DA OGGI
Se volete linkare il mio blog, da oggi potete usare il bottoncino che trovate qua sotto:

Per sapere come fare, andate nella colonna di sinistra, alla sezione GRAZIE.
Si ringrazia Don Jago per la realizzazione.
DA OGGI
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The dust of ages
Settles on your days
And so you shake your coat off
And get on your way
Bloodshot and trembling
A new day has begun
The dust of ages
Settles on your days
And you blow it all away
And get on your way
The dust of ages
Settles on your days
But i’m not fuckin’ around anymore
I’m on my way
QUESTA SERA MI TROVATE QUI…
Ore 21,00 Piazza Cavour (CO) – Caffè Letterario
Incontro con l’autore: Reading
Giordano Meacci, Ivano Bariani, Christian Raimo, Marco Cassini
"Confini generazionali – il giovane scrittore non esiste"
Introduce e dialoga Alessandro Bertante
IN VISIONE:
Italian Sud Estdi Fluid Video Crew
con Antonio Aluisi, Caterina Tortosa, Matteo Fraterno, Gianni Monteduro, Alberto Signore, Lea Barletti, Fabbrizio Pugliese, Fabbrizio Saccomanno, Biagino Bleve, Vincent Brunetti, Mario Fracasso, Med Ippolito Chiarello
Christiana F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlinodi Uli Edel
con Natja Brunckhorst, Thomas Haustein, Jens Kuphal, Christiane Reichelt, Daniela Jaeger, Jan Georg Effler
Trama:
Berlino anni ’70. Basato su una storia vera il film racconta la degradazione di una quattordicenne che entra nel tunnel della droga.
Appuntamento a Bellevilledi Sylvain Chomet
Trama:
Il piccolo Champion vive con la nonna, Madame Souza. La sua è un’infanzia solitaria, niente sembra interessarlo o renderlo felice, finché un giorno non riceve in dono una bicicletta… La passione sportiva lo condurrà attraverso inimmaginabili avventure, rapimenti e viaggi in terre lontane. E Madame Souza, aiutata da un trio di vecchie jazziste, Les Triplettes de Belleville, e dal fedele cane Bruno dovrà correre in suo aiuto.
Postilla:
Tokyo Godfathersdi Satoshi Kon
Intactodi Juan Carlos Fresnadillo
con Leonardo Sbaraglia, Max von Sydow, Eusebio Poncela, Mónica López
da “Musica rock da Vittula” di Mikael Niemi – IperboreaIeri pomeriggio, mentre ero al pc a scrivere, all’improvviso mi è venuto l’impulso di alzarmi. Ho iniziato a saltare per tutta la casa, menando le braccia casualmente per aria e ridendo come un deficiente. Quando, nel bel mezzo di una giravolta, la mia vista prima è stata una parte della mia libreria e un’abatjour rossa e subito dopo le finestre degli uffici del palazzo di fronte al mio (ormai aperti e brulicanti di gente dopo le ferie estive), mi blocco. Mi risiedo davanti al pc e rinizio a scrivere.
Primi sintomi di pazzia? o devo solamente cambiare pusher?
Avevo preparato un post per oggi, ma devo aver dimenticato a casa il cd con il file word…
fosse solo quello…
mi sa che devo ancora riprendere un ritmo più normale e soprattutto sano ?!?!
BLOG RIAPERTO
Stanotte ho sognato (dev’essere stato molto lungo visto che me lo ricordo) di andare in giro per una città, indifferente se la mia o meno, con un paio di panatloni dalle gambe lunghissime. Continuavo a inciampare, allora guardavo in basso e vedevo solo questa stoffa tutta stropicciata, nessun tipo di scarpe e quasi la sensazione di non avere dei piedi. Ho provato a tirarli sù in vita, fare i risvolti, reggerli con le mani, ma niente, continuavo a sentirmi lento, pesante, goffo.
Mah ??

Dalle 18.30 di oggi il blog andrà in vacanza.
“Beato lui”, pensa il curatore dello stesso, perchè molto probabilmente rimarrà in città.
Ma non si dispera, non è detta l’ultima parola e se questa verrà detta sarà sempre lui a dirla o volerla dire.
Potreste, non si sa mai, trovarlo:
da “Cargo” di Matteo Galiazzo – EinaudiBlinking lights on the highway cars
Stopping one by one
Get a look at the accident
Didn’t see that one coming
And the doctor in the sky
Gonna bring his chopper down
Gonna bring me out alive
And set me on the ground
Once more again
Blinking lights on the airplane wings
Up above the trees
X & Y
SEGNALO:
Qui, su Nazione Indiana, trovate alcune prime poesie di Boris Vian tradotte da Andrea Inglese.
da “Cargo” di Matteo Galiazzo – Einaudi
Afterhours – Pelle
(Siam Tre Piccoli Porcellin)
è facile sai
averti
se chiudo i miei begli
occhietti spenti
e cerco su di me
la tua pelle che non c’è
poi ti entro, in fondo
dentro, lo sai
soltanto per capire chi sei
forse sei un congegno che
si spegne da se
e puoi maledire
la tua bocca
se sbagliando mi chiama
quando lui ti tocca
cercherò su di me
la tua pelle che non c’è
ti entravo, in fondo
dentro, lo sai
soltanto per capire chi sei
forse sei un congegno che
si spegne da se
The assassination of Richard Nixon
Una lunga domenica di passioni
Il mercante di Venezia