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Archivio per dicembre 2003

30 dicembre 2003 4 commenti

Il Blog è chiuso !!
Dovrebbe (se la testa e il resto tornano al proprio posto) riaprire il 07.01.04.
A lato trovate la mia possibile metamorfosi di questi giorni se siete di passaggio a Bologna !!









 


 




S.P.C. —————> 2.0.0.4




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30 dicembre 2003 Nessun commento

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.
Fernando Pessoa





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IL NATALE E’ PASSATO…

29 dicembre 2003 8 commenti

IL NATALE E’ PASSATO


Lasciando
un sapore di bollicine nella testa
e
il rumore di carta da pacchi tra le dita




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da “Poesie” di Cesar…

29 dicembre 2003 Nessun commento

da “Poesie” di Cesare Pavese



Il paradiso sui tetti



Sarà un giorno tranquillo, di luce fredda
come il sole che nasce o che muore, e il vetro
chiuderà l’aria sudicia fuori del cielo.



Ci si sveglia un mattino, una volta per sempre,
nel tepore dell’ultimo sonno: l’ombra
sarà come il tepore. Empirà la stanza
per la grande finestra un cielo più grande.
Dalla scala salita un giorno per sempre
non verranno più voci, né visi morti.



Non sarà necessario lasciare il letto.
Solo l’alba entrerà nella stanza vuota.
Basterà la finestra a vestire ogni cosa
di un chiarore tranquillo, quasi una luce.
Poserà un’ombra scarna sul volto supino.
I ricordi saranno dei grumi d’ombra
appiattiti così come vecchia brace
nel camino. Il ricordò sarà la vampa
che ancor ieri mordeva negli occhi spenti.
















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Questo Blog rimarrà …

23 dicembre 2003 Nessun commento

Questo Blog rimarrà chiuso fino al 29 dicembre. Per comunicazioni urgenti, servirsi di piccione viaggiatore.

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da “Ondata di freddo…

23 dicembre 2003 Nessun commento

da “Ondata di freddo” di Thom Jones



Essere così solo gli offriva un buon punto di vista da cui scrutare negli abissi della sua anima, ma a che serviva? Quanta verità si poteva sopportare di guardare? Specie se il processo ti riduceva a un alcolizzato ubriaco.
*
“Eccome”, disse Freddy. “Lì mi pare che la vita abbia un senso. Da queste parti non valgo niente. Non sono fatto per vivere qui. In Africa rifiorisco, anche se non è certo un posto facile. L’Africa si genere e si consuma a un ritmo accelerato. Senti quasi il ronzare dell’energia. Un’ora di pioggia può far diventare verde il deserto in un giorno solo, poi altri due giorni di sole e tutto quel verde diventa marrone. Produzione, consumo. E’ tutto un processo istantaneo. E’ proprio… straordinario. Appena metti piede laggiù, capisci immediatamente tutta la storia della cosiddetta “culla della civiltà”. Mi hanno dato un permesso per malattia. Sono tornato a casa solo per rimettermi un po’ in salute. Ma qui è una vita di merda”.
*
Quando dia fiducia o credito a qualcuno, prima lo ascolti e poi decidi di prendere per buono quello che dice. Quando sai che le cose che dice quella persona sono vere, sono profonde e ti sembrano giuste, col passare del tempo, a mano a mano che la conosci meglio e diventate amici, accetti per atto di fede qualunque altra cosa ti propini.





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da “La donna che si …

22 dicembre 2003 Nessun commento

da “La donna che si tagliò la gamba al Maid stone Club” di Julia Slavin



Appena vedo Sarah, la voglio stringere così forte da farla passare attraverso di me.
*
A volte la miglior tattica per negoziare è rimanere in silenzio. Lasciare che la controparte si dibatta tra parole e pause. Lasciare che se la sbrogli da sola e che arrivi alle tue stesse conclusioni per i fatto suoi.
*
Il fumo si arriccia sopra l’orlo dei comignoli, rotola giù, gira intorno agli alberi e alle case, mi circonda le caviglie mi risale per le gambe. La gonna mi si gonfia come un ombrello. Sul cappotto mi si aprono buchi fumanti.
“Stai prendendo fuoco, Carla! Buttati a terra e rotola!” Del fa dei passetti di traverso davanti a me come se cercasse di bloccare un attaccante. Io mi volto e corro via.
“No così fai solo peggio. Così lo alimenti. Marguerite!”
Dita di fuoco mi scorrono fra i capelli. La faccia mi si gonfia in un’unica enorme vescica. Mi sollevo da terra in una nuvola di fumo. Del salta, tentando di afferrarmi le caviglie. Io schizzo su come una freccia. Mi libro sopra gli alberi a misura d’uomo piantati da Del, una siepe di agrifogli. Mi pungo un dito su una guglia in cima alla casa di Del e poi volo via col vento. Del è un puntino. Le case sono giocattoli. Sotto di me ci sono foreste vecchie di mille anni. E poi ogni colore diventa bianco quando il mio corpo va in frantumi e semina le nuvole.



Postilla squisitamente PERSONALE:
una raccolta di dodici racconti brevi, fulminanti. “Questa è la raccolta di racconti più insolita e sorprendente che abbia letto negli ultimi anni. L’esperienza la definirei così: due terzi di puro piacere, un terzo di LSD di primissima qualità.” Rick Moody









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22 dicembre 2003 Nessun commento

Non scriverti
tra i mondi


al margine della traccia di lacrime impara
a vivere.


Celan



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Niente di che da seg…

22 dicembre 2003 10 commenti

Niente di che da segnalare…


Ricordo l’appuntamento con Warm My Mind il 27/12/03 allo Zion di Chiasso (Svizzera) e che potete già spintonarvi per aggiudicarvi la vostra copia di Dammi Spazio !!

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da “Poesie” di Emily…

19 dicembre 2003 1 commento

da “Poesie” di Emily Bronte



La notte si addensa attorno a me
selvaggio e gelido soffia il vento
ma una magia implacabile mi ha vinto
e non posso non posso fuggire.

Nuvole e nuvole su di me
deserti e deserti ai miei piedi
nessun terrore potrà allontanarmi
non voglio non posso fuggire.



*



Sono felice quanto più conduco
l’anima lontana dalla sua veste d’argilla
nel vento della notte quando la luna è chiara
e lo sguardo spazia in mondi di luce



Quando io non sono e nessuno è con me
terra né mare né cielo senza nubi
soltanto lo spirito libero e vagabondo
nella vasta infinita immensità















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Il libro è finito! M…

19 dicembre 2003 2 commenti

Il libro è finito! Manca solo la lettura da parte del “comitato” critico e poi è pronto per prendere il volo verso mani ignote e chissà forse interessate, ma più probabilmente distratte.
A Gennaio inizierò con i primi contatti, le prime spedizioni. Le attese e le speranze. Delusione e rifiuti.


Domani, sabato 20 dicembre, Warm My Mind suonerà a Rebbio(CO) dalle ore 22.00 circa, nel corso di una serata per il finanziamento di una radio on-line.
In più un’anticipazione: il 27 dicembre ci sarà l’ultima data della one night allo Zion di Chiasso (Svizzera), more info settimana prossima.



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Pensiero della buona…

18 dicembre 2003 3 commenti

Pensiero della buona notte



A volte credo di dovermi liberare di me stesso, anche semi sembra un compito troppo ingombrante, difficile. Come a volte mi rendo conto di esserlo, senza che gli altri per forza se ne accorgano.
Perdersi nel senso delle cose troppe volte diventa un assurda battaglia con sensazioni, pensieri, che troppo spesso solo noi crediamo di avere, sentire.


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“Mosca più balena” di Valeria Parrella

17 dicembre 2003 Nessun commento

“Mosca più balena”
di Valeria Parrella
- minimumafx -
.
Abito appena a due piani di distanza, ma divido l’appartamento con una Forza che mi proibisce di essere puntuale. La sua abilità sta nell’assumere sempre nuovi aspetti: ultima telefonata, articolo di giornale sfuggito, calzini abbinati male, malessere, ripensamento. Con argomenti inaspettati mi confonde, mi convince, mi trattiene e, quando sono ormai certa di non poter arrivare più in orario, finalmente scioglie la presa e mi lascia correre via.

*
… riemergo da un sonno così profondo che mi pare di aver dormito dalla signora di sotto…
*
… quando comincio a pensare talmente tutto che non riesco a pensare a niente, sento solo un filo di paura che si può toccare e guardare.
*
… nel viavai faccio un’osservazione che non cambierà nulla, un’aggiunta che non aggiunge. Insomma dico cose che non occuperanno spazio nella memoria di nessuno.
*
Quando iniziò così scivolo rapidamente verso il peggio che mi viene in mente; ma mi assecondo perché in genere, arrivata alla morte, torno indietro.

.

Ieri, serata di revi…

17 dicembre 2003 Nessun commento

Ieri, serata di revisione bozze.
La struttura è cambiata completamente, ora il libro è suddiviso in cinque parti. Ho spostato e parzialmente riscritto qualche racconto, ne ho aggiunto uno e sto meditando se l’ultima parte mi convince coì com’è o devo rivederla e ampliarla.
La nota negativa è che c’è qualche problema sul titolo che avevo scelto, peccato.
Dovevo stampare tutto oggi, qui in ufficio, e invece come al solito il floppy non funziona !!




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Informo tutti che è …

16 dicembre 2003 Nessun commento

Informo tutti che è entrato ufficialmente ieri in tipografia il libro “Dammi spazio”, il primo volume della nuova collana de “il foglio letterario”. Per i primi di gennaio sarà pronto per essere portato in tour promozionale e messo in vendita in libreria. Forse, se avviene un piccolo miracolo, già per natale dovrebbe essere disponibile la vendita. Per ora se volete lo potete prenotare qui: ilfoglio@infol.it le spese di spedizione sono a carico della casa editrice. Per maggiori informazioni www.ilfoglioletterario.it (sito in fase di transizione per rinnovamento, anche qui, dai primi di gennaio grosse novità!).

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16 dicembre 2003 2 commenti

da "John Henry Festival" di Colson Whitehead

 

Le cose non accadono solo perché si gli si ordina di accadere. Le cose accadono se si paga il giusto prezzo.
*
E poi come si fa a ripercorrere lo sviluppo di una dipendenza. E’ come un bambino. Cresce a forza di nutrimento e cure, impara a intrufolarsi dappertutto e a farti fesso, e tutt’a un tratto è un individuo autonomo, dotato di volontà e impegnato ogni secondo a progettare la propria sopravvivenza.
*
Ha voglia di tornare a infilarsi sotto le coperte ammuffite e fissare le macchie di umido sul soffitto finché non si trasformano in pozze di sonno allineate dove potrà finalmente tuffarsi.
*
Aveva viaggiato tutta la notte attraverso una serie di sogni febbricitanti. Erano agganciati uno all’altro come le carrozze di un treno. Sapeva che la carrozza di coda avrebbe contenuto il mattino e ogni volta che si riaddormentava sperava che stavolta sarebbe entrato in quella carrozza. Ma apriva la porta della carrozza successiva e si trovava di nuovo in un incubo. Non sapeva che ore fossero.
*
Nelle città si è al sicuro perché non ci sono stelle, la luce di un milione di finestre d’appartamento ti protegge: la notte si riduce a una vasta mediocrità violacea che fa da scudo contro ogni riflessione troppo alta.

15 dicembre 2003 Nessun commento

"Votate Robinson per un mondo migliore"
di Donald Antrim
- minimumfax - 

(traduzione di Matteo Colombo)

 

Probabilmente in quel momento Meredith si stava svegliando. Immaginai mia moglie alzarsi dal letto insonnolita e dirigersi in bagno per la sua doccia mattutina; vidi le sue mani scure regolare i pomelli del rubinetto su caldo ma non troppo; La immaginai insaponarsi e mi sentii baciato dalla sorte, in quella biblioteca che risuonava di voci infantili, baciato dalla sorte per quella donna piena di bellezza e di intelligenza, con cui condividevo la vita. Forse un giorno avrei guadagnato la gloria politica, e mi sarebbe stato bene. Ma lei era un dono assoluto, da non sottovalutare. La sua pelle. I suoi capelli. La sua voce.
*
Il suo viso, visto da lì, ovvero dal basso, mentre discendeva su di me… il suo viso sembrava quello di una persona che si accinge a bere direttamente da un ruscello, osservato da sotto la superficie dell’acqua.
*
Si riempiono, i canali, soffocano di lerciume. I cieli anneriscono, l’umidità scende verso terra, i canali si gonfiano, i prati imputridiscono, nelle strade che nessuno pulisce si ammassa lentamente la sporcizia. Ogni cosa, abitazioni e negozi, distributori di benzina e banche, ogni luogo che ha scandito la mia vita felice in questa cittadina che amo, ogni cosa pare degradarsi. E come tutto appare triste, allora! Mi quasi di vedere rettili con le fauci spalancate emergere dalle finestre a giorno, serpenti scivolare fuori dalle cassette postali di alluminio e dalle basse grate montate sui garage da due posti macchina. E’ una scena onirica, un paesaggio acquoso, familiare e non familiare al tempo stesso, casa mia e luogo estraneo, ripescato dal profondo di me stesso e carico di presagi di perdita, di desiderio, del mio presentimento sempre più intenso di morire annegato.

Secondo appunta…

12 dicembre 2003 Nessun commento

Secondo appuntamento del weekend con Warm My Mind (soundsystem-dancehall)


Sabato 13 dicembre dalle ore 22.30
la dancehall più infuocata e sculettante del Lario
c/o Zion Chiasso (Svizzera)




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Primo appuntamento d…

12 dicembre 2003 3 commenti

Primo appuntamento del weekend con Warm My Mind (soundsystem-dancehall)


Venerdì 12 dicembre dalle 19.00
aperitivo & good vibes – ricco buffet & consumazioni a prezzi popolari
c/o Circolo ARCI Cantù (zona Mirabello)


e si continua anche sabato… stay tuned



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da “Episodi incendia…

12 dicembre 2003 Nessun commento

da “Episodi incendiari assortiti” di David Means



Il tramonto sanguinava sugli alberi del suo giardino.
*
Probabilmente aveva del tutto accettato l’idea che lei ormai non fosse che un’assenza: era le gonne appese nell’armadio, l’odore del suo profumo sulle lenzuola usate ammucchiate nella lavanderia, le ricette staccate dalle riviste e poggiate l’una sull’altra sul suo scrittorio, in quell’angolo tutto suo.
*
Tutte le scimmie impegnate a battere a caso sulle macchine da scrivere hanno finito per scrivere la sua, di storia.
*
La notte assumeva proporzioni vaste, imponenti; la notte era liquida e scorrevole, si estendeva e si assottigliava, riducendosi a un filo incandescente che gli bruciava il piede e il palmo della mano.
*
… come il silenzio di una notte di neve, specie nella parti più brutte della città dove, nella loro stessa desolazione, le rovine del passato acquistavano una bellezza particolare. Gli piaceva da morire.[…]… ascoltare un bel niente se non forse l’acuto, ronzante isolamento della sua stessa solitudine.
*
“Perché ridi?”
“Niente”.
“Eddai”.
“Per quant’è stupido il mondo”, disse Stanley.














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