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Archivio per giugno 2004

30 giugno 2004 2 commenti

DIAMO I NUMERI
(GIUGNO 2004)


 


Giorno con il maggior numero di visite: 133 – 01 giugno


 


Giorno con il maggior numero di visitatori unici: 91 – 01 giugno


 


Incremento di visite rispetto a Maggio 2004: + 8%


 


Chiavi di ricerca particolari:


 


sborra (immancabile)


sborra nei piedi (new version)


cassette postali in alluminio


calligrafia indiana


dipnoi pesci polmonati


guardava attraverso il bicchiere


kebab


materassini gonfiabili


maghi veri e maghi inventati


necrologi su il tirreno del 20 giugno 2004


scopone scientifico


rhum e cocaina


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da “La fine della strada” di John Barth


 


Il rifiuto di un invito a cena aveva spento, attraverso vie di una sottigliezza imperscrutabile, la follia dei tasti, premuti al massimo, di quel sottile flauto che io sono, il quale per un momento aveva risuonato in modo acutissimo.


*


Sapete, mi sembra che tante volte un prende in giro un altro perché le opinioni dell’altro lo mettono in imbarazzo e lui non sa veramente come confutarle. Sente che dovrebbe sapere come fare, ma non lo sa, e invece di ammetterlo e studiare il problema e cercare di trovare una valida confutazione, si limita a deridere gli argomenti dell’altro. E’ troppo facile deridere un argomento.


*


Fare concessioni può essere cristiano, ma per significherebbe sempre non prendere sul serio la persona alla quale si fanno. Questa è la mia sola obiezione al vostro prendere in giro Rennie; non perché ciò possa ferire mi suoi sentimenti, ma perché significa che le fate delle concessioni perché è una donna, o per delle sciocchezze del genere.


*


Andavo solo avanti a sognare come una grossa palla di sonno.


*


sapete cosa sono arrivata a pensare, Jake? Penso che voi non esistete neanche. Avete troppi aspetti differenti. Non semplici maschere da mettere e levare – tutti ci mettiamo delle maschere. Voi siete diverso continuamente, diverso ogni volta. Vi cancellate da solo. Siete come qualcuno che si sogna. Non siete forte e non siete debole. Non siete niente.


*


Se in quel momento avessi potuto pensare a individuare il primo passo – e io per primo ne ero incapace – tutti e due, sono certo, avremmo pensato che il primo passo, chiunque l’avesse fatto, era già stato fatto.


*


Non lasciava minimamente capire cosa stesse provando. La cosa di cui mi rendevo conto con chiarezza era la sua solitudine, sia in quello che era successo che in quello che stava per succedere – in ultima analisi, la fondamentale solitudine di ogni essere umano quando si trova in una situazione critica. Non è mai assoluta, ma certe volte è più evidente, e proprio ora mi rendevo conto di quanto Rennie fosse sola rispetto a Joe, a me, ai valori, ai motivi, al mondo o alla storia: un animale solo in un momento difficile. E Joe a casa, che lavava i piatti. Animali soli! Per quanto uno cerchi di mettere tutto se stesso in un motivo, o in una decisione, o in una filosofia, ne resta sempre fuori un pezzetto che dubita e si sente solo.


 


Postilla squisitamente personale:


dalla quarta di copertina “formidabile e spietato romanzo filosofico che alterna comicità e nichilismo, satira e tragedia; al centro, uno dei più irresistibili antieroi della letteratura post-moderna: Jacob Horner” che altro, leggetelo!

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30 giugno 2004 2 commenti
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30 giugno 2004 9 commenti

DI PALO IN FRASCA


(e non so proprio cosa voglia significar€mi)


 


Era da un po’ che non mi capitava una serata come tante altre. Vuoi per altri impegni, vuoi perché volevo spegnere la testa (anche se troppo spesso non ce l’ho fatta, fino in fondo), oppure perché c’erano altre persone prima di me e comunque fa caldo e fare niente è gia tanto, il massimo.


Fatto sta che l’ultimo file di word modificato risaliva al sedici di giungo e non è niente di che… se devo guardare all’ultima cosa scritta con una sorta di senso apparente,  andiamo a inizio mese.


Più o meno – come in tanti, o forse uno solo, hanno scritto: se non hai niente da dire, stai zitto.


Stasera ho ripreso. Lentamente. Forse una trama. Più ossuta che carnale, e va già bene.


 


Ultimamente le giornate scorrono troppo pesanti, piene, per i miei gusti e per i miei ritmi. Gli istanti non esistono, ma solo una grossa e compatta fetta di tempo che domani non avrà peso.


 


[perdiamo tempo]


Fuori cartella, nella rigida e organizzata disposizione dei mie files c’è:


@more – un trattato, un capirci, una ritorsione su se stessi.


23_06_04 – quattro righe su una giornata grigia e umida, incollata addosso.


Nuove albe (04) – la riedizione del pezzo finale del mio primo libro (ferma ormai da mesi, da quando forse ho smesso di crederci).


Casa Cupiello – un inizio, per il quale non nutro la minima speranza. Pronto a defilarsi nella cartella “bozze”, vero e proprio cimitero di elefanti.


PIN – un altro inizio, nell’idea promettente, ma nello svolgimento rivelatosi un po’ troppo statico (forse è solo il momento).


Verità – una riga e mezzo, talmente carica da bloccarmi solo a leggerla.


Tradimento – l’ennesimo inizio(stasera), l’ennesimo sulla carta stimolante.


Pensieri sfusi – una sorta di cestino all’ultima spiaggia.


[recuperiamo tempo]


 


Lo scrittore al quale ho spedito un po’ delle mie cose, non si è ancora fatto vivo. Dopo una risposta ad una mia mail, solo per accertarmi che la busta fosse arrivata, il vuoto si è inserito. Lo stesso che ormai accompagna la speranza di una risposta dalle ultime case editrici che ancora non hanno dato un segno di rifiuto, poche e troppo il tempo ormai passato,   ma come avevo già detto, ormai riconosco i limiti di quel progetto.


 


I cd scorrono, come le bollicine di questa notte immobile, come il piatto bagliore dello schermo.


 


Qui sembra di stare su un tappeto, un tappeto senza pavimento.

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“Lettere dalla Beat Generation (1941-1956)” di Jack Kerouac

Lettere dalla Beat Generation (1941-1956)
di Jack Kerouac
- Mondadori - 

Che cosa c’è da dire? Come mai?… Perché? Che vita strana e bella è questa… incredibile e incantevole come il mare. E’ difficile dire addio. Ci sono molte cose che potrei dire ora, ma non le dirò, così, se non dovessi tornare mai più, nessuno mi piangerà. Ecco perché me ne vado, tranquillamente, con i miei progetti, e non faccio voti e non mi aspetto nulla, ma amo ogni cosa.

*

Una delle donne aveva fiammeggianti capelli rossi, era sdentata e montava un cavallo da circo bianco come la neve. Mi dice: ““dio queste maledette donne che non dicono MERDA quando ne hanno la bocca piena”.

*

Perché non dovrebbe rimanere nulla delle tue viscere? – a proposito di questo, è meglio saltare giù dal leone e camminare sulle proprie gambe, perché se puoi cavalcare un leone puoi anche parlarci, con un leone…

*

Non c’è dubbio, assolutamente no, nel tuo prossimo libro o uno dei tuoi prossimi, scrivi velocemente, mettici dentro tutto, butta tutto fuori, giù, su, dappertutto, scrivi di getto, come Céline, come tu stesso una volta mi dicevi di fare, dio santo impara a battere mille parole al minuto, compra due registratori, sconvolgi le stupide leggi, frega i giudici, fomenta le rivoluzioni dalla tua soffitta, tira fuori tutto, porta tutto avanti, in alto, vinci, stelle, Ah, rivolgimenti, appendici, galassie, tempo, etichette, scatenato.

*

… finché il mio tempo dell’Ora non finirà.
.

Chiudono la fase eliminatoria del torneo con una sconfitta per 4 a 5 (subliminal a secco su un campo pesante). Poca concentrazione e impegno, dovuta alla qualificazione ormai certa della nostra squadra e alla eliminazione già dal secondo turno degli avversari.

28 giugno 2004 5 commenti

Questa sera, ore 21.30 presso il Cittadella, ultima partita del girone di qualificazione del trofeo Manuel Rumi, la squadra di subliminalpop si gioca l’accesso alla fase finale. Nonostante un pareggio e una vittoria, non ha ancora la qualificazione certa.


Si vocifera che sugli spalti (a bordo di campo) ci sarà pure la presenza di subliminalSenior.

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“Non mirare verso beatitudini, benedizioni, grazie, lontane e sconosciute, ma vivere in modo tale da voler vivere ancora una volta e voler vivere così per l’eternità!”


 


Nietzsche

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“… e se la coscienza dell’artista è limpida, la sua risposta a quanti, pervenuti a un buonsenso tutto volto al profitto immediato, chiedono esplicitamente di essere edificati, consolati, divertiti; chiedono di essere prontamente migliorati o incoraggiati o spaventati o scandalizzati o incantati deve essere questa: il compito che cerco di svolgere è, con il potere della parola scritta, farvi udire, farvi sentire; è, prima di tutto, farvi vedere. Questo, è nulla più; ed è tutto. Se riesco, troverete, a seconda dei vostri meriti, incoraggiamento, consolazione, paura, incanto, tutto quello che chiedete – e, forse, anche quel barlume di verità che avete scordato di chiedere.”


 


Conrad

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25 giugno 2004 6 commenti

da “Cocaine nights” di J.G. Ballard


 


… i giudici … non si occupano della verità: lasciano che sia un’altra corte, ben più alta, a occuparsene. Essi trattano l’equilibrio delle probabilità, sulla base delle prove disponibili.


*


… mentre la luce del faro svaniva e dentro la mia testa si chiudeva la notte.


*


La colpa è un concetto così elastico, è una moneta che cambia sempre di mano… e ogni volta perde un po’ del suo valore.


*


“E riguardo a te? Tu sei parecchio dura con i tuoi sentimenti.”


“Sono solo… realista. E’ vero, credo di avere poca stima di me stessa, ma probabilmente è quello che dovrebbe fare la maggior parte di noi. Gli esseri umani non sono poi questa gran meraviglia.”

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“Una sola moltitudine – volume secondo” di Fernando Pessoa

Una sola moltitudine – volume secondo
di Fernando Pessoa
- Adelphi -
.
MODULO FERNANDO PESSOA (ortonimo)

Basti a chi può bastar quel che gli basta
di bastargli abbastanza!
Breve è la vita, l’anima è vasta:
avere è tardare.

*

Ad altri toccherà avere
quanto ci toccherà di perdere.
Altri potranno trovare
ciò che, nel nostro trovare,
fu trovato, o non trovato,
secondo il destino che ci fu dato.

*

Il tuo essere è come quella fredda
luce che precede l’alba,
ed è già lo star per essere il giorno
nell’indomani, confuso nulla.

*

[…] io stesso
sento dentro di me questo freddo cuore
meravigliato di essere un cuore,
talmente è freddo.

24 giugno 2004 2 commenti

IlMomentoSiBlocca


 


prendi le tue verità


il lampo del sentirti


sezioni & scomponi


non c’è più nessuno


taglia, metti qui, cuci, sposta là


non c’è più niente di quello che era prima


apparentemente…


 


[rimettilo a posto, come se non fosse successo niente (silenzioso, senza toccare i fili e stando ben attento, a non far accendere quella lucina rossa)]

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“Quando mi hai lasciato mi hai lasciato tre mutande” di Charles Bukowski

Quando mi hai lasciato mi hai lasciato tre mutande
di Charles Bukowski

 

3 PAIA DI MUTANDINE

 

la Svezia è un posto di merda

Parigi è un posto di merda

 

il boia ha fatto cadere le

zucche sbagliate

 

quando mi hai lasciato

hai lasciato qui

3 paia di mutandine

e io ho troppa trippa

per mettermele

 

Londra è un posto di merda

 

Los Angeles è un posto di merda

adesso:

umidiccia bestia ticchettante

memoria pesce morto che mi

perseguita,

ambulanze mascherate da petali:

 

quel che era sbagliato non è stato

capito

e quel che era giusto non è

durato.

 

SU, GIU’ E TUTT’INTORNO

 

a volte divento irritabile

mi chiedo come sono messo,

sbaglio un passo o due, mi sento

perso.

 

tutti quelli che conosco sembrano

più alti

più intelligenti

più buoni

di me

e

ovviamente

non altrettanto brutti.

 

ma quell’umore non dura

mai

a lungo.

 

lancio uno sguardo

attento intorno,

uno sguardo diretto

e intenso tutt’intorno

e allora

ci

ripenso

 

ma solo

per un

po’.

24 giugno 2004 2 commenti

Clamoroso al Cibali!!
Ieri abbiamo vinto 1-0 contro i più forti del girone. Dopo una partita impostata su una difesa a riccio e lanci lunghi, a venti minuti dalla fine del secondo tempo, sgroppata di Subliminalpop sulla fascia (praticamente tutto il campo), uno-due al limite dell’area e gooool. Con due reti Subliminalpop diventa capocannoniere della sua squadra.


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23 giugno 2004 3 commenti


Questa sera, ore 20.30, presso il Camp Nou del Lario (campo del Cittadella) seconda partita del girone di qualificazione del Trofeo Rumi. Scontro con i primi in classifica, quindi si assisterà ad un vero e proprio massacro.


Subliminalpop come al solito parteciperà in veste di straniero in una squadra dell’età media paleolitica.

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“Diario di uno scrittore affamato” di Jack Kerouac

23 giugno 2004 2 commenti

Diario di uno scrittore affamato

di Jack Kerouac

- Mondadori -

 

Quel genere di notti in cui il luccichio ondeggiante delle stelle sembra ammassarsi sopra i tetti delle case in emozionante immanenza.

*

… i visi che passano come comete sulla superficie della Terra, all’eterna ricerca della propria destinazione. Spero, piccolo folle, che tu capisca che la meta non è un nastro da tagliare alla fine della pista dritta di una gara di corsa, bensì un nastro su un percorso ovale che devi spezzare una volta e poi un’altra e poi ancora, correndo torno torno come un pazzo.

*

Questo perché è tutta la vita che faccio tutto male allegramente, e ho la coscienza pulita. Sono un vero pasticcione.

*

Accidenti!, dico, Accidenti! Tu vai di fretta e io me ne sto qui in piedi, cercando ci catturare nuovamente il passato. Tu, invece, sei là che lo cancelli, il passato del domani, che è il presente dell’oggi, lo stai cancellando mentre procedi a grandi passi, intento solo ai desideri fisici, alle comodità pratiche del tuo banale presente. Sciocco che sei! Aspetta, non correre!

*

Ed ora vi confesso che sto piangendo, in silenzio e senza lacrime………

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Raccolta di scritti giovanili che dimostrano dove e come sarebbe arrivato. In particolare: Nulla & La cosa per cui vivo davvero.
.

da “Poesie” di Federico Garcia Lorca


 



S’increspa il vento grigio.


Gli ulivi


sono carichi


di gridi.


Uno stormo


d’uccelli prigionieri


che agitano lunghissime


code nel buio.


*


LAMENTO


 


Il grido lascia nel vento


un’ombra di cipresso.


 


(Lasciatemi in questo campo


a piangere.)


 


Tutto si è rotto nel mondo.


Non resta che il silenzio.


 


(Lasciatemi in questo campo


a piangere.)


 


L’orizzonte senza luce


è morso dai falò.


 


(Vi ho già detto di lasciarmi


in questo campo


a piangere.)


*



nella mia morte deserta con un solo passante confuso.



*


Non dorme nessuno nel cielo. Nessuno, nessuno.


Non dorme nessuno.


La creature della luna odorano e girano intorno alle capanne.


Verranno le iguane vive a mordere gli uomini che non sognano


e quello che fugge con il cuore rotto incontrerà agli angoli


l’incredibile coccodrillo quieto sotto la dolce protesta degli astri.



 


Postilla squisitamente PERSONALE:


avevo letto qualcosa di Lorca e non mi era dispiaciuto, invece mi devo ricredere. E’ stata dura arrivare fino in fondo, a volte ho letto troppo distrattamente (soprattutto per essere poesia), altre meccanicamente. Un po’ meglio gli scritti più recenti, ma niente che mi abbia coinvolto, entusiasmato, emozionato.

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“Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” di Raymond Carver

22 giugno 2004 2 commenti

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore
di Raymond Carver
- minimumfax –  

 

Sentivo il cuore che mi batteva. Sentivo il battito del cuore di ognuno. Sentivo il rumore umano che facevamo tutti, lì seduti, senza muoverci, nemmeno quando la stanza diventò tutta buia.

* 

Avevamo la strana sensazione che ormai poteva succedere qualsiasi cosa, tanto ci eravamo resi conto che era già successo di tutto.

*

Una grande luna si era posata sulle montagne che circondavano la città. Era una luna bianca e coperta di cicatrici. Qualsiasi idiota poteva vederci una faccia.

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Immaginate un distributore/tavola calda, subito dopo l’ennesima curva di una strada in mezzo a un bosco. Immaginatevi le porte a vetri, le tendine appese dentro il locale. Il campanello, un bancone lunghissimo e le cameriere ancora in divisa con il loro nome sulla targhetta. Immaginate la tabella con la specialità della casa. Quelle lettere, un po’ bianche e un po’ arancioni, attaccate sconnessamente. C’è scritto: “Carver, specialità della casa”.

Il primo incontro si è chiuso con un due a due (con una mia marcatura) abbastanza positivo vista la nostra squadra, no se si conta che giocavamo con i peggiori del girone.


 


N.B. Subito cartellino giallo, dopo 5 minuti dall’inizio, per aver urlato all’arbitro “ma sei fuori!” su un doppio fallo subito e fischiatomi contro!!

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Questa sera, ore 21.30, presso il Maracanà del Lario (campo del Cittadella) prima partita del girone di qualificazione del Trofeo Rumi (o qualcosa di simile, non ricordo bene). Subliminalpop ci sarà in veste di straniero in una squadra della quale ignora gli altri 6/7 !! Ma sa chi è l’allenatore e forse era meglio se non…

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