Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio
di Massimo Lolli
– Mondadori -
Esistono tre tipi di conversazione: quella che parla del mondo, e produce idee; quella che parla dei presenti con i presenti, e produce relazioni; quella che parla degli assenti con i presenti, e produce controllo sociale.
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La memoria avvicina le persone e il tempo trascorso le allontana.
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E le donne mature hanno una caratteristica peculiare al nostro tempo: sono sepolte vive. Hanno i desideri di un’adolescente in un corpo non più giovane. Hanno la voglia di libertà di un’adolescente e vivono nella prigione della famiglia, del condominio, del quartiere, della città. Insegnano ai figli le regole che desiderano infrangere. Pretendono dai mariti il rispetto che non vogliono ricambiare. Le donne mature sono sepolte vive, e per uscire dal sepolcro della rispettabilità hanno bisogno del favore della clandestinità. Il dancing è un miraggio di clandestinità. L’imbelle ridiventa ribelle nella penombra e sotto i faretti, ribelle come al tempo della giovinezza. Lontano da sguardi indiscreti.
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Il corpo di Gemma esegua adesso uno schema di movimento lento, ancorché non sciolto, uno schema base, parte sinistra avanti/indietro, parte destra avanti/indietro, l’apprendimento per emulazione ha dato i suoi risultati, non guarda più gli altri, ma se stessa, la sua abilità nel ballo è oggettivamente migliorata, non sembra più un cadavere sottoposto a intermittenti scariche elettriche, ma la vittima di un incidente stradale alla prima seduta di rieducazione motoria.
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A ogni modo questo per me non era un problema. O meglio non era un problema per il mio appagamento sessuale. Da sempre infatti sapevo che le categorie di vecchia/giovane, brutta/bella, boara/raffinata, analfabeta/laureata erano per me nient’altro che condizionamenti culturali, ai quali ovviamente soggiacevo pena l’esclusione dal consenso sociale. Le polarità socialmente apprezzate di tali categorie, giovane, bella, laureata, raffinata, non producevano apprezzabili effetti sulle mie erezioni, e dunque non rilevavano sul piano dell’appagamento sessuale. Certo, in ciò ero facilitato dal rallentamento dei processi di invecchiamento operato ossessivamente dal genere femminile, ciò che era anagraficamente vecchio non era poi effettivamente così vecchio, e dunque poteva obiettarsi che anch’io mi indirizzavo verso corpi a minor stato di decomposizione, e dunque anch’io, come tutti, cercavo la giovinezza. Certo, per tutti e non solo per me, la bellezza poteva accompagnarsi all’eros così come dissociarsene. L’istruzione poi, che sommamente apprezzavo, non aveva su di me alcun effetto erotizzante, mentre la raffinatezza, che sommamente disprezzavo, decisamente mi provocava deficit di prestazione. Per il mio appagamento sessuale, come per tanti se non per tutti, rilevavano, al primo posto, categorie come tette/non tette, culo/non culo. Al secondo posto gambe/non gambe. Al terzo posto mani, labbra, capelli, piedi. Insomma, io non saprei quanto sono diverso o uguale agli altri, certo ero diverso nei comportamenti, prendevo quello che passava il convento e me ne fregavo.
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Ricordati che chi si difende è indifeso.
Postilla squisitamente PERSONALE
Questo libro, così com’è sviluppato, potrebbe essere un racconto molto lungo, ma non di certo un romanzo, ed è qui che sta la pecca più grande. Perché come romanzo è troppo superficiale, non va a fondo nelle situazioni, mentre come racconto non è centrato, né coinvolgente. Peccato, la storia e i protagonisti potevano essere un buon spunto di partenza.