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Archivio per ottobre 2008

31 ottobre 2008 4 commenti
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 (note da uggia)
  
 
 
 The Coral Sea – Honeybee
 
 
 
 
 
 Peter Broderick – Below it
 
 
 
 
 

 The Silent Years – You know your place 
 
 
 
 
 
[photo by rosa_pedra]

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30 ottobre 2008 1 commento

E quando questa mia pelle sarà dilaniata contemplerò Dio senza la mia carne.
 
Il libro di Giobbe

29 ottobre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 28.10.08

Seabird – Apparitions (‘Til we see the shore)
Mason Proper – Point A to point B (Olly Oxen free)
 
This Is Ivy League – A summer chill (This Is Ivy League)
Oxford CollapseFeatherbeds (Bits)
 
The Very Most – Proudly imperfect (Congratulations forever)
Oppenheimer – Before and after the quake (Take the whole midrange and boost it)
 
Black Kids – I’ve underestimated my charm (again) (Partie traumatic)
 
Wild Sweet Orange – Either/or (We have cause to be uneasy)
+/- – Xs on your eyes (Xs on your eyes)
 
Speedmarket Evenue – No drama (Way better now)
Pompeii – False alarm (Nothing happens for a reason)
 
B. Fleischmann – 24.12 (Angst is no a weltanschauung)
Melodium – Vocal cord polypus (Cerebro spin)
  
Peter Broderick – Below it (Home)
 
 
 
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]
 
[Qua, invece, potete scaricate l'MP3/podcast]

28 ottobre 2008 3 commenti
da “Poesie” di Nelly Sachs – Einaudi
 
All’albeggiare,
quando un uccello prova il suo risveglio –
comincia l’ora dello struggimento,
per la polvere che morte ha abbandonato.
 
Ora delle nascite,
che partorisci con doglie, in cui si forma
la prima costola di un altro uomo.
 
Amato, lo struggimento della tua polvere
trapassa in un turbine il mio cuore.
 
*
 
Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
lo zodiaco dei démoni
come orrida ghirlanda
intorno al capo –
soppesando con le spalle i misteri
dei cieli cadenti e risorgenti –
 
per quelli che da tempo lasciarono l’orrore –
 
Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
accendendo di una luce d’oro
le vie stellari impresse nelle loro mani –
 
per quelli che da tempo affondarono nel sonno –
 
Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
incidendo ferite di parole
nei campi della consuetudine,
riportando qualcosa di remoto
per il bracciante
 
da da tempo a sera ha smesso di aspettare –
 
Se i profeti irrompessero
per le porte della notte
e cercassero un orecchio come patria –
 
Orecchio degli uomini
ostruito d’ortica
sapresti ascoltare?
 
Se la voce dei profeti
soffiasse
nei flauti-ossa dei bambini uccisi,
espirasse
l’aria bruciata da grida di martirio –
se costruisse un ponte
con gli spenti sospiri dei vecchi –
 
Orecchio degli uomini
attento alle piccolezze,
sapresti ascoltare?
 
Se i profeti entrassero sulle ali turbinose dell’eternità
se ti lasciassero l’udito con le parole:
chi di voi vuole far guerra a un mistero,
chi vuole inventare la morte stellare?
 
Se i profeti si levassero
nella notte degli uomini
come amanti in cerca del cuore dell’amato,
notte degli uomini
avresti un cuore da donare?
 
*
 
Grondai così dalla parola:
 
un frammento di notte
a braccia spalancate
una bilancia solo
per soppesare fughe
in questo tempo stellare
calata nella polvere
impressa d’orme.
 
E’ tardi ormai.
Ciò che è lieve mi lascia
e ciò che è greve
già vanno via le spalle
come nubi
braccia e mani
libere nel gesto.
 
Molto scuro è sempre il colore del ricordo
 
Mi riprende così
la notte in un suo possesso.
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27 ottobre 2008 12 commenti
IN VISIONE
 
Hancock
(U.S.A. – 2008)
 
di Peter Berg
con Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman, Daeg Faerch, Lauren Hill, Valerie Azlynn, David Mattey, Darrell Foster, Kate Clarke
 
Postilla squisitamente PERSONALE
L’idea del supereroe poco eroe era anche interessante, peccato che il lato più psicologico e sociale della faccenda se ne rimanga di disparte, facendo diventare questo film la classica “americanata”.
 
 
E venne il giorno
(U.S.A. – 2008)
 
di M. Night Shyamalan
con Mark Wahlberg, Spencer Breslin, John Leguizamo, Zooey Deschanel, Tony Devon, Betty Buckley, Frank Collison, Victoria Clark, Jeremy Strong, Stéphane Debac
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Nonostante alcuni momenti di elevata tensione qua e là, niente di che.
 
 
 
Ex Drummer
(Belgio – 2007)
 
di Koen Mortier
con Dries Van Hegen, Norman Baert, Gunter Lamoot, Sam Louwyck, François Beukelaers, Bernadette Damman, Joris Van Der Speeten
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Sul fatto che provochi reazioni forti nello spettatore non c’è dubbio, bisogna vedere poi di quale tipo.
 
 
 
Caos Calmo
(Italia – 2008)
 
di Antonio Luigi Grimaldi
con Nanni Moretti, Valeria Golino,Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Di Martino, Silvio Orlando, Hippolyte Girardot, Charles Berling, Roberto Nobile, Kasia Smutniak, Blu Yoshimi
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Sul libro avevo dei pregiudizi e mi è piaciuto molto. Per il film ne avevo ancora di più, complice anche il fatto che non digerisco Moretti, e per la seconda volta mi devo ricredere. Se poi durante la narrazione mi ritrovo ad ascoltare Stars, Radiohead e Rufus Wainwright…

24 ottobre 2008 14 commenti
Un vento nero fa frusciare le foglie
che respirano confuse
e una rondine, tremando,
nel cielo oscuro traccia un cerchio.
 
Il crepuscolo che avanza
discutendo in silenzio
nel mio cuore tenero e morente
con il raggio che per ultimo sparisce.
 
E sopra il bosco quando fa sera
s’alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,
perché mai un tale silenzio?
 
Osip Ėmil’evič Mandel’štam
 
 
Anaffettivo. Ultimamente questo aggettivo ritorna spesso nei miei pensieri. Le due volte più recenti sono state:   all’inizio di questa settimana, durante uno scambio di mail esattamente nella sera in cui la mia vita entrava in un nuovo anno, e tre giorni fa, quando alle tre di notte cercavo di evitare di passare in rassegna (leggere: alla graticola) eventi ancora freschissimi e nel contempo di addormentarmi su un materasso sottile come carta velina in una casa bolognese.
Non so se questa parola esista davvero né se abbia un significato preciso e riconosciuto. Non sono una persona erudita e non ci tengo nemmeno a diventarlo, già così credo di avere dei seri problemi di sovraccarico neuronale che a volte provocano il blocco totale delle funzioni corporee. Non posso quindi contare su di una laurea in psicologia, medicina, sociologia, letteratura o scienze della comunicazione e al momento non voglio nemmeno ricorrere all’oracolo, sua santità Google, quindi vado a naso, intuito; anche perché io credo di esserlo anaffettivo, almeno in parte, e per il momento lascio stare quanto sia grande questa parte.
Conosco certe persone che dicono/pensano di ricadere nella categoria e altre invece le inserisco io secondo mie sensazioni. C’è chi va dall’analista e che a quanto mi dice, non ottiene altro in cambio se non la convinzione da parte del luminare che così ci si diventa, punto e basta, altre che invece per reazione si scopano anche i muri, tornando nei loro letti solitari con ancora una voglia matta. Matta sì, ma di qualcos’altro, qualcosa che è il negativo di quello che hanno appena ottenuto.
Io non potrei mai ricadere in nessuno dei due casi. Il primo perché non ho soldi in avanzo da spendere e perché mi trincererei dietro il classico gioco tra gatto e topo degno del miglior studio clinico, il secondo perché lo so, avendolo in piccola e personalissima parte sperimentato, non lascia niente di meglio di un vuoto più grande del precedente.
Sempre in quello scambio di mail si parlava anche di un argomento, forse trito e ritrito, ma pur sempre veritiero secondo me: non sappiamo più apprezzare le piccole cose. Subito ho pensato ai miei genitori, al fatto che molto probabilmente non si sono amati alla follia ogni secondo della loro vita, ma che hanno sempre avuto ben chiaro che la felicità più grande e realmente realizzabile sarebbe stata sotto forma di loro due assieme. E così hanno fatto, godendo i tantissimi momenti buoni e condividendo quei pochi marci capitati nel cesto.
Poi questa parola, anaffettivo, dev’essere per forza di cose nata di recente e pure un po’ per colpa della deriva tecnologica che la nostra vita sta prendendo. Anche questo probabilmente è abusato come punto di vista, però non si può negare che se per sentire come stava qualcuno una volta si passava sotto casa sua o al massimo si infilava un gettone in quei luoghi ormai scomparsi e agli antenati conosciuti come cabine telefoniche, adesso basta pestare su qualche tasto e poi su “invia”. Blog, sms, forum, myspace, facebook, etc. tutto immediato e generalizzato, ma forse, proprio forse eh, un po’ troppo distante o solamente e facilmente mascherabile. Poi chiaro che non si sta parlando di cavetti che entrano nei lobi, che si preferisce una birra con un amico piuttosto che parlarci su messenger, ma se per lavoro siete a stretto contatto con un pc per almeno 7 ore della vostra vita ogni giorno, lo sapete bene anche voi come stanno le cose (non sulla questione di questo post, ma sui vari e possibili utilizzi dello strumento internet).
La parolina magica è ritornata anche ieri in pausa pranzo, quando mi sono rifugiato in bagno per evitare che mia nonna continuasse a trasferire cibo dal suo piatto al mio dicendo “mangia che sei magro”. Sulle gambe avevo uno di quei giornali da 500 e passa pagine, di cui la metà almeno di pubblicità, dove però ogni tanto qualcosa di interessante lo si trova. Sono capitato su un articolo riguardante un’installazione interattiva di Markus Kison intitolata “Pulse”:

 

Alla fine su Google ci sono andato, complice anche la ricerca del video di cui sopra, ma nonostante abbia letto una frase come “Sono di solito abbastanza casuali i fattori della remissione di questo sintomo: a volte basta un incontro importante e la personalità di un soggetto cambia notevolmente” che più o meno avevo espresso anch’io sempre nello scambio di mail di cui sopra, molte delle parole che si ripetevano di più erano: solitudine, emozioni forti, egocentrismo, bipolare, paura del contatto, etc. Ho spento immediatamente tutto e nel farlo, il mio sguardo è caduto su una spilletta, lì vicino, con sopra scritto: NEO sensibile.

 

23 ottobre 2008 1 commento
3 x 2
 
B. Fleischmann - Angst is Not A Weltanschauung* 
 
 B. Fleischmann – Phones machines and King Kong
 
 
 
 B. Fleischmann – 24.12
 
 
 
+/- - Xs on Your Eyes 
 
 +/- – The queen of nothing
 
 
 
 +/- – Xs on your eyes
 
 
 
The Very Most - Congratulation forever 
 
 The Very Most – Good fight fighting
 
 
 

 The Very Most – Profundly imperfect
 
 

* disco repeat

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22 ottobre 2008 Nessun commento

PUNTATA DEL 21.10.08

Joel Alme – When the moon shakes (Master of ceremonies)
Slow Runner – Trying to put my heart back tog (Mermaids)
 
The Rural Alberta Advantage – Drain the blood (Hometowns)
Kenneth Ishak – New rising sun (Silver lightning from a black sky)
 
The Spinto Band – The carnival (Moonwink)
The Broken West – Auctioneer (Now or heaven)
 
The Primary 5 – Lost and confused (High five)
Individual – Go waste (Fantastic smile)
 
Dartz! – The arrival building Alnerique (The sad history of the village of Alnerique)
The Virgins –Hey hey girl (The Virgins)
 
Marching Band – Travel in time (Spark large)
Land Of Talk – Some are lakes (Some are lakes)
 
The Rosebuds – Life like (Life like)
Rae Spoon – Come on forest fire burn (Superioryouareinferior)
 
Jessica Lea Mayfield – We’ve never lied (With blasphemy so heartfelt)
Jennifer O’Connor – The church and the river (Here with me)
 

   

[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]
 
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“Pensiero magico: storie vere” di Augusten Burroughs

21 ottobre 2008 Nessun commento
Pensiero magico: storie vere
di Augusten Burroughs
- Mondadori -
 
Certo, la fama che ti danno i libri non è come quella dei film. I film si consumano in pubblico, insieme ad altre centinaia di persone, e la faccia dell’attore è grande quanto un furgoncino. E poi guardare film è l’unica attività, oltre a dormire e fare sesso, che possiamo svolgere al buio, perciò c’è anche il fattore intimità. Sullo schermo ogni respiro è ingigantito, ce lo sentiamo sul collo. Poi usciamo dal cinema e ci mettiamo a parlare del film, ci interessiamo ossessivamente alle star. Vediamo le loro immagini alla tv e nelle riviste e su internet. Come risultato di questa saturazione, impieghiamo meno tempo a riconoscere Brad Pitt in costume da bagno che nostra nonna.
*
Avevo chiesto ai miei genitori: “Dio esiste?”. E non riuscendo a ottenere una risposta precisa, vedendo che non mi offrivano alcuna prova concreta, avevo stabilito che Dio era una sorta di Babbo Natale per adulti.
*
Di lì a qualche minuto ha sollevato lo schienale e mi ha fatto scendere dalla poltroncina, dopodiché mi ha messo in mano una ricetta. “I risultati della biopsia arriveranno la settimana prossima” ha detto, “perciò mi chiami mercoledì o giovedì.” Come se dovessimo cenare insieme ma ancora non fossimo sicuri del giorno, e non come se potessi avere un cancro in bocca. Accortosi della mia apprensione, ha poi aggiunto: “Non si preoccupi. La biopsia è un controllo di routine”. E io ho pensato: è proprio così che iniziano tutte le cose più orribili. Con le parole “un controllo di routine”.
*
Daphnia comincia a lavorare di macchinetta come al solito. Popi però fa una cosa che prima d’ora non aveva mai fatto: me la passa anche sulle orecchie, addirittura sui lobi, e poi giù per il collo, ma molto, molto giù.
E io penso: E’ terribile. Sta succedendo anche a me. Peli anche dove non li vuoi. E’ in quel momento che mi sono accorto di quanto appariva lucida la mia testa, un po’ come quando durante un parto incomincia a spuntare il neonato. Da sotto i capelli sempre più radi il mio cranio condannato alla calvizie stava dicendo: “Eccomi, arrivo”.
[…]
Per quel che mi riguarda, la calvizie è il cancro al seno dei maschi,solo molto più grave, perché ne soffrono quasi tutti.E’ vero, non rischia di stroncarti la vita. Solo la vita sociale. Ma New York questa differenza non esiste.
*
Da un certo punto di vista, nella nostra coppia Tennis è quello ragionevole. Dall’altro, è solo il più lento.
*
“Credo sia una cosa generazionale” gli ho detto. “Perché anche mio padre era più o meno così. Ma a quanto pare ormai le donne hanno ridotto i maschi etero all’obbedienza, perché oggi sono molto più affettivi e partecipi di una volta.”
“In sostanza stai dicendo” ha ribattuto rapido Tennis “che gli etero sono i nuovo gay.”
“Esatto. Gli etero sono come i finocchi di una volta. E i finocchi di ora sono più simili agli etero di prima. Oggi i finocchi sono tutta palestra e fuoristrada, mentre gli etero si sono dati ai sentimenti e alle infradito.”
*
Phillip mi diede un pugnetto scherzoso sulla spalla: “Puoi farcela, bello.”
E per la prima volta nella vita, capii come ci si doveva sentire a essere un membro importante di una squadra di football.
*
“Tieni, ti ho portato un regalo.” Sfilò un sacchetto di plastica da sotto il suo sedile e me lo posò in grembo. Poi sorrise come un gatto con i baffi sporchi di sangue fresco di scoiattolo.
*
Ma a far male non è l’amore; è la possibilità che all’oggetto del tuo amore succeda qualcosa. Per esempio, io non voglio che Tennis perda la lucidità. Ma mi fa molta più paura la possibilità di essere io a perderla, perché in quel caso sarebbe lui a rimanere solo.
[…]
Va’ a sapere perché, forse per uno scherzo del caso, ma sono finito qui. E mi sento come il primo nella lista d’attesa per un trapianto di cuore. Malato, ma anche fiducioso e dannatamente fortunato.
*
Ci siamo lasciati quando sono tornato a Los Angeles. Non avevamo niente a cui aggrapparci. Non stavamo approdando a nulla, né ci stavamo allontanando. Ci limitavamo a galleggiare, come sospesi in un liquido. Ma il fatto è che io voglio di più. Cosa voglia lui, non lo so.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Raccolta di racconti autobiografici dell’autore dell’apprezzatissimo, da queste parti, “Correndo con le forbici in mano”, nei quali però autobiografia non fa rima con il mettersi in mostra e l’autoindulgenza, bensì con sincerità, schiettezza, cattiveria e sense of humor.
Vivremmo, credo, in un mondo migliore se ognuno di noi riuscisse almeno qualche volta a fare altrettanto con la propria vita.
Tra gli episodi che mi sono piaciuti di più: Il topo/cosa, Le cose che servono a Debby e I’m gonna live forever.

17 ottobre 2008 Nessun commento
3 x 2
 
Rae Spoon - Superioryouareinferior* 
 
 Rae Spoon – Strength from within
 
 
 
 
 
 
Pompeii - Nothing happens for a reason 
 
 Pompeii – What kind of future
 
 
 
 Pompeii – False alarm
 

  
 

Dear And The Headlights - Drunk like bible times 
 
 Dear and The Headlights – Wiletta
 
 
 
 
Dear and The Headlights – Talk about
 

    

* Ci doveva essere anche Jessica Lea Mayfield questa settimana, ma siccome ne ha già parlato e molto bene lui
 

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“Non sei tu” di Vestal McIntyre

16 ottobre 2008 Nessun commento
Non sei tu
di Vestal McIntyre
- Fandango - 
 
Credo che esistano due tipi di persone: quelle che si lasciano cadere le cose addosso, e quelle che scelgono. In quel momento ho capito che Jake era come me, e i suoi amici erano semplicemente qualcosa che gli era caduto addosso.
*
Non credo che fosse colpa loro. Avevo la sensazione che avessero imparato ad affrontare soltanto un lato del problema, ma io avevo bisogno di qualcosa di più… globale… oppure niente del tutto.
*
Quando si era innamorato di Susan, Mark ricordava di aver pensato che il suo amore si sarebbe spento soltanto se fosse riuscito a conoscerla completamente; se avesse conosciuto ogni angolo e piega della sua personalità e non fosse più rimasto un briciolo di mistero. Ma il suo amore si spense per la ragione opposta. Lei stava diventando più complessa, più bella e misteriosa. Senza volerlo, l’aveva superato. Il suo amore ormai esausto si inabissava tirato dal peso del suo spirito, che stava annegando.
*
Quel viso minuto, con il naso affilato e le folte ciglia nere, aveva un modo splendido di esprimere la sorpresa!
*
Ad ogni modo era questo ciò che lei immaginava di comunicare agli altri studenti d’arte, alla gente in metropolitana, alle ragazze alla lezione di aerobica, ma in realtà è difficile dire cosa abbiano pensato di lei quegli abitanti del passato, visto che le persone silenziose suscitano meno interesse di quanto immaginino, tranne forse in quelli silenziosi come loro.
*
Il confine tra la caricatura e la sua vera identità doveva essersi consumato anni addietro, per il continuo passaggio dall’una all’altra.
*
Vance mi mollò il braccio e lasciò ciondolare la testa. Si alzò e si inoltrò lentamente nell’oscurità, verso casa, piangendo come vorrei riuscire a fare io ora – piangendo per il mondo – come se sapesse.
*
Lo scarto tra dove avrebbe dovuto essere e dov’era – ecco cos’era quella sensazione di vuoto.
*
E poi, in fondo, provava un silenzioso senso di soddisfazione al pensiero che per i due anni successivi non avrebbe dovuto preoccuparsi di realizzare i propri sogni.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
I protagonisti di queste storie hanno perso l’equilibrio delle proprie vite e stanno cercando di riconquistarlo affannosamente, puntellandosi però su cose/persone che non saranno in grado di farlo, ma anzi, che li lasceranno ancora più vulnerabili e confusi di prima.
Otto, Incursione e Nottambulismo i racconti migliori di questo buon debutto di McIntyre.

15 ottobre 2008 4 commenti

PUNTATA DEL 14.10.08

Akira Kosemura – Light dance (Tiny musical)
Detektivbyran – En annan typ av disco (Wermland)
 
Margot & The Nuclear So and So’s – A children’s crusade on acid (Animal)
Passion Pit – Cuddle Fuddle (Chunk of change)
 
XOXO Panda – Sleepy tigers (The new kid revival)
Pas-Cal – Summer is almost here (I Was Raised on Matthew, Mark, Luke & Laura)
 
The Tunics – Shine on (Somewhere in somebody’s heart)
 
Tv On The Radio – Halfway home (Dear Science)
Glasvegas – Go square go (Glasvegas)
 
Gramercy Arms – Shining bright (Gramercy Arms)
Bears – So go (Simple machinery)
 
Emmy The Great – Two steps forward (Demos)
Moltheni – Vita rubina (I segreti del corallo)
   
   
   
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

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14 ottobre 2008 1 commento

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14 ottobre 2008 4 commenti
IN VISIONE
 
 
Paris
(Francia – 2008)
 
di Cédric Klapisch
con Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel, François Cluzet, Karin Viard, Gilles Lellouche, Mélanie Laurent
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un film corale per una Parigi d’interni più che esterni, con personaggi ben caratterizzati anche se alcuni un po’ stereotipati, alternandosi tra dialoghi serrati, ben scritti e qualche scena tremenda (il sogno con effetto 3D su tutte).
Ovviamente mi sono innamorato di Mélanie Laurent, ma solo per poco.
 
 
Il cacciatore di aquiloni
(U.S.A. – 2008)
 
di Marc Forster
con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Saïd Taghmaoui, Zekiria Ebrahibi

Postilla squisitamente PERSONALE
Premettendo di non aver letto il libro e di aver provato una fastidio viscerale per il personaggio di Amir fin dai primi minuti, il film non mi è piaciuto perché sembra solo sfiorare la realtà nella quale si muovono i personaggi, quando invece dovrebbe essere una delle protagoniste della storia.

“La cura dell’acqua” di Percival Everett

13 ottobre 2008 Nessun commento
La cura dell’acqua
di Percival Everett
– Nutrimenti - 
 
I brutti silenzi nuotano in bicchieri che vengono riempiti di nuovo, che sono stati riempiti di nuovo.
*
La mia insoddisfazione, la mia irritazione, definizione strana eppure vera, nei confronti della mia vita non è scesa su di me come una nebbia stereotipata, anche se una volta che mi ci sono trovato non aspettavo altro che si alzasse come una nebbia stereotipata. E’ cominciata come un pettegolezzo. All’inizio non ci ho creduto, poi, come fanno tutti, l’ho ignorata, poi non potevo più ignorarla e ho cominciato a smentirla.
*
… il giorno si è dilatato come un noioso esercizio di contemplazione degli orologi.
*
Per me la salvezza non è un posto accogliente, per quanto gradevole possa sembrare, ma un posto sicuro, appagante, un posto, per quanto fisico, emotivo o intellettuale, libero da voci esterne e anche da qualcuna interna. La salvezza, a quanto pare, è a qualche quadrante di mappa dalla serenità da qui. La salvezza ti può tenere in vita, ma questo non basta a renderti felice.
*
Se potessi non potrei;
Se avessi potuto, non avrei dovuto;
Eppure se avessi dovuto l’avrei fatto;
E, dovendo, avrei dovuto proprio.
*
… non ho mai pensato di mettermi quella corona. E poi, una corona è solo un cappio che non calza.
*
Ho imparato questo, non sono sicuro di dove e/o come l’ho imparato, ma ci credo (un concetto molto più alto che la sua semplice conoscenza): il presente è estremamente difficile da seguire perché si muove sempre al massimo della velocità. Il passato posso rallentarlo, ritardarlo e raccontarlo, alterarlo, devo alterarlo, necessariamente alterarlo, e il futuro posso allungarlo in un gioco d’attesa prolungato, ansiogeno o no, una procrastinazione rispettosa, ma il presente va sempre a tutto gas, come l’elettrone impaurito e i suoi sottoposti, da qualche parte certo, ma dove?
*
Ogni parola è un sintomo.
Ogni verso contiene il quadro completo.
Ogni ogni è una bugia in potenza.
*
La vita, incorniciata com’è dalla nascita a un’estremità e dalla morte a un’altra estremità (idea banale, lo so, e anche già sentita se è per questo), non è una cornice, neppure gli angoli di una cornice, e non consiste in gesti ampi e magniloquenti dentro la cornice. La vita piuttosto consiste in piccoli gesti pigri e insignificanti, come pranzare, andare a ritirare la posta, scaricare i bagagli, ricordarti dove hai parcheggiato l’auto, dimenticarti di dare a tua figlia il bacio della buonanotte. La vita non è grandi imprese, ma piccoli, quasi insignificanti, starnuti di tempo, singhiozzi lillipuziani di cose che possiamo o no ricordare, che forse vogliamo o no ricordare. […] E’ sempre invariabilmente una questione di cornice, di incorniciare la questione e oh, basta manipolare qualche lettera, un inciampo dislessico, e “incorniciare” diventa “incominciare”, e questo è tutto un altro paio di maniche.
*
Le mi scruta, senza riuscire a vedere il cacciatore che ha di fronte, senza riuscire a vedere la sua mancanza nel vedere le mie mancanze, senza riuscire a sentire il sangue nel mio respiro, senza riuscire a percepire la menzogna che aleggia tra di noi.
*
Se fossi felice, avrei bisogno di qualcuno. Per condividere la felicità. Ma questo dolore, questo dolore può cavarsela benissimo da solo.
*
Ma l’amavo, in un modo di cui nessuno vuole sentire parlare, in un modo che sembra solo condiscendente e vacuo quanto un luogo comune.
*
Poi, all’improvviso, come se l’idea non mi fosse mai venuta, e invece sì, molte volte, perfino di notte, ma comunque all’improvviso, come se l’idea potesse muoversi a un’unica velocità, conoscesse una sola velocità, al galoppo, è venuta a toc toc toc rintoccare, un’idea fin troppo familiare, e stridente proprio per quella familiarità, l’idea che potessi rendere le cose, se non giuste, almeno in qualche modo più fedeli all’ordine di tutte le altre cose, più virtuose forse, anche se questa è una parola davvero disprezzabile, o forse capivo che potevo semplicemente distendere e ingrandire il groviglio e osservare che il caos alla fine è l’ordine che avrà questo mondo (qualsiasi mondo, se è per questo), e questo per me ha un senso. Le mani lorde di sangue. Chi, nella sua o di chiunque altro mente, vorrebbe cancellare le macchie? In un attimo.
E non è nella natura del sangue appiccicarsi alle cose? Alle cose astratte e alle cose concrete. Alle cose reali e alle cose immaginarie. A quelli che amiamo e a quelli che odiamo. Il sangue non è cattivo, è solo che è. E sangue chiama sangue.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un romanzo-non-romanzo decisamente ostico, prima di tutto per la non consequenzialità dei frammenti che lo compongono, ma anche per la consistenza di questi: spezzoni narrativi, giochi di parole, illustrazioni, dialoghi immaginari, etc. Di sicuro un libro non per tutti, ma che con non poche difficoltà è in grado anche in questo affastellarsi di acume letterario di rivelare quanto può essere corrosiva la violenza (e non solo).

10 ottobre 2008 Nessun commento
3 x 2
 
 
 
 
 
 William Fitzsimmons – You still hurt me
 
 
 
Land Of Talk - Some Are Lakes 
 
 Land Of Talk –
Young bridge
 
 
 
 Land Of Talk – Some are lakes
 
 
 
The Tunics - Somewhere In Somebodys Heart 
 
 The Tunics –
Shine on
 
 
 
 The Tunics – Cost of living
 
 
 
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9 ottobre 2008 3 commenti

LEAVING VARANASI

by foot

by tuk-tuk

[Tutta colpa del post sotto se ci torno sopra ancora una volta, ma sarà l'ultima, prometto. E fanculo al tubo che sgrana.]

9 ottobre 2008 10 commenti
SPECIALE GUY DELISLE
  
Guy Delisle è un autore di fumetti nato a Québec che ha lavorato per vari studi di animazione in Canada, Francia, Germania, Cina e Corea del Nord.
 
 
 
 

 
da “
Shenzen

 
Perché grazie al tempo che cancella i brutti ricordi, la memoria può conservare il suo lato ingenuo e stupidamente ottimista.
 
 
 

POSTILLA SQUISITAMENTE PERSONALE

Al ritorno dall’India, grazie anche al suggerimento del mio compagno di viaggio, nel giro di un mese ho letto i suoi tre libri a tema. Non sull’India, ma sul trovarsi a vivere in un mondo completamente differente dal nostro e, premettendo che non sono un esperto di fumetti, sono tutti stupendi. Con il suo tratto è in grado di mettere l’accento su tutte quelle stranezze, piccole o grandi, che rendono “quella vita così distante dall’altra”, ma anche su come noi occidentali, bravi viaggiatori o meno, le recepiamo e giudichiamo.
L’unico lato negativo è che ti fa venire voglia di partire subito, anche se sei appena tornato.

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8 ottobre 2008 4 commenti

PUNTATA DEL 07.10.08

Herman Dune – My home is nowehre without you (Next year in zion)
Noah and The Whale – Rocks and daggers (Peaceful, The World Lays Me Down)
 
The Decemberists – Valerie Plame (Always The Bridesmaid A Singles Series)
Okkervil River – Lost coastlines (The stand-ins)
 
The Little Ones – Morning tide (Morning tide)
Albert Hammond Jr. – G up (Como te llama?)
 
Mother Mother – Hayloft (O my heart)
The Faint – Mirror error (Fasciinatiion)
 
Faded Paper Figures – Metropolis (Dynamo)
Chad VanGaalen – Phantom anthills (Soft airplane)
 
Emiliana Torrini – Big jumps (Me and Armini)
Holly Throsby – A heart divided (A loud call)
 
Blind Pilot – 3 Rounds and a sound (3 Rounds and a sound)
Liz Durrett – Not running (Outside our gates)
  
[On-Air ogni martedì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]