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Archivio per luglio 2004

30 luglio 2004 4 commenti

DIAMO I NUMERI – LUGLIO 2004


 


Giorno con più visite totali: 02 luglio – 117


 


Giorno con più visitatori unici: 12 luglio – 87


 


Visite totali mese di luglio: circa 1.800 con una leggera perdita (-1.5 % rispetto a giugno 2004)


 


Chiavi di ricerca particolari:


“la mia sedia” mexico


“elliott smith” alcolizzato


aspiratore di cerume


cazzi di 40cm


capossela disadattato


come tenere lontano le serpenti


fabbrica materassini gonfiabili


piedi sporchi con sandali


quanta merda che c’e’ in giro


sborra


uomini nudi sotto la doccia


vescica gonfia


 


NOTE: da segnalare che questo mese ci sono stati contatti dal Portogallo,  Francia, Finlandia e Colombia.

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“Una sola moltitudine – volume secondo” di Fernando Pessoa

Una sola moltitudine – volume secondo

di Fernando Pessoa

- Adelphi - 

MODULO ALBERTO CAEIRO

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutte sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e con i piedi
e con il naso e con la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e annusarlo
e mangiare un frutto è saperne il senso.

Per questo quando in un giorno di calura
mi sento triste di goderlo tanto,
e mi sdraio sull’erba,
e chiudo gli occhi accaldati,
sento tutto il mio corpo coricato nella realtà,
so la verità e sono felice.

*

Se volete che abbia un misticismo, ebbene, ce l’ho.
Sono mistico, ma solo con il corpo.
La mia anima è semplice e non pensa.

Il mio misticismo è non voler sapere.
E’ vivere e non pensarci.

Non so cos’è la natura: la canto.
Vivo in cima a un colle
in una casa calcinata e sola,
e codesta è la mia definizione.

Postilla squisitamente PERSONALE

Leggendo questi due volumi, non avrete letto solo due libri, ma molti, molti, di più.

29 luglio 2004 1 commento

da “Sommario di decomposizione” di E.M. Cioran

 

In se stessa ogni idea è neutra, o dovrebbe esserlo; ma l’uomo la anima, vi proietta i propri ardori e le proprie follie.

*

In ogni uomo sonnecchia un profeta, e quando si sveglia c’è un po’ più di male nel mondo…

*

Senza i suoi artifici, come non vergognarsi di avere un’anima? le nostre solitudini a fior di pelle: quale inferno per gli altri! Ma è sempre per gli altri, e talvolta per noi stessi, che inventiamo le nostre apparenze…

*

La noia non è che l’inizio di questo itinerario… Essa ci fa sentire il tempo troppo lungo, inadatto a svelarci una fine.

[...]

La vita si crea nel delirio e si disfa nella noia.

*

Quando nulla può impedirti di sanguinare, le idee stesse si tingono di rosso e sconfinano come tumori le une sulle altre.

*

Ma la polvere e la cenere si leveranno a sbarrarvi gli sbocchi del tempo e le vie d’uscita del sogno.

*

Ognuno è per se stesso un dogma supremo; nessuna teologia protegge il proprio dio come noi proteggiamo il nostro io.

*

Il patto delle scimmie è siglato per sempre; e la storia va per la sua strada, orda affannata tra crimini e sogni.

*

Per l’animale, la vita è un assoluto; per l’uomo, è un assoluto e un pretesto.

*

Ed è così che va avanti l’umanità: con qualche ricco, qualche mendicante – e tutti i suoi poveri…

*

Come cera sotto l’azione del sole, di giorno fondo e di notte mi solidifico.

 

Postilla squisitamente PERSONALE:

a parte il titolo… a parte che avrei riempito post per un mese, mettendoci tutto quello che andava messo… a parte…

29 luglio 2004 6 commenti

Tra gli ultimi cd arrivati in casa Subliminal ne evidenzio un paio:


 


Mono – Walking cloud and deep red sky, flag fluttered and the sun shined [una specie di incrocio tra God Speed You! Black Emperor e Sigur Ros]


Macaco – Entre raices y antenas [il primo cd non sfigura rispetta ai primi due e questo basta/avanza]


Kinsgbury Manx – Aztec discipline [i cugini dei Wilco, in una via di mezzo tra il classicismo rock dell’ultimo e la sperimentazione di Yankee Hotel Foxtrot]


Junior Ross and The Spear – I can hear the children singin 75/78 [negli anni in cui da una parte c’era Studio One e dall’altra piccole chicche come questa]


 


e due cd che sono leggeri, nel loro genere prevalentemente acustico, ma che si infilano bene:


Dios – Dios [on air adesso]


Gravenhurst – Flashlight Seasons [on air tra una mezz’ora]


 


DATI


Stasera non fa molto caldo


Sono andato avanti, poco a dir la verità, con un racconto sotto torchio adesso


Ho acceso un’altra sigaretta


Non vedo l’ora di partire e ormai manca solo una decina di giorni


Dovrei riuscire ad uccidere una zanzara che ronza qua attorno

Sto pensando a più in là di domani, e questo non va bene

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“Birra, fagioli, crackers e sigarette – Lettere(1970-1979) ” di Charles Bukowski

Birra, fagioli, crackers e sigarette – Lettere(1970-1979)
di Charles Bukowski

 

Qui è tempo di depressione, anche se il gov. preferisce parlare di “recessione”. Il che mi fa tornare in mente il vecchio detto: la recessione è quando i tuoi amici perdono il posto, la depressione è quando lo perdi tu.

*

Scrivo di sesso come scrivo di qualunque altra cosa – fondamentalmente, perché credo sia un atto tragico e comico al tempo stesso.

*

Non mi aspetto che ti piaccia tutto quello che scrivo – prosa o poesia. Qualunque cosa uno faccia, a certa gente piacerà, a certa gente non piacerà, e alla stragrande maggioranza non fregherà un cazzo comunque…

*

… ho la radio accesa. sono solo. sono riuscito a rimanere un po’ da solo, finalmente. le pareti bastano a riempirmi. le persone mi spaventano, le folle di persone. sono tutti così sani di mente. sanno tutti cosa fare. cosa dire. quei coglioni mi terrorizzano. però, sono capace di scrivere di loro, di tutto questo. è una fortuna, altrimenti dovrei andarmi a nascondere in un manicomio. e di fatto, è più o meno quello che sto facendo. sono al tempo stesso più forte e più debole della gente comune. vedo quello che vedono loro, ma non so che farmene; quello che per loro è miele per me è segatura. be’, porca puttana! senti come piagnucolo!

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Dall’introduzione “… Bukowski incarna la figura, per dirla con Camus, dell’”uomo in rivolta”, un uomo che dice costantemente di no, che non trasforma la sua ribellione in processo rivoluzionario, ma mantiene solo costantemente acceso questo suo spirito di radicale opposizione.”

28 luglio 2004 2 commenti

“Credo che ormai non si possano più scrivere libri. Per cui non ne scrivo più. Quasi tutti i libri non sono altro che note a piè di pagina, gonfiate fino a diventare volumi. Per questo scrivo solo note a piè di pagina”



Bobi Bazlen – Note senza testo – Adelphi

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da “Mirrors (Diari – V parte)” di Cheeslaw Kiriowski

 

27 luglio 2004 4 commenti

BisognerebbePoterCredereOgniVoltaNelPieno
DelleConvinzioniCheCiSiamoInevitabilmente
Posti



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“Il sogno vuoto dell’universo” di Jack Kerouac

Il sogno vuoto dell’universo
di Jack Kerouac
- Mondadori -

Poiché nessuno di noi vuole pensare che l’universo sia un sogno vuoto dovuto alla nostra mente, vogliamo delle convinzioni, molti nomi, vogliamo elenchi di leggi e una certa sdegnosa distanza dal PUAH senza volto del Vero Cielo,opra vedo uomini che se ne stanno in piedi in campi deserti ad agitare zelantemente le mani per spiegare, ma non sono che fantasmi, meri insignificanti fantasmi.

*

Ma è proprio un vuoto desolato, come sono estranei alla nostra (di alcuni di noi) dolce speranzosa natura i ciechi vermi che mangeranno i nostri amati organi, le nostre amate mani, i nostri santi nasi, le nostre rievocate bocche, la carne su di noi che per settant’anni brucia davanti agli occhi, brucia a fuoco lento, impersonale come se una bomba all’idrogeno in un attimo dovesse far esplodere la terra e trasformarla in una rovinosa palla di fuoco…

*

Oh, non ricordi quando eri un piccolo occhio che volava per il mondo e lo guardava con desiderio, e avrebbe voluto partecipare al divertimento, come un piccolo spermatozoo che vola attorno all’ovulo fetale e cerca di infilarci dentro la testolina per crescere, proprio lui di un milione di fratelli e sorelle, e sgomita per entrare nel mondo, nel grembo della donna…

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Con questo libro si conclude la lettura di tutto quello di Kerouac pubblicato fino ad oggi.
.

“Poesie” di Guillaume Apollinaire

26 luglio 2004 1 commento

Guillaume Apollinaire - Poesie

Poesie
di Guillaume Apollinaire
.

IL GAMBERO

Incertezza, io e te pari siamo.
Io e te, mio bene segreto,
Come i gamberi ce n’andiamo
A culo indietro, a culo indietro.

*

Attraversammo città che tutto il giorno giravoltavano
E il sole delle giornate di notte vomitavano

*


E sarebbe assai più bello
Se potessi congetturare che tutte quelle cose dentro le
  quali sono dappertutto

Potessero anche occupare me
Ma in questo senso niente di fatto
Perché se io son dappertutto in questo momento
  dentro di me trovo solo me stesso

*

I tuoi occhi saranno allora carichi di tutto l’amore
  ch’è andato accumulandosi negli sguardi
  dell’umanità da quando esiste.

*

Ho regalato tutto al sole
Tutto meno la mia ombra

*

E tu mio cuore perché batti
Malinconica vendetta
Spio la notte e la morte

23 luglio 2004 5 commenti

Subliminal Pop filosofeggia: “ci vorrebbe proprio una bella birretta…”



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

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“Pastoralia” di George Saunders

Pastoralia
di George Saunders
- Einaudi -

 

Sai come funziona, secondo me? – dice. – Come nella Bibbia. Ti ricordi quel pezzo della Bibbia quando Cristo, o era Dio?, dice che un gruppo o un organizzazione di due o più persone è un corpo? sapessi quanto è vero. Il nostro corpo ha un dito del piede di nome Janet, che sta diventando nero e puzzolente, e vicino a quel dito puzzolente vive il suo amico, il dito non puzzolente, che per qualche ragione insiste a tenere la bocca chiusa, ammesso che un dito abbia la bocca. Fatti uscire il fiato, ditino caro, lascia che il cervello sappia dove è arrivata la cancrena, così possiamo fermare Miss Dito Fetido. In che modo? In che modo? Ancora non lo sappiamo. Forse con un antisettico, forse amputandolo con una bella sega affilata. Vedremo. Perciò che devi fare? Dire la verità. Iniziare a produrre valutazioni franche e imparziali di questa collega non all’altezza. Tutto qua. Fine.

*

-Io ci vado e basta,- disse.

-Ma sentilo che prepotente,- disse lei. –Te la prendi con una povera vecchia.

Non è vero,- disse. –E poi mica sei vecchia.

-Come no, sono giovane, puzzo ancora di latte,- disse lei, tamburellandosi la dentiera.

*

Per Morse era uno stress allucinante attraversare il parco di St.Jude proprio mentre gli alunni uscivano da scuola, perchè se sorrideva magari quei piccoli cattolici in divisa lo prendevano per un mezzo matto o per un pervertito, ma se stava serio magari lo prendevano per un vecchio brontolone amareggiato della vita, e certamente un po’ così si sentiva. E poi non era nemmeno certo di non esser mezzo matto. Ma pervertito no, eh. Ne era sicuro. Cioè, abbastanza. Era proprio la troppa sicurezza, ne era abbastanza certo, a fare di lui un mezzo matto. Al tuo posto, stai al tuo posto, pensò, assumendo quella che secondo lui sarebbe passata per l’espressione di uno che ripensa con nostalgia alla gioventù, un’espressione né da mezzo matto né da pervertito. Al tuo posto, stai al tuo posto.
*
E’ una circolare:
Riguardo le voci che potrebbero esservi giunte ultimamente, dice, vi informiamo che sono false. Così false che non ci siamo neppure presi la briga di smentirle. Perchè smentirle starebbe a significare che ci sono effettivamente giunte. Invece no. Non perdiamo il nostro tempo con certe scemenze. Eppure sappiamo che se non smentiamo le voci che non ci sono giunte, voi pensereste che sono vere. Invece non c’è niente di più falso! Quindi vediamo di chiarire una volta per sempre che tutte le voci che vi sono giunte sono false. Non solo quelle che vi sono giunte, ma anche quelle che non vi sono giunte, perfino quelle che non si sono ancora diffuse, sono false. Esiste però un’eccezione, e cioè quando la voce è positiva.

Postilla squisitamente PERSONALE

Uno dei migliori libri letti negli ultimi mesi. A partire dal primo racconto, quello che da il titolo alla raccolta, fino all’ultimo. Una narrazione cinica,disincantata  e “leggera” allo stesso tempo. Leggetelo!

23 luglio 2004 1 commento

“Il talento, e il suo stile, sono spesso una fatalità che s’impiglia col primo sentire, i sensi, i sensi primari, che agganciano l’esistenza dell’imprevedibilità del mondo.”


 


Mozart

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23 luglio 2004 3 commenti

Strano questo mondo…

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“Niente trucchi da quattro soldi” di Raymond Carver

Niente trucchi da quattro soldi
di Raymond Carver
- minimumfax –  

 

Cosa scrivere? In un racconto, tutto è importante, ogni parola, ogni segno di punteggiatura.

Scelte. Conflitto. Dramma. Conseguenze. Narrativa.

*

Il talento, il genio, addirittura, è anche il dono di vedere quello che tutti hanno visto, ma vederlo in modo più chiaro, da ogni lato.

*

Io immagino, ricordo, combino… come fa ogni bravo scrittore.

*

Quando leggo le cose che ho scritto, le leggo con le orecchie oltre che con gli occhi.

*

I vostri muscoli si rafforzeranno, la vostra pelle s’indurirà e potrete cominciare a farvi crescere la folta pelliccia invernale che vi aiuterà a sostenervi nel freddo e difficile viaggio che vi aspetta. Con un po’ di fortuna, imparerete anche voi la rotta orientandovi con le stelle.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Insomma, quanto quello che è ovvio, proprio non sembra esserlo.

.

“Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore la necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità di possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura, e le altre cose del genere, recano con sé un godimento inerme e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi, con una sorta di famigliarità attiva e penetrante.”


 


da una lettera di Francesco Petrarca a Giovanni Anchiseo

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da www.licenziamentodelpoeta.splinder.com


E’ uscito il numero 6/7 di Origine (rivista interessante).


N.B. On-line trovate il numero 5 dove ci sono un bel po’ di cose: tra queste, l’inchiesta di Michele Infante e Roberto Balzano sullo stato della letteratura italiana; il Forum “Piccoli e medi editori crescono” (curato da Salvatore Ditaranto); nonché 5 domande rivolte a tre dei più importanti editor di questo Paese (Paolo Repetti, Elisabetta Sgarbi e Benedetta Centovalli). C’è anche un divertente intervento di Alfonso Berardinelli ed uno di Aldo Nove. E poi, una piccola chiacchierata con Tobias Wolff.

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da “Il tempo dell’amore” di Armando Bruzzesi (re dei Barboni)


 


DERIVA


 


Circumnavigando


con amore


il non amore


col cuore e con la mente


interroghiamo


il gran mistero


per sapere


se vivere la vita


basti a vivere


la vita


o sia solo


un volontario


andare alla deriva


per la vita.


 


SENSAZIONE D’AVER PERDUTO


 


Ho la sensazione d’aver perduto la misura


del tempo


dalla mia follia cerco un po’ di scampo


fiori bruciati da una gioventù vissuta


selvaggiamente.


Forse dimenticai di salutare gli amici


del passato


nessuno di loro però ho dimenticato


me n’andai forse per pigrizia forse


per paura.


Oggi come allora cerco sempre


l’avventura


con nostalgia guardo il tramonto


sul mare sempre meraviglioso.


Il mio orologio mi ricorderà


il tempo che m’è stato assegnato


ogni istante di vita ha grande valore


sulla Terra


non importa dove vada


non sempre mi fu amico il


destino


spesso fu meglio un bicchier di vino.


 


IL GIOCO DELL’AMORE


 


Nel gioco


dell’Amore


punta tutto


ma non


per vincere


soltanto per giocare


che


la vittoria


è sempre dell’Amore.


 


Postilla squisitamente PERSONALE:


per farvi un’idea del “personaggio” fate un salto sul suo sito – www.redeibarbon.supereva.it

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“Dov’eri tu quando le stelle del mattino giovano in coro?” di Christian Raimo

Dov’eri tu quando le stelle del mattino giovano in coro?
di Christian Raimo
- minimumfax - 

 

Se ne stava sdraiato sul letto matrimoniale, come un uomo di Leonardo sbilenco, a fare da specchio al soffitto se il soffitto avesse avuto qualche vanità, e ogni tanto si gettava le braccia intorno al corpo e si abbracciava.

*

(nei cicli bislacchi e risibili della sua tristezza che si rivoltava in speranza come una clessidra che continui a rovesciare da una base all’altra, in quelle lacrimucce che le apparivano così puerili che non voleva assolutamente condividerle con qualcun altro, ma che non voleva neanche appartenessero a sé)

*

… in una gara a cercare sinonimi per non precipitare nel gelo di una parola.

*

… la cosa strana, ah, è che mi addormento da un momento all’altro, manco un’anestesia è fatta così, dove vanno i sensi?, mi perdo per degli istanti, e riesco pure a sognare, sogni compiuti, un minuto di sonno, anche meno, da cui mi risveglio pianissimo, con una sensazione di sete dolorosa, quasi che mi avessero aspirato la gola, un tubo dell’aspirapolvere, e tutto il mondo sembra di feltro,

  un letto di sabbia,

  un labirinto di carta vetrata,

  di carta impazzita,

  di respiri che provi a contare,

  dei rumori della casa, il frigo, gli spifferi, le macchine di fuori, che cerchi di distinguere uno dall’altro,

  ma abbassiamoli questi termosifoni, no?

*

E’ venuto a trovarmi oggi alla solita ora malata di afa…

*

Vado a lavarmi, e sento che nell’altro bagno vicino Michel si sta tirando una sega. Esco senza essermi fatto la barba, e gli urlo: “Mi ha cercato qualcuno questi giorni?”, sperando di farlo smettere.

“Sì“, mi urla di rimbalzo, ”ha telefonato dieci volte una che si chiama Cu o Chi o Co. Una cosa del genere.”

“E perchè non me l’hai detto?”

Perchè non sono la tua segretaria. Colta la citazione?”

“Ti ha lasciato un numero?”

“Noooo”, mi urla Michel, ancora da dentro il bagno, “Scusa, è finita la carta igienica. Non è che me la puoi portare?”

*

Lei rimane con una faccia appesa che quasi non voglio sia quella faccia, ma invece è quella, e io la guardo ancora, sperando che a forza di guardarla, quella faccia si trasformi, cambi, che non riesca a conservare quella fissità per molto, che un nervo gli si ritorca sotto la pelle, o che finalmente scoppi a ridere, e mi dica: “Ma sei un cretino!”, o:”Ma davvero ci hai creduto?”, o anche soltanto: “Francess-co”, con una qualsiasi dei milioni di espressioni che le conosco…

*

La vasca piena d’acqua è una bara calda, se ci pensi. Oppure l’interno del pugno di Nettuno. Oppure un pezzo di oceano ucciso e tenuto in casa a tuo uso personale, per vanità.

*

Uno spera che l’attrazione anche morbosa che nutre per l’altrui felicità e lo squallore, prima o poi diventi pietà, no?

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Il primo libro di Christian Raimo (Latte) è stato, insieme ai burned children, il segno d’avvicinamento a minimumfax. All’inizio di questo suo nuovo, ho avuto una brutta impressione,dovuta al fatto che due tra i tre racconti (Magari no, Gli amici della Canottieri Lazio & Vacanze romane) secondo me meno riusciti sono all’inizio della raccolta, ma una volta finita devo ricredermi. In particolar modo mi hanno colpito: Tutte queste domande, La vita che verrà & Il segno di Giona. Proseguendo con: Cassius Clay & Che Faccia hai?.

Per questioni di spazio ho omesso due parti che mi sono piaciute molto e sperando che qualcuno di voi se lo compri vi dico le pagine: 48-49 & 192-194.

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