“Una cosa divertente che non farò mai più” di David Foster Wallace
Ora, io ho trentatré anni, e sento di aver già vissuto tanto e che ogni giorno passa sempre più velocemente. Ogni giorno sono costretto a compiere una serie di scelte su cosa è bene e cosa è male o importante o divertente, e poi devo convivere con l’esclusione di tutte le altre possibilità che quelle scelte mi precludono. E comincio a capire che verrà un momento in cui le mie scelte si restringeranno e quindi le preclusioni si moltiplicheranno in maniera esponenziale finché arriverò a un qualche punto di qualche ramo di tutta la sontuosa complessità ramificata della vita in cui mi ritroverò rinchiuso e quasi incollato su di un unico sentiero e il tempo mi lancerà a tutta velocità attraverso vari stadi di immobilismo e atrofia e decadenza finché non sprofonderò per tre volte, tante battaglie per niente, trascinato dal tempo. E’ terribile. Ma dal momento che saranno proprio le mie scelte a immobilizzarmi, sembra inevitabile, se voglio diventare maturo, fare delle scelte, avere rimpianti per le scelte non fatte e cercare di convivere con essi.
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Un triplo din-don dagli altoparlanti in cabina, nel corridoio e nelle sale è seguito da una flautata voce di donna che dice buongiorno, che giorno è, che tempo fa, eccetera. Lo dice con un dolce accento inglese, le ripete in un francese che sembra alsaziano, e poi ancora in tedesco. Riesce a rendere persino il tedesco mieloso e postcoitale.
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Le mattinate nel porto sono un momento speciale per il semi-agorafobico, perché tutti gli altri scendono dalla nave e vanno sulla terraferma in Escursione Organizzata o per attività turistico-peripatetiche non strutturate e i ponti superiori della Nadir sono avvolti della stessa atmosfera deserta deliziosa e irreale che ha una casa quando, da bambino, sei malato e resti da solo mentre gli altri sono tutti al lavoro o a scuola.
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Quanto tempo è che non fate Assolutamente Niente? Per quanto riguarda me, lo so con precisione. So con precisione quanto tempo è passato dall’ultima volta che ogni mio bisogno è stato esaudito senza possibilità di scelta da qualche forza esterna, senza che dovessi farne richiesta o addirittura ammettere di avere alcun bisogno. E anche quella volta galleggiavo nell’acqua, in un liquido salato, e caldo, ma poi nemmeno troppo – e se per caso ero cosciente, sono sicuro che non avevo paura e che mi stavo divertendo un sacco e che avrei spedito cartoline dicendo a chiunque “vorrei che fossi qui”.
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Nonostante Conroy e il terrore della morte, adesso siamo nella condizione di apprezzare la menzogna nascosta nel cuore della brochure della Celebrità. Perché è proprio questa – la promessa di appagare la parte di me che, sempre e soltanto, VUOLE – l’illusione fondamentale che la brochure vende. E’ da notare che la vera illusione, qui, non è che questa promessa sarà mantenuta, ma che sia possibile mantenerla. Questa è una grande, gigantesca menzogna. E naturalmente io voglio crederci – fanculo Budda – voglio credere che magari questa vacanza dell’estrema illusione mi vizierà a sufficienza, che il lusso e il piacere saranno somministrati in maniera così completa e impeccabile che la mia parte infantile si sentirà finalmente appagata.
L’illusione che vendono è la vera ragione per cui tutti i soggetti di tutte le foto di tutte le brochure hanno delle espressioni che sono allo stesso tempo estasiate e stranamente fiacche: queste espressioni vogliono dire “aaaaah”, e questo non è solamente il grido della parte infantile di una persona che esulta perché ottiene ciò che ha sempre cercato, cioè essere viziata in ogni momento, ma è anche il grido di sollievo di tutte le altre parti di quella persona nel momento in cui la parte infantile si azzittisce.
Postilla squisitamente PERSONALE
Abbiamo perso una delle menti e degli scrittori più geniali e originali degli ultimi anni. DFW R.I.P.
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Abbiamo perso una delle menti e degli scrittori più geniali e originali degli ultimi anni. DFW R.I.P.
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Non è il suo libro che ho preferito, ma sono sempre contenta quando viene ricordato e apprezzato.
Julia
@Julia – ti dirò che io non sempre, anzi, sono stato completamente positivo sulle sue opere (reportage, racconti o romanzi che fossero), però rimangono indubbie le sue grandi qualità di artista.
ohi strobo-spaccalegna! piccolo refuso nell’occhiello: David Foster Fallace
eazye
@eazye – opsss, corretto, grazie.
questo libro è geniale
su dfw scrittore ho sempre avuto un sacco di perplessità: bella testa, ma a volte decisamente troppo lontano dalle mie corde.
f.