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“A ritroso” di Joris-Karl Huysmans

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di Joris-Karl Huysmans
– BUR – 
 
Alcuni anni prima, una sera, in via Rivoli, aveva incontrato un monello di circa sedici anni, un ragazzo palliduccio e dall’aria astuta, seducente quanto una fanciulla. Succhiava a fatica una sigaretta la cui carta si rompeva, bucata dalle punte del tabacco popolare. Bestemmiando si strofinava sulla coscia dei fiammiferi da cucina che non si accendevano. Li consumò tutti. Accorgendosi allora che Des Esseintes lo osservava, si avvicinò con la mano alla visiera del berretto e gli chiese educatamente del fuoco. Des Esseintes gli offrì alcune sigarette aromatiche, poi attaccò discorso e invitò l’adolescente a raccontargli la sua storia.
Era semplicissima: si chiamava Augusto Langlois, lavorava in una fabbrica ci cartoni e suo padre lo batteva di santa ragione.
Des Esseintes lo ascoltava pensoso.
 – Vieni a bere, – disse. E lo condusse in un caffè dove gli fece servire qualche ponce violento.
- bene, – disse a un tratto Des Esseintes, – vuoi divertirti stasera? Pago io. – E lo aveva condotto da madame Laura, una signora che teneva, in via Mosnier, al terzo piano, un assortimento di fioraie in una serie di stanze rosse, ornate di specchi rotondi e ammobiliate di divani e di lavabi.
Là, sbigottito, Augusto aveva guardato, stringendosi il berretto fra le mani, un battaglione di ragazze le cui bocche dipinte si aprirono insieme:
- Guarda quel marmocchio! To’, è carino!
- Ma bambino mio, non hai ancora l’età, – aveva aggiunto una brunona dagli occhi a fior di testa e il naso ricurvo che madama Laura faceva la parte indispensabile della bella ebrea.
Quasi come se fosse a casa sua, Des Esseintes parlava a bassa voce con la padrona.
- Non aver paura, sciocco, – riprese volgendosi al ragazzo. – Andiamo, fa’ la tua scelta, pago io. –
E spinse dolcemente il giovanotto che cadde su di un divano fra due ragazze. Quelle, a un cenno di madama, si strinsero un poco avvolgendo i ginocchi di Augusto con le vestaglie, mettendogli sotto il naso le spalle incipriate di una polvere tiepida e inebriante, ed egli non si mosse più, col sangue alle gote, la bocca arida, gli occhi bassi, arrischiando si sott’in su sguardi curiosi che si volgevano ostinatamente alla parte superiore delle gambe.
Vanda la bella ebrea, lo abbracciò dandogli buoni consigli, raccomandandogli di obbedire sempre al papà e alla mamma, mentre, in egual tempo, le mani erravano lentamente sul fanciullo il cui volto mutato le si rovesciava sul collo.
- Allora stasera non sei venuto per te, – disse madama Laura a Des Esseintes. – Ma dove diavolo hai pescato quel bambino? – domandò quando Augusto fu scomparso condotto via dalla bella ebrea.
- Per strada, cara mia.
- Tuttavia non sei ubriaco, – mormorò la vecchia. Poi, dopo una riflessione aggiunse con un sorriso materno: – Capisco, birbante, li vuoi giovani, eh?
Des Esseintes alzò le spalle.
- Non ci sei; oh! non ci sei proprio, – disse. – La verità è che cerco semplicemente di preparare un assassino. Segui bene il mio ragionamento. Questo ragazzo è vergine e ha raggiunto l’età in cui il sangue bolle; potrebbe correr dietro alle ragazzette del suo quartiere, rimanere onesto, pur divertendosi, avere insomma la sua particella della monotona felicità riserbata ai poveri. Invece, conducendolo qui, in mezzo a un lusso che non sospettava nemmeno e che gli si imprimerà fortemente nella memoria, offrendogli ogni quindici giorni una tal bazza, si abituerà a questi piaceri che i suoi mezzi non gli permettono. Ammettiamo che gli occorrano tre mesi perchè gli siano divenuti assolutamente necessari (e, intervallandoli come faccio, non corro il rischio di saziarlo); bene, in capo a questi tre mesi sopprimo al piccola rendita che ti verserò in anticipo per questa buona azione, e allora ruberà per poter tornare qui; e farà tutti i colpi che potrà per rotolarsi su questi divani e sotto queste lampade a gas.
“Spingendo le cose all’estremo, spero che ammazzerà il signore che comparirà male a proposito mentre lui cercherà di forzarne la scrivania; e allora il mio scopo sarà raggiunto ed io avrò contribuito, per quanto mi è possibile, a creare un briccone, un nemico di più per questa odiosa società che ci ricatta.
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