Archivio

Archivio per luglio 2012

“Il mostro ama il suo labirinto” di Charles Simic

Charles Simic - Il mostro ama il suo labirintoIl mostro ama il suo labirinto
di Charles Simic
– Adelphi -
(traduzione di Adriana Bottini)
.
La poesia che voglio scrivere è impossibile.
Un sasso che galleggia.
*
Non credo in Dio, però evito di aprire l’ombrello in casa.
*
Una miriade di idee folli soffiate addosso al mondo come se fossero bolle di sapone e noi fossimo bambini occupati a inseguirle.
*
Gli orrori del nostro tempo ci faranno provare nostalgia di quelli del passato.
*
Un’altra storia sul tempo. Questa riguarda il tempo che ci misero per decidere di uscire dalle celle dopo avere avuto sentore che i tedeschi se ne erano andati. Nell’enorme carcere di Milano di colpo si era fatto un silenzio assoluto. A ogni buon conto, loro pensarono che era meglio togliersi le scarpe, prima di uscire.
Mio padre continuò a camminare in punta di piedi ancora ore dopo, quando attraversò una grande piazza deserta. La luna piena sopra i palazzi bui. Il cuore gli batteva forte.
“Era come un teatro d’opera” dice. “Illuminato a giorno, ma nessuno in platea, nessuno nella buca dell’orchestra. Però a me venne voglia di cantare. O forse di urlare?”
Non fece né una né l’altra cosa. Era l’anno 1944.
*
Emerson scrisse: “Il mondo è un immenso libro illustrato”. ”E tutti usano le sue pagine per pulirsi il culo” chiosò un anonimo genio americano a margine della copia che ho preso in biblioteca.
*
Il miglior argomento a favore del vino, del tabacco, del sesso e dei discorsi a vanvera consiste nel fatto che ogni maggioranza cosiddetta morale li condanna.
*
Non dimentichiamo che anche Romeo e Giulietta ogni tanto scoreggiavano e si grattavano il culo.
*
La mia coscienza: una fanciulla con l’abito bianco della comunione stravaccata sul letto di un dormitorio pubblico.
*
Ho cercato per tutta la vita di costruire una piccola verità da un’infinità d’errori.
*
Faccio parte di quella minoranza che si rifiuta di far parte di qualsiasi minoranza ufficialmente definita.
*
Il viso di mia figlia illuminato da una lampada da tavola mentre si succhia il dito punto dal compasso. Una goccia di sangue è caduta sulle lettere e i numeri neri di quel compito difficile: le conviene consegnarlo così com’è alla suora severa che la terrà in piedi di fronte alle compagne in attesa del verdetto, oppure…? La giornata primaverile splendente di sole. Il piccolo pugno della suora è una nuvola sulla risposta.
*
Mi fascio di parole nel buio. Notte dopo notte mi fasciavo daccapo contro l’infinito.
*
Tra la verità che si sente dire e la verità che si vede, preferisco la verità silenziosa di ciò che viene visto.
*
Notte d’autunno fredda e ventosa. Sull’angolo, una barbona parla con Dio; lui, come al solito, non ha niente da dire.
*
Si sta facendo buio e io mostro i denti la cane infernale che mi sta dietro sulla strada verso il nulla.
*
L’immaginazione è Eros. Voglio sperimentare com’è essere dentro un altro nel momento in cui viene toccato da me..
-
Postilla squisitamente PERSONALE
Spunti, idee, aforismi, ricordi di uno tra i migliori poeti moderni.
Charles Simic non si risparmia e soprattutto non si nasconde, aprendo le porte verso qualcosa che mano a mano sembra assumere le sembianze di un laboratorio poetico e visionario.


IN VISIONE: Gli sfiorati, Wrecked, Nuit blanche, Cleanskin, Survive style 5+, Rec 3

IN VISIONE
.
.

Gli sfioratiGli sfiorati
(Italia – 2011)

di Matteo Rovere
con Asia Argento, Aitana Sánchez-Gijón, Claudio Santamaria, Miriam Giovanelli, Michele Riondino, Andrea Bosca, Massimo Popolizio

Postilla squisitamente PERSONALE
Meno peggio di quanto mi aspettassi, anche se…
.
.

WreckedWrecked
(U.S.A., Canada – 2011)

di Michael Greenspan
con Adrien Brody, Caroline Dhavernas, Ryan Robbins, Adrian Holmes, Jacob Blair

Postilla squisitamente PERSONALE
Parte anche bene, ma in breve diventa una noia mortale.
.
.
.

Nuit blancheNuit blanche
(Francia, Belgio – 2011)

di Frédéric Jardin
con Tomer Sisley, Joey Starr, Julien Boisselier, Serge Riaboukine, Laurent Stocker, Samy Seghir, Dominique Bettenfeld, Adel Bencherif, Birol Ünel, Lizzie Brocheré

Postilla squisitamente PERSONALE
Senza infamia e senza lode.
.
.
.

CleanskinCleanskin
(U.K. – 2012)

di Hadi Hajaig
con Sean Bean, Abhin Galeya, Charlotte Rampling, Peter Polycarpou, Tuppence Middleton, Tom Burke, Sam Douglas, Michelle Ryan

Postilla squisitamente PERSONALE
Vedi sopra (meglio quello sopra però nel genere).
.
.
.

Survive style 5+Survive style 5+
(Giappone – 2004)

di Sekiguchi Gen
con Tadanobu Asano, Hashimoto Reika, Koizumi Kyoko, Abe Hiroshi, Kishibe Ittoku, Aso Yumi, Kanji Tsuda, Sonny Chiba, Vinnie Jones

Postilla squisitamente PERSONALE
Weird.
.
.
.

Rec 3

Rec 3
(Spagna – 2012)

di Paco Plaza
con Leticia Dolera, Javier Botet, Diego Martín, Carla Nieto, Alex Monner, Mireia Ros, Ismael Martínez, Claire Baschet, Ana Isabel Velásquez, Xavier Ruano, Itziar Castro, Emilio Mencheta, Blai Llopis

Postilla squisitamente PERSONALE
La super-boiata della settimana.
.
. 

.

JR – Women are heroes

Tag:

Dusted – Total Dust

Tag:

“La scena perduta” di Abraham B. Yehoshua

Abraham B. Yehoshua - La scena perdutaLa scena perduta
di Abraham B. Yehoshua
– Einaudi -
(traduzione di Alessandra Shomroni)
.
- Anche lei si occupa di cinema?
- No, per carità, non ha nessun legame con l’arte. Ha una mente sana, equilibrata.
*
Moses, da quando si è separato dalla moglie parecchi anni fa, è cauto nel riferire particolari di carattere personale, per non correre il rischio di svelare debolezze di cui lui stesso è all’oscuro.
*
- Lei non è cristiano? – Per un attimo donna Elvira appare confusa, ma subito si riprende, rammentandosi della corretta identità del regista israeliano. Tuttavia insiste: – Va bene, non è cristiano, ma perché non è credente?
- Dio mi ha fatto così, – proclama Moses con aria trionfante spalancando le braccia in un gesto di impotenza, – e io non ho né la forza né l’autorità di cambiare ciò che lui ha stabilito.
*
Se ultimamente la invita a unirsi di tanto in tanto ai suoi viaggi non lo fa con uno sguardo al domani, ma piuttosto per un debito verso il passato.
*
- Chi più di lei può sapere che l’arte non conosce limiti?
- È vero, non ne conosce. Ma forse non ne ha nemmeno bisogno.
.

Postilla squisitamente PERSONALE
Un regista quasi a fine carriera accetta di partecipare ad una retrospettiva in Spagna sulla sua opera. Giunto sul luogo scopre però che solo i suoi primissimi film ne faranno parte, quelli nati dalla collaborazione con il suo storico sceneggiatore, nonché amico, prima che il loro rapporto e le loro carriere si dividessero bruscamente e definitivamente. Accompagnato da un’attrice che è stata donna e amante di entrambi, seppur in modi molto differenti, questo viaggio diventerà l’occasione per uno sguardo sul suo passato, i suoi errori e sul presente che gli rimane.
Se non straordinario è comunque un buon romanzo quest’ultimo di Yehoshua, certo non ai livelli de “Il signor Mani” (l’unico altro suo che ho letto), dall’ottima partenza e che se ha un difetto molto evidente, è quello purtroppo di perdere un po’ di smalto nella seconda parte, senza così riuscire a capitalizzare appieno quanto fino a lì costruito.

Soltero – 1973

Tag:

“Lo spirito della parola” di Raimon Panikkar

Raimon Panikkar - Lo spirito della parolaLo spirito della parola
di Raimon Panikkar
– Bollati Borignhieri editore -
(traduzione di Giuseppe Jisō Forzani e Milena Carrara Pavan)
.
Tra l’Essere e la Parola la relazione è costitutiva. Essere e Parola non sono due; non si possono separare. Non sono nemmeno uno; non si possono confondere. La relazione è advaita (aduale); è trinitaria, l’Essere parla; e la Parola non gli è inferiore.
Questa relazione si rispecchia nelle cose, Ogni cosa ha il suo vocabolo e ogni vocabolo dice una cosa. Il vocabolo non è la cosa, ma la dice. La cosa non è il vocabolo, ma è essa che lo realizza.
*
L’Essere è essente, cioè parlante. E il pensiero ci dirà, dopo, che cosa è l’essere. L’Essere non è il Pensare. Il Pensare è un’operazione secondaria. L’epifania prima dell’Essere è la Parola. L’homo cogitans non fa che combinare i dati (cogitare da co-agitare, dicevano i latini); l’homo faber costruisce solo con i materiali che gli sono offerti; l’homo sapiens gode dei frutti della vita; l’homo loquens (che non dovremmo confondere con l’homo loquax, e che implica pensare, fare e gioire), partecipa all’attività stessa dell’Essere, prende parte umanamente nella realizzazione della realtà.
*
Pensiero e parola non sono in relazione, essi stessi formano la relazione. Il pensiero è una relazione con la parola e la parola è in quanto è relazione a un pensiero.
*
Non si parla, essenzialmente, né per informare né per comunicare e neppure per dare ragione alle cose (e forse che d’un colpo abbiamo trovato la ragione?). Il parlare è la manifestazione stessa, è la vita stessa dell’essere parlante, che è l’uomo, ed è nella sua espressione parlante che l’uomo si realizza. Questo parlare è fondamentalmente narrativo. Il narrare però non consiste nel raccontare delle “storielle”, ma è piuttosto partecipare alla narrazione creativa dell’universo…

IN VISIONE: Un giorno questo dolore ti sarà utile, Un amore di gioventù, Le premier jour du reste de ta vie, Zift, Winter passing

IN VISIONE
.
.

Un giorno questo dolore ti sarà utileUn giorno questo dolore ti sarà utile
(U.S.A., Italia – 2011)

di Roberto Faenza
con Toby Regbo, Stephen Lang, Deborah Ann Woll, Lucy Liu, Aubrey Plaza, Marcia Gay Harden, Ellen Burstyn, Peter Gallagher, Siobhan Fallon

Postilla squisitamente PERSONALE
Basta la locandina per… e non sto qui nemmeno a tirare in ballo il bel libro dal quale è tratto (ooops!).
.
.

Un amore di gioventùUn amore di gioventù
(Francia – 2011)

di Mia Hansen-Løve
con Lola Creton, Sebastian Urzendowsky, Olivier Yglesias, Greg Akcelrod, Magne Håvard Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko, Özay Fecht

Postilla squisitamente PERSONALE
Se non cercate ritmo, se si chiude l’occhio su alcuni esili passaggi, è un buon film.
.
.

Le premier jour du reste de ta vieLe premier jour du reste de ta vie
(Francia – 2008)

di Rémi Bezançon
con Jacques Gamblin, Zabou Breitman, Déborah François, Marc-André Grondin, Pio Marmaï, Roger Dumas, Cécile Cassel, Stanley Weber, Sarah Cohen-Hadria, Camille De Pazzis

Postilla squisitamente PERSONALE
Senza infamia e senza lode.
.
.
.

ZiftZift
(Bulgaria – 2008)

di Javor Gardev
con Zahary Baharov, Tanya Ilieva, Vladimir Penev, Dimo Alexiev, Tzvetan Alexiev, Antony Argirov, Gergana Arnaudova, Blagovest Blagoev, Tsvetan Dimitrov, Sava Dragunchev

Postilla squisitamente PERSONALE
Niente male, anche perché se non altro è abbastanza originale.
.
.
.

Winter passingWinter passing
(U.S.A. – 2005)

di Adam Rapp
con Zooey Deschanel, Amy Madigan, Ed Harris, Amelia Warner, Will Ferrell, Dallas Roberts, Rachel Dratch, Sam Bottoms

Postilla squisitamente PERSONALE
Stereotipi a pioggia.
.
.
.

.

“Blue nights” di Joan Didion

16 luglio 2012 2 commenti

Joan Didion - Blue nightsBlue nights
di Joan Didion
– Il Saggiatore -
(traduzione di Delfina Vezzoli)
.
Il tempo passa.
Il ricordo sbiadisce, il ricordo si adatta, il ricordo si adegua a ciò che pensiamo di ricordare.
*
Le risposi a tono.
Dissi che sapevo per certo di non avere un problema cardiaco.
Lei contrattaccò.
“Certo che ha un problema cardiaco” disse. E poi, chiudendo l’argomento: “Perché altrimenti non si troverebbe in cardiologia”.
A questo non avevo risposta.
Cercai di fingere di essere a casa.
Cercai di capire se era giorno o notte: se era giorno avevo una speranza di tornare a casa, ma in ospedale non c’è né giorno né notte.
Solo turni.
Solo attese.
L’attesa dell’infermiere con la flebo, l’attesa dell’infermiere con la chiave per i narcotici, l’attesa del carro funebre.
*
So cos’è che sto provando adesso.
So cos’è la fragilità, so cos’è la paura.
La paura non è per ciò che è andato perso.
Ciò che è andato perso è già murato in una parete.
Ciò che è andato perso è già chiuso dietro porte sbarrate.
La paura è per ciò che c’è ancora da perdere.
.

Postilla squisitamente PERSONALE
Uno sguardo sul passato con i piedi ben piantati nel presente sembra essere stata la molla emotiva che ha spinto Joan Didion a scrivere questo romanzo autobiografico, facendo ruotare il tutto ovviamente attorno al recente lutto, il più grande che una madre possa subire, la morte della propria figlia.
Un libro che più che un romanzo è un memoir, portandosi appresso tutte le caratteristiche, sia positive che negative, classiche del genere.
A tratti poeticamente delicata, quasi straziante, in altri confusamente richiusa su se stessa e nel suo mondo, lungo le pagine è un continuo sbilanciarsi tra dolore e forza, ricordi e supposizioni, facendo sentire il lettore però un po’ troppo escluso, come se, forse a ragione, il suo ruolo fosse il più marginale tra tutti quelli in gioco.


Hacienda – Shakedown

Tag:

Blur – Under the Westway

.

Tag:

“Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più” di David Foster Wallace

David Foster Wallace - Tennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai piùTennis, tv, trigonometria, tornado e altre cose divertenti che non farò mai più
di David Foster Wallace
– minimumfax -
(traduzione di Vincenzo Ostuni, Christian Raimo, Martina Testa)
.
Gli scrittori tendono ad essere una razza di guardoni. Tendono ad appostarsi e a spiare. Sono osservatori nati. Sono spettatori. Sono quelli sulla metropolitana il cui sguardo indifferente ha qualcosa dentro che in un certo senso mette i brividi. Qualcosa di rapace. Questo è perché gli scrittori si nutrono delle situazioni della vita. Gli scrittori guardano gli altri esseri umani un po’ come gli automobilisti rallentano e restano a bocca aperta se vedono un incidente stradale: ci tengono molto a una concezione di se stessi come testimoni.
*
Le estati erano folli e piene di raffiche, ma poi, spesso verso agosto, di una calma mortale. Certi giorni d’agosto il vento semplicemente moriva, ma non era per niente un sollievo: il fatto che smettesse ci faceva impazzire. Ogni anno, ad agosto, ci accorgevamo di nuovo di quanto il rumore del vento fosse diventato parte integrante della colonna sonora della vita di Philo. Il rumore del vento era diventato, per me, silenzio. Quando smetteva, rimanevo con il ronzio del sangue nella testa, e nelle orecchie le vibrazioni di tutti quei peluzzi del timpano che tremavano come un ubriaco in astinenza. Ci vollero dei mesi, quando mi trasferii nel Massachussets occidentale, prima che riuscissi a farmi una vera dormita nel sussurro del vento effeminato del New England.
*
Tre coppie sposate di Rantoul, che indossano certe tute western aderenti del colore del carbone grezzo, intessono un’incredibile filigrana di tip tap ad alta velocità su “R-E-S-P-E-C-T” di Aretha, e nella sala non si vede traccia di ironia razzista; la canzone è diventata loro, senza alcun dubbio. Questa danza degli zoccoli in versione anni Novanta ha in sé qualcosa di pugnacemente bianco, una sorta di marameo performativo all’indirizzo di Michael Jackson e MC Hammer. C’è un’atmosfera, in sala – ecco, non razzista, ma grintosamente bianca. È difficile da descrivere. È la stessa atmosfera di molti altri eventi pubblici rurali del Midwest: Non è tipo che se venisse qui un nero lo tratterebbero male; è più che altro che, semplicemente, a un nero non passerebbe mai per la testa di venire qui.
*
Il sole scoppia, siamo sui 35°, pozzanghere e melma tentano di evaporare in un’aria già satura d’acqua. Ogni odore rimane lì, appeso. La sensazione complessiva è di trovarsi nel bel mezzo di un’ascella.
*
… tutti abbiamo visto le facce delle persone assumere espressioni improvvise e grottesche – ad es., come quando ricevono notizie traumatizzanti, o danno un morso a qualcosa che si rivela disgustoso, o quando girano intorno ai bambini piccoli e gli fanno facce strane senza nessun motivo – ma ho stabilito che un’espressione facciale improvvisa e grottesca non può essere definita veramente lynchiana se non nel caso in cui l’espressione sia mantenuta per qualche momento in più di quanto le circostanze potrebbero mai giustificare, sia tenuta semplicemente lì, fissa e grottesca, finché non comincia a significare circa diciassette cose diverse allo stesso tempo.
*
… non posso fare a meno di rispettare e quasi ammirare la forza morale delle persone a cui davvero non importa nulla di ciò che gli altri pensano di loro, devo ammettere che persone del genere mi rendono anche nervoso, tendo ad ammirarle da una distanza di sicurezza.
.

Postilla squisitamente PERSONALE
Acuto, ironico, ma anche così maledettamente umano. Irraggiungibile, ma anche molto vulnerabile. Tratti classici questi per David Foster Wallace e che nei suoi reportage emergono ancora più lampanti. Che si tratti della fiera statale dell’Illinois, tra tori, cibi fritti e majorette dodicenni, del set, brulicante come un formicaio, di “Strade perdute” di David Lynch, oppure ancora di come funzionino le qualificazioni agli Open canadesi di Tennis e cosa sia un tennista visto da vicino, l’occhio attento e la mente fervidissima di Wallace sono in grado di descrivere, spiegare, partire anche per la tangente a volte perché no, come pochi altri sanno fare. Ancora una volta e sempre di più, ci mancherai DFW.

IN VISIONE: Cesare deve morire, El páramo, L’amore dura tre anni, Il pescatore di sogni, Im Juli

9 luglio 2012 1 commento

IN VISIONE
.
.

Cesare deve morireCesare deve morire
(Italia – 2012)

di Paolo Taviani, Vittorio Taviani
con Cosimo Rega, Salvatore Striano, Giovanni Arcuri, Antonio Frasca

Postilla squisitamente PERSONALE
Niente male, anche perché è abbastanza breve e quindi non esaspera.
.
.
.

El páramoEl páramo
(Colombia, Argentina, Spagna – 2012)

di Jaime Osorio Marquez
con Juan David Restrepo, Mateo Stevel, Andrés Castañeda, Mauricio Navas, Nelson Camayo, Daniela Catz, Andres Torres, Alejandro Aguilar, Julio César Valencia, Juan Pablo Barragan

Postilla squisitamente PERSONALE
Film di genere ormai sviscerato in lungo e in largo, ma che fa lo stesso il suo dovere.
.
.

L'amore dura tre anniL’amore dura tre anni
(Francia – 2012)

di Frédéric Beigbeder
con Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Joey Starr, Jonathan Lambert, Frédérique Bel, Nicolas Bedos, Elisa Sednaoui, Bernard Menez, Anny Duperey, Thomas Jouannet

Postilla squisitamente PERSONALE
La boiata della settimana.
.
.
.

Il pescatore di sogniIl pescatore di sogni
(U.K. – 2011)

di Lasse Hallström
con Amr Waked, Emily Blunt, Catherine Steadman, Tom Mison, Ewan McGregor, Rachael Stirling, Kristin Scott Thomas

Postilla squisitamente PERSONALE
La boiata della settimana (2).
.
.
.
.

Im JuliIm Juli
(Germania – 2000)

di Fatih Akin
con Moritz Bleibtreu, Christiane Paul, Mehmet Kurtulus, Idil Üner

Postilla squisitamente PERSONALE
Ingenuamente genuino.
.
.
.

.

Elvis Depressedly – Mickey’s dead

.

Tag:

Spiritualized – Little Girl

.

Tag:

“Racconti del giorno e della notte” di Giuseppe Bonura

Giuseppe Bonura - Racconti del giorno e della notteRacconti del giorno e della notte
di Giuseppe Bonura
– Hacca -
.
I giorni passarono veloci. Non lieti ma neanche drammatici. Passarono come passano i giorni, facendo crescere i giovani e lasciando invecchiare gli adulti. Ammesso che li facciano crescere e li lascino invecchiare.
*
Vorrei che ascoltaste per un attimo il suono natalizio delle gocce sui vetri delle finestre. Nella mia lunga vita avrò interrogato migliaia di amici e conoscenti. Non ce n’è stato uno che mi abbia contraddetto. Il battito della pioggia, accoppiato a un riparo sicuro e confortevole, procura un senso di benessere, qualcosa che somiglia alla felicità. La spiegazione è ovvia, almeno per me. Il mondo va, continua ad andare anche adesso, ma il mio desiderio profondo è che si arresti in questa sala calda e luminosa. O meglio, che giri all’incontrario, che resusciti le epoche passate, il cuore di altre civiltà. Gli slanci romantici, l’eleganza settecentesca, il corrusco fervore medioevale, l’appassionata razionalità rinascimentale, tutte queste manifestazioni dello spirito umano si sono perdute per sempre, restano le mute vestigia, i monumenti, le opere d’arte, le biblioteche, noi che ne parliamo. Quanto sangue sparso per nulla. Quanto dolore patito invano. Quanta bellezza di donne disperse nell’aria. Ma se non posso recuperare la viva realtà degli evi trascorsi, ho tuttavia il potere di rinverdirne i ricordi.
Con la memoria arresto le lancette dell’orologio, anzi le conduco dove voglio io, con un piccolo sforzo di volontà le faccio scorrere indietro vertiginosamente. Il rumore delle gocce sui vetri è il rumore del tempo che retrocede.
*
Il mondo va avanti, mi ripetevo, ma andando avanti non gli capita mai di fermarsi per considerare con meraviglia e con angoscia ciò che ha combinato. Come mai? Pervenni a una conclusione sorprendente. Il mondo non ha curiosità, questa è la sua vera natura. Un uomo che inciampi in una merda di cane, scusate l’espressione, ritorna sui suoi passi e osserva il maleodorante involtino. Il mondo no, prosegue imperterrito.
.

Postilla squisitamente PERSONALE
Secondo personaggio culturale italiano che recupero ultimamente, dopo Irene Brin è il turno di Giuseppe Bonura (redattore per Mondadori, giornalista/critico per Avvenire e altre testate, scrittore per se stesso).
“Racconti del giorno e della notte” è una raccolta postuma, uscita quest’anno, che comprende testi in parte inediti e altri già pubblicati su quotidiani o riviste nell’arco di quasi vent’anni di produzione letteraria. Lo stile di Bonura è molto agile, quasi leggero in apparenza, senza risparmiarsi però invenzioni narrative particolari e gettando quasi sempre alla base di ogni storia una nota critica, ma non invadente, verso determinati aspetti della società e dell’uomo moderno.
Alla fine però questo libro non mi ha colpito più di tanto, troppo discontinuo e poco convincente sulla lunga distanza. Certi episodi sembrano incompiuti, altri non molto incisivi, mentre tra i più riusciti segnalo: “L’uomo che scriveva a se stesso”, “Il gobbo”, “Tragedia di un imitatore”, “L’ultima conferenza” e “Sposi e fantasmi”.


Margo, Margo – Margo, Margo

.

Tag:

IN VISIONE: Detachment, Sulla strada di casa, Doodslag, 13 Beloved, Viaggio in paradiso

IN VISIONE
.
.

DetachmentDetachment
(U.S.A. – 2011)

di Tony Kaye
con Christina Hendricks, Adrien Brody, James Caan, Lucy Liu, Bryan Cranston, Marcia Gay Harden, William Petersen, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, Doug. E. Doug, Louis Zorich, Sami Gayle, Mary joy, Ralph Rodriguez, Renée Felice Smith

Postilla squisitamente PERSONALE
Non una passeggiata, ma ripaga, eccome se lo fa.
.
.

Sulla strada di casaSulla strada di casa
(Italia – 2012)

di Emiliano Corapi
con Daniele Liotti, Vinicio Marchioni, Donatella Finocchiaro, Claudia Pandolfi, Fabrizio Rongione, Massimo Popolizio, Renato Marchetti, Fausto Maria Sciarappa, Lucia Mascino

Postilla squisitamente PERSONALE
Decisamente meno peggio di quanto mi aspettassi.
.
.
.

DoodslagDoodlsag
(Olanda – 2012)

di Pieter Kuijpers
con Theo Maassen, Gijs Scholten van Aschat, Maryam Hassouni, Najib Amhali, Janni Goslinga, Casper van Ouwerkerk,

Postilla squisitamente PERSONALE
Ottime intuizioni e buon film, anche se non tutto gira alla perfezione.
.
.
.

13 Beloved13 Beloved
(Thailandia – 2006)

di Chookiat Sakweerakul
con Krissada Terrence, Nattapong Arunnate, Alexander Rendel, Penpak Sirikul, Sarunyu Wongkrachang, Achita Wuthinounsurasit

Postilla squisitamente PERSONALE
Momenti decisamente sì alternati a momenti completamente WTF.
.
.
.
.

Viaggio in paradisoViaggio in paradiso
(U.S.A. – 2012)

di Adrian Grunberg
con Mel Gibson, Peter Stormare, Scott Cohen, Bob Gunton, Dean Norris, Patrick Bauchau, Stephanie Nicole Lemelin, Gustavo Sánchez Parra, Sofía Sisniega, Daniel Giménez Cacho

Postilla squisitamente PERSONALE
La boiata della settimana.
.
.
.

.