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Archivio per novembre 2008

28 novembre 2008 Nessun commento

3D PARTY

Venerdì 28 Novembre – ore 23.30

INFO: letortefatteincasa[at]gmail.com

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27 novembre 2008 2 commenti

TELEGRAFICO

- Chi lo dice che per un buon racconto servono tante parole?
  
- Compilation in download gratuito con canzoni provenienti dalle eMpTV Nights.
 
- Dopo un inizio più che promettente, Pronti Al Peggio, regala subito due chicche niente male (1 & 2).

27 novembre 2008 2 commenti
BIOCARBURANTI
di Bradpizza
 
Una sera me ne stavo sul divano a vedermi Pimp My Car, noto programma di tamarri yankee che mettono la loro carretta arrugginita nelle mani di una equipe di esperti meccanici e designer, per ritrovarsi con un bolide truccato a costo zero: la fiera della deficienza applicata al mercato dell’ozio irrazionale.
Sta il fatto che i supermeccanici decidono di montare sulla berlina sgangherata un motore a biodiesel. Alla fine il ciccione dice “adesso basterà passare da MacDonalds e farsi dare l’olio della frittura e avrai il tuo combustibile ecologico. Senti che aria pulita! Senti che buon odore di patatine fritte!”. I gangster salgono in macchina vanno al fast-food chiedono l’olio marcio e lo mettono nel serbatoio e se ne vanno rombando.
Mi chiedo se dubitare dello spirito ecologico del meccanico obeso.
 
Una sera di marzo 2008 mi capita fra le mani una copia del Wall Street Journal di Rupert Murdoch (quotidiano internazionale pubblicato a New York con una media a livello mondiale di più di 2,6 milioni di copie stampate giornalmente - dato 2005) una pubblicità dalle dimensioni notevoli cattura la mia attenzione. La pubblicità in questione diceva più o meno così: BRASILE – prossimamente milioni di ettari potranno  essere coltivati a canna da zucchero – affari assicurati (sopra una foto di un campo di canna da zucchero a perdita d’occhio, con il cielo assolutamente azzurro sullo sfondo).
Al momento non ho fatto due più due, ma poi c’è stato l’incontro fra Lula e Bush trasmesso dai Tg, con la stretta di mano e occhiolino per l’accordo sull’aumento della produzione di biocarburanti in Brasile pubblicizzato come l’apertura alle energie rinnovabili di colui che ha sempre ostacolato qualsiasi protocollo su di esse e sul contenimento delle emissioni di CO2.
 
L’accodo che puzzava già all’epoca adesso è marcio totalmente.
 
Riassumendo lo scenario IMPOSTO è il seguente: le lobbies dei petrolieri hanno spinto il prodotto al massimo. Sfruttando la collusione con il mercato dei trasporti, hanno reso il petrolio necessario e hanno imposto al mercato una modello economico di progresso teso al benessere “globale/parziale” basato sullo sfruttamento dei combustibili fossili (si pensi alla sostituzione del sacco di fibre vegetali con il sacchetto di plastica derivato dal petrolio). Un modello usa e getta tipico della società occidentale alla quale ormai tende la stragrande maggioranza della popolazione del pianeta; un modello in cui il riutilizzo è antieconomico, perché frena la velocità del mercato e la produzione stessa.
In previsione di un collasso della risorsa, le compagnie si stanno premurando di mantenere un roseo futuro per i loro incassi proponendo la soluzione a loro avviso più efficace: diluire il petrolio con delle frazioni di biocombustibile, in modo da variare il meno possibile la catena produttiva e quindi gli ingranaggi che portano all’incasso $$$. La macchina ti servirà comunque, il pieno dovrai comunque farlo, la casa la dovrai comunque riscaldare e la bolletta dell’energia elettrica ti dovrà comunque arrivare, cambierà solo la sostanza bruciata non più petr-olio ma olio. L’impostazione mentale è la stessa. Poca fatica, abbasso la fantasia.
 
Il principale problema della produzione di biocombustibile, è che richiede la messa a coltura di migliaia di ettari di terreno con piante di palma (da cui deriverà olio di palma), soia, canna da zucchero, mais. Queste monocolture richiedono un dispendio enorme in termini sia di suolo che di concimi, lavoro, macchine e trasporto per produrre vegetali, raffinarli e trasportarli.
Si capisce che BIO è solo un modo di dire per camuffare l’ennesimo business dei soliti noti, un business che ancora una volta ha superato ogni decenza.
Non è un caso che vi sia stato un aumento dei prezzi del pane (“caro pasta”) da noi, come in qualunque altro luogo del pianeta, utilizzare il terreno per produrre “biocombustibili” significa sottrarlo alle coltivazioni alimentari, meno grano significa meno pane, meno pane significa che la domanda è maggiore dell’offerta e che il prezzo lievita, non il pane…
 
Le soluzioni veramente bio sono altre: solare, eolico per prime, queste però hanno un difetto, non sono economicamente vantaggiose; una volta acquistato un pannello solare, la spesa è finita e nessuno ci guadagna, nessuno può essere cliente significativo, tutti possono essere produttori. L’impostazione mentale del mercato energetico (e del mercato in generale) ripudia una fonte non vendibile anche se a portata di mano.
 
IL VERO BIO ?
 
Problema di efficenza
Per produrre biocombustibili si usa più energia (combustibile stesso, concimi, trasporti) di quanta se ne produce, unica eccezione il bioetanolo prodotto dalla canna da zucchero che ha un saldo positivo in termini di efficienza.
Non si elimina la dipendenza dal combustibile fossile.
 
Problema ecologico
Viene messo a coltura del suolo che prima era forestato e che quindi aveva un impatto positivo a livello ecologico (assorbimento di CO2 e conservazione della biodiversità); le ultime foreste della Malesia, dell’Indonesia Thailandia hanno subito negli ultimi anni un danno irreparabile a causa del disboscamento per coltivare palme da olio (fateci caso a quanti prodotti contengono olio di palma e chiedetevi come mai?)
Vengono impiantate delle monocolture che impoveriscono in poco tempo il terreno favorendo fenomeni di erosione e desertificazione.
In Europa, data la scarsezza di suolo agricolo verranno messi a coltura i campi destinati al riposo rigenerativo.
 
Problema alimentare
Viene sottratto suolo all’agricoltura. Queste colture richiedono acqua, che verrà sottratta alle popolazioni e all’agricoltura. Le monocolture, richiedono molto spazio e condizioni climatiche che permettano tempi veloci di crescita, quindi vengono impiantate nei paesi in via di sviluppo, che hanno primari problemi di carenze alimentari (il mais prodotto in Burkina Faso ad esempio verrà utilizzato per produrre bioetanolo invece che pane). Inoltre spostare la coltivazione permette agli stati occidentali di sgravare dal proprio territorio anche le emissioni di gas serra e l’utilizzo di pesticidi da noi oramai banditi. Si alimenterà ulteriormente il flusso di prodotti chimici dal nord al sud e il flusso di carburante dal sud al nord, moltiplicando dipendenza e sottosviluppo.
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26 novembre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 25.11.08

Castlemusic – Who (You can’t take anyone)
Weinland – Sick as a gun (La lamentor)
 
Greg Laswell – How the day sounds (Three flights from Alto Nido)
Blitzen Trapper – Furr (Furr)
 
I’m From Barcelona – Mingus (Who killed Harry Houdini?)
Le Man Aves Les Lunettes – The Biggest Way (Plaska plaska bombelibom)
 
Annuals – Talking (Such fun)
 
Kiki Pau – Are we still young (Let’s rock)
Locksley – Past and the present (Don’t make me wait)
 
Sam Isaac – Sticker, star and tape (Sticker, star and tape)
The Brilliant Mistakes – Monday morning (Sky above you)(Distant drumming)
 
Copeland – The day I lost my voice (the suitcase song) (You are my sunshine)
Vanilla Swingers – Goodbye Lennon (Vanilla Swingers)
  
The Coral Sea – Honeybee (Firelight)

  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in straeming qui o qui]
  

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

25 novembre 2008 4 commenti
IN VISIONE
 
Pranzo di ferragosto
(Italia - 2008)
 
di Gianni Di Gregorio
con Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Gianni Di Gregorio, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre Rosu
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un piccolo GRANDE film.
 
 
 
The orphanage
(U.S.A. - 2007)
 
di Juan Antonio Bayona
con Belén Rueda, Fernando Cayo, Geraldine Chaplin, Montserrat Carulla, Mabel Rivera, Andrés Gertrúdix, Roger Príncep, Edgar Vivar, Alejandro Campos, Oscar Guillermo Garretón
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Lontano anni luce dal mio genere, ammesso ne possa avere uno, questo è un film fatto benissimo sotto tutti i punti di vista, una tensione che scorre lungo tutte le due ore di durata, alla fine delle quali io mi sono ritrovato nella stessa identica posizione dell’inizio.
 
Il cavaliere oscuro
(U.S.A. - 2008)
 
di Christopher Nolan
con Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart, Eric Roberts
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Il primo non mi era dispiaciuto, ma nemmeno mi aveva esaltato, da questo secondo episodio quindi non mi aspettavo granché, invece mi è piaciuto di più.
 
The experiment
(UK - 2005)
 
di Dan Turner
con Georgina French, John Hopkins
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Mi sono addormentato due volte durante la visione! E non ho nemmeno capito il senso della trama.
 
 
 

“Il gregario” di Paolo Mascheri

24 novembre 2008 5 commenti
Il gregario
di Paolo Mascheri
– minimumfax - 
 
Accettare una routine si può: a patto che la routine sia perfetta.
*
E poi. E poi non si è mai sentito portato per il sesso. Non crede di avere fisiologicamente tutto questo bisogno di sesso, ma si è costretto a farne il più possibile negli ultimi anni perché in mezzo alla casualità stupida dell’esistenza il sesso non potrà dare la felicità ma può, almeno per un po’, far smettere di pensare.
*
A differenza del mondo della moda o del cinema, la pornografia, nella moltitudine e nella varietà dei suoi generi, è accessibile a tutti: i vecchi, i feticisti, gli obesi, i transessuali, ognuno è catalogabile in un genere e ogni genere ha il suo mercato e i suoi estimatori. In definitiva, la pornografia è l’unico campo dove si è realizzata pienamente la democrazia o meglio l’uguaglianza tra gli uomini.
*
I bambini. Non ci ha mai pensato. Ha sempre pensato a se stesso come a un figlio. Nonostante tutte le incomprensioni con suo padre, gli è sempre rimasto così legato che è come se possa essere solo figlio. E’ come se suo padre, con la sua paternità ingombrante e avvolgente, lo abbia castrato. Non ha mai pensato a sé come a un animale in grado di riprodursi. Ha sempre pensato che la paternità fosse per lui una questione chiusa a priori. Ilaria diceva sempre di non voler figli e lui era sempre troppo impegnato a essere figlio per poter pensare di essere padre. Come un ragazzino nella pubertà, inconsapevole del suo seme: così ha vissuto, così è cresciuto e invecchiato.
*
Non scegliere. Non decidere. Ma accettare. Se c’è una lezione che adesso il destino gli sta dando, lui non ha dubbi che è questa.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Piatto, monocorde e ripetitivo. Un breve romanzo vuoto, come i personaggi in esso contenuti.

21 novembre 2008 Nessun commento
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20 novembre 2008 2 commenti
Essi hanno detto: “Sei diventato pazzo per Colui che ami”.
Io ho detto: “La vita ha sapore solo per i pazzi”.
   
Yafi’i – Raudh al rayahin

19 novembre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 18.11.08

Kuryakin – Snow (Still here)
Shugo Tokumaru – Parachute (Exit)
 
Psapp – The monster song (The camel’s back)
The French Semester – Arrow headings (Open letter to disappear)
 
Celstial – Preston Park (Crystal heights)
Friska Viljor – Taste of her lips (Tour de hearts)
 
Dear and The Headlights – Talk about (Drunk like bible times)
 
Kingsize – Amsterdam (Love lust and other disasters)
The Boat People – Born in the 80’s (Chandeliers)
 
Sparkadia – The kiss of death (Postcards)
The Pica Beats – Poor old ra (Beating back the claws of the cold)
 
Ron Sexsmith – Poor helpless dreams (Exit strategy of the soul)
Peter Bruntnell – Domestico (Peter and The Murder of crows)
 
Miss Kenichi – Fox (Fox)
William Fitzsimmons – I don’t fell it anymore (The sparrow & the crow)
 
 
 

[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in straeming qui o qui]
  

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast e questa settimana c'è un motivo in più per farlo, partecipare al CONTEST con ricchi premi, cotillons, nani, ballerine e quant'altro - scadenza 01.00 di lunedì 24/11]

“La vita davanti a sé” di Romain Gary

17 novembre 2008 5 commenti
La vita davanti a sé
di Romain Gary
– Neri Pozza - 
 
Mi ero sistemato in un androne per aspettare che mi passasse, ma il tempo è ancora più vecchio di tutte le altre cose e cammina lentamente.
*
… lei diceva che più si ha niente più si vuol credere.
*
I ragazzi che si bucano diventato tutti abituati alla felicità e questa è una cosa che non perdona, dato che la felicità è nota per la sua scarsità. Per bucarsi, bisogna veramente cercare di essere felici e solo i re dei cretini possono avere delle idee simili. Io polvere non ne ho mai presa, ho fumato la Maria qualche volta con dei compagni per non essere scortese eppure, a dieci anni, è proprio l’età in cui i grandi ti insegnano un mucchio di cose. Ma io non ci tengo tanto a essere felice, preferisco ancora la vita. La felicità è una bella schifezza e una carogna e bisognerebbe insegnarle a vivere. Non siamo della stessa razza, io e lei, a me non me ne frega niente. Fino adesso non ho mai fatto politica perché c’è sempre qualcuno che ne approfitta, ma la felicità, ci dovrebbero essere delle leggi per impedirle di fare la carogna.
*
“Mi ci vado a nascondere quando ho paura”.
“Paura di cosa, Madame Rosa?”
“Non c’è bisogno di motivi per aver paura, Momò”. Questa non me la sono mai dimenticata, perché è la cosa più vera che ho mai sentito dire.
*
Era completamente senza vita e le chiappe4 le si congiungevano direttamente con le spalle. Quando camminava sembrava un trasloco.
*
Io non l’ho mai saputo cosa bisogna fare per essere degno d’interesse, ammazzare qualcuno con degli ostaggi o che so io. Porca miseria, ve lo giuro, c’era una tale quantità di mancanza d’attenzione nel mondo che bisogna scegliere come per le vacanze, che uno non può andare sia in montagna che al mare. Bisogna scegliere quella che ci piace di più delle mancanze d’attenzione che ci sono al mondo e la gente prende sempre quello che c’è di meglio e di più caro, come i nazisti che sono costati dei milioni o il Vietnam.
*
C’era troppa gente per me che ero così solo.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
L’utilizzo come protagonista/narratore di un bambino senza genitori e particolarmente sveglio e sensibile, non è di certo una novità, anzi, ai più potrebbe far storcere il naso, però è un buon romanzo questo, anche e soprattutto grazie ai personaggi secondari che sono ber caratterizzati e riescono a non rimanere marginali.

14 novembre 2008 Nessun commento
3 x 2
 
 
J. Tillman - Vacilando territory blues 
 
 J. Tillman – No occasion
 
 
 
 J. Tillman – Steel on steel
 
 
 
The French Semester - Open letter to the disappeared 
 
 The French Semester – Paradise
 
 
 
 The French Semester – Arrowheadings
 
 
 
The Boat People – Chandeliers 
 
 The Boat People – Light of love
 
 
 

 The Boat People – Born in the 80’s
 
 

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“Diciassette sillabe” di Hisaye Yamamoto

13 novembre 2008 1 commento
Diciassette sillabe
di Hisaye Yamamoto
– Avagliano Editore -
 
Niente nella mia vita precedente mi aveva preparato a questo: un po’ di Freud, un’infarinatura di Ellis, tanto Stekel e una gran quantità di Krafft-Ebing, con le loro copertine rosse, erano sulla mia libreria, certo; le conversazioni avevano esplorato con curiosità, e l’immaginazione aveva inventato scene bizzarre in corrispondenza di una parola casuale. Ma leggere è leggere, parlare è parlare, pensare è pensare, e vivere è diverso.
*
Rosie lo superò correndo e si diresse verso casa. Cosa ne era stato di sua madre? Irruppe nel salotto e trovò la madre alla finestra sul retro che guardava il fuoco che moriva. Guardarono insieme finché non rimase che un flebile fumo sotto il sole cocente. Sua madre era molto calma.
“Sai perché ho sposato tuo padre?” disse senza voltarsi.
“No” rispose Rosie. Era la domanda più spaventosa alla quale fosse mai stata chiamata a rispondere. Non dirmelo ora, voleva dire, dimmelo domani, dimmelo la settimana prossima, non dirmelo oggi. Ma sapeva che le sarebbe stato detto ora, che la rivelazione si sarebbe aggiunta alle altre violenze del caldo pomeriggio per affossare la sua vita e il suo mondo al livello del terreno.
*
Gli racconto dei giorni andati, quando il mio cuore quasi scoppiava per la gioia di essere viva, quando anche la sporcizia dei cani sul marciapiedi sembrava giusta e appropriata. Lui suggerisce che forse potrei imparare a ridurre progressivamente questo romanticismo, che forse allora non avrei bisogno di scendere a sentimenti così profondi, ridotta a una tremolante massa di protoplasma della mia “paura della responsabilità”.
*
E’ lo stesso dottore che dice sempre: “Tutta la depressione non è altro che rabbia rivoltata all’interno”. Il che mi ricorda che ho sentito dire che nelle facoltà di medicina si capisce subito quali sono gli studenti che prenderanno psichiatria.
Figli indesiderati, innamorati intransigenti sposati, mariti e figli che ci trattano come immondizia, padri che avrebbero voluto un figlio maschio: tutto questo dolore femminile, siamo qui tutte a causa di ciò che gli uomini ci fanno o non ci fanno? No, non è così semplice. Probabilmente, in luoghi simili a questo, ci saranno degli uomini le cui debolezze hanno la loro origine da madri, mogli, amiche? Dove sono sepolte le radici del nostro malessere? Nei modi in cui siamo nutriti o non nutriti? Oppure più indietro, quando la prima madre ebbe la notizia che il suo primogenito si era rifiutato di tenere il suo unico fratello?
L’eco del suo grido ci arriva in tutta la sua pienezza attraverso il tumulto delle ere.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un racconto molto bello “La scarpe con i tacchi. Un ricordo”, un paio non male, ma il resto non è granché, e calcolando che in totale gli episodi sono diciotto, l’impressione generale su questa raccolta non è positiva. Le storie sono troppo simili tra loro e aggiungono di volta in volta troppo poco per poter descrivere appieno il fulcro centrale di tutti i racconti: la vita di famiglie giapponesi emigrate in America a partire dagli anni Quaranta.

12 novembre 2008 3 commenti

PUNTATA DEL 11.11.08

Cantaloup – When my girls walk through this garden (On a hill not far away)
Sense Of Akasha – Spin (People do not know who rules)
 
The Streets – On the flip of a coin (Everything is borrowed)
Melpo Mene – The sun (Bring the lions out)
 
Lisa Hannigan – Sea Song (Sea sew)
Uzi & Ari – Thumbsucker (Headworms)
 
Mockingbird, Wish Me Luck – You’ve got a friend to lean (Days come and go)
 
Ravens & Chimes – Archways (Reichenbach falls)
Look See Proof – You don’t get it (Between here and there)
 
The Zutons – Bumbag (You can do anything)
Coming Soon – Howards mood (New grids)
 
Farewell Flight – America (Sound. Color. Motion.)
Earlimart – For the birds (Hymn and her)
 
Katie Herzig – Wish you well (Apple tree)
Juliet Turner – Pick a story (People have names)
 
  
  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in straeming qui o qui]
  

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11 novembre 2008 8 commenti
IN VISIONE
 
 
The Nines
(U.S.A. – 2007)
 
di John August
con Ryan Reynolds, Melissa McCarthy, Hope Davis
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Il primo nome che mi è venuto in mente è stato Kaufman, ma anche se siamo comunque lontani, lo sforzo è apprezzabile e questo è un buon film, se non altro ci sono le idee e le visioni giuste.
 
 
 
Burn After Reading
(U.S.A. – 2008)
 
di Ethan Coen, Joel Coen
con Brad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Matt Walton, Logan Kulick, Eric Richardson
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Se fosse un film di un X qualsiasi sarebbe decisamente un buon film, ma siccome in alcuni momenti mi sono annoiato e soprattutto si sta parlando dei Coen… notevole il cast.
 
 
Babylon A.D.
(U.S.A./Francia – 2008)
 
di Mathieu Kassovitz
con Vin Diesel, Gérard Depardieu, Melanie Thierry, Lambert Wilson, Mark Strong, Michelle Yeoh, Jérôme Le Banner, Charlotte Rampling, Joel Kirby
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Difficile farsene una ragione, ma sembra proprio che il regista di uno dei migliori film degli ultimi quindici anni, ormai non riesca a far altro che tirare fuori prove una peggiore dell’altra.
 
 
Futurama – La bestia con un miliardo di schiene
(U.S.A. – 2008)
 
di Peter Davazino
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ho l’impressione che come serie sia sempre stata un po’ sottovalutata,  male, molto male.
 
 
 

“Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?”

10 novembre 2008 6 commenti
Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
di Johan Harstad
– Iperborea -
 
E i giorni correvano verso il baratro in gruppi compatti, diventavano settimane che nessuno poteva fermare e infine mesi che sparivano nei tramonti con cavalli pascolanti del calendario…
*
E così riesco a vederla, da qualche parte lassù, a mille, forse tremila piedi sopra di me, la prima goccia che si forma e si stacca, molla la presa, si proiettilizza verso di me, e io resto lì a faccia in su, tra poco pioverà, tra qualche istante verrà giù a dirotto e non smetterà più, o almeno questa sarà l’impressione, come se la bolla fosse infine esplosa, e io guardo in alto, vedo quell’unica goccia che punta dritta verso di me, la velocità aumenta e l’acqua è deformata dal moto, la prima goccia cade e io resto immobile finché non sento che mi colpisce in mezzo alla fronte, esplode ai lati e si divide in frammenti che cadono sulla mia giaccia, sui fiori ai miei piedi, sulle mie scarpe e sui mie guanti da giardino. Chino la testa. E comincia a piovere.
*
Stai cercando te stesso? Pensa se quello che trovi non ti piace, e devi viverci per il resto della vita.
*
… mi ricordo che stavo alle spalle di Helle, la tenevo abbracciata e la guardavo, guardavo i suoi capelli corti, biondi, quella giacca bruttina che usava sempre quando faceva di colpo freddo d’estate, e che un po’ mi piaceva lo stesso e lei davanti a me, piccola Helle, si lasciava abbracciare e dondolava la testa, aventi e indietro, canticchiando una canzone che aveva dentro, e all’improvviso pensai che era quasi intollerabile quanto stavo bene in quel momento.
*
Ancora sonno, del genere che non inizia né finisce con una frattura evidente, ma ti si posa con tutta calma sulla faccia e oscura il mondo, un sonno di cui non puoi fidarti nemmeno un istante.
*
Mi manca l’anonimato. L’assenza di aspettative. Il vecchio me stesso. Non mi sento bene. In un certo senso l’avevo previsto. Che non poteva andare così liscia. Ho trent’anni di vita da cancellare. Nessuno ha così tante gomme.
*
Qualcosa ti succede quando rimani solo per molti giorni, Solo in casa. Come quando i tuoi genitori partono per le ferie in Danimarca, una settimana a Ebeltoft. Prendi nuova abitudini, nuovi ritmi fisici. Senza accorgertene ti fai le tue tane, Robinson Crusoe casalingo, e i tuoi passi tracciano sentieri nella casa, sono vie che percorri, le sedie diverse su cui ti siedi, la poltrona di papà, i gesti assurdi che compi perché i limiti quasi none esistono più. Se volessi potresti dormire sul pavimento del soggiorno. Stare in piedi tutta la notte. Nessuno lo noterà. Nel giro di pochi giorni sei fuori da qualsiasi sistema, delle vie battute. Perciò non esci quasi nemmeno più in quei giorni. E quando un bel mattino i tuoi genitori ritornano, i genitori o chiunque altro abiti con te, ti colgono sempre di sorpresa. Non fai mai in tempo a prepararti. Per quanto ti sforzi, per quanto impegno tu possa metterci. Resti sempre Robinson Crusoe, con la barba lunga e i vestiti di pelle tagliati a mano. I rifiuti lasciati in giro, i piatti e i bicchieri, i cuscini che hai dimenticato di risistemare sul divano dove ti sei sdraiato, rivelano i tuoi nascondigli, i tuoi movimenti. E nel momento in cui loro aprono la porta ed entrano, incontri sulla soglia il conflitto di civiltà e la tua voce sembra estranea, sconosciuta, quasi nuova.
*
Prende un autobus a caso. Il primo che arriva. Si siede in fondo. Guarda dritto davanti a sé. Incontra gli sguardi di quelli che salgono, giovani uomini o ragazzi che non riescono a staccare gli occhi da lei, seduta da sola nel bus, e sognano fidanzate che non avranno mai, qualche ragazza che nota quanto lei sia graziosa, seduta lì con la sua piccola valigia in grembo. E accoglie tutti gli sguardi che le sono diretti, abbassa gli occhi, li rialza, aspetta, guarda gli uomini che la osservano, quelli che sentono una fitta allo stomaco quando la vedono. E appena prima che uno di loro prenda il coraggio, prima che qualche ragazzo trovi la forza di alzarsi, avvicinarsi, lei scende. Prende un altro autobus. Va avanti così. Compare ovunque, in tutto il paese, è lei che incontri, prima o poi, in autobus, sul treno, sull’aereo, lei a cui non fai a caso finché non sei seduto, lei il cui sguardo incroci all’improvviso, e arrossisci, ti viene caldo, perché non ci si può innamorare così in fretta, non è così che succede, solo per l’aspetto esteriore, con uno sguardo, ma invece succede, e tu sei sull’autobus e pensi che dovresti scendere alla sua stessa fermata, perché non incontrerai mai più una persona più bella di questa. E se solo trovi il coraggio, se adesso dici qualcosa, se scendi insieme a lei, vai da lei, l’abbracci, allora forse, forse o di sicuro, avrai incontrato l’unico persona nell’universo che può fare di te l’essere più felice che si mai esistito. Invece non lo fai. Non scendi quasi mai alla stessa fermata. Non ti alzi nell’autobus, per dirle o dirgli qualcosa. Rimanete seduti, vi guardate o distogliete lo sguardo, fino a che uno di voi non scende e qualche ora dopo hai già dimenticato tutto, fino a un mattino, di dieci, vent’anni dopo, quando di colpo senti di nuovo la stessa fitta, te la rivedi davanti, e sai che quel giorno dovevi cogliere la palla al balzo, dire qualcosa. Non l’hai fatto, e l’unica cosa che ti rimane è la certezza che almeno una volta, per un istante nella vita sei stato amato così, senza riserve, senza pretese. Un solo istante, come schioccare due dita. Melodrammatico.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Si può essere nessuno? Ci si può annullare fino a scomparire? Questo gran bel romanzo d’esordio di Harstad, risponde che no, anche gli eterni secondi sono visibili e fanno parte del mondo, anche se si è solo un piccolo ingranaggio della gigantesca macchina, si riceveranno sempre dosi di attenzioni e responsabilità. E allora? Allora bisogna imparare ad accettarlo, rimettersi in cammino dopo ogni caduta, cercando il proprio equilibrio e sapendo che le nostre tracce saranno sempre visibili per qualcuno, che lo si voglia o no.
Ma in questa prima prova si percepisce già anche il solido connubio tra ironia, senso del dettaglio e intensità emotiva, a dar vita a uno stile che impedisce a Harstad di scivolare nel cliché anche quando tocca temi abusati. Anzi viene da pensare che quella di visitare i luoghi più consueti e perfino logori della letteratura, lasciando che la scarsa originalità nella loro scelta metta in rilievo l’angolazione così differente del suo sguardo e quandi la sua novità, possa essere stata fin dall’inizio una sfida divertita da parte dell’autore.” – dalla postfazione di Maria Valeria D’Avino

7 novembre 2008 Nessun commento
3 x 2
 
Melpo Mene – Bring the lions out 
 
 Melpo Mene –
Snakes and lions
 
 
 
 Melpo Mene – The sun
 
 
 
Jared Mees And The Grown Children - Caffeine Alcohol Sunshine Money 
 Jared Mees & The Grown Children –
In the fall
 
 
 Jared Mees & The Grown Children – Slabtown (friday night)
 
 
 
Kiki Pau – Let’s Rock 
 
 Kiki Pau –
Going steady
 
 
 

 Kiki Pau – Are we still young
 
 

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6 novembre 2008 13 commenti
IN VISIONE
 
Control
(Regno Unito, U.S.A., Australia, Japan – 2007)
 
di Anton Corbijn
con Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Craig Parkinson, Joe Anderson, Toby Kebbell, Harry Treadaway, James Anthony Pearson, Matthew McNulty, Tim Plester
 
Postilla squisitamente PERSONALE
"L’esistenza, che importanza ha, io esisto meglio che posso, il passato fa parte del mio futuro e il presente è fuori controllo".
 
 
Wall-E
(U.S.A. – 2008)
 
di Andrew Stanton
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Walleeeeeeeeee è bellissimo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tropic Thunder
(U.S.A. – 2008)
 
di Ben Stiller
con Ben Stiller, Robert Downey Jr., Jack Black, Bill Hader, Nick Nolte, Jay Baruchel, Matthew McConaughey, Tom Cruise, Tobey Maguire, Justin Theroux, David Pressman, Brandon Jackson, Steve Coogan, Danny McBride, Valerie Azlynn, Matt Levin
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Ho già scritto qui come la penso.
 
 
The Mist
(U.S.A. – 2007)
 
di Frank Darabont
con Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden, William Sadler, Nathan Gamble, David Jensen, Jay Amor, Andre Braugher, Julio Cedillo, Kevin Beard, Dodie Brown, Alexa Davalos, Kip Cummings, John F. Daniel
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Notevole la prova di Marcia Gay Harden nei panni della fanatica religiosa e molto buono il finale. Pur non essendo proprio il mio genere, ne ho visti di ben peggio.

5 novembre 2008 3 commenti
X & Y
(attenzione alla soglia d’attenzione)
 
X: Mah… ti dirò, esprimeva anche concetti sensati.
 
Y: Ma prima non avevi fatto riferimento a un davanzale alquanto generoso?
 
X: Sì.
 
Y:
  
X:
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5 novembre 2008 1 commento

PUNTATA DEL 04.11.08

2Sleepy – Happy (Art fraud)
The Deer Tracks – World of Abel (Aurora)
 
Hello Saferide – x telling me about the loss of something dearat age 16 (More modern short stories from Hello Saferide)
Jeremy Messersmith – Miracles (The Silver city)
 
The Sea and The Cake – Car alarm (Car alarm)
Hari and Haino – I will leave (Hari and Haino)
 
Tahiti 80 – Brazil (Activity Center)
 
Cut Off Your Hands – Let’s get out of here (You and I)
Little Man Tate – Shot a politics (Nothing worth having comes easy)
 
I Love Math – This is something I might miss (Getting to the point is beside it)
The Curse Of Company – All the mines (Leo Magnets joins a gang)
agosto 2008
 
Damien Jurado – Trials (Caught in the trees)
Micah P. Hinson – I keep havin’ these dreams (Micah P. Hinson and The Red Empire Orchestra)
 
Maria Taylor & Andy LeMaster – A good Start (Savannah drive)
Lotte Kestner – Temperature (China mountain)
 
    
   
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in straeming qui o qui]
  

[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

4 novembre 2008 5 commenti
DI PUBBLICA UTILITA’ ?(!?)
 
L’altro ieri, mentre dentro di me ponderavo se non fosse il caso di farmi amico un politico e successivamente aprire un centro di smaltimento scorie nucleari nella cantina di casa mia* o, visto che nel palazzo dove abito la cantina non c’è, ricavare una botola incassata nel muro da qualche parte, all’improvviso la coltre di silenzio e attenzione è stata spazzata via da una frase proveniente dall’altra persona accasciata inerme come me sul divano: “Comunque tu sei responsabile!”
Sbarro gli occhi, per quanto sia possibile farlo in una domenica sera, e girandomi furtivamente, cerco di non pensare a niente, già preoccupato per le conseguenze che questo nuovo superpotere che non sapevo lui possedesse, la lettura della mente, potrebbe implicare.
“Scusa?”
“Essì. Dopo che ho letto il tuo post sugli anaffettivi, in particolare la parte sui tuoi genitori, le ho chiesto se viene a vivere da me”.
All’istante mi rigiro verso le schermo, osservando bidoni contenti un sacco di diverse sostanze i cui nomi finiscono quasi sempre in ……io e dicendomi che sì, l’ho schivata, il piano per arricchirmi in fretta è ancora al sicuro dentro la mia testa.
Ripeto: “Scusa?”
“Ho proprio fatto così…”, e parte la spiegazione sui perché e percome, unico comune denominatore: la mia colpa per aver scritto quel post.
Tralasciando la vicenda personale di quel soggetto, anche se ci sarebbe tanto da sviscerare, questo piccolo corollario è solo per dire che siccome non pagate per venire a leggere le cagate che scrivo qua sopra, altrettanto farò io con eventuali richieste di rimborso per liste nozze, parcelle di psicanalisti, forniture di pannolini, scontrini fiscali di sabbia per animali da compagnia, etc.
  
 
* il riferimento è alla puntata di Report del 2 novembre, tema: la quantità di scorie nucleari presenti sul territorio italiano che non si sa bene né come né quando verranno messe in sicurezza e successivamente smaltite, anche se la società italiana incaricata di questo compito, riesce a fare contemporaneamente la stessa cosa in Russia, con le modalità e i tempi previsti.
 
 
[photo by dANTEaLBANESI]