"La morbida macchina"
di William Burroughs
- SugarCo -
Sono un agente pubblico e non so per chi lavoro, prendo istruzioni da segnali stradali, da giornali e da brani di conversazioni che strappo dall’aria come un avvoltoio che porti via interiora da un’altra bocca.
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Così arrivammo a Mexico City proprio prima dell’alba e io dissi ecco che ci risiamo – Quel cuore pulsava nel sole e io pulsavo insieme a lui…
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Cartoline finali si raggrinziscono nel tempo pesante.
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… e lo trovano divertente, ma io non rido affatto se non rapidissimamente fra una parola e l’altra non ne ho il tempo capite se rido loro mi potrebbero cogliere di sorpresa perché il ridere non li tiene lontani come il parlare, adesso state a vedere.
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I suoi occhi azzurri e gelidi come aria liquida si dilatano e si contraggono divorando la luce.
Postilla squisitamente PERSONALE
Io su Burroughs non riuscirò mai a decidermi.
DECIDITI! Lo so, col buon vecchio William si va a periodi, ma se lo pubblichi sul blog qualcosa significherà…e poi questo è uno dei suoi pochi libri “leggibili”
Non direi “leggibili”, ma “comprensibili” fino in fondo (che poi il fonde dove sta? sopra o sotto?)