Ieri sera mi arriva un fax dalla clinica “I giardini della nostra vita”-Biasca(Svizzera) a nome del dottor Buchenwald. Sulle prime non capisco, forse finalmenete mi internano, penso. Invece leggendo la firma finale scopro è quel indefesso di Bradpizza, nonstante si stia curando da tossine assassine, è riuscito a mandarmi il secondo numero della sua rubrica. A voi la lettura.
Il Neurone di bradpizza – numero 2 Reflecting…
Reflecting…
14.06.02
Quanti specchi si sono rotti su queste strade?
Quante lenti sono cadute dai vostri occhi?
Bambini salutano dalla massicciata
Intanto gli oleandri fioriscono, Rosa
Capisco ora che
Il deserto comincia a respirare al tramonto
e continua tutta la notte.
… ripeto e ripeto che l’unione non esiste.
Ha perso definitivamente le sue tracce.
Il giorno è importante, è tutto ciò che conta nel suo essere immobile, attraversato da fenomeni transitori di velocità, istantanei, apparentemente distaccati dalla terra che separano. Sospesi nell’incomprensibile.
Apre la portiera stanco.
Il piede appoggia sulla superficie secca, dopo un secondo.
Cancellato sullo sfondo bianco/azzurro a seconda dell’ora.
Personaggi singolari si aggirano su questa terra di sassi.
Una voce dall’accento inglese, sulla radio ingannevole
- qui unnnfucking casino della madona…
Gli altri lo osservano mentre si dirige verso il bar di ceramica. Indifferenza negli occhi.
Singolarità esistenti.
Il senso del respiro al lato della strada, impercettibile per ridurre lo sforzo durante la giornata.
Uomini dormono sotto l’albero della loro vita, cercando di vendere il loro volto e bottiglie gialle. Plastica diffidente.
Rischio di dimenticare il concetto dei giorni persi che suddividono l’anno.
Versi tuonano nella mente lucida della confusione immobile.
Ormai è ripartito dopo la sosta. Non riesce a dare una ragione a ciò che lo circonda, in un cerchio senza circonferenza, infinitamente largo. Anni fa è stata costruita una trincea di lamiera per difendere un territorio minato senza apparente motivo. Qui sono stati tracciati i primi confini geometrici della storia dell’uomo, per mancanza di riferimenti (sono idealmente abituato a confini geografici, mari, monti, fiumi, dimenticando il conflitto).
Fiato sospeso in attesa del calare del sole
barcollante giù all’ingresso del porto
blu immobile.
Il filo che porta la corrente in città è stato tagliato.
Una striscia nera, ricoperta di plastica bruciata nella sabbia, ora giace sul suo antico traliccio e nessuno se nè cura.
Cancellato prima di arrivare alla dimora estiva del potere.
In fondo alla spiaggia, nella foschia, guardie attendono il fotografo per annegarlo.
Non avrai più problemi adesso che il presente ha un significato esclusivamente legato al pensiero.
Una promessa circondata dall’ombra dei leoni.