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LONTANI

LONTANI… EPPUR COSI’ VICINI


 


I tasti trasfigurano…


 


E lo so…


a volte improvvisamente stupido,


altre bambino fantasioso,


mi allontano.


 


Dove sei stato? mi chiedi.


A saperlo, rispondo.


 


Il non volere


sveste la maschera


ingabbiato in fili


da me annodati,


tirati.


 


Silenzi e sguardi


persi nel più buio


degli angoli.


 


Inconsapevolmente


farsi, farci male.


 


Postilla squisitamente PERSONALE:

questa poesia fa parte di un trittico che è iniziato con – SOLO TU – continua con questa -  LONTANI… EPPUR COSI’ VICINI – e finirà con quella di domani mattina – ANCORA TU.  La personale lettura avviene con in sottofondo una canzone dell’album di Sinigallia, lascio indovinare quale…

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  1. utente anonimo
    26 aprile 2004 a 20:35 | #1

    senza staccarsi torniamo abbracciati da un viaggio ed è come una sfida davanti ai fucili per strada guardarti dormire e anche quando non ci sarai so già che ci sarai

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