Home > Senza categoria > “Lolita” di Vladimir Nabokov

“Lolita” di Vladimir Nabokov

nabokov11 Lolita di Vladimir NabokovLolita
di Vladimir Nabokov
– Adelphi -
(traduzione di Giulia Arborio Mella)
.
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei mie lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
*
Attraverso le siepi degli anni sbirciavo come un guardone dentro fioche finestrelle.
*
Di nuovo i motel diffidenti ci accolsero con scritte che dicevano:
“Vogliamo che vi sentiate come a casa vostra. Al vostro arrivo è stato fatto un attento inventario di tutti gli oggetti presenti nella vostra stanza. Abbiamo registrato il vostro numero di targa. Usate l’acqua calda con parsimonia. Ci riserviamo il diritto di espellere senza preavviso qualsiasi persona sgradita. Non gettate rifiuti di alcun genere nella tazza del WC. Grazie. Visitateci di nuovo. La Direzione.
P.S. Per noi i nostri clienti sono la Gente più Bella del Mondo.
In quei luoghi terrificanti pagavamo dieci dollari per due letti gemelli, le mosche facevano la fila davanti alla porta senza zanzariera e riuscivano sempre a intrufolarsi in camera, i mozziconi dei nostri predecessori indugiavano ancora nei portacenere, sul cuscino c’era un capello di donna, si sentiva il vicino che appendeva la giacca nell’armadio, gli attaccapanni, per impedire i furti, erano ingegnosamente fissati all’asta da volute di fil di ferro e, insulto supremo, i quadri appesi sopra i letti erano gemelli identici. Notai anche che la moda alberghiera andava mutando. I bungalow tendevano a fondersi per formare a poco a poco il caravanserraglio, e allora (a Lo non interessava, ma forse al lettore sì) veniva aggiunto un altro piano, giù si ricavava una hall, le macchine venivano trasferite in un garage comune e il motel tornava ad essere il buon vecchio hotel.
*
Ogni mattina, durante il nostro anno di viaggi, dovevo creare qualche nuova aspettativa, un punto speciale nello spazio e nel tempo che risvegliasse il suo interesse, che la facesse sopravvivere fino all’ora di andare a letto. Altrimenti, privato di uno scopo che gli desse forma e sostanza, lo scheletro della sua giornata si afflosciava e rovinava a terra. La meta poteva essere qualsiasi cosa – un faro in Virginia, una caverna dell’Arkansas trasformata in caffè, una collezione di pistole e violini nell’Oklahoma, una replica della grotta di Lourdes in Louisiana, fotografie sbiadite della febbre dell’oro nel museo di una località turistica sulle Montagne Rocciose, qualsiasi cosa – ma doveva essere lì davanti a noi, come una stella fissa, anche se al nostro arrivo Lolita avrebbe probabilmente affettato un conato di vomito.
*
Non potevo uccidere lei, naturalmente come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vita, a ultima vista, a eterna vista.
.
Postilla squisitamente PERSONALE
Gli insegnanti di letteratura sono inclini a escogitare problemi come “Qual è l’intento dell’autore?”, o, ancora peggio, “Che cosa sta cercando di dire questo tizio?”. Ora, si dà il caso che io sia il tipo di autore che, quando comincia a lavorare a un libro, non ha altro intento se non quello di liberarsi del libro medesimo, e che, se qualcuno gli chiede di spiegarne l’origine e l’evoluzione, deve ricorrere a termini vetusti come l’Interreazione di Ispirazione e Combinazione – il che, lo riconosco, ricorda un prestigiatore che spieghi un trucco con un altro trucco.
[…]
… un lettore altrimenti intelligente, dopo aver sfogliato la prima parte, descrisse Lolita come “la vecchia Europa che travia la giovane America”, mentre un altro sfogliatore ci vide “la giovane America che travia la vecchia Europa”. – dalla postazione di Vladimir Nabokov


Qui
, un articolo di Tommaso Pincio su Nabokov e Lolita. 

.

  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...