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Archivio per dicembre 2007

21 dicembre 2007 2 commenti
02.18
   
E poi arriva, all’improvviso, la presa di coscienza di aver corso a rotta di collo per un lasso di tempo che non si sa quantificare, ma che appare enorme proprio adesso, nel momento in cui tutto si arresta.
Prima o poi il tempo subirà di nuovo questa accelerazione, a breve o magari la tregua sarà più lunga, tanto tu, come sempre, non potrai far altro che stargli dietro, con la leggera naturalezza del passo o con l’affanno della corsa, ma sarai comunque costretto a far coincidere il battito del tuo corpo con la scansione dei secondi.
Non dovresti preoccuparti, è la vita che va così, però il rallentare fino quasi a fermarsi rende tutto più visibile e probabilmente quello che hai negli occhi, tutti quei fotogrammi fluttuanti tra di loro che si confondono, perdendo l’ordine temporale prestabilito, non ha questo gran sapore in una stanza a gradi zero, una stanza dove l’aria sembra essere stata risucchiata fino all’ultima micro-unità, una stanza asettica pronta per il chirurgo pazzo che dovrà vivisezionare la massa.
 
 
 
°°°
Il blog si prende una pausa, il sottoscritto spera di fare altrettanto, anche se sa già che invece bisogna darsi una mossa, c’è molto da fare.
 
State bene, a rileggersi nel 2008.
 
 
 
°°°
Vegetable G – (maybe) be like god
 
Coconut Records – It’s not you it’s me
 
The Courteneers – Cavorting

20 dicembre 2007 9 commenti

SubliminalPopConcept – BEST BOOKS – 2007
 

“Sotto il vulcano“

Malcolm Lowry

“Una cosa piccola che sta per esplodere”

Paolo Cognetti 

“Senza polvere senza peso”

Mariangela Gulatieri 

“La mano che non mordi”

Ornela Vorpsi 

 

“L’amore e altre forme d’odio”

Luca Ricci

“Scogliera”

Olivier Adam 

“Correndo con le forbici in mano”

Augusten Burroughs 

“Un giorno questo dolore ti sarà utile”

Peter Cameron 

“Bere caffè da un’altra parte”

ZZ Packer 

“Troppi paradisi”

Walter siti 

“Tutto il ferro della torre Eiffel”

Michele Mari 

“Tenersi la mano nel sonno”

Kevin Canty 

“Capriole in salita”

Pino Roveredo 

“Hangover square”

Patrick Hamilton 

“Le perticelle elementari”

Michel Houellebecq 

“Coppie”

John Updike 

“Homo faber”

Max Frisch 

“Futuro dizionario d’America”

AA.VV. 

 

N.B. Nessun ordine particolare e sulle copertine dei libri trovate i links diretti agli estratti pubblicati nel corso del 2007.

20 dicembre 2007 2 commenti

PUNTATA DEL 19.12.07
(Christmas time)
 

Soda Fountain Rag – Jullåten

Sally Shapiro – Anorak Christmas (piano mix)

 

Ron Sexsmith – Maybe this Christmas

Fireflies – X-mas song

 

Au Revoir Simone – Fallen snow

Le Man Avec Les Lunettes – In all the Christmas trees *

 

The Raveonettes – The Christmas song

Remington Super 60 – Here comes Christmas **

 

Rivers Cuomo – Lover in the snow

 

The Killers – Don’t shoot me Santa

Long Winters – Sometimes you have to work on Christmas

 

Saturday Looks Good To me – Hands in the snow

Cocoon – Christmas song

 

Future Clouds and Radar – Christmas day 1923

Lucky Fonz III – Christmas lights in a cave

 

Amelie – Forgotten Christmas gift

Michael Cashmore feat. Anthony – The snow abides

 

* da A polaroid for Christmas
** da un EP natalizio gratuitamente scaricabile qui.

N.B. Mercoledì 26/12 andrà in onda un’altra puntata speciale, una sorta del meglio di quanto uscito in questo 2007, 1 ora di sola musica senza interventi da parte mia.
Mercoledì 02/01/08 anche il sottoscritto si prende una pausa meritata, la trasmissione riprenderà normalmente il 09/01/08.

[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

19 dicembre 2007 4 commenti
X & Y
(Door selection?)
 
Y: Dai fammi fare due risate. Cos’hai detto alla mia ex sabato scorso?
 
X: Ci hanno lasciati lì da soli perché andavano a prendere da bere e non mi ricordo se sono stati loro a dire “ti lasciamo qui da sola con X” oppure è stata lei a dire “mi lasciate qui da sola con X”. Vabbè. Lei allora mi chiede “X, ma perchè tu non mi parli mai?”
 
Y: E tu?
 
X: E io senza pensarci un secondo le ho risposto: “Mah, perché dici un sacco di cazzate!”
 
Y: E lei?
 
X: Strano, si è zittita e non ha più detto niente.
 
Y: Cazzo, sei un animale.
  
X: No, sono solo sincero, è diverso.
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19 dicembre 2007 3 commenti
IN VISIONE

XXY
(Argentina – 2007)

 
di Lucía Puenzo
con Valeria Bertuccelli, Ricardo Darín, Inés Efron, Carolina Pelleritti, Germán Palacios, Martín Piroyansky, Guillermo Angelelli, César Troncoso, Jean Pierre Reguerraz, Ailín Salas, Luciano Nobile, Lucas Escariz
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Bel film che tocca una tematica poco conosciuta e ancora meno espressa in campo artistico. Soprattutto mi ha colpito il sovrapporsi dei silenzi con i rumori di fondo, naturali, nonché l’ambientazione così ampia, aperta, ma nascosta. Chi non vorrebbe svegliarsi in una camera come quella della protagonista?
Siccome per una volta tanto questo film l’ho visto al cinema e per di più non da solo, riporto anche il commento di chi c’era con me: “Mi piace l’aria che si respira nel film, intensa e di pioggia, preludio di uno dei passaggi più intensi della vita di ciascuno. Film delicato e poetico sulla vita.”
 
 
Zodiac
(U.S.A. – 2007)
 
di David Fincher
con Robert Downey Jr., Anthony Edwards, Jake Gyllenhaal, Pell James, Patrick Scott Lewis, Lee Norris, Bijou Phillips, Peter Quartaroli, Mark Ruffalo
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Già il fatto di cronaca realmente accaduto si dipana per decenni, se poi ci si mette pure un ritmo al limite del collasso! Visto in tre riprese e ho detto tutto …
 
 
Hannibal Lecter – Le origini del male
(U.S.A. – 2006)
 
di Peter Webber
con Gaspard Ulliel, Toby Alexander, Veronika Bellová, Matthew Blood-Smyth, Richard Brake, Brian Caspe, Katrine De Candole
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Film da fondo hard-disk e pure un prequel, quindi non proprio due categorie che godono di ottima stima, alla fine però meno peggio di quanto pensassi, anche se comunque evitabilissimo.

18 dicembre 2007 11 commenti

SubliminalPopConcept – BEST MUSIC – 2007
 
THE NATIONAL - BOXER   RADIOHEAD - IN RAINBOWS

OKKERVIL RIVER - THE STAGE NAMES   SHOUT OUT LOUDS - OUR ILL WILLS

ARCADE FIRE - NEON BIBLE   BEIRUT - THE FLYING CUP CLUB

SPOON - GA GA GA GA GA   VOXTROT - VOXTROT

CLOUD CULT - THE MEANING OF 8   LONEY, DEAR - LONEY, NOIR

A TOYS ORCHESTRA - TECHNICOLOR DREAMS   EDWOOD - PUNK MUSIC DURING THE SLEEP

DAVIE LAWSON - KONICHIWA   BASIA BULAT - OH MY DARLING

BOYS NOIZE - OI OI OI   BURIAL - UNTRUE

RA RA RIOT - RA RA RIOT (EP)   THOSE DANCING DAYS - THOSE DANCING DAYS (EP)
 

  

N.B. Come al solito non ci sono posizioni e siccome il 2007 per il sottoscritto è stato decisamente un buon anno, almeno sotto il profilo musicale, di seguito un’altra cinquantina circa di album che andrebbero ascoltati: Au Revoir Simone – The bird of music ; Iron & Wine – The sheperd’s dog ; Apostle Of Hustle – National anthem of nowhere : The Cribs – Mens needs, womens needs, whatever ; Great Lake Swimmers – Ongiara ; The Go Find – Stars on the wall ; Amy Winehouse – Back to black ; Modest Mouse – We were dead before the ship even sank ; Art Of Fighting – Runaways ; Maria Taylor – Lynn teeter flower ; Port Royal – Afraid to dance ; LCD Soundsystem – Sound of silver ; Jamie Barnes – The recalibrated heart ; Maximo Park – Our earthly pleasure ; Good Shoes – Think before you speak ; Arctic Monkeys – Favourite worst nightmare ; Polytechnic – Down ‘til dawn ; Dog Day – Night group ; Animal Collective – Strawberry jam ; Isabel At Sunset – Meet the gang ; Seabear – The ghost that carried us away ; The Broken Family Band – Hello love ; Dente – Non c’è due senza te ; Pinback – Autumn of the seraphs ; Bishop Allen – The broke string ; Annie Hall – Cloud cuckoo land ; Jens Lekman – The night falls over Kortedala ; Let’s Go Sailing – The chaos in order ; Trabant – Music 4 losers ; Rogue Wave – Asleep at the heaven’s gate ; Wu Tang Clan – 8 Diagrams ; PJ Harvey – White chalk ; Band Of Horses – Cease to begin ; Ola Podrida – Ola Podrida ; Say Hi – The wishes and the glitch ; Digitalism – Idealism ; Giardini Di Mirò – Dividing opinions ; Kaos – Karma ; Kech – Good night for a fight ; Keren Ann – Keren Ann ; Josè Gonzales – In our nature ; The Good The Bad & The Queen – The Good The Bad & The Queen ; The Shins – Wincing the night away.

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17 dicembre 2007 Nessun commento

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17 dicembre 2007 1 commento
da “Non parliamo la stessa lingua” di Todd Hasak-Lowy – minimumafx
 
… sono quasi al terzo atto del mio one-man-show intitolato Tutto il gelato del mondo. Il copione non prevede vere e proprie battute, solo un’indicazione di regia: “Mangia a quattro palmeti”. C’è una certa perdita di coscienza nell’abbandonarsi così totalmente al proprio senso del gusto. Sto cogliendo l’attimo. Il mio essere tutto intero lavora all’unisono per introdurre nella mia bocca quanto più gelato possibile, perché immagina, nella maniera in cui riesca a compiere una qualche attività di immaginazione, che, se poco è buono, tanto è ancora più buono, molto, molto più buono.
*
Questa sofferenza e questo disagio autoindotti – insieme alla regolare e continua diffusione della tecnologia per uso personale, al gap sempre più ampio tra i livelli salariali, all’inarrestabile crescita della guerra al terrorismo – sono il filo rosso della storia del nostro paese, qui, nei primi giorni del ventunesimo secolo. In poche parole, siamo una nazione di peso. Pur rappresentando solo il cinque per cento della popolazione mondiale, siamo però probabilmente responsabili del sei-otto per cento della biomassa umana globale. Non ci limitiamo a consumare una quantità sproporzionata delle risorse mondiali. Ma, testardamente e contro la nostra stessa collettività, assimiliamo, integriamo, letteralmente inglobiamo molte di queste risorse nel nostro corpo. La concentrazione pro capite di materia nel corpo nazionale americano non ha precedenti nella storia del pianeta, e domani batteremo il nostro stesso record. Ogni giorno è il giorno più grasso nella storia degli Stati Uniti.
*
Larry cercava il portafogli da quattordici minuti. E’ questo il lasso di tempo trascorso il quale la ricerca di un oggetto come un portafogli (l’altro oggetto assimilabile a un portafogli è un mazzo di chiavi) entra nella Fase tre. La Fase uno consiste in un rapido controllo dei posti dove normalmente potrebbe trovarsi l’oggetto. Sebbene lievemente irritante, l’esperienza della Fase uno implica di rado una preoccupazione cosciente. Si tende a non pensare frasi come “Ho perso le chiavi” o anche “Forse ho perso il portafogli”. Il livello d’ansia sale soltanto leggermente, a meno che non si sia in ritardo, ma non era questo il caso di Larry. Tuttavia, la Fase uno non può ragionevolmente durare oltre novanta secondi. Trascorsi i novanta secondi ha inizio la Fase due. La transizione dalla Fase uno alla Fase due consiste in una breve interruzione delle ricerche, un sospiro o altro atto respiratorio, e una chiara e consapevole ammissione (talvolta semplicemente interiorizzata) che l’”io” ricercante non ha trovato l’oggetto, che le cose si mettono male, dove sarò finito? Il soggetto ricercante, che durante la Fase uno immaginava ancora, seppur passivamente, la storia della sua vita così come si sarebbe svolta immediatamente dopo il ritrovamento dell’oggetto, è costretto a interrompere questo tipo di visualizzazione e a dover accettare che, finché l’oggetto non sarà ritrovato, la storia della sua vita, comunque vada, è sospesa, e potrebbe, se l’oggetto non sarà ritrovato, cambiare del tutto direzione. La Fase due, a differenza della Fase uno, è una fase inequivocabilmente scassapalle. Il livello d’ansia aumenta in maniera notevole. Il soggetto ricercante vede compromessa la propria lucidità mentale, per reazione allo sconvolgimento dell’ordine razionale e normale del mondo, manifestatosi nell’impossibilità di rintracciare l’oggetto nei posti dove di norma viene collocato. In base alle dimensioni dell’abitazione, al numero dei posti dove potrebbe trovarsi in secondo battuta e ai limiti dell’algoritmo pazienza-ansia-fede, la Fase due può durare anche oltre undici minuti. A quel punto di entra nella Fase tre, che è davvero la fase peggiore che ci possa essere.
*
T-Dog era aggressivo, arrogante, provocatore e imprevedibile. Per questo mi spaventava. Ma nel momento che ho descritto no, perché si distrasse e mi fece vedere, per un attimo, che in realtà era solo disperato. Una volta passato quel momento, i suoi occhi ripresero la loro forma normale; non era più possibile credere che fosse ancora disperato, anche se me lo ricordavo.
*
Lei non è una persona cattiva, è solo molto concentrata sulla natura antagonistica del nostro rapporto.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Raccolta altalenante per uno scrittore che ha uno stile narrativo lucido e fluido. Molto belli: “Will Power”, “Come morì il padre di Keith”, “Sul luogo dove sorge il museo dedicato agli ebrei vittime delle persecuzioni naziste” e “La Nazione dei Predatori”. Inutile “Il compito di questo traduttore” e poco incisivo “Il colloquio di lavoro”, mentre per l’ultimo che resta “La fine del portafoglio di Larry”, io sinceramente non ho capito dove l’autore abbia voluto portarmi e quindi per me è un racconto fallito.

14 dicembre 2007 3 commenti

Le Torte Fatte In Casa e il regalo di natale.
 
SABATO 15 DICEMBRE
22.00 — 03.00
 
@ Cascina Cappuccina
Via Verdi – Melegnano (MI)

Dj set Indie-Rock/Electro
&
Visuals

Ingresso gratuito e aperto a chiunque

I nostri esperti di “desAgn” hanno già studiato gli addobbi e le luminarie a tema.

Nuovi visuals e soprattutto nuovo “gadget” in regalo.

UpDate 15/12/07 9.30 – se il primo "gadget" lo vedete fuori: sta nevicando !!! immaginate gli altri…

Fate girare la voce, grazie!

Come l’altra volta, all’ingresso troverete un individuo di nero vestito che fin dallo sguardo dimostrerà la fatica che fanno i suoi due neuroni a incontrarsi in quello spazio siderale, basta dire il nome del blog/myspace/fotolog dal quale avete appreso la notizia di questa festa, o il nome vero di uno degli organizzatori, se li conoscete, e avrete libero accesso.

Info: letortefatteincasa(AT)gmail.com
 

X & Y
(Special Christmas Party edition)

X: Farà freddo?

Y: La legna di certo non mancherà!

 
°°°°°°
Io intanto mercoledì scorso mi sono foderato le orecchie per bene.

Justice + Surkin + The Bloody Beetroots @ Magazzini "di merda" Generali (MI)
photo by
Died Last Night

13 dicembre 2007 Nessun commento
Gli individui sperano invano nell’immortalità, o in qualcosa che li garantisca dall’oblio e li preservi sotto la Luna.
  
Sir Thomas Browne

13 dicembre 2007 1 commento
PUNTATA DEL 12.12.07

Vegetable G – (May) be like god (Genealogy)

The Calorifer Is Very Hot! – Slow motion dream (Marzipan in Zurich)
 
The Grey Race – On the chin (Give it love)
Green Pitch – Reverse (Ace of hearts)
 
A Smile and A Ribbon – A nice walk in the park (The boy I wish I never met)
The Bank Holydays – Tread easy (As a film)
 
The Tacticians – London’s alright (The Tacticians)
The Courteneers – Cavorting
 
Dogs – Soldier on (Tall stories from under the table)
The Dykeenies – New ideas (Nothing means everything)
 
Cut Off Your Hands – Still fond (Blue on blue)
Black Kids – Hit the heartbrakes (Wizard of ahhhs)
 
Bc Camplight – The hip and the homeless (Blink of a nihilist)
Kevin Drew – F**ked up kid (Spirit if…)
 
Tim Keegan – Where the flowers grow (Foreign domestic)
Dawn Landes – I’m in love with the night (Fireproof)
 
N.B. La prossima puntata sarà quella speciale di Natale, anche se il sottoscritto non ama particolarmente questo periodo, siete quindi tutti invitati a scrivermi una mail (la trovate in alto a sinistra) indicandomi il vostro desiderio/regalo da chiedere a Babbo Natale. Le migliori verranno lette mercoledì prossimo.

[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]

“Una cosa piccola che sta per esplodere” di Paolo Cognetti

12 dicembre 2007 4 commenti
Una cosa piccola che sta per esplodere
di Paolo Cognetti
– minimumfax - 
(seconda e ultima parte)
 
Nel gioco delle parti il compito di lui è guidare, andare in avanscoperta nei posti nuovi, ignorare gli ostacoli o fare finta di sapere come superarli. Il compito di lei è tenere i soldi, aspettare nei parcheggi, esercitare il suo diritto di dubbio e critica. Sono entrambi giovani e stanno insieme fin da ragazzi, e questi sono i ruoli che hanno imparato a recitare: tecniche di sopravvivenza con cui provano a salvarsi dallo spaesamento della maturità, dalla ferocia del matrimonio, dai contrattempi che, nella loro vita a due, sembrano sempre infilarsi tra un progetto e la sua realizzazione.
*
Quando pensa al sesso, Mina pensa a un lavoro a domicilio: come l’idraulico, l’imbianchino, o la donna delle pulizie. Uno di questi mestieri che ti costringono a entrare nelle case degli sconosciuti. E tu giri per le stanze e ti fai un’idea della persona che ci abita dalla luminosità e dallo spazio, dalla scelta dei mobili, dal colore delle pareti, dal materiale usato per i pavimenti; e poi da certe manie come l’impilamento, la simmetria, il parallelismo tra linee dritte; e poi dal vizio di conservare i tappi di sughero e i pezzi di spago, accumulare i giornali, riempirsi di cose inutili che qualcun altro ha buttato via; e poi dall’abitudine di chiudere il coperchio del water, stendere il bucato sul calorifero, fare una spesa piccola tutti i giorni o una spesa grande il sabato pomeriggio, asciugare i piatti o farli sgocciolare o lasciarli sporchi per la mattina dopo; e poi dai libri e dai dischi, dalle foto di famiglia, dai simboli religiosi, da quel misto di odore di cibo, odore di sonno, odore di deodorante, l’odore che ci portiamo addosso tutta la vita. Ma la prima impressione va messa via in fretta, perché devi lavorare. E tu sospendi il giudizio e cominci a riordinare e pulire, eliminando lo sporco come puoi. Ti prendi cura di questa casa con il tuo tempo e la fatica delle tue mani, perché il posto da cui devi uscire sia migliore di quello in cui sei entrato. Ma alla fine ne esci, sempre. Ed è una cosa che sapevi già ancora prima di cominciare.
*
Un padre è peggio di un nemico, pensa. Non puoi combatterlo ad armi pari. Non puoi scappare e nemmeno ignorarlo, perché ti segue dovunque vai. E alla fine, anche quando sarà stanco e ferito, tu mancherà sempre il coraggio di dargli il colpo di grazia.
*
Diego trascina vicino all’acqua un pezzo di lamiera. Tira fuori dallo zaino una valigetta di pelle, la appoggia sulla lamiera, la apre per studiare i pezzi del suo regalo ci compleanno. Non ha mai maneggiato niente del genere, ma è sempre stato bravo a capire la lingua degli oggetti. Si tratta di fare le domande giuste, ascoltare mentre ti spiegano a cosa servono e come vanno incastrati, esaudire le loro richieste. E’ un istinto particolare, come l’orecchio per la musica, ed è il talento del meccanico: ma questo Diego non lo ammetterebbe mai. Così, come se non avesse fatto altro nella vita, prende il mulinello e lo monta sull’impugnatura della canna. Sceglie un rocchetto di lenza sottile, la infila negli anelli, la aggancia e riavvolge il mulinello. Allunga la canna in tutta la sua estensione, forma un’asola al capo della lenza e fissa l’amo, i piombini e il galleggiante, lasciando un paio di metri tra amo e galleggiante per pescare sul fondo. Fa le cose giuste nell’ordine giusto, eppure, mentre le fa, quello a cui sta pensando non riguarda la pesca. Diego sta pensando a suo padre. Alle mani di suo padre. Alle mani di suo padre mentre compiono gli stessi gesti. Sta pensando che le mani degli uomini, almeno quelle di una qualche utilità, si dividono in due categorie: le mani forti e le mani abili. Le mani degli operai, indurite dal lavoro, dure per via delle cose che stringono, e le mani degli artigiani, mani sensibili adatte a oggetti delicati. Sta pensando che quelle di suo padre non appartengono a nessuna delle due: se le ricorda callose, grandi come può vederle un bambino, fresche sulla sua fronte nei giorni di febbre, dure come nude ossa nelle sberle e nei pugni, in grado di aprire tutti i barattoli. Mani capaci di forza bruta e tocchi miracolosi, strumenti magici che nascondono il trucco come le mani dei prestigiatori.
*
Anche la sofferenza ti lega a un posto, perché dove hai provato dolore non puoi accettare di essere dimenticata…
. 

12 dicembre 2007 6 commenti
“Niente consola, perché niente sostituisce”
Marie Lenéru
 
Non succede spesso, anzi raramente, ma capitano nottate dove non c’è niente di apparentemente particolare, nessun progetto, ben poco di diverso rispetto alla solita routine, che invece, quasi vivendo di vita propria, continuano a stratificarsi su se stesse, sommando facce, situazioni, voci, sensazioni, luoghi.
Sembrano infinite, piacevoli al di fuori del tempo, della stanchezza, della non-voglia, rapide però nel confondersi con la mattina, il giorno seguente, quando in una città quasi all’alba di una nuova nascita, le edicole sono già aperte e i primi cani al guinzaglio in giro.
Appunto, forse troppo rapide.
Forse però è proprio questa la loro bellezza.
Forse sarebbe solamente il momento di schiacciare il tasto stop e lasciare che il silenzio invada tutto, anche quello che non vuole tacere.
 
  
feat. Corrina Repp – Alaska In Winter – Melodium – Port Royal – Swod – Talkdemonic – Kim Hiorthoy – Burial – Eluvium

11 dicembre 2007 7 commenti

NEXT YEAR – PRIME ASPETTATIVE

Dopo notizie che ne minacciavano lo scioglimento e altrettante, sempre smentite, di un nuovo album in arrivo, finalmente il 2008 (31 marzo la probabile data d’uscita) sarà definitivamente l’anno dell’attesissimo, almeno per il sottoscritto, ritorno dei Portishead a 10 anni di distanza dal loro secondo e omonimo disco.
Hanno suonato  il weekend scorso al All Tomorrows Parties, festival da loro stessi curato, e il 15 dicembre invece saranno sul palco della Bristol Academy.
Qui, qui, qui e qui, qualche video dell’esibizione di settimana scorsa, mentre qui, qui e qui, tre nuove probabili tracce sempre da quella serata.
(links audio via
EmmeBi)

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11 dicembre 2007 18 commenti

SubliminalPopConcept – BEST FILM – 2007*
 

* Specifico che con 2007 si intende il mio personale anno di visione e che non ci sono posizioni, ma solo ordine casuale.
 
N.B. Settimana prossima i migliori album e libri del 2007.

10 dicembre 2007 Nessun commento
Quando si ha un’anima, come si fa a non avere animosità?
 
Francois Mauriac

10 dicembre 2007 2 commenti
da “Quaderni 1957-1972” di E.M. Cioran – Adelphi
 
E’ a quel pomeriggio che risale la mia nascita in quanto essere cosciente. Che cos’ero prima? Un essere e basta.
*
La vendetta è una liberazione. Non vendicarsi vuol dire avvelenarsi.
E’ impuro chiunque non abbia la forza di vendicarsi o di vincere il desiderio di farlo.
*
La vivacità che oltrepassa certi limiti degenera in volgarità.
La volgarità è la vivacità priva di finezza, non di intelligenza.
Uno stupido non è volgare, è semplicemente stupido. La volgarità richiede un certo livello, e anche certe pretese.
Il più delle volte si cade nella volgarità quando si vuole essere più di ciò che si è. L’imitazione palese rasenta la volgarità.
*
… la malattia fa perdere il contatto con la moltitudine. Va all’essenza, all’Uno.
*
Vorrei essere buono, comunque migliore di quel che sono. Potrei riuscirvi solo rinunciando a esprimere giudizi sulle persone. Ma è impossibile, giacché sono un impulsivo, ossia mi sento visceralmente incline a giudicare, e quindi a detestare i miei simili, quasi tutti odiosi, questo bisogna riconoscerlo. Penso da sempre che l’uomo non sia ben riuscito, che Dio o la Natura non potessero farlo diverso, che per una sorta di fatalità dovesse essere quello che è.
*
Se potessimo vederci mentre agiamo, particelle di materia che si agitano nell’illimitato, ci fermeremmo subito. L’orizzonte limitato è condizione dell’agire, e anche dell’avventura. Non riusciremmo a muoverci se ci vedessimo, e meno ancora se ci vedessimo nell’”infinito”.
*
E’ l’una del mattino. Questo meraviglioso silenzio giustificherebbe da solo l’adesione a una qualsiasi forma di speranza.
*
Per me, la contentezza, direi quasi la felicità, sta nel passeggiare e guardare senza dare espressione intellettuale alle mie impressioni, senza formulare niente.
*
Si scrive con passione, con verità, solo quando si è alle strette. La mente lavora sotto pressione. In condizioni normali è improduttiva, si annoia, annoia.
*
Cercare di dire con le parole ciò che le parole non possono dire.
*
Se dovessi scegliere tra l’ascesi e la dissolutezza, propenderei per quest’ultima.
D’altronde la dissolutezza è anch’essa una lotta contro la “carne”; ne abusa, la estenua e la svilisce. Giunge così allo stesso risultato dell’ascesi, con metodi diametralmente opposti.
*
15 agosto – Nessuno più di me è convinto della futilità di tutto, così come nessuno prenderà sul tragico una tale quantità di cose futili.
*
Non conosco niente di peggio di una lunga conversazione con qualcuno che dà l’impressione di non avere un’anima, più precisamente di essere materia non animata.
Dico: di non avere un’anima, non di essere senz’anima, visto che quest’ultima espressione riguarda l’assenza di bontà. Si tratta di un’altra cosa, si tratta di avere dentro di sé un fuoco o per lo meno ceneri non ancora fredde.
*
Il passaggio del tempo, il tempo in sé, ridotto al suo scorrere essenziale, senza la discontinuità degli istanti, lo si percepisce, lo si accusa e lo si vive nelle notti in bianco. Tutto scompare. Il silenzio diventa immenso. Si ascolta, non si sente niente, non si vede niente. I sensi non sono più rivolti all’esterno. Perché non c’è più un fuori. Ciò che sopravvive a un tale inabissamento universale è quel passare del tempo attraverso di noi, e che è noi, e che cesserà solo con il sonno o con la luce del giorno.
*
“Assoluto” – parola di cui bisogna servirsi solo quando non si può fare altrimenti, in casi veramente disperati.
*
La prova che qualcuno è stato importante per voi è che vi sentite diminuiti quando muore. Si subisce una perdita di realtà – di colpo si esiste di meno.
*
Per tutta la vita ho pensato alla morte, e ora che mi ci avvicino constato che non mi è servito a niente averci pensato tanto, e che sarebbe stato assai più proficuo non curarsene affatto. Il pensiero della morte non aiuta a morire.

9 dicembre 2007 Nessun commento

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7 dicembre 2007 Nessun commento
da “Fìdeg” di Paolo Colagrande – Alet
 
Fìdeg, dice Neride Bisi, se è bastarda la memoria. Le cose si ricordano solo se fanno molto male o molto ridere, oppure quando sono legate insieme così strette che ne chiami una e te ne vien dietro una fila.
*
Che poi, tra parentesi, questa storia di salvare o documenti mi fa venire una rabbia che a volte darei al testa contro il muro. Salvare, intanto, è una parola che mette ansia perché evoca il mare grosso con onde anomale e io a essere sinceri nel mare grosso con onde anomale so nuotare come una sorpassa.
Sorpassa, per chi non ha confidenza con la lingua emiliana nordoccidentale, vuol dire ferro da stiro: non chiedetemi la radice o il percorso etimologico che su due piedi non lo so.
Insomma quando dentro un discorso informatico sento un po’ di volte a fila la parola salvare salvataggio mi vengono dei brutti capogiri, con la nausea classica del mal di mare che a volte devo prendere delle gran boccate d’aria, o nei casi più seri correre in bagno.
Il verbo recuperare poi, sempre in cifra linguistica tecnico-informatica, mi dà un profondo senso di pessimismo. Perché recuperare è ancora peggio che salvare: recuperare: recuperare si recupera la salma, che il salvataggio non è riuscito in tempo. E infatti non so se avete mai fatto caso ai documenti recuperati, ma fanno un’impressione: il formato pagine e l’interlinea devastati, il carattere ridotto a corpo nove è diventato tetro e malevolo, tipo bell gothic, impact o chiller, poi dei simboli strani, come ferite mortali che il documento recuperato sembra un corpo senza vita dilaniato dalle onde e dagli scogli in un mare impetuoso. Scusate l’immagine protoromantica, ma se penso ai salvataggi e ai recuperi è normale che mi prende l’ansia.
*
A cosa pensi, mi dice Nello Benazzi. Niente, pensavo a cosa vuol dire per un libro finire al macero, così abbandonato al suo macabro destino, lontano dall’autore, nello spazio infinitamente vuoto e incolore che corre tra una condanna a morte e la sua esecuzione.
*
Tra le disgrazie dell’umanità – diceva Neride Bisi – c’è che quando uno sente il bisogno irrefrenabile di dire una cosa intelligente, novantanove su cento poi la dice.
Da questa debolezza dipende la crisi del mondo moderno, diceva sempre Neride Bisi che per questo motivo aveva deciso di parlare solo quando era al bar o dal barbiere, che sono delle specie di aree protette, oasi ecologiche dove il parlare è indifferentemente un fatto d’istinto o di divertimento o di abitudine, come fumate o giocare a carte o bere dei bianchi; tutte cose che lui faceva sempre volentieri, specialmente l’ultima.
 
Postilla squisitamente PERSONALE
Un libro dove spesso si sorride, un libro pieno di divagazioni e scene al limite del surreale se non sapessimo benissimo quanto siano umanamente ripetibili al giorno d’oggi. Un libro che sarà certamente gustato di più da chi ha la passione o lavora in letteratura. Ma è anche un libro che finisce presto e non lascia grandi tracce del suo passaggio.

6 dicembre 2007 Nessun commento

PUNTATA DEL 05.12.07
 

København Store feat. Alessandro Raina – We Came Down From the North (42 Records)
Small Sails – Corners (Similar anniversaries)
 
Boat – Gold veins, this one hotel (Let’s drag out feet)
Bearsuit – Steven fxxxing Spielberg (Oh:io)
 
The Loungs – All your love (We are the champs)
Georgie James – Comfortable headphones (Places)
 
The Hoosiers – Worst case scenario (The trick to life)
 
Kenna – Out of control state of emotion (Make sure they see my face)
Kill The Lights – Orestes (Buffalo of love)
 
Autokat – Dish out (Late night shopping)
Interpol – No I threesome (Our love to admire)
 
The Good Life – Keely Aimee (Help wanted nights)
His Name Is Alive – How dark is your dark side (His Name Is Alive)
 
Meg Baird – All I ever wanted (Dear companion)
Cocoon – Seesaw (My friends all died in a plane crash)
 
[On-Air ogni mercoledì (in replica la domenica a mezzanotte) dalle 22 alle 23, sulla freuqenza 89.4 di Ciao Como Radio e in streaming qui o qui]