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Archivio per febbraio 2009

27 febbraio 2009 Nessun commento

 
… ragnatele come in vecchie stanze familiari …

  
 
 
Noob – Petit tulipe

26 febbraio 2009 Nessun commento

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26 febbraio 2009 Nessun commento
Prima che morte ti prenda, rimangiati tutto.
  

Dylan Thomas – Cerca la carne sulle ossa

25 febbraio 2009 2 commenti

PUNTATA DEL 24.02.09

Emmy The Great – Dylan (First love)
Telepathe – Michael (Dance mother)
 
M. Ward – For beginners (Hold time)
Tahiti Boy and the Palmtree Family – 1973 (Good children go to heaven)
 
Asobi Seksu – Me & Mary (Hush)
Matt & Kim – Daylight (Grand)
 
Pretty & Nice – Nuts & bolts (Get young)
 
Spoon – Well allright (Dark was the night)
Dirty Projectors + David Byrne – Knotty Pine (Dark was the night)
 
Arcade Fire – Lenin (Dark was the night)
The National – So far around the bend (Dark was the night)
 
Beirut – Mimizan (Dark was the night)
Yeasayer – Lightrope (Dark was the night)
 
Feist + Ben Gibbard – Train song (Dark was the night)
Stuart Mardoch – Another saturday (Dark was the night)
 
Iron & Wine – Stolen houses. Die (Dark was the night)

[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui qui]

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

24 febbraio 2009 12 commenti
IN VISIONE
 
 
Revolutionary Road
(U.S.A./UK – 2008)
 
di Sam Mendes
con Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Zoe Kazan, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Kristen Connolly
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Il libro era inarrivabile, però la sua trasposizione cinematografica è più che buona, nonostante non sia proprio digeribilissima (questa una gran differenza con la “versione cartacea”).

  
Il curioso caso di Benjamin Button
(U.S.A. – 2008)
 
di David Fincher
con Brad Pitt, Tilda Swinton, Cate Blanchett, Julia Ormond, Taraji P. Henson, Lance E. Nichols, Elle Fanning
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Bel film con un’ottima sceneggiatura, anche se, qualche sforbiciata qua e là non avrebbe fatto male.
 
 
 
 
Nick e Norah’s infinite playlist
(U.S.A. – 2008)
 
di Peter Sollett
con Michael Cera, Kat Dennings, Aaron Yoo, Rafi Gavron, Ari Graynor, Alexis Dziena, Jonathan B. Wright, Cassidy Gard, Jay Baruchel
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Colonna sonora esclusa, non molto di più di una classica commedia teen americana.
 
 
 
 
The Strangers
(U.S.A. – 2008)
 
di Bryan Bertino
con Liv Tyler, Scott Speedman, Peter Clayton-Luce, Laura Margolis, Kip Weeks, Glenn Howerton, Gemma Ward
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Niente per cui strapparsi i capelli, ma sa dare la sua buona dose di angoscia.
 
 

“L’agnello cattivo” di Katja Lange-Muller

23 febbraio 2009 Nessun commento
L’agnello cattivo
di Katja Lange-Muller
– Neri Pozza -
 
Siamo sdraiati sui due materassi, non fianco a fianco, ma testa contro testa. L’arteria della tua tempia pulsa contro la mia guancia. I tuoi capelli mi sfiorano il naso, ma non fanno il solletico, sento solo il loro odore: sanno di shampoo e di te. Sono minuti o ore che quasi non ci muoviamo, non diciamo nulla, respiriamo piano. I tuoi occhi sono chiusi, i miei guardano in alto la finestra aperta da cui non si vede nient’altro che un pezzo di cielo senza nuvole, né chiaro né scuro. Se mai avessi qualcosa da chiedermi, sarebbe soltanto se è l’alba o il crepuscolo. Non mi sento assonnata né sveglia, né pesante né leggera, non devo fumare né mangiare, né bere o andare al bagno. Non ho bisogno di distanza, ma nemmeno ho voglia di abbracciarti. Sono libera; non libera di fare qualsiasi cosa ma libera da qualunque costrizione, e tuttavia non sono sola…
*
Abbiamo l’un l’altra e abbiamo tempo, nient’altro. Ma di tempo ne abbiamo tantissimo, come se non esistesse neanche più.
*
Solo che a te le parole scorrevano più facilmente attraverso gli occhi o attraverso le dita che dalla bocca; come me, avevi studiato anche tu da tipografo.
*
C’era qualcosa in te che mi attraeva, ma allo stesso tempo qualcos’altro mi suggeriva di rimanere sul chi vive: una meschina riluttanza del cuore, che nasceva, peraltro, dall’esperienza. Non era forse vero che, come aveva detto una volta mia nonna, la maggior parte delle avventure si concludeva in una notte che si finisce per pagare cara?
*
Tu segavi e avvitavi, ti costruivi la tua “nuova vita in libertà”, che ai miei occhi appariva come nient’altro che un libero morire – e io avevo paura, perché non sapevo quale fosse la meta di quel viaggio. Paura di perdere te e poi me stessa, paura di dover presto tornare a lavorare sul serio e anche che tu potessi non restituirmi i miei soldi… soprattutto paura di ciò che le persone come chiamavano futuro, mentre quelle come te non lo chiamavano affatto.
*
Uno stormo di passeri si avvicinò a un biancospino fiorito frullando le ali; gli uccellini si posarono sui rami e cominciarono a rimproverarsi l’un l’altro, però piano, con stridori preoccupati, come pensassero di fare la cosa sbagliata ma non sapessero quale fosse quella giusta.
*
Hai idea, Harry, quanto ho odiato e ammirato quel tuo sguardo dalle pupille così dilatate? Quel tuo sguardo che, senza volerlo, mi sopraffaceva, che con la sua impareggiabile calma e vacuità mi concedeva la più totale libertà di interpretazione, eppure, allo stesso tempo, faceva sì che ogni mio tentativo di proiezione ti rimbalzasse addosso, che mi ributtava su me stessa come un’onda nera… il che da un lato costava fatica, dall’altro mi rendeva forte.
*
Il silenzio era una tortura; anche il tuo sguardo non riuscivo più a sostenerlo, ed era evidente che per i cinque minuti successivi, come minimo, nessuno di noi aveva un piano, o almeno una proposta.
*
Dell’Harry che amavo e continuo ad amare, possedevo e possiedo tuttora un’immagine interiore ben definita, a cui nessuna immagine posteriore può sovrapporsi, e tantomeno scalzare. Soltanto su questa immagine misuravo ciò che vedevo. Mi sentivo come un doganiere che alza gli occhi dalla vecchia foto di un passaporto e osserva il volto della persona che gli sta di fronte, e che da tempo non somiglia più a quell’immagine – eppure riconosce (magari no) che il giovane ritratto nel documento e il cinquantenne appena sceso dall’aereo sono la stessa persona. La tua immagine era (ed è) ancora impressa a fuoco nella mia memoria. Vedevo che eri Harry ma, a differenza del doganiere, ogni volta mi spaventavo, e ogni volta un po’ di più, perché le tue fattezze reali somigliavano sempre più meno a quell’immagine.
*
… un uomo triste ma orgoglioso poco prima della fine della notte.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buon romanzo che descrive le difficoltà nel vivere una storia d’amore “malata”, nella continua indecisione tra l’abbandono dei sensi e l’egoismo naturalmente insito in ognuno di noi. Sullo sfondo una fredda Berlino vicina al crollo del muro e in primo piano il dolore di un riscatto a portata di mano, anche se negato costantemente dalla realtà di ogni giorno.

20 febbraio 2009 2 commenti
3 x 2
 
Marissa Nadler – Little hells 
 
 Marissa Nadler – The hole is wild
 
 
 
 Marissa Nadler – Loner

 
 
VV.AA. – Dark was the night
 
 Yeasaeyr – Tightrope
 
 
 
 The National – So far around the bend

 
  
Das Pop – Das Pop 
 
 Das Pop – Never get enough
 
 
 
 
Das Pop – Saturday night part 1
 
 
 
 
* Il disco della settimana, del mese, dell’… non esagero suvvia, ma questo doppio album contiene talmente tante chicche, che non le elenco nemmeno.
Compratelo che è pure per una buona causa.
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“Nelle vene dell’America” di William Carlos Williams

19 febbraio 2009 3 commenti
Nelle vene dell’America
di William Carlos Williams
– Adelphi -
 
La storia, la storia! Noi stolti, che ne sappiamo e che ce ne importa? La storia comincia per noi con l’assassinio e la schiavitù, non con la scoperta.
*
Allora è proprio lì che bisogna scrutare con attenzione.
Niente affatto.
Sì, invece, perché se c’è accordo di opinioni su un qualche punto della storia, puoi star certo che fa comodo credere che le cose stanno così, e questa non è verità.
Almeno per quel che riguarda i governi la penso come te: nulla è divino.
Ma la storia segue i governi, non segue mai gli uomini. Ci rappresenta con lineamenti generici, come statue, o i bassorilievi dei sarcofagi, che di un uomo dicono soltanto una cosa, che è morto. Questa è la storia. Le importa una cosa sola: dire che tutto è morto. Poi sistema la statua, ed ecco fatto, finito. E invece no. La storia deve rimanere aperta: è tutta l’umanità. Lasceremo che le vite degli uomini vengano ritorte a forza sugli eventi, come se fossero semplici accidenti della geografia e del clima?
*
E’ vero: non lo posso negare. Ma rifletti un attimo. Se oggi tu e io, e tutti i nostri compagni, non fossimo su questa imbarcazione, in mezzo a questo mare, in questa solitudine sconosciuta, in uno stato incerto e periglioso al di là di ogni immaginazione; in quale altro passeremmo questi giorni? Forse più allegramente? Non ci troveremmo piuttosto in guai o ambasce maggiori, oppure saturi di tedio? Non voglio parlare della gloria e dell’utile che riporteremo indietro, se l’impresa riesce secondo le nostre speranze. Se questa navigazione non dovesse sortire altri frutti, a me sembra altamente profittevole, in quanto per un periodo di tempo ci libera dal tedio, ci rende la vita cara e preziose per noi molte cose che diversamente non prenderemmo in considerazione.
*
Ciò che soffro sono io stesso, più veloce dell’acqua e del vento. Ma che debba essere mio soltanto, è quello che mi brucia. E’ solo metà.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
All’inizio si fa leggere molto bene ed è interessante, poi lo rimane, ma un po’ stufa e annoia, insomma si arranca, anche se molto probabilmente questo è dovuto alla mia ignoranza in materia di storia americana.

18 febbraio 2009 Nessun commento

PUNTATA DEL 17.02.09
  

The Cinematic Orchestra – Transformation (Les ailes poupres)
Soap & Skin – Cry wolf (Lovetune for vacuum)
 
Peasant – The wind (On the ground)
Andrew Bird – Oh no (Noble beast)
 
The Bird and The Bee – Birthday (Ray Guns are not just the future)
Lighting Love – Everyone I know (November birthday)
 
Built By Snow – Science of love (Mega)
 
Mercy Arms – Half right (Mercy Arms)
Franz Ferdinand – Live alone (Tonight Franz Ferdinand)
 
Das Pop – Never get enough (Das Pop)
Harlem Shakes – Radio Orlando (Technicolor health)
 
Wild Light – California on my mind (Adult nights)
Dente – Buon appetito (L’amore non è bello)
 
Joe Crookston – Brooklyn in july (Able Baker Charlie & Dog)
    

  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di 
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17 febbraio 2009 Nessun commento

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16 febbraio 2009 Nessun commento
Tutto può cambiare
di Jonathan Tropper
– Garzanti -
 
Ecco cosa succede. In un freddo venerdì sera ti trovi in un bar con i tuoi due migliori amici, sentendoti inferiore a loro e senza speranze perché uno, Jed, è l’inoppugnabile stallone e l’altro, Rael, è sposato da poco e si è unito a noi solo per nostalgia, per crogiolarsi nella totale irrilevanza di tutto. Quindi uno non ha niente in gioco e l’altro non ha niente da dimostrare, invece tu sei lì nel mezzo con un sacco di roba in gioco e tutto da dimostrare, e nessuna prospettiva concreta di successo. Sono trascorsi otto mesi dalla tua ultima relazione, sei mesi da quando hai fatto un qualsiasi tipo di sesso, ed è stato del genere disperato; stai cominciando a sentirti invisibile nella Grande Città e brami di poter tornare al tuo paesino natale, dove tutto era molto più facile e le ragazze molto più avvicinabili, molto meno spossate. Solo che non provieni da un paesino bensì, nella migliore delle ipotesi, da uno scialbo sobborgo di qui, e non esiste alcun luogo in cui tornare, così dovrai semplicemente tenere duro, superare la tua paura di un rifiuto e trovare qualcuno che chissà come scorgerà quella certa cosa in te, che nemmeno tu riesci a scorgere ma che sai essere là, quella certa cosa che ti farà sembrare un valido investimento e che indurrà una donna a portarti a casa per scambiare fluidi corporei e poi racconti e poi segreti, nella speranza di trovare un amore capace di colmarvi entrambi fino al punto in cui potrete smettere di cercarlo.
*
Quando cominci a invidiare alle persone il loro esaurimento nervoso, forse è tempo di esaminare la tua vita con un po’ più d’attenzione.
*
“Sapevo che avresti risposto di no”, ammise.
“Meno male. Sai che odio deludere le persone.”
*
Classifico perennemente l’ampio ventaglio dei vari tipi di sesso esistenti. Sesso da Nuovo Partner (basilare e sempre divertente), Sesso sotto la Doccia (più difficile, sotto il profilo tecnico, di quanto non appaia sul canale Cinemax), Sesso Amici Platonici in Periodo di Magra (l’equivalente sessuale della razioni d’emergenza), Sciatto Sesso Ubriaco (si spiega da sé), Sesso in Hotel (sporca pure quanto vuoi, visto che non sarai costretto a pulire tu) e Sesso al Risveglio (tassativamente vietati i baci con la lingua), per citarne solo alcuni. Quando si tratta di sesso, il mio teenager interiore ha praticamente campo libero.
*
Come sempre, sta giudicando il successo solo in base al livello di drammaticità generato, non al risultato concreto. Immagino che non dovrei davvero aspettarmi niente di più da qualcuno per cui il viaggiare è sempre stato notoriamente più gratificante del giungere a destinazione.
*
“Cosa?” chiede passandosi le dita tra i capelli, imbarazzata.
“Cosa cosa?”
“Cosa stai guardando?”
Se potessi essere sincero direi che sto cercando dei difetti. Perché è questo che fai quando sei innamorato di qualcuno di cui non vuoi essere innamorato. Cerchi imperfezioni nella sua pelle, anomalie nei suoi tratti. Ti immagini come invecchierà, dove il tempo lo ossiderà. Cerchi di vederlo da angolazioni inclementi, di individuare una dose di goffaggine laddove le membra si uniscono al tronco. Cerchi queste carenze con un’aria di disperazione, pronto a rivendicare qualsiasi cosa tu riesca a trovare, a ingigantirla in modo grottesco nella tua mente e, così facendo, liberarti.
*
Amo quel sorriso e la sensazione di esserne insieme la causa e l’effetto.
*
Non reagisco mai ai baci con cui mi saluta, ma ogni volta che mene dà uno mi accorgo di averlo aspettato, e viene ricevuto con molta più consapevolezza di quanto non ammetterò mai.
*
… quando lei mi appoggia la guancia sulla spalla, queste combaciano perfettamente, come se ciascuna fosse stata creata specificatamente per adattarsi all’altra, un set coordinato.
*
Sì, Non perché abbia bisogno di lei ma perché la sua offerta sottolinea l’intimità che esiste tra noi e, visto che sono un idiota, quel causale riconoscimento mi entusiasma persino se so che non legittima in alcun modo gli altri miei sentimenti, quelli segreti. Per un attimo riesco a fantasticare di vivere in un mondo dove sarebbe del tutto logico che Tamara mi accompagnasse dal medico. E’ sempre stata molto selettiva, addirittura avara, nel dispensare il proprio affetto, il che rende doppiamente piacevole riuscire a scalare le mura e varcare le porte della fortezza della sua premura.
*
La mia mente ottenebrata non è in grado di esaminare la complessa stratificazione di questo tradimento ubriaco, così scelgo di scordarmene. Le conseguenze sono un concetto da sobri.
*
Non sai mai quando potrebbe essere l’ultima volta che fai l’amore con qualcuno, altrimenti presteresti più attenzione.
*
Sto fissando l’armonica architettura del suo viso, sempre così miracolosa ai miei occhi, e soltanto ora, finalmente, mi colpisce con forza la dolorosa consapevolezza di averla persa, la morte di noi due come coppia, ed è come restare a guardare impotenti mentre la propria casa viene divorata dalle fiamme, con dentro i ricordi accumulati durante tutta una vita.
*
Qualche giorno dopo, il mero vuoto della mia vita è sbalorditivo, un vuoto che non è semplicemente l’assenza di cose ma una presenza reale a gravosa di per sé, incastrata da qualche parte dietro la mia gola, nel punto in cui la colonna vertebrale incontra il cranio. C’è un determinato tipo di persona, una persona in grado di attingere a vaste risorse interiori, che confiderebbe la mia situazione attuale una splendida opportunità, una chance di ricostruire la mia vita, applicando tutta la saggezza appresa grazie agli errori passati per creare qualcosa di pulsante e nuovo, una vita semplificata in cui ci sarà posto solo per i rapporti più sinceri, le motivazioni più autentiche. Io non sono affatto quel tizio. Somiglio maggiormente a colui per il quale si addestrano nell’arte dell’autodifesa subacquea i bagnini addetti al salvataggio, il tizio che mulina violentemente le braccia per il panico, incapace di distinguere il pericolo dalla salvezza. Non ho posti dove andare, niente da fare e nessuno da vedere. Sono diventato una nullità, e l’unica prova che ho del fatto di non esser scomparso è che probabilmente, in tal caso, non mi sentirei così di merda.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non diventerà di certo un classico della letteratura del terzo millennio, però questo è una gran bel romanzo. Tropper ha una scrittura asciutta e precisa, senso del ritmo, caratterizza molto bene i suoi personaggi e crea una storia interessante e perfettamente centrata su suoi temi principali, con tratti a volte ironici.
Consigliato!

13 febbraio 2009 1 commento
3 x 2
  
    
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum 
 
 Soap & Skin – Cry wolf
 
 
 
 Soap & Skin – Spiracle *
 
 
 
Wild Light - Adult Nights 
 
 Wild Light – California on my mind
 
 
 
 Wild Light – Heart attack
 
 
 
Harlem Shakes - Technicolor Health **
 
 Harem Shakes – Sunlight
 
 
 
 
Harlem Shakes – Radio Orlando

* traccia repeat
** album della settimana

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12 febbraio 2009 5 commenti
UN’ALTRA ISTANTANEA DA TASCHINO
 
“Ho deciso di pensare al dopo quando sarà dopo, e non prima”
 
La domenica è sempre stata il non-giorno per eccellenza, e non solo nel caso di serate finite all’alba, anche oggi che ieri poco dopo mezzanotte eri già in casa lo è. Non fa per te quell’atmosfera di attesa svogliata e nemmeno le vie spente, costellate da ambulanti arrivati da chissà dove, come lo è tutta quella gente, della quale durante la settimana non c’è traccia alcuna, che continua a fare avanti e indietro tra il lungo lago e la piazza.
Un non giorno che passa in sottofondo tra tante piccole cose da fare: pulire casa, ascoltare meglio quel determinato disco, bere tazze di tè, leggere un articolo ritagliato qualche giorno fa, fumare, preparare la prossima puntata in radio, osservare l’uomo dei palloncini fare la spola tra l’angolo e il parcheggio dove ha lasciato il furgoncino. Piccole cose apparentemente senza senso, ma che alla fine, a forza di spintoni, riempiono una domenica.
Capita che invece oggi, quando il confine tra giorno e sera diventa labile, decidi di uscire, di accettare un invito, cercando di non sentire quell’aria ambigua attorno a te mentre vai verso la macchina e di cancellare, accelerando, le ultime coppie che sfilano al tuo fianco di pari passo con la sequenza di alberi evirati.
 
Mentre ti domandi se sia giusto essere qui, se ci sia un motivo, se tutto questo non sia pronto a sfociare nel solito no-sense, ti sorprendi nel constatare quanto quel leggero storcersi delle sue labbra e inclinarsi della testa, quando la conversazione sembra andare troppo in là, siano simili alla trasfigurazione involontaria che senti sul tuo volto nei momenti di disagio. Come se ci fosse appena stata una scossa tellurica interna che si è propagata per tutto te stesso, segnalandola ad un osservatore attento solo nella parte ora più vulnerabile. Per fortuna il corpo non sempre obbedisce alle leggi della mente, è la conclusione momentanea.
 
Non ti senti in te, non dici quello che vorresti, non fai niente di più del minimo indispensabile oltre al respirare ed emettere ogni tanto qualche frase. E’ come se fossi incastrato tra la violenza di questi muri rosso sangue e la solidità del lungo bancone di legno lucido. Una postura che vorrebbe sembrare naturale, ma che il tuo spostarsi ogni fottuto secondo rivela non esserlo.
Quando tra le parole, lei ricorda che poco tempo fa in questo bar ci lavorava, mentre tu tanti anni addietro ci eri passato un paio di volte per giri non propriamente oratoriali, sembra possa esserci finalmente una via di fuga bell’e pronta, qualcosa per giustificare questo tuo sentire. E anche se a ben vedere, scavando non troppo a fondo, salterebbero fuori tutte le incongruenze del caso, basta comunque poco affinché i dubbi riescano a posizionarsi come ballerine handicappate su ogni superficie piana disponibile.
 
Quando uscite ti sembra di respirare per la prima volta da chissà quanto tempo. Tu silenzioso e lei che venendoti addosso ogni tanto incalza, “faccio sempre tutto io”, costringendoti a ribattere con frasi velate di auto-sadica ironia.
Un sottile vento gelido sale dal lago, infilandosi in ogni falla possibile del tuo abbigliamento fin troppo primaverile per essere inizio febbraio, anche se a ben vedere è lo stesso che hai usato per tutto l’inverno.
Tremi e lei lo sente. Te lo dice. Rispondi che è vero, come potresti negare se è seduta sulle tue gambe, ma va bene così, ti piace qui.
Piccole onde si increspano, riflettendosi come carta stagnola, grazie a una luna piena e un cielo sempre più scuro che, nonostante questo, ha delle sembianze limpide nella tua retina ancora sorpresa dalla prima domenica spalmata d’azzurro acceso ovunque.
Non ti sorprenderesti a veder spuntare le telecamere, i fari, gli assistenti, etc, perché in effetti questo è proprio il classico scenario da film. Da buon fantasista quale sei gliel’avevi anche detto, ancora prima di ritrovarvi qui: “non sarà troppo romantico?” Eppure, nonostante e finalmente la sua pelle e le sue labbra siano quel qualcosa in grado di dare significato a un momento, la sceneggiatura non sembra essere stata scritta come avresti voluto o ti saresti aspettato. Forse perché non sei stato l’unico a metterci mano? Oppure perché continui a vedere un finale che non andrà bene per nessuno? Nemmeno per l’occhialuto della terza fila infastidito dal rumore di caramelle scartate.
Non capisci chi dei due non si voglia lasciare, o lasciare andare. La trama non è per niente chiara, come nelle migliori performance di Lynch.
 
“E’ proprio vero che tu hai un mondo tutto tuo”.
Non sai se sia vero, perché credi che ognuno viva nel suo di mondo, solo che certe persone hanno uno, due strati, altri di più. Qualcuno orizzontali, altri verticali, chi trasparenti e chi multicolore. Però per voler camminare o abitare in un mondo, qualsiasi esso sia, bisogna prima capire come fare. Questo sì che è così per tutti. E allora la questione non è più solo vivere nel proprio di mondo, ma imparare a vivere in esso e nel continuo contatto con tanti altri diversi dal tuo.
 
 
°°°
The Cinematic Orchestra – Transformation
Fever Ray – Keep the streets empty for me

11 febbraio 2009 Nessun commento

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11 febbraio 2009 Nessun commento

PUNTATA DEL 10.02.09
 

Our Broken Garden – The blinding (When your blackening shows)
The Acorn – Hold your breath (Glory hope mountain)
 
A Camp – Stronger than jesus (Colonia)
Ben Kweller – Sawdust man (Changing horses)
 
How I Become The Bomb – Blood will tell (Foremost sentinel)
A.C. Newman – The heartbreak rides (Get guilty)
 
Razorlight – North London trash (Slipway fires)
 
Handsome Furs – Radio Kaliningrad (Face control)
I Was A Cub Scout – Our smalles adventures (I want you to know that there)
 
Tim Ten Yen – Sea anemone (Everything beautiful reminds me of you)
Frontier Ruckus – Mount Marcy (The orion songbook)
 
Coconut Records – The summer (Davy)
Sunbear! – Lovely little anecdotes (For everyone)
  
Black Eyed Dog – All 4 you (Rhaianuledada. Songs To Sissy)
 
 
  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

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10 febbraio 2009 2 commenti
IN VISIONE
 
Rachel getting married
(U.S.A. – 2008)
 
di Jonathan Demme
con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Tunde Adebimpe, Mather Zickel, Anisa George, Anna Deavere Smith, Bill Irwin
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Gran istantanea famigliare. Perfetta la scelta della cinepresa stile telecamera, bravi gli attori  e gran musica (Anne Hathaway mi ha sorpreso e ovviamente mi sono innamorato in tempo zero, già solo per come tiene in mano la sigaretta).
 
Mysterious skin
(U.S.A. – 2008)
 
di Gregg Araki
con Joseph Gordon-Levitt, Zane Huett, Mary Lynn Rajskub, Chase Ellison, Lisa Long, Michelle Trachtenberg, Rachael Nastassja Kraft, Brady Corbet, Elisabeth Shue
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ho letto il libro l’anno scorso ed ero curioso di vedere la sua trasposizione cinematografica. Di solito sono molto critico, invece è decisamente buona e il film molto bello.
 
Part Of The Weekend Never Dies
(UK – 2008)
 
di Saam Farahmand, Soulwax
con Soulwax
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Vale quanto detto per quello dei Justice, anche se qui c’è qualcosa in più.
 
 
 
 
 
Running Scared
(U.S.A. – 2006)
 
di Wayne Kramer
con Cameron Bright, Vera Farmiga, Chazz Palminteri, Karel Roden, Johnny Messner, Ivana Milicevic, Alex Neuberger
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Boiata.
 
 
 

“Il cuore è un cacciatore solitario” di Carson McCullers

9 febbraio 2009 Nessun commento
Il cuore è un cacciatore solitario
di Carson McCullers
– Einaudi -
 
Il sole stava precipitando in un cielo acceso di scarlatto, e contro le nubi rosse le case stagliavano il loro profilo già nero.
*
La sua faccia rispecchiava quella misteriosa pace che a volte è l’espressione caratteristica delle persone molto infelici o molto sagge.
*
Guardava le parole formarsi sulle loro labbra: tutti, tutti esigevano comprensione.
*
La mattina dopo si mise a cucire in camera sua. Perché quando uno ama realmente e perde la persona cara, non si suicida? Solo perché il vivo deve seppellire il morto? O perché bisogna adempiere, nel dolore, agli stessi antichi, immutabili riti? Perché chi rimane si trova esposto come su un palcoscenico agli occhi di tutti, perché i secondi trascorrono lenti come secoli? Perché bisogna portare tanto peso? Forse, se due esseri si amano veramente, il vedovo deve restare per la resurrezione dell’amato, in modo che l’assente non muoia del tutto, ma rinasca e viva nel cuore del sopravissuto? Perché? Biff si chinò sul suo lavoro e riprese a meditare. Tirava l’ago con perizia e la callosità delle dita gli permettevano di cucire senza ditale: due abiti grigi avevano già la loro fascia nera e anche la terza era quasi cucita.
*
Noi non vogliamo altri figli: vogliamo altri destini per i nostri figli già nati.
*
Attendeva di sentir sorgere in sé la vecchia collera di un tempo, ma la collera non arrivò. Procedeva lentamente, sentendosi il ventre pesante come il piombo, strisciando contro le pareti umide e gelide delle case, lasciandosi sprofondare in una disperata miseria fino a toccarne il fondo, fino a trovarvi uno strano, morboso sollievo.
*
Il cielo si curvava dolcemente, come l’interno di una gigantesca sfera di cristallo turchino cupo, punteggiato dallo splendore freddo delle stelle. Tranquillo odore, tiepido odore di cedri. E, quando ormai non si spera più di ritrovare la musica fuggita, eccola che ritorna.
*
Il silenzio nella stanza si era fatto profondo e misterioso quanto la notte. Biff era ancora immerso nei suoi pensieri. Poi, all’improvviso, il cuore prese a battergli veloce e dovette appoggiarsi al bancone per non cadere. In un rapido bagliore gli apparve per un istante la visione della lotta umana e del suo valore. Del cammino senza fine dell’umanità attrave4rso il tempo infinito. Di quelli che lavorano e di quelli che semplicemente amano, e per un istante la sua anima si aprì alla gioia: ma solo per un attimo. Perché subito avvertì un’angoscia, una fitta di terrore. Sospeso tra due mondi vide il proprio volto riflesso nello specchio: la faccia convulsa, le tempie madide di sudore, un occhio più aperto dell’altro. Quello sinistro socchiuso pareva rivolto al passato, quello destro sbarrato scrutava un futuro pieno di errori e di rovine. Biff era sospeso tra la luce e l’oscurità, tra l’ironia e la fede.
*
Quanto di ciò che aveva detto era stato compreso? Che cosa avrebbe ottenuto? Ripensò alle parole che aveva pronunciato e gli sembrarono vuote e prive di volontà. Le parole non dette gli si moltiplicarono in gola, gli salirono alle labbra brucianti. Come una marea ondeggiante, i volti sofferenti della sua gente gli si fecero innanzi e, lì al volante, sentì il cuore battergli di quell’antico, collerico amore.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buon romanzo corale, che però a me non ha fatto una grande impressione, pur non riuscendo ad individuare eventuali punti deboli.

6 febbraio 2009 Nessun commento

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6 febbraio 2009 Nessun commento
Vi sono problemi che la conoscenza non risolve. Un giorno riusciremo a capire che la scienza è soltanto una sorta di variazione della fantasia, una sua specialità, con tutti i vantaggi e i pericoli che la specialità comporta.
  
Georg Groddeck

5 febbraio 2009 4 commenti
IN VISIONE
 
Milk
(U.S.A. – 2008)
 
di Gus Van Sant
con Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch,James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O’Hare, Victor Garber
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buon film, anche se non il capolavoro di cui si parla su più fronti. Grande prova di Sean Penn, ma anche gli altri attori non sono da meno.
 
 
 
Tony Manero
Cile, Brazile – 2008)
 
di Pablo Larrain
con Alfredo Castro, Paola Lattus, Héctor Morales, Amparo Noguera, Elsa Poblete
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Molto bello nella sua persistente atmosfera di angoscia strisciante, anche se forse dovrei guardare meno film con per protagonisti dei disadattati.
 
 
 
 
Ultimatum alla terra
(U.S.A. – 2008)
 
di Scott Derrickson
con Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Kathy Bates, John Cleese, Jaden Smith, Aaron Douglas, Lorena Gale, Roger R. Cross
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Pensavo peggio, ma rimane pur sempre un film da hangover del sabato pomeriggio (per 30 secondi circa ho pure cercato di imbastire un ragionamento sulla similitudine tra Gort e l’ego umano !?!).