Archivio

Archivio per giugno 2008

La mia vita è esitazione davanti alla nascita.
 

Franz Kafka

“Acqua di mare” di Charles Simmons

27 giugno 2008 1 commento
Acqua di mare
di Charles Simmons
– BUR -
 
“Per qualche tempo voglio un po’ guardare. Questo è un posto perfetto.” Indicò il mare. “Acqua e cielo.” Poi indicò la spiaggia. “Acqua, cielo e sabbia. Se li moltiplica per il giorno e la notte, ottiene appena sei cose da guardare. Sto svuotando il cervello.”
*
Mi sfiorò il dorso della mano. “Caro Misha, permetti che ti dica una cosa. Nelle favole c’è un filtro magico che ti fa addormentare. Ti svegli e ti innamori della prima persona che vedi. E’ la più geniale metafora dell’amore che sia mai stata concepita. L’amore è cieco, inspiegabile e crudele. Ed è anche precario. Nulla di così insensato può mai durare a lungo.”
[…]
Voilà! Misha, non c’è niente di male a soffrire per un po’. Tutti abbiamo avuto il cuore infranto. Anzi, ci sono persone per cui soffrire è un modo di vivere. L’amore fa l’effetto di un raggio che va da te a un’altra persona. A volte viene rimandato indietro, e a volte no. Però l’amore non è un raggio. E’ una vampa di luce che si proietta in ogni direzione. Sembra che brilli su un solo oggetto, perché l’amante vede un solo oggetto. Ma se l’amante si guardasse attorno, vedrebbe invece che molti oggetti ricevono la luce.”
*
“Zina non è una ragazza semplice, Michael.”
“E chi la crede semplice?”
“Tu. Tu la credi perfetta. E la perfezione è semplicissima.”
*
“Non possiamo fermarci” mi disse. “Bisognerò tornare. Non devi farti prendere dalla paura. Capito?”
“No, ho capito.”
“Vuoi che ti aiuti?”
“Se dovrai aiutarmi avrò paura.”
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buon romanzo breve che ha per protagonisti una famiglia e il mare, due stagioni (l’estate e l’adolescenza) e un senso di perdita annunciata, costante. Mi ha fatto lo stesso effetto di una domenica pomeriggio afosa e indolente, passata a guardare un vecchio film in bianco e nero.

“Credo che una delle attrattive della scrittura, per me, sia il fatto che devo dire le cose una volta sola. Prendere o lasciare.” – Charles Simmons

25 giugno 2008 2 commenti

SALE FEBBRE, FORSE PUTIN A VIENNA
(Steps to
India – 3)

(ANSA) – MOSCA, 24 GIU – Sale la febbre in Russia per la semifinale di giovedì contro la Spagna: si ipotizza anche l’arrivo del premier Vladimir Putin. Quello che è certa è l’invaxsione della capitale austriaca da parte di oltre 6.000 tifosi russi. Aeroflot ha già organizzato cinque voli charter su Airbus. Per chi si troverà in volo con la compagnia di bandiera russa verso altre destinazioni, è prevista la ‘cronaca in diretta’ da parte del comandante.

UpDate 26.06.08 – mi segnalano anche questo.

25 giugno 2008 4 commenti
La musica aiuta, la musica semplicemente accade, e non c’è una spiegazione perché accada. La musica è sempre lì, ci circonda, è come un buon amico che ci rassicura, un antidoto alla malinconia, oppure come uno specchio che riflette quello che siamo o che stiamo diventando.
  
Ingmar Bergman
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24 giugno 2008 1 commento
3 x 2
 
Haley Bonar - Big star 
 
 Haley Bonar – Little maiden gin
 
 
 
 Haley Bonar – Big star
 
 
 
The Little Ones – Morning tide  
 
 The Little Ones – Like a spoke on a wheel
 
 
 
 The Little Ones – Morning tide
 
 
 
Delorentos – In love with detail 
 
 Delorentos – Any other way
 
 
 

 Delorentos – Stop
 
 
 

da “Poesie (1938-1986)” di Andrea Zanzotto – Mondadori
 
A questo ponte
finisce il freddo del prato
finisce il freddo del cielo
e della cieca luce,
finisce il freddo del tuo volto
e del tuo cuore simile a una croce,
finisce il sole con spine.
 
Le danze segrete delle acque
e degli alberi
intorno al sole domato
io sento nel freddo del prato
che affonda sotto il ponte.
 
*
 
Prima persona
 
- Io – in tremiti continui, – io – disperso
e presente: mai giunge
l’ora tua,
mai suona il cielo del tuo vero nascere.
Ma tu scaturisci per lenti
boschi, per lucidi abissi,
per soli aperti come vive ventose,
tu sempre umiliato lambisci
indomito incrini
l’essere macilento
o erompente in ustioni.
Sul vetro
eternamente oscuro
sfugge pasqua dagli scossi capelli
primavera dimora e svanisce.
Tu ansito costretto e interrotto
ora, ora e sempre,
insaziabile e smorto raggiungermi.
Ora e sempre? Ma se di un bene
l’ombra, se di un’idea
solo mi tocchi,o vortice a cui corrono
i conati malcerti, il fioco
sospingermi del cuore. E là nel vetro
pasqua e maggio e il rissoso lume affondano
e l’infinito verde delle piogge.
Col motore sobbalza
la strada e il fango, cresce
l’orgasmo, io cresco io cado.
 
*
 
Orizzonti
 
Stanco di non allinearmi
verso l’orizzontalità – e con odio
dell’irrequietezza dei colli,
stanco forse di avervi insultati
accettando che diveniste fantasmi,
o genitori:
che pressoché dissonate, che state fuori
da ogni contaminazione o sospetto
o lecca-lecca di tempo,
fuori dagli effetti speciali
e dai metabolismi erratici
del Tutto. Non avete bisogno
del mio sostegno, del mio
ricordo.
Non esiste bisogno né critica del bisogno.
Siamo, anche se io stento, fatti di orizzonte,
disadattati a questo tipo di mondo.
Ma in linea di massima convinti
        (costituendo chissà quale frase)
         di essere,
         di meritarci di essere un bell’essere,
         di avere in pugno, chissà come,
         ogni carenza e rastrematura
         infida e terrificante
                              dell’essere. 

20 giugno 2008 4 commenti

MONDO CANE !!

PREMESSA: Mandi una comunicazione a più di 7.000 società, dove si dice che tale documento dovrà essere rispedito timbrato/firmato e che in caso ci fossero delle incongruenze, andrà faxato al numero A, mentre in caso contrario, quindi con documento corretto, ai numeri B, C e D.
DOMANDA: Il 90% delle risposte, indipendentemente dalla correttezza della comunicazione inviata, su quale numero di fax arriverà ?

20 giugno 2008 4 commenti

SCIACALLI E VARANI IN PISTA
(steps to
India – 2)

Nuova Delhi - Un intero aeroporto è rimasto bloccato per oltre un’ora perché invaso da sciacalli, varani e altri rettili che si sono stesi al sole sulle piste. E’ successo allo scalo internazionale «Indira Gandhi» di Nuova Delhi dove oltre cento voli sono stati bloccati a causa dell’imprevista irruzione di rettili.
Devono essere state le prime piogge monsoniche a spingere gli animali verso un luogo dove potersi asciugare e riscaldare, ha ipotizzato in un comunicato Arun Arora, portavoce dell’areoporto. I voli sono ripresi non appena le autorità hanno liberato le piste dagli ospiti imprevisti. Per questa operazione le autorità aeroportuali sono state coadiuvate dagli addetti della protezione animali.
Le prime avvisaglie dell’«invasione» erano arrivate lunedì quando un pilota ha notato la presenza di grandi lucertole e altri animali randagi sulla pista secondaria dell’aeroporto. Di lì a poco, dopo le opportune verifiche, sono stati notati diversi esemplari di rettili e di volatili in diversi punti delle piste. Inevitabile la decisione di sospendere temporaneamente il traffico aereo. Il break di un’ora ha avuto ripercussioni su tutti gli orari e le partenze e, di conseguenza, anche sull’operatività di altri aeroporti collegati con quello di Nuova Delhi. Gradualmente, tuttavia, la situazione è tornata alla normalità.
Non è la prima volta che lo scalo della capitale viene preso d’assalto dagli animali in concomitanza con il periodo monsonico che li spinge a cercare zone più riparate. In alcuni casi sulle piste erano state rinvenute anche delle scimmie. Per evitare altre invasioni improvvise, che potrebbero anche causare incidenti gravi intralciando gli aerei in decollo o in atterraggio, sono state adottate alcune contromisure, come il posizionamento di alcune trappole ai bordi esterni dell’aeroporto. [17/06/08]

19 giugno 2008 6 commenti
IN VISIONE
 
Be Kind Rewind
(U.S.A. – 2008)
 
di Michel Gondry
con Jack Black, Danny Glover, Mos Def, Melonie Diaz, Mia Farrow, Chandler Parker, Arjay Smith, Quinton Aaron, Irv Gooch, Sigourney Weaver
 
Postilla squisitamente PERSONALE
1) “Eternal sunshine of the spotless mind” rimane irragiungibile tra i film di Gondry 2) Questo è il suo più normale 3) A me è piaciuto, ma capisco che possa essere un film in grado di spaccare completamente i suoi fan.
 
 
Tropa De Elite
(Brasile – 2007)
 
di José Padilha
con Wagner Moura, Caio Junqueira, André Ramiro, Milhem Cortaz, Fernanda Machado, Fábio Lago, Luiz Gonzaga de Almeida, Fernanda de Freitas, Bruno Delia, Marcelo Escorel
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Pur rimanendo una più che buona visione, sono parecchie le spanne di distanza rispetto a “City of Gods” di Mirelles, spesso accostato a questo film per la stessa ambientazione (le favelas brasiliane) e lo stesso sceneggiatore (Bràulio Mantovani).
 
La seconda notte di nozze 
(Italia – 2005)
 
di Pupi Avati
con Antonio Albanese, Neri Marcore’, Katia Ricciarelli, Angela Luce, Marisa Merlini
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Buona film con attori protagonisti ben calati nelle rispettive parti, una piacevole sorpresa da fondo hard disk.
 

 
 

Grindhouse – Planet terror
(U.S.A. – 2007)
 
di Robert Rodriguez
con Freddy Rodriguez, Rose McGowan, Naveen Andrews, Michael Biehn, Josh Brolin, Bruce Willis, Quentin Tarantino, Vanessa Ferlito, Stacy Ferguson, Carlos Gallardo, Nicky Katt
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Rodriguez non mi è mai piaciuto e se già l’ultimo di Tarantino mi era sembrato così così… “Machete” però andrei a vederlo di corsa (eh eh).

17 giugno 2008 6 commenti

Ci vuole umiltà, non orgoglio.

 

Cesare Pavese, 18 agosto 1950

“Il dolce domani” di Russell Banks

Il dolce domani
di Russell Banks
- Einaudi -
 
Ormai nell’autobus c’era un po’ d’animazione, i suoi mattutini di bambini che si allenano a diventare adulti e si fanno conoscere agli altri (e a se stessi) con le loro vocine (alcune non proprio vocine): fanno domande, discutono, si scambiano opinioni. spettegolano, si vantano, si lamentano, si corteggiano, si minacciano, si mettono alla prova, fanno tutto quello che facciamo noi, così come i cuccioli che giocando imitano i cani e i gatti adulti. Non è sempre tutto dolce e pacifico, non più di quanto siano dolci e pacifici i rumori che fanno gli adulti, ma non c’è niente di preoccupante. E siccome i discorsi dei bambini si possono ascoltare senza timore, proprio come ci si diverte a guardare i cagnolini che rotolano e si mordono e i gattini che scivolano uno sull’altro e scattano via senza che uno debba preoccuparsi che si facciano male, quelle chiacchiere possono essere molto istruttive.
*
Mi chiedevo se anche i nostri figli, Reginald e William, avessero svolto quella funzione per me e Abbott, se la loro presenza nella nostra vita ci avesse tenuto pacificamente insieme per tutti quegli anni. Quando io e Abbott eravamo giovani, eravamo così presi l’uno per l’altra, così affascinati da quelle che ci apparivano straordinarie affinità, che se per due volte non fossi rimasta involontariamente incinta avremmo potuto perdere ogni contatto con qualunque altra persona e cosa, e forse nemmeno noi saremmo mai diventati adulti. La nostra passione era come l’isolamento che deriva da un grande dolore; era come la tristezza estrema. Senza i nostri figli, forse non avremmo mai scoperto le nostre differenze, la cosa cioè che ah reso possibile un amore così duraturo. Saremmo rimasti una coppia di adolescenti infatuati, immersi ciascuno nella visione dell’altro, così assorti in noi stessi che non saremmo mai stati capaci di aiutarci nel corso degli anni come invece abbiamo fatto.
*
Dice Abbott: – La più grande… differenza… fra le persone… è… la qualità… dell’attenzione -. E dato che la qualità dell’attenzione è una delle poche cose che un essere umano può effettivamente controllare, allora sarà meglio che la controlli, dico io. Mettete questa frase insieme alla Regola Aurea (non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te), e avrete la mia filosofia di vita. E anche quella di Abbott. E non occorre la religione per questo.
*
- L’inverno è stato duro, eh?
- Non più del solito, direi. Però il solito diventa sempre peggio.
*
Ci sono persone che, al crollo dei loro sogni, divengono superstiziose per trovare una spiegazione.
*
Finalmente abbiamo riattaccato, ho fatto alla svelta la valigia e ho messo in ordine la stanza. Zoe aveva ragione, naturalmente. Non le credevo. Però nemmeno mi rifiutavo di crederle. Da quel punto di vista, quella telefonata era simile a migliaia di altre. Però c’era una differenza fondamentale. Fino a quel momento, ero rimasto per anni legato a terra, inerme e furente per non essere capace di scegliere tra il crederle e il non crederle. Il primo compito, quello eliminare una delle due possibilità (liberare una mano così da poter slegare l’altra), fino a quel momento non avevo potuto svolgerlo; perché l’amavo. Oh, sì, amavo mia figlia. E poiché l’amavo, non potevo conoscere la verità e agire di conseguenza. Adesso, per la prima volta in tutti quegli anni, ero nella posizione di conoscere la verità – e allora di agire. Con la disperazione, Zoe mi aveva liberato dall’amore. Avrei presto saputo se aveva l’Aids o se mi stava mentendo. In un modo o nell’altro, ero libero. Avevo dovuto giocare l’ultima carte; non poteva più impedirmi di essere quello che sono. Mitchell Stephens, avvocato.
*
Quando ci siamo allontanati abbastanza dalla fiera con le sue luci, il cielo si è oscurato, e sembrava che le stelle fossero comparse tutte all’improvviso, come un ampio getto di semi scintillanti sopra di noi.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Secondo libro che leggo di Banks, dopo l’ottima raccolta di racconti intitolata “L’angelo sul tetto”, e devo dire che si conferma un abile narratore e un perfetto indagatore dell’uomo e di quello che lo circonda, dei meccanismi che lo fanno interagire con i suoi simili e con se stesso.
 
“Come in Faulkner, James o Melville, il contesto del luogo e della realtà sociale è solo un pretesto. Sin dall’inizio, non si sa quello che sta per accadere, ma si sa che è importante. E quello che sta per accadere è il male.” – parole di Gustav Herling su Banks
 
“Negli Stati Uniti, da una ventina d’anni, qualcosa di terribile è accaduto ai nostri bambini. Li abbiamo persi. L’America è in uno stato di crisi profonda, antropologica, in cui le istituzioni di base (famiglia, scuola, chiesa, villaggio, comunità) sono crollate le une dopo le altre. Con la perdita dei nostri bambini, l’avvenire passa dietro di noi, e ci lascia di fronte al dolce domani illusorio.” – parole dell’autore stesso.

PUNTATA DEL 11.06.08
(ultima puntata)

Organic Stereo – She has a rainbow (The stories ginger in my mind)
Ratatat – Falcon jab (LP3)
 
Buddy – Westgate (Alterations and repairs)
Subtle – Providence (ExitingARM)
 
The M’s – Big sound (Real close ones)
Mates Of Sate – The re-arrenger (Re-arrange us)
 
Those Dancing Days – Run Run
 
The Pigeon Detectives – Making up numbers (Emergency)
The Fashion - Mathmatics (The Fashion)
 
The Pinkrays – Slackers are not dead (Songs know everything about love)
Jukebox The Ghost – Lightning myself on fire (Let live and let ghosts)
 
Martha Wainwright - See Emily play (I know you’re married)
Anita Lipnicka & John Porter – Down by the lake (Goodbye)
 
Cracrashlander – The skin that you’ve grown (Carcrashlander)
Le Luci Della Centrale Elettrica – Produzioni seriali di cieli stellati (Canzoni da spiaggia deturpata)
    
[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

da “Mirrors (Diari – XIII parte)” di Cheeslaw Kiriowski
 
Quando i giorni, le settimane, i mesi, all’improvviso ti appaiono come se fossero il prodotto di una fotocopia della fotocopia della fotocopia della fotocopia…
*
Vivo di fantasie che già di per sé sarebbero assurde, ma come se questo non bastasse, nell’attesa che la realtà si schianti su di esse per polverizzarle, io anticipo tutti e tutto, alzando la mazza e calandola come l’ago della bilancia che si rompe nel momento del verdetto. E se avessi anticipato il nulla? Se quanto da me distrutto non sarebbe mai esistito nemmeno nella più infausta delle immaginazioni?
*
Sono un nostalgico del minuto fa.
*
Un libro è come una gravidanza. Peggio! Perché devi nutrirlo, accudirlo, crescerlo, donargli tutto te stesso, rimproverarlo sempre quando sbaglia e lodarlo mai troppo quando si comporta bene, prima ancora che abbia una possibilità di nascita.
*
E’ la felicità che ti aspetta, mai il contrario.
*
Non riesco a dare sfogo ai sentimenti di superficie, mentre quelli più profondi emergono senza la mia volontà, anche quando so benissimo che non faranno altro che aumentare l’equilibrio precario sul quale mi muovo.
*
La ricerca del gesto perfetto, del momento perfetto, della persona perfetta, del mio io perfetto, quando la perfezione non esiste!
*
La fretta acceca, ma motiva.
*
Se fossimo tutti uguali, non ci sarebbero più emozioni. Perché queste nascono proprio dalle differenze, a partire dalla più evidente: quella di sesso.
*
A furia di prendermi così tanto sul serio, finirò per non crederci più nemmeno io.
*
Generalizzare è peccato mortale.
*
Dove finisce la necessità e inizia la mancanza?
*
La consapevolezza è il primo passo verso la guarigione.
*
Pur rimanendo fedele alla mia natura, come è ovvio che sia, sono stato così tante persone nella mia vita, che mi sembra di non recarne traccia di alcuna.
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10 giugno 2008 31 commenti
IN VISIONE
 
Il Divo
(Italia – 2008)
 
di Paolo Sorrentino
con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli, Giovanni Vettorazzo
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Sorrentino sempre più conscio delle sue potenzialità, Servillo magistrale (ma anche il resto del cast non scherza) e su tutto le musiche di Theo Teardo a fare da collante ritmico. Rubo a lei queste parole: “"Il Divo" racconta una storia che non conosceremo mai senza pretendere correttezza storica, ed è proprio questo il suo bello. Non è esattamente la verità, ma il prodotto di una sorta di telefono senza fili che ha coinvolto l’Italia intera.”.
 
 
Gomorra
(Italia – 2008)
 
di Matteo Garrone
con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Gigio Morra, Salvatore Cantalupo
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Che fosse un film dal forte impatto, per quanto mi riguarda soprattutto per le ambientazioni, non c’erano dubbi, ma la cosa che più mi ha lasciato basito è stato il commento a fine proiezione della coppia cinquantenne al mio fianco: “Non c’è proprio niente da fare, ci vuole la secessione”. Speriamo la facciano e vi scarichino nel giardino di casa quintali di merda radioattiva !!
 
 
My Blueberry Nights
(Francia, Hong Kong – 2007)
 
di Wong Kar Wai
con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis
 
Postilla squisitamente PERSONALE
"Quando te ne vai dai posti, di te resta solo il ricordo che hai lasciato agli altri".
 
 
Daratt – La stagione del perdono
(Ciad, Francia, Belgio, Austria – 2006)
 
di Mahamat-Saleh Haroun
con Ali Bacha Barkaï, Youssouf Djaoro, Hisseine Aziza, Djibril Ibrahim, Fatimé Hadje, Khayar Oumar Defallah
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Molto bello, forse non la visione ideale in un sabato pomeriggio periferico, ma in grado di ristabilire il rapporto di forza tra gli sguardi, i gesti e le parole.
 
 
The Hunting Party
(U.S.A., Croazia, Bosnia-Erze – 2007)
 
di Richard Shepard
con Diane Kruger, Terrence Howard, Richard Gere, James Brolin, Jesse Eisenberg, Olja Hrustic, Goran Kostic, Mark Ivanir, Hélène Cardona
 
Postilla squisitamente PERSONALE
La storia, con qualche grande pecca, non sarebbe poi nemmeno tanto male, ma gli attori proprio no, nemmeno uno è azzeccato.

“Cani selvaggi” di Helen Humphreys

Cani selvaggi
di Helen Humphreys
– Playground -
 
I cani selvaggi si aggirano per I campi estivi appena fuori città. Hanno occhi che lampeggiano, stelle brillanti nei boschi di notte, e sfrecciano come fiamme sull’erba secca al limite del centro abitato, in cerca di qualcosa da uccidere e mangiare.
L’amore è come quei cani selvaggi. Se ti salta addosso, non molla la presa. E quello che non puoi mai sapere all’inizio è con quale intensità e quanto a lungo amerai; in quali modi un amore finito ti darà la caccia, un salto dopo l’altro come fuoco misterioso che ti scorre nelle vene.
I cani selvaggi esistono davvero. Sono lì fuori, oltre la sicurezza delle strade e delle case, oltre le luci della città. E uno di quei cani è il mio.
*
Imboccavo la statale a un quarto alle cinque, scivolavo nell’oscurità che si scioglieva come un nodo per fare posto alla luce del giorno.
*
Selvaggia, così mi sarei descritta allora, ma oggi mi accorgo che non era del tutto vero. Essere selvaggio significa vivere d’istinto e non d’immaginazione. Vivere selvaggiamente significa non poterlo raccontare.
*
Quando ho capito di amarti, molto prima di confessartelo, nulla mi avrebbe potuto fermare. Era come se non mi fossi mai resa conto del vuoto che avevo dentro, come se ci fosse sempre stato un filo nero di solitudine a torcermi le viscere. Non ho mai provato per altri ciò che ho provato per te, ed è ancora così, nonostante tutto quello che è successo.
*
Ricordo che venivo qui in macchina con mia madre a prendere mio padre al lavoro; tutti gli uomini uscivano dall’edificio alla stessa ora e camminavano verso il parcheggio con la testa bassa, senza dire nulla. Sembrava un’onda che, toccata la riva, si svuota e poi si ritira per riempirsi di nuovo, per ricaricarsi. Quegli uomini erano vuoti di parole e di energia e si buttavano su di noi e li ricaricavamo.
*
So che mi lascerai. So che ti amerò per sempre. So che non posso essere salvata, e nemmeno Jamie e nemmeno tu. Andremo avanti, soli, in uno spazio che un tempo abbiamo definito insieme. So che il mondo nel quale esistevamo non sarà in grado di ricordarci. So che questo non potrà mai essere quello, che la fede non è credere ma lottare per credere.
*
Il vento soffia sui rami che si muovono con una verde calligrafia contro il cielo che si oscura a poco a poco.
*
Ma per mantenere vivo il ricordo di te non dispongo del lusso dell’abitudine. Abbiamo avuto istanti, ma non routine. Non mi resta nulla di te se non quello che riesco a ricordare o a immaginare, e temo che presto le due cose non si potranno più distinguere.
*
Da anni non dipingevo più. Non fare qualcosa prende lo stesso tempo che si impiega per farlo, forse ancora di più perché il fatto di non poter agire occupa una bella fetta dei pensieri. A dire la verità, occupa tutti i pensieri. Stare anni senza dipingere mi aveva fatto uscire di senno. Come faccio a sapere quanto sarei potuto stare bene? Forse avrei potuto realizzare i miei quadri miglior negli anni passati senza dipingere. E se non aver dipinto avesse distrutto per sempre il mio talento per la pittura? Ero andato avanti così, un giorno dopo l’altro, una notte dopo l’altra. Andavo da una stanza all’altra cercando di scacciare quei pensieri dalla testa, e come risultato mi stancavo da morire con tutto quell’andare avanti e indietro, e la solitudine bisbigliava attorno a me, e finivo per buttarmi sul divano, a bere un’altra volta. Mi svegliavo la mattina dopo, intontito e depresso, e con la prospettiva di avere davanti un altro giorno e un’altra notte senza dipingere.
*
L’acqua ha sempre qualcosa da fare. Dà sempre l’idea di avere un posto importante dove andare. Anch’io vorrei sentirmi così. Vorrei che qualcosa fosse capace di spingere me come fa il fiume con tutto ciò che ci buttano dentro.
*
La cosa peggiore nel pensare a quando era diverso è sapere che quello che era diverso ero io.
*
Tutto è perduto. Lo sento in quel momento. E la cosa tremenda è lo spazio che occupa qualcosa di vicino a noi è ancora lì quando quel qualcosa se n’è andato, solo che è pieno di niente. E’ pieno del senso della perdita.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Questo romanzo si basa sulla storia di sei personaggi che non si conoscevano prima della fuga o la scomparsa per mano altrui dei propri cani, ma che iniziano a farlo da quando prendono l’abitudine di ritrovarsi ogni sera ai margini del bosco dove quei cani hanno fatto branco e sono ritornati selvaggi. Questa però è solo la superficie del libro, perché i cani, involontariamente o no, sono la metafora di solitudini non volute, vissute come una gabbia in movimento, e dei tentativi maldestri e difficili di uscirne, utilizzando l’amore come passpartout.
Si sente che Helen Humphreys è anche poetessa e questa sua ambivalenza non fa altro che caricare ulteriormente di pathos questo STUPENDO libro.
Nelle citazioni non ho riportato la chiusura finale, ma è magistrale.
. 

8 giugno 2008 6 commenti
SAPER VEDERE, SENZA OSSERVARE
 
Immaginazione iperattiva: quando non è impiegata positivamente, diventa negativa.
 
Condensa sui vetri, aria satura d’umidità e un tappeto di fango e pozzanghere. Seguire i tuoi stessi movimenti racchiuso dentro un cappuccio che dovrebbe servire solamente ad isolarti da sottili gocce di pioggia e che invece lo fa talmente bene, da lasciare fuori anche quasi tutto il resto. Sporadicamente il tempo da tregua e puoi uscire da quell’antro; tutto è così appannato da sembrare immobile, ma sono centinaia le persone intorno: si parlano, ridono, bevono, prestano attenzione. Irrequieto ti muovi, sposti l’angolo della visuale, come se un passo più in là potesse far parte di un altro mondo, magari diverso.
Gli sguardi, le sorprese, le strette di mano, situazioni che vanno in onda 24 su 24 e una lunga serie di correzioni che andrebbero fatte in corso d’opera, quando l’opera però è finita un momento fa, i giochi sono fatti.
Evitare! Evitare quella che sembra essere diventata una routine, come lo è la crescente sensazione di perdere tempo e attimi, vederli appassire senza nemmeno aver preso vita. Allora rimane solo il tempo di allontanarsi, luci rosse, appannate, e timidi borbottii, incamminarsi verso l’ennesima direzione e sentir montare quella che non sai spiegare, ma ultimamente osi definire: la tua personalissima e sconclusionata ricerca di salvezza.
Quel sorriso che disgela, occhi colmi di complicità e un braccio allungato nel cuore della notte. Perché qua, le mezze misure non le abbiamo ancora imparate.
  
°°°

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5 giugno 2008 6 commenti

X & Y
(steps to India - 1)

X: Hallo.

Y: Buonasera, chiamo per avere qualche informazione sul rilasco del visto…

X: Sì, hduehad udhui dnoi dackut hauiahd nbdsj hduiaw roas idm, 24! Ciao.

… tuu tuu tuu tuu …

(la serie di caratteri era italiano, ma talmente veloce e con pronunce assurde, da risultare totalmente incomprensibile)

5 giugno 2008 1 commento

PUNTATA DEL 04.06.08
(penultima puntata)
 

The Terrodactyls – I want to cry (The Terrodactyls)
Kawada – It grows on you (Shaving your beard on a nice white cloud)
 
Numero 6 – Navi stanche in burrasca (Quando arriva la gente si sente meglio)
The Shortwave Set – No social (Replica sun machine)
 
Fake P – Rorschach (Fake P)
Delays – No contest (Everythings the rush)
 
The Lodger – The good old days (Life is sweet)
Eight Legs – These grey days (Searching for the simple life)
 
Julie Ocean – #1 Song (Long gone and nearly there)
The Mojomatics – Hole in my heart (Don’t pretend that you know me)
 
Envy and Others Sins - Highness (We leave at dawn)
The Horror The Horror – It was everything, everything! (Wired boy child)
 
Death Cab For Cutie – Cath… (Narrow stairs)
The Weepies – Hideaway (Hideaway)
 
Bonnie “Prince” Billy – So everyone (Lie down in the light)
Justin Ruthledge – Everyone’s in love (Man descending)
   
   
[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

4 giugno 2008 2 commenti

BLU

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