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Archivio per settembre 2004

30 settembre 2004 3 commenti

da “Poesie” di Lawrence Ferlinghetti – Mondadori

 

Entrò sgorgando dalla notte

   Si fermò sulla soglia tremante

          come una foglia soffocata

                    contro una finestra

 

E volò oltre

          al primo vento

 

    foglia bicchiere di vino

                  foglia sgorgata dall’autunno

 

E fluttuò lontana

                E vagò lontana

 

Alla deriva nel labirinto

          della sua stessa vita scapestrata…

 

*

 

Al Principio

   non fu il Verbo

 poichè diamo nome a un’immagine

                         dopo averla vista

Come ad esempio

             quella volta prima

                       che esistesse la rima

Quando Adamo un mattino

             uscì senza parole

         nel chiarore

             del suo Giardino il primo mattino

E senza saper parlarle vide

                per la prima volta

                    il sole levarsi radioso

                         sull’orizzonte del mondo

E allora esplose

            in un primordiale urlo d’estasi

                           un mantra muto al sole

E non aveva parola per esso

    finché molto dopo non morse

       la bella mela del sapere

             dai fantastici

                            semi di parole

 

*

 

Nella poesia estrema

      il cuore sanguina sulla pagina

                               senza vergogna

 come l’inchiostro del tipografo sanguina

                    sulla grana della carta

Come il sangue in tutta furia

               pulsa per il corpo

                    cieco nei suoi cunicoli

E lascia impronte indelebili

    quei delicati tatuaggi di vita

                   che chiamiamo poesie

29 settembre 2004 7 commenti

WAR



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

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29 settembre 2004 1 commento

da “Quaderni 1957-1972” (terza parte) di E.M. Cioran – Adelphi


 


Non ho mai saputo cosa fare di me stesso e non mi capacito di essere riuscito a sgattaiolare attraverso tanti anni.


*


Quando mi imbatto nel luogo comune “noia incurabile” – mi si stringe il cuore: questo luogo comune è una diagnosi, la mia diagnosi.


*


Per uno scrittore “la liberazione” è un disastro senza precedenti. Lui più di ogni altro ha bisogno dei propri difetti; se se ne libera è perduto.


Dunque si guardi bene dal diventare migliore! Lo rimpiangerà amaramente.


*


Certe mattine mi alzo completamente puro da qualsiasi convinzione. Dopo, un’intera giornata in cui bisogna far finta di credere nelle cose.


*


Sapere che niente è reale significa aver capito tutto. ma questo sapere non si raggiunge con la meditazione; viene al mondo con noi, e si sviluppa con noi. Non abbiamo alcun merito di possederlo.


*


Avremmo dovuto essere come loro; è meglio qualsiasi cosa, tranne ciò che siamo.


*


Era di una bontà morbosa.


*


La resurrezione dei corpi – è incredibile che la si sia potuta ammettere, quando la vista di un cadavere basta a distruggerla. Più immaginabile c’è in una religione, più probabilità ha essa di durare. Su questo punto il cristianesimo ha superato se stesso. Non è possibile spingersi oltre nell’inconcepibile.


*


C’è solo un rimedio alla disperazione: la preghiera – la preghiera che può tutto, perfino creare Dio…


*


Sarà vero, come si è sostenuto, che il rimpianto è solo “una sottile forma di egoismo”?


*


Concepire un pensiero, uno solo – ma che faccia a pezzi l’universo.

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28 settembre 2004 9 commenti

1. UNA MUSICA…


 


La musica del caso


ha portato


a conoscerti


 


Un incidente


sbattere di una testa


e svegliarsi


 


davanti ad una persona


che volevi davanti


 


ora è dentro


 


La musica sognata


sei tu


 


un canto di sirene


come lo scoglio


contro il quale sbatto


che si chiama me stessa


 


Come posso descrivere questa musica sulla carta?


 


Fermarla?


Impossibile


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Allora divago


dicendoti che credo:


negli sguardi,


nei baci,


nelle carezze,


nei vaffanculo,


nei ti voglio bene,


nei silenzi,


nei sorrisi,


nelle sbornie,


nel sonno,


negli stordimenti,


le perdite di sé


senza bisogno di se ma solo di te


 


Due occhi che si ritrovano in altri due


due mani che si sfiorano


due corpi che si cercano, e trovandosi, si scaldano


due cuori vicini


 


lontani dalla carta


in silenzio o gridando


si esprimono


 


liberi


 


di essere quello per cui


sono nati

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27 settembre 2004 7 commenti

Dopo un decennio, è proprio il caso di dirlo, che li aspettavo… Beastie Boys in concerto il 18 dicembre @ Mazda Palace(MI)

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27 settembre 2004 1 commento

Finalmente (grazie a mu) sono riuscito a sistemare (adesso dovrebbero funzionare) i feed XML.
Ricordo il link per capire come muoversi:
http://blogs.it/0100214/rssfordummies_1.html

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27 settembre 2004 3 commenti

da “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler


 


Fridolin si trovò solo, e quella solitudine improvvisa lo assalì come un gelo. Si guardò intorno. In quel momento nessuno sembrava curarsi di lui. Forse c’era ancora un’ultima possibilità di allontanarsi incolume.


*


… nell’ingannevole atmosfera della stanza matrimoniale quella stanchezza s’era tramutata in struggente tenerezza.


*


Fridolin prese fiato, ma fu solo una sua impressione, poiché in realtà gli era sfuggito un profondo sospiro.


*


“Ne sei proprio sicura?” chiese Fridolin.


“Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità”.


“E nessun sogno” disse egli con un leggero sospiro “è interamente sogno”.


Albertine prese la testa del marito fra le mani e l’attirò affettuosamente a sé. “Ma ora ci siamo svegliati…” disse “per lungo tempo”.


Per sempre, voleva aggiungere Fridolin, ma prima ancora che pronunciasse quella parole, lei gli pose un dito sulle labbra e sussurrò come fra sé: “Non si può ipotecare il futuro”.


 


Postilla squisitamente PESRONALE:


un classico che non mi ha deluso, ma nemmeno entusiasmato.

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24 settembre 2004 2 commenti

Nella colonna di destra, tra l’archivio e i contatori, trovate l’icona per poter utilizzare RSS (sperando di aver fatto tutto giusto) e programmi aggregator affini.


Per chi non sapesse di cosa sto parlando, questo link è utilissimo: http://blogs.it/0100214/rssfordummies_1.html


[11.43 aggiornamento: non sembra funzionare poi così bene, ma prima o poi ce la faccio. Se qualche bloggers ha suggerimenti utili...]


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“Cattedrale” di Raymond Carver

24 settembre 2004 Nessun commento

Cattedrale
di Raymond Carver
- minimumfax - 

 

Lei si è avvicinata abbastanza perché potessi abbracciarla. Fran è come un bel sorso d’acqua fresca. E’ alta e ha questi lunghi capelli biondi che le coprono tutta la schiena. Le ho preso una manciata di capelli e li ho odorati. Me li sono arrotolati attorno alla mano. Lei si è lasciata abbracciare. Ho affondato la faccia nei suoi capelli e l’ho abbracciata ancora più stretta.

*

Poi ho detto qualcosa io. Ho detto: Immagina, immagina soltanto, che non fosse successo niente. Immagina che questa sia la prima volta. Immagina. Immaginare non costa niente. Metti che niente di tutto il resto fosse mai successo.  Capisci che voglio dire? Dove saremmo allora?, gli ho detto.

Wes ha puntato gli occhi su di me. Poi ha detto: Allora immagino che dovremmo essere altre persone. Persone che non siamo. Non ho più quel genere di immaginazione. Siamo nati per essere quello che siamo. Capisci cosa sto dicendo?

*

Non ne potevo più di quella notte. “Tornatene a letto, tesoro. Sto solo cercando una cosa”, le dissi. Feci cadere alcune cose dall’armadietto delle medicine. Cose che si misero a rotolare nel lavandino. “Che fine hanno fatto le aspirine?”, dissi. Feci cadere altre cose. Non me ne fregava niente. Le cose continuarono a cadere. 

23 settembre 2004 1 commento


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

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23 settembre 2004 5 commenti

Tom Waits – Blue Valentines

She sends me blue valentines
All the way from Philadelphia
To mark the anniversary
Of someone that I used to be
And it feels just like theres
A warrant out for my arrest
Got me checkin in my rearview mirror
And I’m always on the run
Thats why I changed my name
And I didn’t think you’d ever find me here
To send me blue valentines
Like half forgotten dreams
Like a pebble in my shoe
As I walk these streets
And the ghost of your memory
Is the thistle in the kiss
And the burgler that can break a roses neck
It’s the tatooed broken promise
That I hide beneath my sleeve
And I see you every time I turn my back
She sends me blue valentines
Though I try to remain at large
They’re insisting that our love
Must have a eulogy
Why do I save all of this madness
In the nightstand drawer
There to haunt upon my shoulders
Baby I know
I’d be luckier to walk around everywhere I go
With a blind and broken heart
That sleeps beneath my lapel
She sends me my blue valentines
To remind me of my cardinal sin
I can never wash the guilt
Or get these bloodstains off my handa
And it takes a lot of whiskey
To take this nightmares go away
And I cut my bleedin heart out every nite
And I die a little more on each St. Valentines day
Remember that I promised I would
Write you…
These blue valentines
blue valentines
blue valentines








































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23 settembre 2004 Nessun commento

da “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry


 


Per darvi un’idea delle dimensioni della Terra, vi dirò che prima dell’invenzione dell’elettricità bisognava mantenere, sull’insieme dei sei continenti, una vera armata di quattrocentosessantaduemila e cinquecentoundici lampionai per accendere i lampioni. Visto un po’ da lontano, faceva uno splendido effetto. I movimenti di questa armata erano regolati come quelli di un balletto dell’opera. Prima c’era il turno di quelli che accendevano i lampioni della Nuova Zelanda e dell’Australia. Dopodiché, questi, avendo acceso i loro lampioni, se ne vanno a dormire. Allora entravano in scena quelli della Cina e della Siberia. Poi anch’essi se la battevano fra le quinte. Allora veniva il turno dei lampioni della Russia e delle Indie. Poi di quelli dell’Africa e dell’Europa. Poi di quelli dell’America del Sud e infine quelli dell’America del Nord. E mai che si sbagliassero nell’ordine dell’entrata in scena. Era grandioso.


Soli, il lampionaio dell’unico lampione del Polo nord e il confratello dell’unico lampione del Polo Sud menavano vite oziose e noncuranti: lavoravano due volte all’anno.


*


“Giudicherai tu stesso”, gli rispose il re. “E’ la cosa più difficile. E’ molto più difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.”


*


Non sapevo bene cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro. Non sapevo come toccarlo, come raggiungerlo… Il paese delle lacrime è così misterioso.


*


“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”

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22 settembre 2004 3 commenti

E SI RIPRENDE…


 


Finalmente, dopo quasi tre settimane dal rientro, si rinizia con i proggetti seri.


 


Settimana scorsa ho ripreso in mano quel fascicolo, ormai impolverato, intitolato ancora provvisoriamente “Nuovo libro”.


Ci sono dentro un sacco di fogli, dalla descrizone del progetto con titoli provvisori fino ad arrivare a  tutte le varie bozze. Sto rivedendo i vari racconti, per cercare di arrivare a una stesura definitiva (più o meno)… e poi avrei anche delle tracce (alcune da appunti sparsi di quest’estate) da sviluppare… il primo romanzo da rivedere completamente… qualcuno ha un po’ di tempo da donarmi??


Vabbè!


 


Da Mancassola, al quale a giugno avevo spedito qualche racconto, ancora nessuna notizia e ora  la mia speranza è che l’abbiano rapito gli alieni.


A novembre da qua passeranno tre scrittori italiani (dei quali non posso ancora fare il nome perchè l’organizzazione dell’evento mi ha proibito la divulgazione anticipata) e qualcosa verrà lasciato anche a loro.


Questo per dire che sto cercando qualcuno dentro, che mi possa dare qualche indicazione. Sapere cosa non va e se c’è qualcosa che va.


 


Io continuo a battere, perché ormai prostituirmi mi viene naturale.

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22 settembre 2004 Nessun commento

METODO – Non fate periodi che separino frasi/strutture già confuse arbitrariamente da falsi punti e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie sonate).


 


Jack Kerouac

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21 settembre 2004 11 commenti

In visione nel weekend(tre film, uno più bello dell’altro):


Requiem for a dream di Darren Aronofsky


Drugstore cowboy di Gus Van Sant


Amore perros di Alejandro Gonzalez Inarritu


Il primo è tratto da un romanzo di Hubert Selby Jr. – Il secondo vede un cameo di William S. Burroughs (il prete) – Il terzo è la prima prova del regista di 21 grammi.

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21 settembre 2004 4 commenti

IN VIAGGIO… fotostoria (IV parte – protagonisti)



 


 


 


 


 


 


 


 


 


La Zia @ Madera – Nicaragua



 


 


 


 


 


 


 


 


 


Manfre (in primo piano) @ Punta Uva – Costa Rica



 


 


 


 


 


 


 


 


 


Palmiro Pelonski @ Granada – Nicaragua



 


 


 


 


 


 


 


 


 


Subliminalpop @ San Juna del Sur – Nicaragua



 


 


 


 


 


 


 


 


 


Gruppo @ San Juan del Sur – Nicaragua

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20 settembre 2004 6 commenti

da “L’energia degli schiavi” Di Leonard Cohen


 


Ognuno


tradisce a suo modo


la rivoluzione


Questo è il mio


 


*


 


Come solevamo avvicinarci all’I-Ching: 1966


 


Padre mio, dal momento che sono spezzato, non più capo


di un mondo distrutto, non santo per chi soffre,


né cantante, non musicista, né maestro in nulla, non più


amico dei miei amici, né amante per chi ama


  non mi resta che la brama, una brama costante e mordace


per ogni istante che non fu di folle trionfo


  mostrami la via desso, stasera, perchè io possieda


ciò che bramo, per irretirla, per domarla ed esserne


riamato – in quella passione che non posso ignorare a dispetto


dei tuoi insegnamenti


  dalla a me e lascia che io sia per un momento in


questo miserabile stupefacente squallore un animale


felice


 


*


 


L’amore è un fuoco


che tutti arde


e tutti sfigura


E’ la scusa del mondo


per la sua bruttezza


 


*


 


La musica s’insinuava fra di noi


 


Vorrei far presente


agli organizzatori


che i liquori sono annacquati


e la guardarobiera


è sifilitica


e l’orchestra è formata


da vecchi mostri delle SS


Comunque, visto che


è Capodanno


e ho un cancro al labbro


metterò il cappellino


di carta sulla mia commozione


cerebrale e ballerò


 


Postilla squisitamente PERSONALE:


scrittore, cantautore e anche poeta. Troppo implicito, è vero!

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17 settembre 2004 8 commenti

IN VIAGGIO… fotostoria (III parte – the roots of the world)




























 


 


 


 


 


 


 


 


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 











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“Libro dei sogni” di Jack Kerouac

17 settembre 2004 Nessun commento

Libro dei sogni
di Jack Kerouac

- Sugarco Edizioni - 

 

Gesù la vita è triste, come fa un uomo a vivere per non dire lavorare – dorme e sognando si gira dall’altra parte – ed è qui che il Lupo è dieci volte peggiore di quello che s’immagina paparino – e come, bada, mi sono fermato – come fa un uomo a raccontare balle e a dire merda quando ha l’oro in bocca. Cincinnati, Philarkadelphia, Frohio, stazioni della Sotterranea – città della pioggia, bighellonando ozioso, Belzebur e Città dell’Hascisc, sono stato in tutti questi posti e ho letto Finnegan’s Work a che cosa mi servirà se non mi fermo a schiarirmi le idee in questo povero zeppo cer… – qual’è la parola? – cranio…

Parla, parla, parla –

*

La colpa è un sogno, la compassione è l’unica realtà…

*

… tutti i bambini sono stupendi perchè sono l’inizio del nostro male, gettano fondamenta d’oro per montagne di merda che i nostri anni più maturi moltiplicano e fanno fermentare ma gli anni della nostra prima infanzia non sono affatto anni ma una dolce alterazione degli occhi –

*

Così, immensi e infiniti, gli eventi si dipanano da un centro più intenso e formano vaghi punti distanti solo per essere ritrovati quando i centri e gli universi trasmigreranno in altri sogni.

*

Il mondo non fa che ripetersi tetramente…

*

- tornare indietro può essere ridicolo, andare avanti può essere vano, rifletto e ho il fiato grosso -
.

16 settembre 2004 5 commenti

ADSL… ma quanto mi costi


(da www.boll.splinder.com)


 


incredibile…petizione on line sui prezzi dell’adsl in italia….guardando i prezzi applicati in francia da tele2,alice e tiscali ci sono differenze abissali…copio ed incollo…. e qui vi dò il link per firmare la petizione  http://www.petitiononline.com/adsl04it/petition.html


Salve. Vi riporto il link ad una discussione sul forum del sito Hardware Upgrade http://news.hwupgrade.it/13106.html in cui si parla di tariffe ADSL italiane ed estere, anche se la discussione era nata per i commenti ad una notizia riguardante France Telecom. In questa discussione, si parla principalmente delle tariffe per linee ADSL, con confronti tra i servizi italiani ed esteri, nella fattispecie francesi. Vi riporto a titolo informativo alcuni esempi tranquillamente documentabili della situazione scandalosa in cui versa la telefonia ed in questo caso la fornitura di servizi internet nel nostro paese.
Esempio 1: Tele2 Italia e Tele2 France. Stesso identico sito, stessa grafica con il rosso come colore dominante. Sul sito http://www.tele2.it si pubblicizza la ADSL fino a 640 kbit/s a 33,95euro mensili, mentre su http://www.tele2.fr nello stesso spazio campeggiano le scritte che pubblicizzano la linea 1024kbit/s (il doppio) a 14,85euro/mese e la 2048kbit/s (il quadruplo) a 19,85euro/mese.
Esempio 2: Telecom Italia e Telecom Italia France. Su http://www.aliceadsl.fr è possibile vedere l’offerta che il nostro ex (di nome ma non di fatto) monopolista per la telefonia fissa propone ai cugini transalpini. Le offerte sono la Alice Super a 1024Kbit/s in promozione a 5,48euro al mese e la Alice Super 3M a 3072Kbit/s sempre in promozione a 12,48euro al mese. Telecom Italia nel nostro paese invece cosa offre? Un’occhiata al sito http://www.aliceadsl.it per vedere che “l’internet delle meraviglie” nostrana a noi clienti italiani costa 36,95euro per la linea 640Kbit/s e la bellezza di 64,95euro al mese per la linea a 1024Kbit/s.
Ultimo esempio: Tiscali Italia e Tiscali France. Cosa offre da noi l’azienda di Renato Soru? Su http://abbonati.tiscali.it/adsl/a linea ADSL 640kbit/s a 36,95euro mensili (stesso prezzo di Telecom Italia), mentre quella a 1024Kbit/s a 56,95euro. Oltralpe com’è la situazione. Una visitina all’indirizzo http://register.tiscali.fr/adsl/ per vedere in bella mostra le offerte 1024Kbit/s e 2048Kbit/s a 30euro e la linea 512Kbit/s a 20euro/mese.
Quello che mi viene da pensare è questo: cosa abbiamo noi italiani? Non mi sembra che quando mi guardo allo specchio o guardo in faccia un mio connazionale vedo in fronte la scritta “scemo”. Perché voi ci fate pagare molte volte più del doppio rispetto alle altre nazioni per un servizio inferiore sotto tutti i punti di vista? Perché nelle altre nazioni arrivate a dare le linee ADSL, a velocità che a volte raggiungono anche quelle della fibra ottica, anche ai paesini sperduti mentre qui in Italia alcuni paesi sanno già che non avranno MAI l’ADSL e di fibra ottica non se ne parla se non grazie a FastWeb (operatore che comunque eroga i suoi servizi solo in pochissime grandi città)? Non è possibile che noi italiani dobbiamo farci spennare da persone che all’estero offrono un servizio che qui ci sognamo la notte, oltretutto a prezzi stratosferici se paragonati a quelli praticati all’estero, come vi ho fatto vedere anche solo nella vicina Francia, senza andare a cercare in paesi lontani. E’ questo il progresso informatico di cui si vanta l’Italia in Europa? Degli operatori che da noi fanno fatica a portare le loro ADSL da 256 a 640Kbit/s mentre all’estero forniscono delle linee che viaggiano a velocità anche quadruple o più? Io dico che in Italia è da rivedere al più presto la situazione per quanto riguarda la telefonia in tutti i suoi settori, sia essa fissa, mobile, internet. Ci siamo stufati di questa situazione e ora è giunta per noi l’ora di farci sentire.

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