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“Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” di Raymond Carver

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore
di Raymond Carver
- minimumfax –  

 

Sentivo il cuore che mi batteva. Sentivo il battito del cuore di ognuno. Sentivo il rumore umano che facevamo tutti, lì seduti, senza muoverci, nemmeno quando la stanza diventò tutta buia.

* 

Avevamo la strana sensazione che ormai poteva succedere qualsiasi cosa, tanto ci eravamo resi conto che era già successo di tutto.

*

Una grande luna si era posata sulle montagne che circondavano la città. Era una luna bianca e coperta di cicatrici. Qualsiasi idiota poteva vederci una faccia.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Immaginate un distributore/tavola calda, subito dopo l’ennesima curva di una strada in mezzo a un bosco. Immaginatevi le porte a vetri, le tendine appese dentro il locale. Il campanello, un bancone lunghissimo e le cameriere ancora in divisa con il loro nome sulla targhetta. Immaginate la tabella con la specialità della casa. Quelle lettere, un po’ bianche e un po’ arancioni, attaccate sconnessamente. C’è scritto: “Carver, specialità della casa”.

 
  1. 22 giugno 2004 a 11:04 | #1

    ..un incubo!

  2. 22 giugno 2004 a 16:56 | #2

    UN SOGNO CHE ASSOMIGLIA A UN INCUBO: LA FAMIGLIA

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