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Archivio per luglio 2004

“Maggie Cassidy” di Jack Kerouac

19 luglio 2004 2 commenti

Maggie Cassidy copertina “Maggie Cassidy” di Jack KerouacMaggie Cassidy
di Jack Kerouac
- Mondadori –  

 

non rilevava altro che una risata ansiosa che fiammeggiava ubriaca di gioventù negli occhi ravvicinati, nella lunga mascella, nella lunga bocca in attesa.

*

il suo interesse nei confronti di tutti era così assolutamente illimitato che era come l’impulso irrefrenabile di un ubriaco di correre e ricominciare da zero, sfiancare il mondo, baciare le fondamenta del mondo.

*

quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d’argento, veli di gelo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell’universo.

*

Sono seduto qui nell’immobile eternità.

*

“Fa che il mio teschio, il mio naso, si fondano; fa di me un’unica cosa consapevole.”

*

camminai per le tristi strade del tempo umano.
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19 luglio 2004 2 commenti

da “Tre camere a Manhattan” di Georges Simenon


 


Dalla strada entrava un po’ di luce, la luce livida e cruda dei lampioni che sa di notte metropolitana.


*


Quanti clienti c’erano là dentro, a mangiare salsicce? Non più di una decina, separati gli uni dagli altri da alcuni sgabelli vuoti e da un altro vuoto, indefinibile e più difficile da colmare, un vuoto che era come un’emanazione del loro essere.


*


… un dolore di cui non si è più consapevoli di soffrire, ma che si conserva, lenito e ormai familiare, nel profondo del proprio essere.


*


… perché lei gli si avvicinò e lo baciò, per la prima volta in tutta la giornata, non più con l’avida sensualità della notte precedente, non più con un ardore che sembrava nascere dalla disperazione, ma molto dolcemente, protendendo a poco a poco le labbra verso le sue, esitando un attimo prima di toccarle, e premendole poi con grande tenerezza.


*


Gli occhi sì, li conosco bene. Cambiano colore a seconda di quello che pensi, e poco fa, quando mi sei venuto vicino con un’aria di vittima rassegnata, o meglio non del tutto rassegnata, erano di un brutto grigio scuro, come un mare agitato che fa star male tutti i passeggeri. Mi sono domandata se ce l’avresti fatta a percorre quel piccolissimo spazio che ti separava da me, o se sarei stata costretta a venirti a prendere io.


 


Postilla squisitamente PERSONALE:


un Simenon fuori dai suoi schemi, l’unico che può piacermi.

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“Post office” di Charles Bukowski

16 luglio 2004 5 commenti

Post office
di Charles Bukowski

 

Finii di vestirmi. Andai in bagno e mi buttai un po’ d’acqua sulla faccia, mi pettinai. se solo potessi pettinarmi anche la faccia, pensai, ma è impossibile.

*

Le coperte erano scivolate via e io guardai quella schiena bianca, le scapole appuntite che sembravano lì lì per trasformarsi in ali, per forarle la pelle. Come lame.

*

Bevemmo ancora un po’ e poi andammo a letto, ma non era come prima, non è mai come prima… c’era una specie di vuoto tra di noi, le cose che erano successe. La guardai andare in bagno, vidi le rughe e le pieghe sotto le chiappe. Poveraccia. Povera, povera Betty. Joyce era piena, soda… la afferravi per le chiappe ed era bello. Con Betty non era così bello. Era triste, era triste, era triste. Quando Betty tornò indietro non ci mettemmo a cantare o a ridere, e nemmeno a litigare. Restammo seduti al buio a bere, a fumare sigarette, e quando andammo a dormire non le appoggiai i piedi addosso, né lei li appoggiò a me, come facevamo sempre prima. Dormimmo senza toccarci.

Eravamo stati derubati, tutt’e due.

*

E non è vero che ci si abitua, si è sempre più stanchi, semplicemente.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Sinceramente trovo Bukowski nettamente migliore in poesia rispetto alla prosa. Anche se devo dire che certi racconti, soprattutto dove c’è un discorso diretto, sono una bomba. Un pugno allo stomaco che senti arrivare e, nonostante questo, non li eviti.

16 luglio 2004 1 commento

SUBLIMINALPOP AT THE CONTROL
Immagini dell’ultima dancehall stagionale – 09.07.04






























 


 



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TOM WAITS – I’ll shoot the moon – da The Black Rider


 


I’ll shoot the moon
Right out of the sky
For you baby
I’ll be the pennies
On your eyes
For you baby

I want to take you
Out to the fair
Here’s a red rose
Ribbon for your hair

I’ll shoot the moon
Right out of the sky
For you baby
I’ll shoot the moon
For you

A vulture circles
Over your head
For you baby
I’ll be the flowers
After you’re dead
For you baby

I want to build
A nest in your hair
I want to kiss you
And never be there

I’ll shoot the moon
Right out of the sky
For you baby
I’ll shoot the moon
For you



































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15 luglio 2004 7 commenti
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15 luglio 2004 3 commenti

da “Racconti dell’impossibile” di Edgar Allan Poe


 


Sono davvero felice, amica mia carissima, di vivere in un età tanto illuminata ove non si ammette più che possano esistere quegli strani esemplari umani che un tempo si chiamavano individui. E’ la massa, oggi, cui aspira l’umanità vera.


*


… fu un errore del tutto analogo a quello del saccente il quale è convinto che per vedere meglio un oggetto debba assolutamente metterselo sotto il naso.


*


La grandiosità in ogni suo aspetto, ma soprattutto se troppo estesa, stupisce, eccita, ma alla fine affatica e deprime.


*


Ora questa conclusione (che corrisponde a quella della versione ufficiale) è senza dubbio piacevolissima e assai indovinata, ma purtroppo, come tutte le cose piacevoli, è più piacevole che vera…


*


I miei sensi erano impressionati da una cert’aria di gravità, di tristezza, o forse più esattamente di affaticamento che toglieva a quei tratti una parte di gioventù e di freschezza, per aggiungervi però una dolcezza serafica, solenne che per il mio temperamento romantico ed entusiasta acquistava un interesse decuplicato.


*


… il mio trasporto crebbe, se ancora fosse stato possibile, incantandomi, esaltandomi, ribadendo per sempre le mie catene.


*


… così pervicace è il mondo nel disprezzare tutto ciò che abbia un’apparenza di semplicità.


*


Alla stizza procuratagli da queste contrarietà si mescolava inoltre quell’ansia nervosa che la furia di una notte diabolica è sempre destinata a produrre.

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14 luglio 2004 1 commento

da “Poesie” di Emily Dickinson


 


[...]


Il mio piede è sull’onda!


Strada non frequentata –


Pure tutte le strade


Portano a una radura.


[...]


 


*


 


O frenetiche notti!


Se fossi accanto a te,


Queste notti frenetiche sarebbero


La nostra estasi!


 


Futili i venti


A un cuore in porto:


Ha riposto la bussola,


Ha riposto la carta.


 


Vogare nell’Eden!


Ah, il mare!


Se potessi ancorarmi


Stanotte in te!


 


*


 


Come la luce,


Delizia senza forma –


E come l’ape,


Melodia senza tempo –


 


Come i boschi


Segreto come brezza


Che, senza frasi, agita


Gli alberi più superbi –


 


Come il mattino,


Perfetto sul finire,


Quando orologi immortali


Suonano mezzogiorno!


 


*


 


Bevvi una sola sorsata di vita.


Vi dirò quanto la pagai:


Precisamente un’esistenza.


E’ questo il prezzo sul mercato, dicono.


 


Mi pesaron, granello per granello


E bilanciarono fibra con fibra.


Poi mi porsero il prezzo del mio essere:


Un solo sorso di cielo.

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“Pic ” di Jack Kerouac

2214725 “Pic ” di Jack KerouacPic
di Jack Kerouac
- Newton Compton - 

 

La vita è uno starnuto, la vita è un soffio.

*

Sembra che la gente in città voglia divertirsi e non abbia tempo di preoccuparsi, eccetto quando le preoccupazioni la raggiungono, che è quando non è occupata a preoccuparsi.

*

Lui aveva nel suo cuore quello che gli altri volevano nel loro e l’ascoltavano per un po’ di esso.

*

… e lo ricordo così terribilmente recente e lui invece è andato così lontano, e io piango e incolpo tutti.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Ultimo romanzo scritto da Kerouac, ma ce ne sono almeno una dozzina da leggere prima.
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