“Nalda diceva” di Stuart David
Nalda diceva
di Stuart David
- Mondadori –
Uno dei miei desideri, quando tutto questo aspettare finalmente finisce, è di avere un posto tutto mio, grande e di lusso.
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“Guardi quella chiesa” mi ha detto “Non so se sia così anche per lei, ma per me non è più lì che abita la fede. Quel che la maggior parte delle persone cerca al giorno d’oggi, per come la vedo io, è una botta a quello che la vita mette in vendita. Guardi solo quanta gente c’era dove eravamo noi, o fuori dalla sala del bingo. Guardi quanta gente frequenta i casinò ogni sera e quanta gioca alle lotterie. Ecco dove la gente rivolge la propria fede, oggigiorno, e dove la ripone. Il numero di coloro che si rivolgono a quell’edificio, in confronto, è bassissimo. Non è sempre stato così, lo so. Ma oggi la vita offre così tanto, se solo si hanno i mezzi. Mentre se non si hanno può essere una faccenda davvero triste. Non le pare?”
Ho fatto segno di sì.
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Certe volte vedo delle persone, nelle città. Persone che se ne stanno sedute su una panchina o vicino alla vetrina di un caffè, o magari se ne stanno sedute sull’autobus o sul metrò; e solo dal modo triste di stare seduto che ha il loro corpo, o dalle loro facce, riesco a capire che non sono dove vorrebbero essere. Ma anche che è già tanto che ci stanno, e che ci staranno ancora per un sacco, magari per sempre. E se mi metto a pensare a me stesso, che vivo in questo modo così da solo e con tutto questo giardinaggio rompischiena, mi fa venire da piangere pensare come sarebbe essere come quelli lì, senza promesse che tra poco non dovrai più aspettare. E senza la promesso che tra poco avrò quel posto grande e di lusso e poi un sacco di amici specialissimi, e vestiti speciali, anche, ed essere libero di fare tutte le cose che adesso mi fanno paura. E, più importante di tutto, essere finalmente libero da tutto questo giardinaggio.
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“Sa” ha detto “in un certo senso lei è molto più fortunato di altri, signor Reynard. E’ un vero peccato che la maggior parte della gente non veda quel che crede sia la verità, e quello intorno a cui costruiscono le proprie vite… E’ un vero peccato che non ci sia una macchina fotografica che glielo faccia vedere chiaramente.”
Sembrava che si stava agitando un bel po’, e invece di guardare lo schermo come aveva fatto fino a quel momento si è girata per guardare me.
“Pensi solamente a tutte le persone che erano sedute intorno a noi al ristorante stasera2 ha detto. “Pensi solo a tutte le cose che gli sono state insegnate su loro stessi, o sul mondo, che considerano semplicemente vere, quando potrebbero anche non esserlo. E magari c’è qualcosa che loro credono li tenga a galla mentre invece è proprio quello che li tiene sotto. O magari c’è qualcosa che pensano li guiderà nel mondo, mentre è qualcosa che li terra fuori. Ma non c’è al mondo macchina fotografica che gli farà vedere le cose in quel modo, e che li costringerà a risistemarle. E loro se ne allontanano all’infinito.”
Credo che dalla mia faccia deve aver capito quanto ero confuso, perché di colpo si è messa a ridere e si è scusata, e mi ha detto di non farci caso – non stasera almeno.
Postilla squisitamente PERSONALE
Stuart David è stato il bassista nei primi album dei Belle & Sebastian, i migliori per me, e ora ha fondato i Looper. In questo libro mi auto convinco che c’è anche qualcosa di loro e qualcosa di me.
BELLE & SEBASTIAN- Get Me Away From Here I’m Dying
Ooh! Get me away from here I’m dying
Play me a song to set me free
Nobody writes them like they used to
So it may as well be me
Here on my own now after hours
Here on my own now on a bus
Think of it this way
You could either be successful or be us
With our winning smiles, and us
With our catchy tunes, and us
Now we’re photogenic
You know, we don’t stand a chance
Oh, I’ll settle down with some old story
About a boy who’s just like me
Thought there was love in everything and everyone
You’re so naive!
After a while they always get it
They always reach a sorry end
Still it was worth it as I turned the pages solemnly, and then
With a winning smile, the boy
With naivety succeeds
At the final moment, I cried
I always cry at endings
Oh, that wasn’t what I meant to say at all
From where I’m sitting, rain
Washing against the lonely tenement
Has set my mind to wander
Into the windows of my lovers
They never know unless I write
“This is no declaration, I just thought I’d let you know goodbye”
Said the hero in the story
“It is mightier than swords
I could kill you sure
But I could only make you cry with these words



