da “Poesie” di Lawrence Ferlinghetti – Mondadori
Entrò sgorgando dalla notte
Si fermò sulla soglia tremante
come una foglia soffocata
contro una finestra
E volò oltre
al primo vento
foglia bicchiere di vino
foglia sgorgata dall’autunno
E fluttuò lontana
E vagò lontana
Alla deriva nel labirinto
della sua stessa vita scapestrata…
*
Al Principio
non fu il Verbo
poichè diamo nome a un’immagine
dopo averla vista
Come ad esempio
quella volta prima
che esistesse la rima
Quando Adamo un mattino
uscì senza parole
nel chiarore
del suo Giardino il primo mattino
E senza saper parlarle vide
per la prima volta
il sole levarsi radioso
sull’orizzonte del mondo
E allora esplose
in un primordiale urlo d’estasi
un mantra muto al sole
E non aveva parola per esso
finché molto dopo non morse
la bella mela del sapere
dai fantastici
semi di parole
*
Nella poesia estrema
il cuore sanguina sulla pagina
senza vergogna
come l’inchiostro del tipografo sanguina
sulla grana della carta
Come il sangue in tutta furia
pulsa per il corpo
cieco nei suoi cunicoli
E lascia impronte indelebili
quei delicati tatuaggi di vita
che chiamiamo poesie










Libro dei sogni