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Archivio per dicembre 2008

24 dicembre 2008 2 commenti

UN ALTRO GIRO
 
Non sempre è facile trovare qualcosa per mettere in pausa il blog alla fine dell’anno. Una battuta, un racconto, un video, una foto… questa volta mi sembra troppo facile fare il paragone tra la giornata di ieri e l’andamento di quella lunga linea che per convenzione si riassume con il numero 2008.
 
Gag coi botti: un tecnico della società che ci fornisce l’hardware sfonda una vetrata di cristallo di una delle nostre sedi provinciali, forse pensando di avere doti sovrannaturali e poterci passare in mezzo come se niente fosse, e allora passo quasi tutta la mattinata scopando pezzi di vetro, mentre lui, sanguinante incredibilmente solo a una mano, fa quello che doveva fare prima di volersi candidare a stuntman dell’anno.
 
La rivincita dei nerds: casualmente la riunione di screening annuale viene fissata alla ore 15 dell’antivigilia. Il sottoscritto passa l’esame da parte dell’analista incaricato con una sola piccola annotazione, mentre la collega che si occupa dell’altra società (gemella della mia) ne sente di tutti i colori. Siccome è da quando ho iniziato a lavorare qui che ci sono vertenze in ballo tra noi due (più che altro perché lei è solita farsi accompagnare dall’alterigia e dall’acidità), godo come un porco che si rotola nel suo trogolo, almeno fino a quando arriva il terremoto e io invece credo che mi stia per venire un infarto.
 
Ad avere occhi per vedere: leggo una mail e nonostante già sapessi che il contenuto sarebbe stato feroce e spietato (anzi, ero stato proprio io a chiedere questa franchezza da coltello alla gola), il colpo è comunque duro da incassare. Non ho nemmeno la scusante dell’impegno, dell’averci provato, sotto quel punto di vista, l’impegno da queste parti non c’è dal precedente post di chiusura anno.
 
Solo una spintarella: quando si fa qualcosa per pura e semplice passione, come ci si sente quando qualcosa va storto e non per colpa propria, ma per noncuranza, sì, solo per semplice noncuranza, altrui? (la risposta è ovvia).
 
X & Y – (it’s all in your mind)
X: E perché non me le dici?
Y: Perché sarebbero storie senza senso, che parlano di te, di te e di me, insomma proiezioni.
X: Ma se praticamente non abbiamo ancora avuto il tempo di conoscerci.
Y: Appunto!
Il sottoscritto non va da nessuna parte, dato che risparmia per due possibili gite fuori porta primaverili, ma il blog chiude per un po’, a rileggersi nel 2009 (magari con quella citazione tratta da LMVDM tatuata sulla parte interna delle palpebre).
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24 dicembre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 23.12.08

B. Flieschmann – In trains (Angst is not a weltanschauung)
Portishead – The rip (Third)
 
Laura Marling – The captain and hourglass (Alas I cannot swim)
Russian Red – They don’t believe (I love your glasses)
 
Why? – Fatalist palmistry (Alopecia)
The Rural Alberta Advantage – Drain the blood (Hometowns)
 
Girls In Hawaii – Bored (Plan your escare)
 
Peter and The Pirates – Bright lights (Little death)
Foals – Red sock pugie (Antidotes)
 
The Wave Pictures – Strange fruit or David (Instant coffe baby)
Mockingbird, Wish Me Luck – New beginnings (Days come and go)
 
The Last Shadow Puppets – My mistakes were made for you (The age of understatment)
 
Le Luci Della Centrale Elettrica – Produzioni seriali di cieli stellati (Canzoni da spiaggia deturpata)
Bon Iver – Skinny love (Forever Emma, for ago)
 
 
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

23 dicembre 2008 1 commento
IN VISIONE
 
 
Racconto di Natale
(Francia – 2008)
 
di Arnaud Desplechin
con Catherine Deneuve, Mathieu Amalric, Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Anne Consigny, Emmanuelle Devos, Hippolyte Girardot
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Se come me non amate particolarmente l’atmosfera natalizia, guardatelo immediatamente. Se invece il Natale vi piace, lasciate passare qualche giorno, ma guardatelo lo stesso che ne vale la pena, eccome!
 
 
 
Vicky Cristina Barcelona
(U.S.A./Spagna – 2008)
 
di Woody Allen
con Scarlett Johansson, Javier Bardem, Penelope Cruz, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Rebecca Hall, Pablo Schreiber, Carrie Preston
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ammetto di aver visto poco o niente della filmografia di Allen, non mi ha mai entusiasmato molto, e questo infatti per me non è un bel film.
 
 
 
In Bruges
(UK/Belgio – 2008)
 
di Martin McDonagh
con Colin Farrell, Brendan Gleeson, Ralph Fiennes, Elizabeth Berrington, Rudy Blomme, Olivier Bonjour, Mark Donovan, Eric Godon
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Al primo tentativo di visione mi sono addormentato dopo 20 minuti, ma forse l’hangover era troppo forte. Al secondo sono arrivato fino alla fine: in alcuni punti ho riso, ma in altri mi sono annoiato lo stesso.

“Madri e figli” di Colm Tobin

22 dicembre 2008 Nessun commento
Madri e figli
di Colm Tobin
– Fazi Editore -
 
Aveva visto l’America nei film, ma qui, a poche ore di volo da Hollywood, nulla richiamava quelle immagini sullo schermo. La piattezza, il senso di morte, le lunghe attese per il taxi, la banalità di ogni oggetto non avevano niente a che fare con i drammi hollywoodiani. Solo una volta vide una scena da cinema. Le era venuta voglia di cibo cinese e aveva chiesto alla reception il nome del ristorante cinese più vicino. La ragazza sembrava non capire cosa volesse. Alla fine Lisa parlò direttamente con l’azienda dei taxi, che dopo tre quarti d’ora le mandò un’autista che la portò in un vicino centro commerciale.
Durante il tragitto, mentre scendeva la sera, fu colpita dalla bellezza di un camposanto, le lapidi basse e uniformi, l’erba tagliata da poco. Notò la luce del sole obliqua, come se il cimitero fosse ripreso in un audace technicolor e il resto del mondo in bianco e nero. Mentre tornava al motel, dopo aver spiluccato il cibo senza mangiare quasi niente, chiese al tassista di fermarsi e si incamminò tra le lapidi, lesse quei nomi stranieri nati in luoghi stranieri ed ebbe la sensazione che la comunità di morti che riposavano in quella distesa al crepuscolo le infondesse un po’ di calore, addirittura qualcosa di simile alla speranza, e per qualche secondo la paura di ciò che l’aspettava all’obitorio di dileguò.
*
Rimise lo scatolone dov’era e nei giorni successivi fu indaffarata nella camera oscura a sviluppare vecchi negativi per lo scanner nuovo che le avevano installato nella stanza in più. Ben presto, pensò, il liquido e il vecchio procedimento sarebbero stati obsoleti, quello spazio buio e raccolto non avrebbe più rappresentato il suo regno, e lei avrebbe dovuto vivere nella luce. Sperava che quel giorno arrivasse il più tardi possibile.
*
La crisi amorose di Shane erano come il ciclo di Julie, uscivano dal microfono, immediatamente rimbalzate agli altri cantanti che dovevano compensare, oppure passavano per geniali riff o cambiamenti di registro che gli altri erano costretti a seguire.
*
Quando era finalmente uscito da Lanfad, aveva portato con sé la sensazione che dietro le cose si celasse sempre dell’altro, un motivo segreto o qualcosa di inimmaginabile e oscuro, che le persone, viste da vicino, fossero soltanto maschere utili ad altre persone, che una frase rappresentasse semplicemente un codice per indicare altro. C’erano sempre tanti strati e sotto altri ancora, persino più segreti, in cui potevi imbatterti per caso, o che diventavano più evidenti man mano che ti avvicinavi.
*
Quando entrò la sua casetta pareva scavata da dentro, l’aria sembrava intrappolata, filtrata fino a diventare rarefatta. Il sole brillava dalla finestra davanti, quindi andò subito a chiudere le tende cercando di fingere che fosse ancora l’alba. Gli venne in mente di mettere su un CD, ma era a un punto in cui non c’era musica che gli facesse piacere sentire, proprio come l’alcol non l’avrebbe aiutato e il sonno non sarebbe arrivato. Sentiva che avrebbe potuto fare cento chilometri a piedi se avesse saputo dove andare, se avesse avuto una destinazione precisa. Ora non aveva paura di niente, se non che quella sensazione non svanisse più. Il suo cuore batteva per l’immensa soddisfazione al pensiero di com’era la vita: L’eco della musica nelle orecchie e il lampo delle luci stroboscopiche negli occhi erano ancora con lui: Gli sembrava di essere stato accarezzato dalle ali di una consapevolezza nettissima, di un’emozione squisita e misteriosa quasi analoga agli eventi della settimana appena trascorsa. Si distese sul divano, confuso e sconfitto dalla sua incapacità di afferrare quello che gli era stato offerto, e invece di addormentarsi cadde in un a specie di stupore.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
C’è un racconto lungo molto bello in questo raccolta, Un lungo inverno, un altro non male, Famous blue raincoat, ma il resto è superfluo, non lascia traccia.

19 dicembre 2008 12 commenti

SubliminalPopConcept – BEST BOOKS – 2008
 

“Una nuova terra“

Jhumpa Lahiri 

“Motel life”

Willy Vlautin 

“Camere di Combustione”

David Levinson 

“Hotel Insonnia”

Charles Simic 

 

“Observatory Mansion”

Edward Carey

“Underworld”

Don DeLillo 

“Cento poesie d’amore a Ladyhawke”

Michele Mari 

“Erano solo ragazzi in cammino”

Dave Eggers

“Ruggine e ossa”

Craig Davidson 

“Vista con granello di  sabbia”

Wislawa Szymborska 

“Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?”

Johan Harstad 

“Questo libro ti salverà la vita”

A.M. Homes 

“Veloce come la notte”

Jonathan Ames 

“Cani selvaggi”

Helen Humphreys 

“Il libro del desiderio”

Leonard Cohen 

“Siamo nei guai”

Christopher Coake 

“Auto da fé”

Elias Canetti

“Una famiglia a caso”

Adrian Nicole LeBlanc 



“Pyongyang”

Guy Delisle 


“LMVDM”

Gipi 

 

N.B. L’ordine è casuale, l’anno è di lettura e non d’edizione, e il link sulle copertine dei libri porta direttamente al post che li riguarda.

18 dicembre 2008 13 commenti


DOPPIO OOOHHH ISSA’ !

Quest’anno, non so se per la particolare bontà mia o vostra (scarterei a priori però la prima ipotesi), l’appuntamento raddoppia: dopo la parentesi estiva, arriva anche quella invernale.
Senza troppi giri di parole, qui sotto il link per scaricarla. 
State bene.

[alt. download]
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17 dicembre 2008 5 commenti

PUNTATA DEL 16.12.08
  

Misophone – The motherless moth headed bread boy (Be glad you’re only human)
Slow Runner – Love and doubt (Mermaids)
 
Ben Folds – The frown song (Way to normal)
 
Like Honey – Nothing’s right (Leaves)
Dressy Bessy – Shoot, I love you (Holler and stomp)
 
One For The Team – Apples (Build it up)
 
The Paddingtons – What’s the point in anything new (No mundane options)
The Rockwells – Tell to the truth (Place & time)
 
Attic Lights – Dirty thirst (Friday night lights)
The Little Kicks – Don’t give up so easely (EP3)
 
Civalias – No escape (You me we)
Manana – Monster (Interruptions)
 
Seagull – Half sleep (Goodbye weather)
Right Away, Great Captain!– I was a cage (The eventually home)
  
  

[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di
Ciao Como Radio e in streaming o qui] qui

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

16 dicembre 2008 26 commenti

SubliminalPopConcept – BEST MUSIC – 2008
 
 

Hometowns

The Rural Alberta Advantage  

"Forever Emma, for  ago"

Bon Iver 



"Plan your escape"

Girls In Hawaii 

"Third"

Portishead 

 

"I Love your Glasses"

Russian Red

 

"3 Rounds and a sound"

Blind Pilot
 

"Instant coffee baby"

The Wave Pictures 

"Alopecia"

Why? 

"You, devil + me"

The Notwist 
 

"Mermaids"

Slow Runner 
 

"Angst is not a weltanschauung"

B. Fleischmann

 

"Little death"

Pete and The Pirates 
 

"Alas I Cannot swim"

Laura Marling 
 

 

"The Age of understatment"

The Last Shadow Puppets 
 
 

"Canzoni da spiaggia deturpata"

Le Luci Della Centrale Elettrica 

"Days come and go"

Mockingbird, Wish Me Luck 
 

"Antidotes"

Foals 
 
 

"The Stand-ins"

Okkervil River 

 
N.B. Ordine casuale.
   

   
P.S. per tutto il resto c’è l’ormai calssico appuntamento con il Disco Bravo 2008.

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15 dicembre 2008 16 commenti

SubliminalPopConcept – BEST FILM – 2008*
 

* Da intendersi come anno di visione e non ci sono posizioni, l’ordine è casuale.
 
N.B. Nel corso dei prossimi giorni i migliori album e libri del 2008.

12 dicembre 2008 Nessun commento

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11 dicembre 2008 4 commenti
IN VISIONE
 
Futurama – Il gioco di Bender
(U.S.A. – 2008)
 
di Dwayne Carey-Hill
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ho già detto qua cosa ne penso di Futurama, ribadisco anche dopo questo episodio.
 
 
 
 
 
Mongol
(Germania, Kazakhstan, Russia, Mongolia – 2007)
 
di Sergei Bodrov
con Aliya, Tegen Ao, Tadanobu Asano, Ying Bai, Khulan Chuluun, Bao Di, Bayertsetseg Erdenebat, Deng Ba Te Er, Odnyam Odsuren, Honglei Sun, Ba Sen
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non male, anche se forse un po’ troppo lungo.

   
Hellboy II – The golden army
(U.S.A. – 2008)
 
di Guillermo del Toro
con Ron Perlman, Selma Blair, Jeffrey Tambor, Doug Jones, James Dodd, Luke Goss, Thomas Kretschmann, Brian Steele, Anna Walton
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Non ho visto il primo, ma questo va abbastanza bene per non pensare per due ore.
 
 
Righteous kill
(U.S.A. – 2008)
 
di Jon Avnet
con Al Pacino, Robert De Niro, John Leguizamo, Donnie Wahlberg, 50 Cent, Frank John Hughes, Carla Gugino, Shirly Brener, Katie Chonacas, Brian Dennehy, Rob Dyrdek
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Entrambi, De Niro e Pacino, sono alla frutta!

11 dicembre 2008 7 commenti
L’ARTE DEL DILATARSI

  
“Sto imparando a nuotare
Importante è sentire l’acqua che scorre
Non fare resistenza
L’acqua deve scorrere via
Armonici dovrebbero essere i movimenti delle braccia.
Di più.
E si deve stare calmi, quando si prende aria.”
 
 
Come aggiungere strati su strati nelle melanzane alla parmigiana, prima o poi la casseruola finisce e tocca smettere, infornare, ogni tanto controllare e via così fino alla cottura ottimale. Come un accumulatore di energia, prima o poi bisogna staccare la spina, altrimenti o lo si rovina o per un sottile gioco masochistico si ritorna al punto di prima, e tocca aspettare ancora.
Quante sensazioni, emozioni, pensieri, possono sedimentare in un essere umano? Infinite? Tante? Poche? E come si decide una volta raggiunto il limite, suppongo diverso per ognuno di noi, chi o cosa dovrà essere eliminato per far posto al nuovo/a arrivato? Si potrebbe rispondere che come la lima epura dal superfluo, così opera anche la nostra coscienza, ma questa ha anche il suo rivale mascherato che grazie a “IN”, è capace di rendere inaspettato ciò che solo un secondo prima sembrava ovvio, e viceversa.
Capita così che dopo un ponte festivo vissuto in bilico sulle ore piccole, che si potrebbe semplificare, e di molto, in tre istanti…
 
° la similitudine tra il moto di centinaia di persone quando in mezzo a loro scoppia un rissa e certe scene da un documentario su degli anemoni che si muovono sospinti dalla corrente in profondità.
° la convinzione che non si può paragonare l’andare in bicicletta con il flirtare.
° lo stupore quando un corpo decide di fare tutto il contrario rispetto a quanto apparentemente deciso dal suo governatore e aguzzino.
 
… ci si ritrovi immobili ad osservare il proprio profilo attraverso una leggera nevicata che lentamente si trasforma in impronte, per poi sciogliersi definitivamente in acqua che scorrerà chissà dove. Si è stanchi, non potrebbe essere altrimenti, si è contenti, perché era da tempo che non c’era questa urgenza di commistione generalizzata, ma anche straniti da una sensazione che, più le macchine si fanno rare, più spinge per sovrapporsi a quell’immagine nel vetro.
Si può avere paura del bene? Si può avvertire la speranza quasi fosse una minaccia? O è solo il timore verso una dipendenza che potrebbe diventare sempre più insaziabile?
La risposta forse è nella rilettura, ancora una volta, della citazione iniziale tratta da LMVDM di Gipi; ripetersi che non si deve fare resistenza, stare calmi e non avere paura dell’aria.
 
 
°°°
Right Waway, Great Captain! – I was a cage

10 dicembre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 09.12.08

Jenny Lewis – Pretty bird (Acid Tongue)
Sleepercar – Fences down (West Texas)

Lake – Blue ocean blue (Oh, the place we’ll go)
The Lucksmiths – A sobering thought (just when one was needed (First frost)

Pelle Carlberg – 1983 (The lilac time)
Sad Days For Puppets – Shiny teeth and sharpened claws (Unknown colours)

All Girl Summer Fun Band – Oh no (Looking into it)

CatPeople – Goodbye angel (What’s the time Mr Wolf?)
Housse de Racket – Oh yeah! (Forty love)

Hexes & Ohs – H-h-highschool (Bedroom madness)
Jersey – Icebound (Itinerary)

The Guggenheim Grotto – Fee da da dee (Happy the man)
Monsieur Minimal – Love is a circle (Lollipop)

Anna K Jarosz – Sun (Under my sky)

[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

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“L’uomo nel buio” di Paul Auster

9 dicembre 2008 Nessun commento

L’uomo nel buio
di Paul Auster
– Einaudi - 
 
La notte è ancora giovane, e mentre sto supino con gli occhi che guardano nel buio, un buio così nero che non si vede il soffitto, comincio a ricordarmi il racconto che ho iniziato la notte scorsa. Quando il sonno non vuole venire faccio così. Rimango steso a letto e mi racconto storie. Forse vorranno dire poco, ma fino a quando sono al loro interno mi impediscono di pensare alle cose che preferirei scordare. Restare concentrato, però, può essere dura, e il più delle volte la mia mente finisce per scivolare dalla storia che cerco di raccontare alle cose cui non vorrei pensare. Non posso farci nulla. Fallisco a ripetizione, sono più i fallimenti dei successi, ma questo non significa che non faccia il possibile.
*
Mani delicate, è vero. Ma anche forti. Mani sapienti. E’ questo che pensavo. Mani che sapevano parlare.
*
… ma per quanto mia figlia sia intelligente, in lei c’è ancora qualcosa di ingenuo e fragile, e vorrei tanto che imparasse che le azioni che gli esseri umani perpetrano gli uni contro gli altri non sono solo aberrazioni, ma una parte essenziale di quello che noi siamo. In questo modo soffrirebbe meno. Il mondo non le crollerebbe addosso ogni volta che le succede qualcosa di negativo, e non si addormenterebbe ogni notte in lacrime.
*
Per tutta la vita ho voluto fare lo scrittore. Tu lo sai, August. Ti ho mostrato per anni i miei squallidi raccontini, e tu sei stato così buono da leggerli e darmi il tuo parere. Mi hai incoraggiato, e te ne sono davvero grato, ma tutti e due sappiamo che non valgono niente. La mia roba è arida, pesante e monocorde. Ogni parola che ho scritto fin qui è merda. Ho finito l’università da più di un anno e passo i giorni seduto in ufficio a rispondere al telefono per un agente letterario. Che vita è? Così tranquilla, cazzo, così monotona. Non la sopporto più. Io non so niente, August. Io non ho fatto niente. Per questo vado via. Per sperimentare qualcosa che non riguarda me stesso. Per ritrovarmi fuori, nel grande e marcio mondo, e scoprire cosa si sente a essere parte della storia.
*
Fuggire in un film non è come fuggire in un libro. I libri ti costringono a contraccambiarli con qualcosa, a esercitare l’intelligenza e la fantasia, mentre un film si può vedere – e anche godere – in uno stato di passività inerte.
*
E così Brick e Flora continuano a nuotare nel loro nulla coniugale, nella piccola vita alla quale l’ha convinto a tornare con il buonsenso di una donna che non crede in altri mondi, che sa che esiste solo questo e il trantran narcotizzante e i brevi battibecchi e le ansie finanziarie ne sono una parte essenziale, che malgrado le pene e le noie e le delusioni vivere in questo mondo è la cosa più vicina a vedere il paradiso a cui mai arriveremo.
*
… andavo in giro con la sensazione che la mia vita non mi fosse mai appartenuta davvero, di non avere mai davvero abitato me stesso, di non essere mai stato reale. E non essendo reale non capivo l’effetto che avevo sugli altri, il male che potevo far loro, le ferite che potevo infliggere a quelli che mi volevano bene.
*
Se dovessi morire prima di svegliarmi. Tutto procede così in fretta. Ieri un bambino, oggi un vecchio, e quanti battiti del cuore da allora a oggi, quanti respiri, quante parole dette e sentite… Che mi tocchi, qualcuno. Che mi metta la mano sulla faccia e mi parli…
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Che Auster scriva bene non è in discussione, ma qui è la storia che non mi ha convinto, perché l’idea di principio era molto buona, ma com’è stata sviluppata mi ha lasciato la sensazione di un abbozzo, niente di compiuto e con un senso finale troppo evanescente.

8 dicembre 2008 Nessun commento

Non so perchè, ma non riesco a metterla on-line, comunque qui trovate l’intervista di Gipi alle Invasioni Barbariche.

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5 dicembre 2008 Nessun commento
3 x 2
 
Seagull - Goodbye Weather 
 
 Seagull – Half sleep
 
 
 
 Seagull – Joy
 
 
 
Monsieur Minimal - Lollipop 
 
 Monsieur Minimal – Love is a circle
 
 
 
 Monsieur Minimal – Smile
 
 
 
Sad Day For Puppets - Unknown Colors 
 
 Sad Day For Puppets – Shiny teeth and sharpened claws
 
 

 Sad Day For Puppets – Last night
 
 
 

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4 dicembre 2008 Nessun commento

 
Drew Smith – "Empatia"
 

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3 dicembre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 02.12.08

Dark Dark Dark – A cloud story (The snow magic)
Aqualung – Slip sliding away (Words and music)
 
Ballboy – Cicily (I worked on the ships)
Jared Mess & The Grown Children – In the fall (Caffeine, alcohol, sunshine, money)
 
Little Joy – Keep me in mind (Little Joy)
The Maybes – The come around (Promise)
 
Arkells – Pullin punches (Jackson square)
 
The Record’s – Draft (Money’s on fire)
Orange Peels – Back in San Francisco (So far)
 
Koufax – What we call flats (Strugglers)
Miniatures Tigers – Annie Oakley (Tell it to the volcano)
 
Jay Jay Pistolet – Happy birthday you (Happy birthday you)
Papermoons – Front porch (New tales)
 
Ingrid Michaelson – You and I (Be OK)
Horse Feathers – This is what (House with no name)
 
J. Tillman – No occasion (Vacillando territori blues)

 
 
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla frequenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]
  
[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

2 dicembre 2008 Nessun commento

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2 dicembre 2008 10 commenti
AGGIUNGERE DIMENSIONI SU DIMENSIONI
 
Due cadaveri sdraiati per terra in camera e altri quattro sul divano in salotto (un comunissimo tre posti), incastrati come se avessero appena finito di giocare a Twister. Così inizia la giornata post 3D Party, dopo neanche 5 ore di sonno. Il tempo per un tè collettivo, rendersi conto che si è ancora tutti nel più totale stato di degrado e in breve la casa si svuota. Rimasto solo è un attimo mettere la retromarcia e ripensare alla successione degli eventi delle ultime 24 ore, anche se si sa benissimo che non si può rivivere, ma solo ricordare.
 
REWIND
 
La neve di venerdì mattina che scatena una serie di sms, mail, telefonate tra gli organizzatori, tasso di bestemmie vicino al 100%, e status sui profili in rete che vanno dal “qui c’è il sole” a “all’una smette, la puciacca ci salverà”. L’allestimento della sala e gli ultimi inviti da mandare o ribadire (leggasi: minacce in caso di mancata presenza). I gruppi prima di noi che finiscono un po’ tardi, ma tutto sommato praticamente in tempo. La gente che comincia ad arrivare, la massa che inizia a muoversi, il locale che in breve è già strapieno, per diventare poco dopo imballato ovunque.
 
FAST FORWARD
 
Le luci si accendono con venti minuti di ritardo rispetto all’orario di chiusura e parte New Slang degli Shins (era da un po’ che volevo usare questa canzone come sottofondo da fine   serata). C’è pure un breve video di questo momento ed è quasi da lucciconi il giorno dopo notare il clima che traspira dalla ventina di persone rimaste, fatto di strette di mano, abbracci e sorrisi. 
G: Guarda come siamo pacifici noi due.
S: Abbiamo la soddisfazione dipinta nello sguardo.
 
I gestori del locale tra frasi come “grandissimi, non è mai stato così pieno” e “che musica!!”, dopo reiterati brindisi da fine party, ci lasciano andare; falene in cerca di altra luce, con pochissimi tra i pochi rimasti che hanno voglia di separarsi. E allora no, non si fa.
Ci metto forse mezz’ora a trovare parcheggio vicino a casa, tra l’altro lasciandola in un posto dove so, ma faccio finta di no, che domani avrò in regalo una multa sul lunotto, e quando arrivo al portone trovo una delle sei persone ad aspettarmi che, indicando l’ultimo piano, dice: “cristo, sono fradicio, han tirato giù una secchiata d’acqua”. Strano, visto che oggi il vicino l’ho incontrato e non ha fatto il minimo accenno alla cosa, ma anzi, mi ha dato pure una scodella di minestrone appena fatto (finito al volo nello scarico, visto che io lo odio il minestrone), meno strano se nel momento in cui saliamo le scale e successivamente entriamo in casa mia, l’immagine che mi viene in mente è un misto tra una mandria di elefanti e un coro di alpini alla milionesima grappa.
 
Ha così inizio la fase che già una volta ho definito “memento” e si procede a strappo. Con una pasta al tonno che praticamente viene cucinata su ogni centimetro quadrato disponibile della cucina, qualcuno che accende la tv, che io già non sopporto normalmente, figurarsi alle sei di mattina, facendomi nascondere il telecomando che riuscirò a ritrovare solo 48 ore dopo, discorsi che non ricordo ma che non saranno stati poi così sensati o intelligenti, la crisi della casalinga disperata che mi fa lavare tutto all’istante (piano cottura compreso) e un finale da cineteca: “io vado a letto, voi fate quel cazzo che volete”.
 
STOP – SKIP
 
Solo le due di domenica mattina e nonostante nel pomeriggio si sia aggiunta solo un’ora di dormita alle poche precedenti, durante la visione di un pessimo film, non ho sonno. Brutto vizio quello di istigare la memoria e le sensazioni per renderle più vivide e pungenti. Ma non ci posso fare niente, o poco, sono fatto così. Per questo durante la serata di venerdì continuavo a ripetere ad amici, conoscenti e gestori, varianti di queste frasi “Ti stai divertendo?” “Come sta venendo secondo te?”, perché anch’io come Hannibal adoro i piani ben riusciti e non sopporto che sia altrimenti, anche se tutti rispondevano entusiasti. Per questo vorrei che i momenti fossero in grado di dilatarsi e ripresentarsi a piacimento, come la selezione della tua scena preferita di un DVD. Però la realtà non è questa, la realtà tocca farsela bastare quando c’è.
E va bene, mi dico, se in casa mia alla fine limonavano tutti, tranne il sottoscritto, che non sarebbe comunque stato ormai in grado di farlo nemmeno con la sua mano senza addormentarsi di botto. E va bene se quella persona che hai invitato, riuscendoci grazie alla solita figura da disadattato sociale, l’hai dovuta solo salutare velocemente in consolle perché non potevi muoverti da lì. E va bene che d’ora in poi, avendo un compare che fa i video, almeno la sensazione fugace di solitudine in mezzo a centinaia di persone non ci sarà più. E va bene, lo ammetto, io che sono restio a farlo, è stato il miglior party che abbiamo organizzato fino ad adesso. E va bene… nonostante tutto, è andata proprio bene!