Ci sono giornate in cui, così, aspetti… domani?
Archivio
da “16 vitamine” di Ivano Bariani – minimumfaxda “Ho un debole per i cowboy” di Pam Houston – La Tartaruga edizioni
(seconda e ultima parte)
Una relazione, hai deciso, non è qualcosa di cui hai bisogno come di una droga, ma un viaggio, una circostanza, una scelta che si può fare in un giorno particolare.
*
Eravamo entrambe coinvolte con uomini non disponibili: uno per colpa della droga, l’altro per via dell’alcol, tutti e due per natura.
*
Non riesco a immaginarmi quelle donne che scoprono di essere incinte e non fanno altro che scivolare nella maternità come se avessero passato l’intera vita a aspettarla. La loro voce comincia a cambiare e si mettono a sferruzzare come se ci fossero nate. Come succede? Perchè a me non è successo?
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Ti avrà attirata a casa sua strappandoti alla sapiente indipendenza che ti eri coltivata per mesi…
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Ci raccontò dei suoi allievi; come, alla fine del suo corso, venisse loro richiesto di passare tre giorni da soli; come a ciascuno di loro consegnasse un coniglio vivo da portarsi dietro in modo di assicurarsi almeno un buon pasto. Sperava che ne avrebbero fatto seccare un po’ al sole. Sperava che si sarebbero ricuciti meglio una mano con il filo ricavato dai tendini delle zampe del coniglio.
“Ma non funziona mai,” disse,“perchè la compagnia è una cosa molto speciale.”
Tutti quanti aspettammo che stesse per fare una battuta sporca e aspettammo che prendesse una lunga sorsata dalla bottiglia.
“Qualche volta il secondo giorno vado a controllarli,” disse. “Non ce n’è uno che non abbia costruito una casa di sassi per il coniglio, certi usando una cassetta delle lettere. Non ce n’è uno che non abbia dato un nome all’animale e inciso le sue iniziali su un pezzo di corteccia che ha poi appeso alla porticina.”
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E, per qualche strano verso, ero sempre colpita dall’ambivalenza dei suoi atti di violenza; atti aggressivi e protettivi insieme, come se la sua intenzione fosse non di ferirmi, ma semplicemente di contenermi, non di spezzarmi ma semplicemente di bloccarmi.
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Ecco cosa hai imparato all’università: l’uomo desidera la soddisfazione del suo desiderio; la donna desidera la condizione del desiderare.
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Evidentemente essere depressi non era come quando ti va storta una giornata e neppure come quando di brutte giornate te ne capitano una serie: la depressione clinica somigliava piuttosto alla casa degli specchi, a una stanza tappezzata di vetri che ti rimandano solo la tua immagine.
La provincia doveva essere un po’ tutta così, fosse America, Russia o la nostra città. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali.
Luciano Bianciardi – Il lavoro culturale
“… io do gli occhi al cielo
come chi ha perso le mani tra le pietre…”
J.Rodolfo Wilcock
Eels – Railroad Man
(Blinking lights and other revelations)
Feel like an old railroad man
Ridin’ out on the bluemont line
Hummin’ along old dominion blues
Not much to see and not much left to lose
And i know i can walk along the tracks
It may take a little longer but i’ll know
How to find my way back
I feel like an old railroad man
Who’s really tried the best that he can
To make his life add up to something good
But this engine no longer burns on wood
And i guess i may never understand
The times that i live in
Are not made for a railroad man
I feel like an old railroad man
Getting on board at the end of an age
The station’s empty and the whistle blows
Things are faster now
And this train is just too slow
And i know i can walk along the tracks
It may take a little longer but i’ll know
How to find my way back
da “Ho un debole per i cowboy” di Pam Houston – La Tartaruga edizioni
(prima parte)
C’era tanta quiete che riuscivo a immaginare una pace senza noia.
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Insieme seminiamo l’orto, anche se è decisamente prematuro. Lo facciamo non perchè non ci intendiamo di stagioni, ma perchè il nostro bisogno di un simbolo supera di gran lunga la preoccupazione per le piante.
*
Ecco che cosa hai imparato all’università: in ogni premessa è contenuta la possibilità del suo contrario.
*
Forse era il tipo d’uomo che prima aveva bisogno di vedere la morte in faccia, forse avrebbe acceso un fuoco per asciugarci e poi mi avrebbe fatto la sua proposta e io avrei detto di sì perchè, quando si sono raggiunti i trent’anni, la libertà si è ripiegata su se stessa e ha finito per significare qualcosa di totalmente diverso da quel che significa a ventun anni.
*
… ma credo che uno dei più grossi tiri della vita sia di darci precisamente quello che vogliamo due settimane dopo che abbiamo smesso di volerlo…
*
Lui dice questo: sei una donna complicata. Persino quando dici che non vuoi nulla, vuoi qualcosa di più.
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Ricorda che la necessità è madre dell’invenzione.
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Digli che le cose non sono così semplici, digli che la parola libertà non è che un sinonimo di niente da perdere.
*
“Non sono proprietà tua,” disse e in quell’’istante era come se sentissi l’eco della sua voce che stava dicendo le stelle parole a Karen, a Stephanie e a tutte le altre che c’erano state prima, a tutte le donne con cui era stato da quando aveva venti, sedici o dodici anni. E pensai a Karen, a quanto Stephanie ci assomigliasse, e immaginai cinque o sei di noi in fila e sorridenti come un ritratto di famiglia ascoltare il suo ritornello vecchio di quarant’anni, la risposta più semplice nella sua vita così ben delineata. E, al di là di noi, pensai a tutte le altre donne che avevano sentito uscire quelle stesse parole dalla bocca di altri uomini: donne dalle facce cesellate come sculture, dagli abiti firmati, con ottimi titoli scolastici. Donne che potevano avere tutti gli uomini che volevano. Donne che con pena assoluta, una volta sentite quelle parole, si rendevano conto di quale abisso avrebbero dovuto scavalcare per stare con quell’uomo. Donne che cominciavano a piangere, a tirare schiaffi, che se ne andavano.
*
Quando parla della sua vita sembra che sia vuota di presenze e avvenimenti, soltanto un mucchio di energia in movimento, che gira e cambia di mano. Dà veramente le vertigini; il sesso diventa religione e la religione arte.
*
“Il problema,” dice lui, “di vivere da soli è che si deve andare così lontani per raggiungere il posto dove si possa fare il proprio lavoro e quando si è finito non c’è nessuno a dirti se sei tornato indietro o no”.
*
Classifica tutte queste conversazioni alla voce futuro anteriore, ma non aspettarti che il presente le raggiunga.
*
Non riesco a ricordare come sia cominciato il litigio o su cosa ci fossimo trovati in disaccordo. Mi ricordo soltanto il momento in cui, come succedeva sempre, eravamo usciti da noi stessi per entrare nei ruoli dai quali ci scontravamo.
*
Gli dissi che le parole erano tutto quello che avevamo, una cosa che mi aveva detto Charlie e a cui avevo creduto, perchè mi lasciava cadere in un vuoto nel quale non avevo il dovere di dare una giustificazione alla mia esistenza.
Postilla squisitamente PERSONALE:
quello che più mi ha colpito leggendo questo libro è stata l’estraneità con la quale ho affrontato l’ambientazione di vari racconti. Un’estraneità affrontata con piacere grazie a uno stile secco e pulito che contraddistingue la scrittura della Houston. Tra i migliori episodi della raccolta: Come parlare a un cacciatore, Acqua alta, Qualche volta parli dell’Idaho e Nella mia prossima vita. Premio speciale della giuria per una delle copertine più brutte mai viste.
Rilo Kiley – My Slumbering Heart
(The execution of all things)
In my dreams
I see myself hitting a baseball
In a green field somewhere near a freeway
I’m all tan and smiling and running from 3rd base
And it’s hot and
The kids keep on playing the driving game
And they’re singing the same goddamn refrain
And the sky is a blueish grey.
And its become just like a chemical stress
Tracing the lines in my face for
Something more beautiful than is there
I’ve barely been gone.
In my dreams
I see you at the foot of some mountains.
And we’re taking some pictures or something
And we’d better hurry up
And it’s late and
The sun keeps on shooting through pine trees
And the grass stains are wet on your new jeans
And we’d better hurry up
And I’ve become just like a terrible mess
searching the lines in my face for
something more beautiful than is there
the crowds keep me coming back. Cheering.
In my dreams
I see you asleep on a twin bed
The covers pulled up over your head
Am I asleep or awake?
And it’s morning
And the captain is playing the radio
And hes just put the paint on his new boat
Am I asleep or awake?
And it just feels good when you’re waking up
And it just feels good when you’re next to me
And it just feels good when you’re coming home
And it just feels good when you’re waking up
And I’ve become just like a chemical stress
Tracing the lines of my face for
Something more beautiful than is there
I’ve barely been gone
and I’m not a failure
I swear
I wish you could see it from over there
I’ve got a lot over here without you
I’ve barely been gone
gone
dreaming
Lo schermo leggermente ballerino e i tasti che rimangono muti, inanimati. Perso dietro il filo immaginario di una logica dei particolari. Le domande srotolano le loro bocche affamate su tappeti rossi, privilegiati.
da “Vite minime” di Daniele Boccardi – Stampa Alternativa“Portar via solo ricordi.
Lasciare nient’altro che orme.”
Chief Seattle
da “Vite minime” di Daniele Boccardi – Stampa Alternativa
(prima parte)
Mero Amore
La ragazza del lava-stira
col ragazzo del forno,
sotto casa di lei,
ascoltano in macchina
‘tutto il calcio minuto per minuto’.
Proprio Ora
Mentre sto sognando
mentre lo sto dando
mentre lo sto aprendo
mentre stavo entrando
mentre stavo uscendo
che stavo partendo
che mi stavi accanto
che ti raccontavo
che già lo sapevo
che quasi finiva
che stavo per dirti
che devo provare
che volevo stare
che non posso andare
che ti voglio amare?
Piccolo Valzer
Dio si approfitta di un cieco
e lo veste a colori stonati.
Ma il cieco sa il gioco di Dio,
non conosce i colori
e lo lascia giocare.
E tu, non pienz a me
Non solo rimandare.
Aspetto idee più chiare
se un sonno le può dare.
Magari domattina
magari ce la faccio
magari mi decido
su quello che si può
e quel che devo fare,
se ancora voglio stare
qui per ricostruire,
oppure se ho finito
finito di volere
e allora devo andare
per quanto mi dispiaccia
per quanto sia vigliacco
per quanto ancora m’ami
e nascere vorrei.
Una Domanda
Dove deve arrivare
l’anima mia che nasce
e nasce e nasce e nasce
ed ogni volta è un pianto
e non t’aspetteresti
e non puoi aspettarti
che ce ne sarà un altro
finché non ci sarà.
Autogolgota
E la sua
anima?
Qualcuno
l’ha vista
salire?
qualcuno è
sicuro che
è scesa?
oppure è rimasta
dov’era, di
sopra, di sotto,
mai sua?
Dio ficcatelo
in culo, questo
calice amaro!
vengo, vengo!
hai furia?
Intertempo
Oggi un giorno è passato così,
a premiare il protrarsi di ieri,
che per niente da fare parlai
fino ad oggi inoltrato.
Oggi un giorno è passato dormendo
stamattina e stasera:
un pensiero levato.
… è anche per questo che amo Greta: quando è felice, è felice: ed è una prerogativa delle persone che amo. Io, che non riesco mai a godermi veramente tutto il presente che mi capita, finché non l’ho ripensato.
Giordano Meacci – Salùn
Eels – In The Yard, Behind The Church
(Blinking lights and other revelations)
In the yard, behind the church where
Butterflies and blackbirds search for
A safe place to rest the night away
We will go down to the brook and
Sit upon the overlook then
Forget about the troubles of the day
We will walk among the graves of
Men long dead with presidents’ names and
Listen to the water flow softly by
I will kiss you on the lips now
And as the sky grows dark we’ll strip down
And let the water wash away all lies
In the yard, behind the church where
Butterflies and blackbirds perch on
Gray stones as the garden’s growing dim
We will lay down on the ground and
Put our cheeks against the dirt down
Where it no longer matters
Where you’ve been
IN VISIONE NEL WEEKEND:
Hotel Rwanda
Canada, Regno Unito, Italia, Sud Africa – 2004
di Terry George
con Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte, Joaquin Phoenix, David O’Hara
Trama:
La vera storia di Paul Rusesabagina, gestore di un albergo in Rwanda, e dei rifuggiati che ha accolto, durante la guerra di dieci anni fa.
Postilla squisitamente PERSONALE:
uno schiaffo in faccia difficilmente digeribile. Più volte la bocca rimane spalancata e le parole che non riescono ad uscire si ghiacciano come l’indifferenza descritta.
The Woodsman – Il segreto
U.S.A. – 2004
di Nicole Kassell
con Kevin Bacon, Kyra Sedgwick, Mos Def, Benjamin Bratt, Eve
Trama:
Walter fa ritorno nella sua città natale, dopo essere stato dodici anni in prigione per pedofilia, per iniziare una nuova vita.
Postilla squisitamente PERSONALE:
un film guardabile ma niente di più.
Eels – Suicide Life
(Blinking lights and other revelations)
You think you’ll get under ol’ monsieur’s lid
And try to imagine all the things that he did
You don’t know where i’m gonna go
You don’t know where i’ll go
I’ll go none too bravely
Into the night
I’m so tired of living
The suicide life
That ain’t no reason to live
Wake up in the night and think of all the years
Falling from the ceiling and covering your ears
You don’t know how you’re gonna get out
You don’t know how you’ll get out
I’ll go none too bravely
Into the night
I’m so tired of living
The suicide life
That ain’t no reason to live
Call up your best friend
And tell him a lie
You’ve got to be kidding
I’m not really high
I dont know where i’m gonna go
I don’t know where i’ll go
I’ll go none too bravely
Into the night
I’m so tired of living
The suicide life
That ain’t no reason to live
