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Archivio per giugno 2009

“Trattato sui postumi della sbornia” di Juan Bas

29 giugno 2009 2 commenti
Trattato sui postumi della sbornia
di Juan Bas
– Castelvecchi -
 
Mi riferisco ancora all’individuo che, più o meno inconsciamente, divide l’anno in tre parti uguali di rigorosa alternanza: giorno di sbronza, giorno di postumi, giorno di riflessione e via da capo. L’aumento o la diminuzione dei giorni di riflessione durante l’anno costituisce un buon barometro per calcolare fino a che punto ci si dà anima e corpo all’alcool. Se il bevitore li rispetta e talora se ne permette persino due di fila, l’ago non segna bufera. Se, invece, troppi giorni di riflessione finiscono per trasformarsi in giorni di sbronza, anche latente, si naviga nel bel mezzo della mareggiata e c’è fondato pericolo di naufragio.
*
Mi rivolgo dunque la bevitore che convive con il doposbronza un numero di giorni all’anno al limite della prudenza; a chi ha fatto del collasso un compagno fastidioso, a cui però si è abituato e persino affezionato un po’, tanto gli è familiare; a chi lo accetta come un coniuge rompiballe che bisogna sopportare come prezzo inderogabile se si vuole praticare con assiduità il nobile sport di attaccarsi al fiasco – e relativa arte della conversazione – avvinghiati con eleganza e indifferenza a uno dei tanti banconi di turno. Allora, il bevitore abituale, e quindi collassato abituale, è un masochista? Neanche per idea. Il bevitore è un avventuriero mentale e fisico, una persona con un senso epico e riflessivo della vita che alterna l’edonismo e lo stoicismo con la saggezza. Qualche minchione potrebbe obiettare che basterebbe sapersi fermare in tempo: interrompere la libagione prima del sorso numero X, evitando così di avere la risacca senza dover smettere di bere.
Ma siamo seri.
*
Avvalendomi di riferimenti letterari di altissimo livello – chiedo venia per la mancanza di rispetto che può comportare citare invano Conrad, McCarthy, Dickens, Nabokov e Kafka – credo che si possa definire e concettualizzare il doposbronza come un misto o una rifinitura di Cuore di tenebra, Meridiano di sangue, Il circolo Pickwick, Lolita e La metamorfosi. Kurtz, il giudice Golden, Pickwick e Humbert Humbert che camminano in riga e a braccetto – trascinando con una corda Samsa, che fa lo gnorri – mentre intrattengono un’insulsa conversazione da sit-com scadente lungo una stradina buia, puzzolente e infestata da pozzanghere mefitiche, in cui si scorge in lontananza l’insegna intermittente del bordello più selvaggio e abietto.
*
Il maggiordomo domanda alla bella dama: “La signora desidera del whisky?”. “No, grazie. Il whisky mi fa male alle gambe”. “Per caso le si gonfiano?”. “No, mi si allargano”.
*
Se, come sostengono alcuni psicopatici, gli extraterrestri vivono in mezzo a noi sin dalla preistoria, si tratta senza nessun dubbio degli astemi.
*
Comunque, alla fine, quello del bevitore è un comportamento coerente con la vita. Non prendi mai niente troppo sul serio e metti un filtro di cinismo e relatività di fronte la pesante scherzo dell’esistenza umana: la consapevolezza della morte e la sua inevitabilità. Un mondo senza risacca sarebbe ancora peggio.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buono come lettura passatempo, magari proprio sulla scia finale di un hangover.

3 x 2
 
Cortney Tidwell – Boys 
 
 Cortney Tidwell – Son and moon
 
 
 Cortney Tidwell – Bad news
 
 
 
 
The Lovely Feathers – Fantasy of the lot 
 
 The Lovely Feathers – Finders free
 
 
 The Lovely Feathers – Long walks
 
 
 
 
Let’s Wrestle – In the court of the wrestling let's 
 
 Let’s Wrestle – Tanks
 
 

 Let’s Wrestle – We are the men you’ll grow to love soon
 
 

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25 giugno 2009 3 commenti
IN VISIONE
 
 
Coraline e la porta magica
(U.S.A. – 2009)
 
di Henry Selick
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Molto bello graficamente, ma la storia è un po’ stiracchiata.
 
 
 
 
 
 
 
Dopo il matrimonio di Susan Bier
(Danimarca, Svezia – 2006)
 
di Susan Bier
con Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup, Frederik Gullits Ernst 
 
Postilla squisitamente PERSONALE
La storia non è niente male e lo sviluppo buono, anche se a tratti il ritmo cala vertiginosamente nel suo essere così dogmatico.
 
 
 
Ex
(Italia – 2008)
 
di Fausto Brizzi
con Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Cecil Cassel, Cristiana Capotondi, Vincenzo Salemme, Silvio Orlando, Flavio Insinua, Elena Sofia Ricci, Francesca Nunzi, Malik Zidi, Claudio Bisio, Gian Marco Tognazzi, Nancy Brilli, Enrico Montesano, Fabio De Luigi, Carla Signoris
 
Postilla squisitamente PERSONALE
No e ancora no, stereotipi una via l’altro e due risate due in un mare di sbadigli.

24 giugno 2009 6 commenti

Edward Hopper - Summer Interior (1909)Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo.

E.M. Cioran

COSI’ DIFFERENTE DA CIO’ CHE VIVONO GLI ALTRI
 
 
Come riassumere una nottata di pensieri stupidi, inutili, urgenti, gratuiti, pressanti, falsati, apocalittici, destrutturati, personali, voraci, omnicomprensivi e concentrici in una sola canzone in loop: 

“Diari” di Vaslav Nijinsky

22 giugno 2009 1 commento
http://www.ibs.it/code/9788845921278/nijinsky-vaslav/diari-versione-integrale.htmlDiari
di Vaslav Nijinsky
– Adelphi -
 
Io ho paura della persone perché loro mi capiscono ma non mi sentono. Ho paura delle persone perché vogliono che io viva come loro.
*
Io sono il sentimento incarnato, non l’intelligenza incarnata. Io sono la carne. Io sono il sentimento. Io sono Dio fatto carne e sentimento. Io sono un uomo, non sono Dio. Io sono semplice. Non bisogna pensarmi. Bisogna sentirmi e comprendermi attraverso i sentimenti.
*
Io sono l’intelligenza. Io sono la ragione. Con la ragione otterrò più che con l’intelligenza.
*
Io sono il globo terrestre. Io sono la terra. La mia casa è dappertutto. Io vivo dappertutto. Io non voglio possedere niente. Non voglio essere ricco. Io voglio amare, amare. Io sono l’amore, non la ferocia. Non sono un animale assetato di sangue. Io sono un uomo. Io sono un uomo.
*
Io non posso occuparmi di politica, perché la politica è morte. Io amo la politica di Wilson, ma anche la democrazia è un partito. Io non amo appartenere ai partiti, ma amo il partito perfezionato. La democrazia è il partito perfetto, perché tutti hanno gli stessi diritti. Io non amo il diritto, perché nessuno ha diritti. Io sono Dio e ho dei diritti. Non voglio i diritti della gente. I diritti della gente sono inventati. Napoleone ha inventato i diritti. I suoi diritti erano i migliori, ma non significa che fossero il diritto divino. So che molti diranno che è impossibile vivere senza diritti, perché gli uomini si ucciderebbero. So che gli uomini non sono ancora arrivati ad amarsi l’un l’altro. So che si ameranno se dirò loro la verità.
*
Lei non mi capisce. Lei mi ama. La mia Romuska mia ama, ma non mi capisce. Pensa che tutto quello che dico sia sbagliato. Mi critica. Il dottor Frankel ha sempre ragione. Io ho torto. Io non la capisco, se Dio non vuole. Dio vuole che la capisca, per questo mi ordina di scrivere. Io scrivo tutto ciò che penso. Io penso tutto ciò che sento. I miei sentimenti sono buoni. Cammino quando sento il passo, parlo quando sento quel che dico. Non penso prima quello che dirò poi. Non voglio riflettere sui discorsi da fare. I miei discorsi sono sinceri perché io non ci penso. I miei discorsi non sono meditati, perché faccio degli errori. Dio mi aiuta. Io amo dio. Lui ama me. So che tutti hanno dimenticato cos’è dio. Tutti pensano che siano bugie. Gli scienziati dicono che Dio non esiste. Io dico che Dio esiste. Io lo sento, non lo penso.
*
Sono un uomo con un’anima, perciò piango quando sento che non mi capiscono.
*
La gente ama le persone tranquille. Io non sono tranquillo. Io amo la vita. Io voglio la vita. Non amo la morte. Voglio amore per la gente. Voglio che mi credano.
*
Voglio piangere, ma non posso, perché ho così male nell’anima che temo per me stesso.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Dal punto di vista umano e sociale, questi diari sono molto interessanti. Dal punto di vista letterario hanno spunti pregevoli sommersi però da una ripetitività a tratti fastidiosa e dalle descrizioni più basilari del vivere di tutti i giorni che alla lunga non risultano poi così accattivanti. Fino a quando, nelle ultime pagine, si percepisce finalmente tutta la fatica e la tristezza che può catturare un diverso in un mondo di normali.
Molti pensano, ma chi realmente sente?

19 giugno 2009 2 commenti
3 x 2
 
Electric Owls - Ain't too bright 
 
 Electric Owls –
Us weakly
 
 
 
 Electric Owls – Halloween mask
 
   
 
The Daredevil Christopher Wright - In deference to a broken back 
 
 The Daredevil
Christopher Wright The East Coast
  
 
 The Daredevil Christopher Wright Bury you alive
 
 
 
Elephant Stone -The seven seas 
 
 Elephant Stone –
Bombs bomb away
 
 
 

 Elephant Stone – I am blind
 
 

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18 giugno 2009 1 commento
Per quel che mi riguarda, ho fatto scivolare la parola parlata dentro a quella stampata. In un colpo solo.
 
Louis-Ferdinand Céline

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IN VISIONE
 
 
Rocknrolla
(UK – 2008)
 
di Guy Ritchie
con Gerard Butler, Tom Wilkinson, Thandie Newton, Mark Strong, Idris Elba, Tom Hardy, Jeremy Piven, Ludacris, Nonso Anozie, Charlotte Armer, Gemma Arterton, David Bark-Jones, Geoff Bell, Morne Botes.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non azzeccava mezzo film da The Snatch ed ecco che con questo almeno con mezzo ci riesce. Certo non si muove dai sui cliché, non va né vanati, né scarta di lato, però almeno in lunga parte è una visione godibile.
 
 
Si può fare
(Italia – 2008)
 
di Giulio Manfredonia
con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Bebo Storti, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Carlo Giuseppe Gabardini, Pietro Ragusa, Maria Rosaria Russo
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Una bella favola corale moderna, con una serie di personaggi credibili e molto ben caratterizzati.
 

3 x 2
(EP)
 
 
Paul O’Reilly – Ships leaving 
 
 Paul O’Reilly –
Last days in a city
 
 
 
 
 
 
 
La Strada – La Strada 
 
 La Strada –
The sun song
 
 
 
 
 
 
 

Pet Lions – Soft right 
 
 Pet Lions –
Roman history
 
 
 
 
 

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X & Y
(Zoologia metropolitana)

X: Tu sei matto come un cavallo!

Y: Io? Io sono sano come un pesce.

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10 giugno 2009 5 commenti

PUNTATA DEL 09.06.09
(ULTIMA puntata terza stagione Best Of) 
 

Soap & Skin – Cry wolf (Lovetune for vacuum)
 
Fever Ray – Triangle walks (Fever Ray)
 
The Sarcastic Dharma Society – Shit on my heart (Others people’s songs)
 
Great Lake Swimmers – She comes to me in dreams (Lost channels)
 
Mazes – Song for Luke (Mazes)
 
Fanfarlo – Ghosts (Reservoir)
 
Boy In Static – Young San Francisco (Candy cigarette)
 
The Broken Family Band – St. Albans (Please and thank you)
 
The Pains Of Being Pure At Heart – Young adult friction (The Pains Of Being Pure At Heart)
 
Little Brazil – Brighton Beach (Son)
 
Official Secrets Act – Hold the line (Understanding electricity)
 
Say Hi – Hallie and Henry (Oohs and aahs)
 
The National – So far around the bend (Dark was the night)
 
Sam Kills Two – Electric shock (Sam Kills Two)
 
Barzin – Soft summer girls (Notes to an absent lover)

 
Black Eyed Dog – All 4 you (Rhaianuledada.
Songs To Sissy)
 
 
 
[Download MP3/Podcast]

9 giugno 2009 4 commenti
Easter Parade
di Richard Yates
– minimumfax - 
 
“La sai una cosa?”, gli disse lei una volta. “Non sono molte le persone con cui è divertente passare una domenica”.
*
Andare in paese voleva dire mettersi le calze pesanti e gli stivali, avvolgersi uno scarpone fin sul mento e tremare finché il riscaldamento della macchina non cominciava a soffiargli in faccia aria calda puzzolente di benzina, poi guidare per quei sei chilometri su una strada infida coperta di neve e ghiaccio, sotto un cielo vicino e bianco come la neve stessa.
*
La scuola era il centro della sua vita. Prima di andare al Barnard non aveva mai sentito adoperare il vocabolo intellettuale come sostantivo, e ne rimase molto colpita. Era un sostantivo coraggioso, un sostantivo orgoglioso, un sostantivo che evocava una consacrazione perpetua ad argomenti elevati e un freddo disprezzo per la banalità. Un’intellettuale poteva anche perdere la verginità con un soldato nel parco, ma poteva imparare a ricordarlo con un distacco ironico e divertito. Un’intellettuale poteva avere anche una madre che lasciava vedere le mutande quando si ubriacava, ma non permetteva che la cosa le desse fastidio.
*
Dopo essersi voltata a guardarlo mentre faceva dietro-front sul marciapiede, ingobbito nel suo impermeabile, si chiese perché l’avesse mandato via. La vita, a volte, confondeva le idee.
*
… al college le era stato insegnato che lo scopo di un’istruzione umanistica non era educare la mente ma liberarla. Quello che si faceva per vivere non aveva importanza; ciò che contava era il tipo di persona che si era.
*
Per un attimo provò una sofferenza squisita – vicinissima al piacere – nell’affrontare il mondo come se non le importasse nulla. Guardatemi, si diceva nel pieno di una faticosa giornata. Guardatemi: io sopravvivo, ce la faccio, riesco a tenere tutto sotto controllo.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
“In questo senso Yeats era antiamericano: le sue storie, comico-realistiche nel tono, sono sempre tragedie nello spirito. I personaggi yeatesiani non riescono mai, per dirla con Philip Larkin, ad affrancarsi da inizi sbagliati. S’intrappolano da soli. Non parlano fra loro, ma cercano di darsi reciprocamente sulla voce. Voglio e non ottengono, oppure ottengono e non vogliono. Vivono infelici sul margine tra l’attesa e la realtà, conducendo, come ha detto Thoreau, esistenze di tranquilla disperazione.
[…]
Potremmo aggiungere che c’è anche un posto per la narrativa che guarda agli orrori del mondo, affronta la realtà e alla fine tira fuori una brutale condanna della vita, ed è proprio questo che Yates ha fatto tanto bene. Con il racconto sconsolato dell’incomunicabilità e dell’avvilimento, ha messo su carta una perfetta rappresentazione della sconfitta.”
-          dalla prefazione di Nick Liard

Il “solito” Yates. Grande pulizia stilistica ed estrema efficacia nel dipingere ritratti famigliari sull’orlo di una crisi, uomini e donne che non sanno cosa fare e quando finalmente decidono, spesso lo fanno male.

Resta nella carne. Resta nelle membra e labbra e nel ventre. Resta nel petto e nel grembo. Resta, o anima, là dove è il tuo posto.
  
D.H. Lawrence
 
°°°
 

I’ll go run to the woods
A friend in the trees I will find
Standing together we would
Lift heartbroken arms to the sky
When did you last not feel so sad?
Not feel so bad?
I won’t pretend, I’m not sure when or how long it’s been
It’s the brightest it’s been in some years
It’s the brightest it’s been
Staring into the lake
The darkest green colored night
A rippled bend in my face
Suddenly seeming just right

When did you last not feel so sad?
Not feel so bad?
I won’t pretend, I’m not sure when or how long it’s been
When did you last not feel so sad?
Not feel so bad?
I won’t pretend, I’m not sure when or how long it’s been
It’s the brightest it’s been in some years
(repeat)
It’s been some years now
(repeat)

5 giugno 2009 3 commenti
3 x 2
 
Lucky Fonz III - A Family Like Yours 
 
 Lucky Fonz III – We are still young
 
 
 
 Lucky Fonz III – Asylum
 
 
 
All Smiles - Oh For The Getting and Not Letting Go 
 
 All Smiles – All you are is a human sir
 
 
 
 All Smiles – I was never the one
 
 
 
The Ghost is Dancing - Battles On 
 
 Ghost Is Dancing – Stick together
 
 
 

 Ghost Is Dancing – This thunder
 
 

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“Nudo di famiglia” di Gaia Manzini

4 giugno 2009 2 commenti
Nudo di famiglia
di Gaia Manzini
– Fandango -
 
Hai dodici anni e più che conoscere le cose, ti lasci conoscere da loro.
*
Ventisette gradi.
Non abbastanza per soffocare, svaporare dal caldo. Ma con un tasso d’umidità al novanta per cento: ragione più che sufficiente per avercelo addosso come una seconda pelle, per sentirselo strisciare tra le pieghe delle gambe, dietro le orecchie, sotto le narici.
*
Intanto osserva una crepa sul muro. E’ sempre stato il tutore del perfetto funzionamento di ogni cosa: quello che portava a riparare oggetti e mobili al primo accenno di difetto, quello che oliava i rapporti tra me e mia madre per non farli scricchiolare e metteva nell’intercapedine delle nostre solitudini il cuscinetto di una parola giusta. Invece non fa che seguire la crepa che sembra spaccare in due la casa come lo strappo in un foglio bianco. La segue e poi non so per quale gioco prospettico si ferma a guardarmi e aspetta la mia risposta.
*
Laura ha il dono di accogliere. Ha indosso l’aria di chi non ha fatto altro che aspettarti e lo sguardo che sembra un abbraccio.
*
Ci sono persone che ti fanno sentire al posto giusto. E’ come se avessero scavato nell’aria una nicchia perfetta per contenerti, dove nulla ti sfiora e recuperi il senso di esserci tutta.
*
Nelle cose non ci vedo più il loro uso, ma le valuto scientificamente, ne scruto il materiale, ci scopro angoli non visti, avvallamenti che potrebbero trasformarsi in lame. Ci leggo i segni che lasceranno: sono le parole che hanno da dirmi e scrivermi sulla pelle.
*
Cammina come un coltello che apre la carta, si muove con pochi movimenti che s’impossessano dello spazio: lo svelano, lo conoscono.
*
Era uno che non si sarebbe fermato mai, che ti avrebbe trainato nella sua corsa, ma che non ce l’avresti fatta a stargli dietro e per questo lo adoravi, perché ti sembrava impossibile che in una vita non ci fossero pause, momenti in cui riprendere fiato.
*
… siamo semplicemente andati a vivere insieme, abbiamo mescolato la nostra biancheria nei cassetti e i libri sugli scaffali e da sempre abbiamo frequentato le rispettive famiglie solo lo stretto necessario. Ci bastiamo, ne siamo sempre andati fieri.
*
Lo tengo inchiodato al suo passato e lo porto da un’altra parte, strappandolo in due con il piacere, stanandolo dalla noia che si è intromessa tra noi, inosservata come la notte. Mi sembra di tornare ad amarlo.
*
Il tempo ci ha battuti, afferrati, avvolti e noi lo abbiamo seguito facendoci trainare da urgenze pratiche. […] Ci siamo fatti sciogliere senza aggrapparci l’un l’altra. Galleggiamo smembrati. […] Eppure questa casa mi vibra dentro.
*
Allora penso che l’amore è assenza, che nella mancanza echeggia la forza delle possibilità: c’è il cosmo intero di una donna, che è sempre madre di qualcosa.
*
Pensa a quanto la persistenza di qualcosa di reiterato, uguale a se stesso, posso entrarti sotto pelle fino a farsi dimenticare. Per poi scardinarti dall’interno.
*
Seguendola nel corridoio prende a osservarla con il suo sguardo singhiozzante.
Lo fa per trovare la nota sgradevole a cui appendere la sua solitudine e il suo rifiuto per il mondo.
*
Sono mesi che ha preso a stare sempre in casa, come se invecchiare non fosse altro che stringersi intorno un recinto sempre più piccolo. Fino a farlo coincidere con il proprio corpo. E poi, più neanche quello.
*
Me lo ricordo bene il nostro primo incontro. Anzi, me lo ricordo ora. La memoria serve a riscrivere il presente. Lo fai in continuazione: butti giù bozze su bozze, le cambi, le calibri sul ritmo delle emozioni, trovi inizi e fini, soprattutto fini. La vita è ricordare.
*
I vecchi non pensano alla morte. I vecchi cominciano a conoscerla.
*
E forse al di là delle sfumature c’è sempre un modo netto di guardare le cose. Ma lo si evita sempre.
*
Tocca a me. Il perdono degli altri è come una strada da percorrere: fa alzare lo sguardo, aprire una porta. E’ una promessa nuova.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Decisamente un gran inizio per la nuova collana di narrativa italiana Galleria Fandango curata da Mario Desiati, una tra le migliori raccolte di racconti lette in questo 2009. Non ci sono grandi catastrofi o avvenimenti concitati, almeno all’apparenza, perché poi Gaia Manzini con una scrittura indagatrice e puntuale, scavando tra le emozioni e le menti dei suoi protagonisti, fa molto di più, descrive la follia dal normale corso delle cose.

3 giugno 2009 2 commenti
IN VISIONE
 
 
Valèrie. Diaro di una ninfomane
(Spagna - 2008)
 
di Christian Molina
con Belén Fabra, Leonardo Sbaraglia, Geraldine Chaplin, Llum Barrera, Ángela Molina, Judith Diakhate, Natasha Yarovenko, Ferran Lahoz, Llum Barrera, David Vert, Pedro Gutiérrez
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ma anche no!
 
 
 
 
Disastro a Hollywood
(U.S.A. – 2008)
 
di Barry Levinson
con Robert De Niro, Bruce Willis, Stanley Tucci, John Turturro, Sean Penn, Robin Wright Penn, Kristen Stewart, Julia Frisoli, Catherine Keener, Michael Wincott, Ari Barak, Moon Bloodgood
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Decisamente meno peggio di quanto pensassi dopo le ultime prove di De Niro.
 
 
 
Secretary
(U.S.A. – 2002)
 
di Steven Shainberg
con James Spader, Maggie Gyllenhaal
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ben fatto.
 
 
 
 
 
 
 
Boris I/II
(Italia – 2007/2008)
 
di Luca Manzi, Carlo Mazzotta, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscol
con Pietro Sermonti, Francesco Pannofino, Antonio Catania, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Alberto Di Stasio, Caterina Guzzanti, Roberta Fiorentini, Carlo De Ruggeri, Alessandro Tiberi
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Con la prima serie si ride, alla seconda ti affezioni, quindi direi più che bene.