Woolf

Gita al faro
di Virginia Woolf
- Bur -
 
Provava piuttosto il desiderio di rimanere immobile soltanto per un momento dopo tante chiacchiere, e isolare una cosa in particolare; la cosa importante; separarla; isolarla; liberarla da tutte le emozioni e i piccoli particolari delle cose, e tenerla davanti a sé, e portarla davanti al tribunale dove, assisi in conclave, sedevano i giudici che lei aveva eletto a decidere quelle cose.
*
Mai nessuno era parso così triste. Amara e nera, a metà strada, nelle tenebre, nel raggio che portava dal sole all’abisso, forse si formò una lacrima; una lacrima cadde; le acque ondeggiarono, la accolsero e si richiusero quietamente. Mai nessuno era parso così triste.
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Ogni battito sembrava, mentre lui si allontanava, racchiudere lei e il marito, e dare a ognuno quel sollievo che due note diverse, una alta, una bassa, suonate nello stesso istante, sembrano donarsi reciprocamente mentre si fondono.
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Gli aveva chiesto di che cosa parlassero i libri del padre. “Soggetto, oggetto e la natura della realtà” aveva detto Andrew. E quando lei aveva risposto Cielo! non so proprio che cosa significhi, “Allora, pensi a un tavola da cucina” aveva detto lui ”quando non è in cucina.”
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Aveva un tale senso per i gesti teatrali. Sembrava un re in esilio.
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Era amore, amore che non cercava mai di afferrare il suo oggetto; ma, come l’amore che i matematici portano alle formule, o i poeti alle loro frasi, era destinato a diffondersi su tutto il mondo e a diventare parte della ricchezza umana.
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Sembrava che le parole cadessero in un pozzo, dove l’acqua era chiara, sì, ma straordinariamente deformante, così che nell’istante stesso in cui piombavano giù era possibile vedere le parole torcersi per disegnare chissà mai quale intreccio sul fondo della mente…
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Cominciò a cercare tra le infinite serie di impressioni che il tempo aveva depositato, foglia dopo foglia, piega dopo piega, dolcemente, incessantemente nel suo cervello; tra profumi, suoni; voci, aspre, vuote, dolci; e luci che passavano, e scope che sbattevano; e lo sciacquio e il silenzio del mare, e come un uomo avesse camminato su e giù e poi si fosse fermato di colpo, eretto, davanti a loro.
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Scavò un piccolo buco nella sabbia e lo ricoprì, come per seppellirvi la perfezione del momento. Era come una goccia d’argento in cui immergere e inargentare l’oscurità del passato.
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  1. 23 febbraio 2005 a 17:44 | #1

    virginia e’ una delle miescrittrici preferita ti consiglio se non l’hai visto ” the hours” straordinario il film e straordinarie le musiche di p.glass

  2. 23 febbraio 2005 a 17:47 | #2

    visto e piaciuto !

  3. 23 febbraio 2005 a 17:56 | #3

    straordinarie le musiche eh!
    forse nei prossimi giorni a bologna ti incontrero’ per strada e non sapro’ chi sei.
    straordinario

  4. 23 febbraio 2005 a 17:59 | #4

    sarà dura, visto che purtroppo rientro a casa base in giornata…

  5. 23 febbraio 2005 a 18:07 | #5

    la belleza della vita e’ la vacuita’ e l’impermanenza.
    20 anni fa incontrai in un metro di londra un ragazzo su cui avevo letteralmente lasciato gli occhi con la pena che scese velocemente senza darmi la possibilita’ di attaccare bottone…..
    due anni dopo quell’animale di mio padre si presenta davanti alla porta di casa mia con quel gran ragazzo che avevo visto a londra;
    con aria strafottente mi fissa negli occhi avvicina la mia mano a quella del ragazzo e dice “ti presento tuo fratello”….come vedi tutto puo’ accadere anche in una sola vita, una sola giornata un solo attimo

  6. utente anonimo
    23 febbraio 2005 a 18:10 | #6

    incredibile , le coincidenze…virtuali!

  7. 23 febbraio 2005 a 18:10 | #7

    come non darti ragione…

  8. 23 febbraio 2005 a 18:16 | #8

    gli utenti anonimi mi fanno molto incazzare
    …..virtualmente sia chiaro!

  9. 23 febbraio 2005 a 18:19 | #9

    eh eh
    il bello e il brutto dei blog

  10. 23 febbraio 2005 a 18:26 | #10

    inserzione per l’utente anonimo sto cercando penna brillante per scrivere a due mani la mia montagnarussata biografia……sei disponibile?

  11. utente anonimo
    24 febbraio 2005 a 9:40 | #11

    l’anonimo è smartolin, cioè io che per stanchezza non si è firmato. almavox sono a tua disposizione,con la fantasia che ti ritrovi il capolavoro è assicurato. quando si comincia?

  12. 24 febbraio 2005 a 16:50 | #12

    attenzione smartolin a buttare esche pesci potrebbero abboccare……
    mandami qualche tuo scritto se mi piace come scrivi iniziamo subito, e che tu ci creda o no la mia vita e’ fatta di episodi come quello che ho raccontato sulla conoscienza di mio fratello.
    spediscimi i tuoi scritti su almavox@libero.it

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