da “Noialtri” di Sergej Dovlatov – Sellerio editore Palermo
“Stammi bene” disse Reinhard a fatica. “Ciao ciao, Evviva il sonno, poiché il sonno è ozio. E’ l’ozio è l’unica condizione morale. Qualsiasi attività è mortifera… Ciao!…”
“Arrivederci!” dissi io. “La vita è assurda!”
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“Lo sai cos’è che mi tormenta?” continuò. “Quando vivevamo a Novorosskjsk, c’era uno steccato. Un alto steccato marrone. Ogni giorno passavo accanto a quello steccato e non so proprio cosa ci fosse dietro. Non l’ho mai chiesto. Non pensavo che fosse importante… Come viviamo in modo insensato e stupido la nostra vita!
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Già in taxi mi misi a bere dalla bottiglia. Il tassista mi diceva:
“Stia giù”.
Io rispondevo:
“Se sto giù io, non viene giù lei…”
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Eppure, quando c’era Stalin era meglio. Con Stalin, si pubblicavano i libri e poi si fucilavano gli autori. Adesso gli scrittori non li fucilavano. I libri non li pubblicavano. I teatri ebraici non li chiudevano. Semplicemente non ce n’erano…
Gli eredi di Stalin delusero mio padre. Mancava loro la grandezza, lo splendore, la teatralità. Mio padre era disposto a rassegnarsi alla tirannia, ma ad una tirannia levantina, colorita e un po’ selvaggia.
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Gli eventi nel frattempo avevano assunto un assetto piuttosto incerto. All’estero mi pubblicavano. La figlia di mio padre si era innamorata del giovane sionista Lenja. I due giovani sposi si apprestavano a emigrare. Io avevo un piede a Parigi e l’altro in galera…
Alla fine mio padre fu licenziato.
“Tanto meglio” dissi io. “Partiamo insieme”.
“Per dove?”
“Per dove vuoi. Per la giungla capitalista”.
“E che ci facciamo là?”
“Niente. Invecchiamo…”
Mio padre quasi si arrabbiò. Roba da matti: abbandonare la scena la terzo atto! Tre minuti prima degli applausi!…
Cosa potevo dirgli? Che non eravamo sul palcoscenico, ma in platea? Che c’era l’intervallo? Che poteva durare fino alla venuta del messia?…
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“Il nostro mondo è assurdo” dico a mia moglie “e i nemici dell’uomo sono i suoi familiari!”
Mia moglie si arrabbia, anche se lo dico per scherzo.
In risposta sento:
“I tuoi nemici sono il vino da due soldi e le bionde tinte!”
“Quindi” dico io “sono un cristiano autentico. Infatti Gesù Cristo ci ha insegnato ad amare i nostri nemici…”
Questi discorsi continuano da vent’anni. Da quasi vent’anni…
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Il silenzio è una forza enorme. Dovrebbero vietarlo, come le armi batteriologiche…
Postilla squisitamente PERSONALE:
una scrittura pulita e puntuale. Uno stile tra il grottesco e il sarcastico. La storia della sua famiglia e quella della Russia comunista. Un bel libro: divertente, godibilissimo e intelligente.