Archivio

Archivio per ottobre 2003

“Nalda diceva” di Stuart David

31 ottobre 2003 2 commenti

Nalda diceva
di Stuart David
- Mondadori –  


Uno dei miei desideri, quando tutto questo aspettare finalmente finisce, è di avere un posto tutto mio, grande e di lusso.

*
“Guardi quella chiesa” mi ha detto “Non so se sia così anche per lei, ma per me non è più lì che abita la fede. Quel che la maggior parte delle persone cerca al giorno d’oggi, per come la vedo io, è una botta a quello che la vita mette in vendita. Guardi solo quanta gente c’era dove eravamo noi, o fuori dalla sala del bingo. Guardi quanta gente frequenta i casinò ogni sera e quanta gioca alle lotterie. Ecco dove la gente rivolge la propria fede, oggigiorno, e dove la ripone. Il numero di coloro che si rivolgono a quell’edificio, in confronto, è bassissimo. Non è sempre stato così, lo so. Ma oggi la vita offre così tanto, se solo si hanno i mezzi. Mentre se non si hanno può essere una faccenda davvero triste. Non le pare?”
Ho fatto segno di sì.
*
Certe volte vedo delle persone, nelle città. Persone che se ne stanno sedute su una panchina o vicino alla vetrina di un caffè, o magari se ne stanno sedute sull’autobus o sul metrò; e solo dal modo triste di stare seduto che ha il loro corpo, o dalle loro facce, riesco a capire che non sono dove vorrebbero essere. Ma anche che è già tanto che ci stanno, e che ci staranno ancora per un sacco, magari per sempre. E se mi metto a pensare a me stesso, che vivo in questo modo così da solo e con tutto questo giardinaggio rompischiena, mi fa venire da piangere pensare come sarebbe essere come quelli lì, senza promesse che tra poco non dovrai più aspettare. E senza la promesso che tra poco avrò quel posto grande e di lusso e poi un sacco di amici specialissimi, e vestiti speciali, anche, ed essere libero di fare tutte le cose che adesso mi fanno paura. E, più importante di tutto, essere finalmente libero da tutto questo giardinaggio.
*
“Sa” ha detto “in un certo senso lei è molto più fortunato di altri, signor Reynard. E’ un vero peccato che la maggior parte della gente non veda quel che crede sia la verità, e quello intorno a cui costruiscono le proprie vite… E’ un vero peccato che non ci sia una macchina fotografica che glielo faccia vedere chiaramente.”
Sembrava che si stava agitando un bel po’, e invece di guardare lo schermo come aveva fatto fino a quel momento si è girata per guardare me.
“Pensi solamente a tutte le persone che erano sedute intorno a noi al ristorante stasera2 ha detto. “Pensi solo a tutte le cose che gli sono state insegnate su loro stessi, o sul mondo, che considerano semplicemente vere, quando potrebbero anche non esserlo. E magari c’è qualcosa che loro credono li tenga a galla mentre invece è proprio quello che li tiene sotto. O magari c’è qualcosa che pensano li guiderà nel mondo, mentre è qualcosa che li terra fuori. Ma non c’è al mondo macchina fotografica che gli farà vedere le cose in quel modo, e che li costringerà a risistemarle. E loro se ne allontanano all’infinito.”
Credo che dalla mia faccia deve aver capito quanto ero confuso, perché di colpo si è messa a ridere e si è scusata, e mi ha detto di non farci caso – non stasera almeno.

Postilla squisitamente PERSONALE
Stuart David è stato il bassista nei primi album dei Belle & Sebastian, i migliori per me, e ora ha fondato i Looper. In questo libro mi auto convinco che c’è anche qualcosa di loro e qualcosa di me.

BELLE & SEBASTIAN- Get Me Away From Here I’m Dying 

Ooh! Get me away from here I’m dying
Play me a song to set me free
Nobody writes them like they used to
So it may as well be me
Here on my own now after hours
Here on my own now on a bus
Think of it this way
You could either be successful or be us
With our winning smiles, and us
With our catchy tunes, and us
Now we’re photogenic
You know, we don’t stand a chance

Oh, I’ll settle down with some old story
About a boy who’s just like me
Thought there was love in everything and everyone
You’re so naive!
After a while they always get it
They always reach a sorry end
Still it was worth it as I turned the pages solemnly, and then
With a winning smile, the boy
With naivety succeeds
At the final moment, I cried
I always cry at endings

Oh, that wasn’t what I meant to say at all
From where I’m sitting, rain
Washing against the lonely tenement
Has set my mind to wander
Into the windows of my lovers
They never know unless I write
“This is no declaration, I just thought I’d let you know goodbye”
Said the hero in the story
“It is mightier than swords
I could kill you sure
But I could only make you cry with these words

Tag:

30 ottobre 2003 8 commenti

Ieri sera ho visto il nuovo film di Tarantino: Kill Bill – Volume I. Aspetto di vedere anche il volume II per dirvi cosa ne penso. Intanto tre considerazioni:


-          Tarantino è paZZo


-          Uma Thurman è superba


-          Le musica, curate da RZA. sono perfette

Tag:

29 ottobre 2003 9 commenti

Il lavoro sul libro procede a sbalzi. Lunedì sono riuscito a rivedere quasi tre quarti della prima bozza, ma ieri non ho toccato nemmeno una riga. Piano piano si macinano paragrafi.



WARM IN MY MIND


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Ecco a voi il Flyer della prossima dancehall del nostro Sound System (Warm in my Mind), per tutti gli interessati, ci si vede là. Moooore Fiiiiire!!

Tag:

“Herzog” di Saul Bellow

28 ottobre 2003 3 commenti

Herzog
di Saul Bellow
- Mondadori -

(traduzione di Letizia Ciotti Miller)

Il mio comportamento implica che c’è una barriera contro la quale io ho spinto tutta la vita, fin dall’inizio, con la convinzione che fosse necessario spingere, e che qualche cosa ne dovesse risultare.

*
Se si potevano chiamare giorni quegli intervalli di inverno nebbioso. Il sole era rinchiuso in una bottiglia ghiacciata. L’anima rinchiusa dentro di me.
*
Moses! Egli scrisse, che vince quando piange, e piange quando vince. Evidentemente non può credere nelle vittorie.
Appendi la tua sofferenza a una stella.
*
Dietro di lui, il filo della vita era teso fino allo spasimo. Vibrava all’impazzata.
*
Riprendendo l’autoesame, ammise di essere stato[…].
Con i suoi genitori era stato un figlio ingrato. Con il paese, un cittadino indifferente. Con i fratelli e la sorella, affettuoso ma distante. Con gli amici, un egoista. In amore, pigro. Nel brio, smorto. Nell’uso del potere, passivo. Nella confronti della propria anima, evasivo.
*
Vivo o muori, ma non avvelenarti tutto.

24 ottobre 2003 Nessun commento

Ogni cosa si muove.
Ogni giorno il primo.
Ogni fuoco torni scintilla.


Miao Yin



Tag:

23 ottobre 2003 Nessun commento

da “Che ve ne sembra dell’America?” di William Saroyan



L’occhio può amplificare se la mente e l’animo lo permettono. E la mente può distruggere il tempo che è fratello di morte e fratello, ricordiamolo, di vita insieme.
*
Era strano e miracoloso esser vivo in un qualche punto del mondo. Vivo, capace di muoversi attraverso il tempo e lo spazio, mattina, meriggio e notte; e respirare, mangiare e ridere; parlare, dormire e crescere. E vedere, udire, toccare. Camminare per i luoghi del mondo, sotto il sole. Essere al mondo. Nel mondo.
Ero contento che il mondo esistesse, e che potessi così, esistere anch’io.
Ero solo, ed ero triste per ogni cosa, ma ero contento pure. Ossia, ero tanto contento per ogni cosa che mi sentivo triste.
*
… un uomo non comincia a vivere se non comincia a morire.
*
Non c’era da far altro, in ogni caso, che dire così è la vita e lasciar correre pur avendo nel cuore il desiderio di vivere davvero, esser vivo come un uomo dovrebbe esserlo, come un dio.
*
Uno prende e impara che è sempre bene andare incontro alla musica e più presto è meglio è.











Tag:

23 ottobre 2003 3 commenti

Nuove


 


Il lavoro di revisione sul libro si è un po’ rallentato, ma ho finito altri tre pezzi e buttato giù l’inizio per altri due.


Stasera vado alla presentazione di un corso di scrittura creativa. Voglio vedere… ma già per “principio” non sono molto convinto.


Domani il nostro sound system “Warm in my mind” ha una serata a Milano.


Sabato, sperando sia una giornata ancora più grigia di oggi e cercando la voglia matta, dovrei portarmi molto avanti nella revisione della prima parte.


 


Stop

Tag:

22 ottobre 2003 2 commenti

da “Le ore” di Michael Cunningham


 


Ha fallito, e ora le voci sono ritornate, mormorano indistinte proprio dietro il suo campo visivo, dietro di lei, qui ,no ti volti e sono andate via, da qualche altra parte.


*


… mentre la maggior parte delle persone se ne va in giro con simili speranze chiuse, come tanti minuscoli pugni, che non vedono mai la luce.


*


E’ la calca della città, la sua spinta a muoverti: la sua complessità, la sua vita senza fine.


*


Vorrebbe aver fatto qualcosa di meraviglioso, qualcosa che appaia meraviglioso anche a chi non la ama.


*


E’ vero, è vero in una maniera schiacciante.


 


Postilla squisitamente PERSONALE


Guardatevi pure il film, per una volta tanto potrebbe reggere il confronto con il libro.

Tag:

20 ottobre 2003 9 commenti

26



26 inizi


26 “Una giornata come quella di oggi non deve e non può ripetersi, ma se io mi sono comportato così non è colpa mia. Non sono così, sono tutt’altra persona, non riesco a fingere quello che non voglio essere ma allo stesso tempo non voglio trovarmi solo, putrefatto così, perché non sono come gli altri vogliono che io sia.” V.T.


26 errori da ripetere


26 scritte sul muro e tutte uguali: doppio taglio!


26 piccole fotografie


26 chilometri di cyclette esistenziale, giornalieri


26 litri di speranza gassosamente fantastica


26 un numero che se ci penso, e wow lo sto facendo da cinque minuti, non mi evoca proprio niente


26 moooooooore fiiiiiiiire


26 calci a un pallone di gomma piuma e conto


26 lo senti? lo sentite?


26 potrei dirti tutto quello che vorresti sentire


26 e adesso ci sono arrivato: una posizione del kamasutra, il numero di maglia di qualche giocatore di un qualche sport che ignoro, sicuramente appartenente a qualche codice o numero di serie/riconoscimento (carta d’identità, bancomat, numero civico, targa, tessera sanitaria, telefono, IP)


26 click


26 °, sui quali abitualmente cammino


26 lune, come tante sere affacciato alla finestra


26 tentativi, occasioni, strade


26 calendari salvati sotto la voce: esperienze passate. Archiviati da qualche parte, dove non ricordo. Senza chiave


26 c’era una volta


26 sono per tutti VOI


26 [819936000]


26 guardo in basso, a fondo, per cercare di comprendere senza il bisogno di capire


26 buonanotte


26 v e n t i s e i


26 e se guardo indietro… abbandonati vedo il 24, il 15, il 6 e così via. Come vestiti gettati in un angolo della stanza, usati fino all’ultimo respiro


26 è/e adesso!/?





















































 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


[Nota: essendo SubliminalPop in terra elvetica per “lavoro”, posta ma non assicura risposte fino a domani]

Tag:

17 ottobre 2003 3 commenti

” Ho avuto bisogno delle droghe per abolire dentro di me il doloroso riflesso della schizofrenia dei miei tempi, per spegnere l’impulso di tirarmi subito in piedi e di uscire nel mondo a vivere un’identità appropriata e tradizionale… Gli astronauti che erano i miei eroi si muovevano lungo le traiettorie dello spazio interiore… Volevo evadere dalla prigione mentale del mio linguaggio, volevo renderlo nuovo…”


Alexander Trocchi

Tag:

17 ottobre 2003 1 commento

Ieri sera è stata una serata abbastanza produttiva. Ho quasi terminato la revisione (mezza censura) della parte centrale. Con un po’ (ma proprio poco) di ragionamento logico, sono riuscito a trovare una “struttura”. Probabilmente quella finale. Recupero un paio di pezzi vecchi e li metto in apertura, ma ho ancora qualche timore/problema di una paio di salti temporali troppo ampi per quello che ho in mente.


Dovrei scrivere ancora qualcosa per poter dire di avere TUTTO il materiale, ma in questi giorni scrivo poco. Quindi…


 


Nella classifica dei possibili titoli ce n’è uno che sta staccando gli altri e un vecchio ritorno che sta scalando le posizioni. Ma questi sono solo particolari.

Tag:

17 ottobre 2003 Nessun commento

da “Zoetrope: All-Story” di Autori Vari


 


Stretti gomito a gomito, fianco a fianco, tutti sembravano quello che in realtà non erano.


*


Si sforzò di ricordare tutto quello di cui avevano parlato, ma le birre e le ore si erano ammassate le une sulle altre e cercare di afferrare qualunque scampolo di conversazione era come inseguire la luce.


*


“Mio padre diceva sempre che la vita è nel movimento.”


“Cosa intendeva?”


“Non lo so. E’ solo che mi piace come suona.”


*


Aveva abbastanza anni ed esperienza per sapere che il sesso era un’illusione, ma era abbastanza giovane da pensare che fosse un’illusione fragile.”


*


“Ho deciso” disse ad alta voce “di non prendere nessuna decisione oggi.”


*


Ho cominciato a fare capriole in mondi sotto il pavimento, e ho sbattuto contro lo zenit della totale impotenza umana. Ho pianto fino a farmi venire dei conati di vomito.


Sto piangendo così tanto che non posso vedere il foglio, ma mi sembra di guardare veramente sotto la mia pelle, per la prima volta.


[Yyyyyaaaaawwwwwnnnnn, scusate non mi sono trattenuto]


*


Vedi, siamo tutti complici del nostro dolore.


 


Postilla squisitamente PERSONALE


Estratti (senza citazione) di autori vari dai racconti che compongono questa raccolta. I migliori apparsi su “Zoetrope: All-Story”,  rivista fondata da Francis Ford Coppola.

Tag:

16 ottobre 2003 9 commenti

“L’uomo, sotto effetto della passione, non potrà mai godere di una stabile felicità, ma solo febbrilmente. Che il sentimento/sensazione sia rivolto a qualcosa, qualcuno o un insieme di tutti e due, non ha importanza. La passione è una costante ricerca di se stessa. La passione non ha fine.”


Cheslaw Kiriowski


 




























































 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



 


 


***


Credits: SubliminalPop @ Malaysia 2001


Tag:

16 ottobre 2003 9 commenti

Ieri sera sono andato avanti (o indietro?!?!). Piano, lentamente, mentre mangiucchiavo degli spiedini di pollo cercavo di limare, togliere e anche censurare (purtroppo) alcune parti del pezzo che dovrebbe assumere una posizione centrale (solo geograficamente parlando) nel libro. Lo ammetto non ho fatto molto, giusto le cose più rilevanti e evidenti. Anche perché dopo è arrivato Delicious in preda a mille prede (eh eh). Basta pensare che siamo finiti a parlare di generazioni!!!


 


Se vado avanti così, chissà tra quanto riuscirò ad avere una sorta di bozza, sigh!

Tag:

15 ottobre 2003 4 commenti

Andate sul sito www.i-talsound.it, cliccate su gallery e successivamente su Gentleman Pow Wow.
In una delle varie foto della serata c’è anche il sottoscritto: SubliminalPop.

Tag:

15 ottobre 2003 1 commento

Finalmente ho preso il drago o il topo, dipende come la si vuole vedere, per la coda.


Ieri è iniziato il lavoro sul mio primo “libro”. Ho stampato tutto o quasi (escluse eventuali entrate nel tempo), e adesso mi ritrovo con circa 350 pagine nelle quali immergermi, aggirarmi.


 


E adesso speriamo di trovare tempo e convinzione per metterci mano…

Tag:

15 ottobre 2003 1 commento

da “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino


 


La cosa che ti esaspera di più è trovarti alla mercé del fortuito, dell’aleatorio, del probabilistico, nelle cose e nelle azioni umane, la sbadataggine, l’approssimatività, l’imprecisione tua o altrui.


*


Ma non è soltanto questo: è che trovo nella luce del giorno, in questa luminosità diffusa, pallida, quasi senz’ombre, una oscurità più densa che quella della notte.


*


Tutto questo comunque solo come contorno dei miei stati d’animo: ora d’abbandono festoso all’onda degli avvenimenti, ora di ripiegamento in me stesso come concentrandomi in un disegno ossessivo.


*


… perché anche ricordare il male può essere un piacere quando il male mescolato non dico al bene ma al vario, al mutevole, al movimentato, insomma a quello che posso pure chiamare il bene e che è il piacere di vedere le cose a distanza e raccontarle come ciò che è passato.


*


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto.


*


… come se da un giorno all’altro io fossi cambiato al punto di non riconoscermi più nel me stesso di ieri.


 


Postilla squisitamente PERSONALE


Romanzo mutante? O solo un esercizio stilistico, letterario?

Tag:

“L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers

14 ottobre 2003 Nessun commento

L’opera struggente di un formidabile genio
di Dave Eggers
- Mondadori -
(traduzione di Giuseppe Strazzeri) 

 

… sappiate che ogni compromesso è un’autostrada a cinque corsie che ci attraversa l’anima…

*

Vorrei salvare e conservare tutto, ma allo stesso tempo vorrei anche che tutto sparisse, incapace come sono di decidere se è più romantica la conservazione o il decadimento.

*

Ha avuto almeno cinque parrucche, ognuna triste come solo le parrucche sanno essere.

*

Mi stendo il respiro di Beth è pesante, tranquillo. Il soffitto sembra fatto di latte. Si muove, lentamente. Agli angoli è più scuro. Sembra fatto di panna. Le sbarre di metallo che attraversano e sostengono il materasso ci premono contro la schiena. Il soffitto è fluido.

*

Io non trattengo più. Il dolore arriva e io lo prendo, lo mastico per un minuto e poi lo risputo fuori. Non ci sto più e basta.

*

“Cristo.”

“Lo so, è pazzesco.”

“Dobbiamo cambiarlo.”

“Ispirarlo.“

“Lui e tutti gli altri.”

“Mettere tutti insieme.”

“Tutta la gente.”

“Basta con le attese.”

“Azione attraverso le masse.”

“Fermarsi è un crimine.”

“Come esitare.”

“E lamentarsi.”

“Dobbiamo essere felici.”

“Sarebbe difficile non esserlo.”

“Dovremmo proprio impegnarci per non esserlo.”

“Abbiamo un compito preciso.”

“Abbiamo dei vantaggi.”

“Abbiamo un base da cui permetterci di rischiare.”

“Una rete in cui cadere.”

“Questo si chiama lusso.”

“Lusso di spazio e tempo.”

“Qualcosa di raro e prezioso.”

“Che quasi non ha precedenti nella storia.”

“Dobbiamo fare cose eccezionali.”

“Dobbiamo.”

“Sarebbe vergognoso non farle.”

“Prenderemo quello che abbiamo avuto in dono e uniremo la gente.”

“E cercheremo di non sembrare così terribilmente teste di cazzo.”

“Giusto. Da adesso in poi.”

*

IL FUTURO E’ QUI E NON SE NE ANDRA’!

 

Postilla squisitamente PERSONALE

Tante, troppe parti da riportare. Forse questo, anche se non “epocale”, è il libro che vorrei aver scritto. Forse per quel “disincanto” che pervade tutte le pagine. Prendere le cose come vengono, ma senza sminuirle o snaturarale. Senza rinunciare ad un po’ di sana autocommiserazione tenendo i piedi ben saldi per terra e la testa alta.
. 

13 ottobre 2003 4 commenti

E sono TR3!


 



Una per Teo, una per Thomas e una per Buz o Zub che si voglia chiamare.


… ma non vi preoccupate, Geco e Jack, il 5 arriva presto!!



 


Subliminal Van Basten

Tag:

13 ottobre 2003 3 commenti

da “L’altra tigre“ di Jorge Luis Borges


 


Cercheremo ora una terza tigre, ma come le altre anche questa sarà una forma di ciò che sogno, una struttura fatta di parole e non la tigre in carne e ossa che al di là di tutti i miti solca la terra. Conosco queste cose abbastanza bene, e tuttavia una forza continua a spingermi in questa vaga, irragionevole e antica ricerca, e continuo a inseguire ora dopo ora un’altra tigre, la bestia che non si torva nei versi.

Tag: